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giovedì 30 agosto 2012

gli eventi di JVM


Valeria Gulotta, trentatrenne, siciliana di nascita, milanese di adozione, è uno dei nuovi volti più promettenti delle Pubbliche Relazioni in Italia.

Titoalre di Jvm Concept Show, affabile e diretta, ha iniziato a lavorare per produzioni culturali e progetti di comunicazione per far conoscere al grande pubblico l’attività di aziende, designer, sportivi  e politici.

Crea eventi, feste, convegni, conferenze stampa, spot con abilità ed eleganza, dando una personalità specifica al prodotto, veicolandone un messaggio preciso che attiri l’attenzione. “ Se l’Evento è originale, costruito con cura e attenzione a ogni dettaglio, il prodotto assume un’anima capace di entrare nel cuore del pubblico. Innovazione e Creatività sono fondamentali per emergere.”

martedì 28 agosto 2012

XIX Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni: chiusura con grandi ospiti


XIX Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni.

Duccio Camerini, Tosca, Massimo Venturiello, Alessio Ninu: con grandi ospiti prosegue fino al 2 settembre la diciannovesima edizione dello storico festival di Anagni

Dopo il debutto che ha visto protagonisti la coppia Palmieri - Tanzi in Clizia, il teatro danza spagnolo di Asun Noel e l'istrionico Gino Curcione, uno dei massimi nomi dell'avanguardia napoletana, il XIX Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni, sotto la Direzione Artistica di Giacomo Zito, prosegue con altri appuntamenti d'eccellenza fino al 2 settembre.

Per il Cantiere Giovani, il 31 agosto sarà in scena Alessio Ninu con il suo Setterane e  tutti i gradi di un passaggio, uno spettacolo multidisciplinare e multisensoriale in cui l'autore nel corso dello spettacolo, si divide tra il canto e una tela da dipingere in diretta secondo l'ispirazione della serata. 

Spazio alle rivisitazioni dei grandi classici il 1 settembre con Antonio e Cleopatra e Io di Shakespeare e Duccio Camerini, una commedia/tragedia sull'impossibilità di stare insieme fino in fondo, in cui l'immaginario shakesperiano incontra i tanti linguaggi del teatro in una rielaborazione originale e contemporanea.

A chiudere il festival, il 2 settembre, un'altra coppia artistica d'eccezione, Tosca e Massimo Venturiello, in scena con un coinvolgente e appassionato Lettere di Abelardo ed Eloisa, Storia di un amore sconfinato. Una storia d'amore vissuta ottocento anni fa,  che attraverso una versione di musica e parole dell'epistolario che li ha resi immortali, rimanda ad altri grandi amori della letteratura, come "Giuletta e Romeo", "Tristano e Isotta" o "Paolo e Francesca", 

Dal Teatro alla Formazione. Durante il periodo del festival, oltre al convegno La parola e la scena (30 agosto) che approfondirà le tematiche legate al rapporto tra testo e scrittura scenica, sarà offerto un workshop di approccio alle discipline teatrali, Il Mondo è un Palcoscenico (29 agosto), sia per avvicinare all'arte scenica tutti coloro che desiderano confrontarsi e mettersi in gioco in prima persona, sia per incrementare le energie creative e artistiche del territorio, coinvolgendo ancora una volta cittadini e pubblico abituale. 

Il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni vuole così portare il pubblico a riappropriarsi del ruolo attivo di spettatore critico, restituendo così al teatro la sua funzione politica e sociale. "Per questo profondo bisogno," concludono gli organizzatori "in questo frangente di crisi sociale ed economica foriero di cambiamenti significativi, garantire l'esistenza di un faro culturale quale il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni è un atto di maturità civile". 

Appuntamento con il XIX Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale fino al 2 settembre, Anagni (FR).

Per info: www.comune.anagni.fr.it  


Festival EXPOP TEATRO 2.0 "ASSASSINIO DELL'ESTETICA" Cagliari, 4-5-6 settembre



EXPOP TEATRO 2.0

A CAGLIARI TRE GIORNI DI INCURSIONI URBANE

PER CELEBRARE L'ASSASSINIO DELL'ESTETICA

 

Lavanderie a gettoni, distributori di benzina, scale mobili, mezzi di trasporto, 

giardini, toilette, camerini di prova e locali commerciali momentaneamente sfitti 

sono le originali location di un festival che dissemina arti performative

e contaminazioni visuali nel tessuto urbano del capoluogo sardo,

con la direzione artistica di Valeria Orani e Valeria Ciabattoni.

Teatro, installazioni e mostre vengono offerte gratuitamente alla città.

Senza dimenticare di aprire uno spazio per la riflessione, con il seminario

"Lost in Promotion - produrre le arti performative nella contemporaneità".

 

Cagliari, 4-5-6 settembre 2012

 

Dopo la fortunata partenza dello scorso anno, si presenta al pubblico con una veste interamente rinnovata e con l'ambizione di fare leva su originali e intriganti modalità comunicative la seconda edizione di exPop Teatro, vetrina di arti performative e contaminazioni visuali che si spalanca a Cagliari dal 4 al 6 settembre 2012 (con la possibilità di visitare gli eventi espositivi fino al 9 settembre). "Assassinio dell'Estetica" è la formula scelta come tema e titolo della seconda edizione della manifestazione nata nel 2011 a Cagliari, all'interno del programma dell'European Jazz Expo, con la direzione artistica di Valeria Orani e Valeria Ciabattoni, ideatrici del festival.

Con la volontà di promuovere un autentico coinvolgimento del pubblico e una più profonda contaminazione degli spazi urbani del capoluogo sardo, si rinnovano gli intenti e i contenuti dell'appuntamento settembrino con i linguaggi del contemporaneo.

A Cagliari l'arte si fa strada. exPop Teatro 2.0 rivoluziona, con vere e proprie incursioni urbane, la topologia dei quartieri di Villanova e San Benedetto e regala una nuova vita al Parco di Monte Claro, strappandoli a una quotidianità spesso distratta per farli diventare per un attimo palcoscenici non convenzionali, set di istantanee performative, ribalte per mostre e installazioni. Come in un vasto e fluido flash-mob, questi appuntamenti vengono proposti alla libera fruizione e alla sorpresa di un pubblico non sempre consapevole, attirando l'attenzione dei passanti e cercando di innescare un processo di comunicazione emozionale e coinvolgente, secondo i più schietti intenti del pop contemporaneo.

 

L'EVENTO. Undici nuclei artistici, selezionati attraverso un bando divulgato nello scorso marzo, propongono altrettante visioni e declinazioni dell'"Assassinio dell'Estetica" presentando performance, mostre e installazioni, offerte gratuitamente alla fruizione del pubblico: si tratta di progetti originali che si affiancano a una rivisitazione di opere già proposte su altri palcoscenici e facenti parte del repertorio ormai collaudato di artisti e compagnie. I singoli spunti si rincorrono e si completano per suggerire, nell'insieme, ironiche e intriganti analisi della realtà attuale e porre interrogativi, non senza drammi, sulle derive del contemporaneo. Progetti creati o ripensati su misura per la kermesse che, tra parole, suoni e visioni, dilatano squarci di inattesa poesia, evocando suggestioni diverse, apparizioni in non-luoghi, facendo incontrare le icone della cultura pop con i "mostri della porta accanto" e mescolando ipotetiche conversazioni private, passioni e segreti messi a nudo con pubbliche enunciazioni di soggettività artistiche non omologate.

exPop Teatro intende colorare con pennellate vivaci una Cagliari che si scopre sempre più multiculturale e contemporanea, articolando un progetto di riappropriazione del tessuto urbano che ambisce a diventare con il tempo un laboratorio aperto a sperimentazioni e contaminazioni tra generi, linguaggi e stili, in un dialogo non convenzionale con il pubblico. Solleticando la curiosità verso nuove espressioni performative e artistiche in generale.

"Assassinio dell'Estetica" è, inoltre, il punto di partenza per una riflessione sui meccanismi di negazione di tutta quell'arte che non si integra con le logiche della mercificazione contemporanea, sull'annichilimento del talento, sulla miopia di una certa gestione politica della cultura, sulla chiusura dei luoghi deputati all'espressione, sul taglio inesorabile imposto a tutte le forme di finanziamento garanti non solo dello sviluppo, ma anche del mero sostentamento della creatività. exPop Teatro 2.0 è, nelle intenzioni degli organizzatori, un modo di gettare il guanto a una società che si convince sempre che l'arte è superflua e come tale non serve, proclamando a gran voce che in periodi di crisi è giusto "assassinarla".

"La nostra sfida – spiegano i direttori artistici Valeria Orani e Valeria Ciabattoni – è dimostrare che mai nessuno potrà sconfiggere la creatività perché l'arte e l'effimero sono l'ordito di una società contemporanea la cui trama è costituita dalla concretezza delle disillusioni. L'estetica, intesa come sogno, come arte allo stato puro, è trovare il bello nelle bruttezze del quotidiano".

La città di Cagliari diventa così corpo vivo in cui si innestano epifanie dell'umano con il gusto dell'effimero, impreziosite dalla capacità di imprimere graffi sull'anima. Gli spettatori, invitati al ricco e vario banchetto di un calendario artistico fruibile in completa gratuità, potranno scegliere chi e cosa, quando e quanto vedere, lasciandosi sorprendere da un incontro inatteso in un negozio, in una lavanderia, al parco o in un caffè, cogliendo o perfino "inseguendo" per le vie o tra le stanze frammenti di teatro, schegge di verità e meravigliose bugie. Un teatro, quello di exPop 2.0, in cui il palcoscenico coincide con la stessa azione artistica, sia essa performativa, installativa o espositiva.

 

LE PERFORMANCE. Il variegato programma delle performance, che costituiscono il cuore pulsante della vetrina dell'exPop Teatro 2.0, regala improvvisi squarci di realtà, tra fruscii di stoffe e il riflesso degli oblò. Personaggi da fiaba e incubi metropolitani ridisegnano le geografie dell'immaginario, rimodellandosi e trasformandosi in virtù del luogo che le ospita e del quartiere che fa da fondale. Si privilegiano location insolite, set destinati a imprevisti cambi di destinazione d'uso, in vere e proprie incursioni urbane che sovvertono l'ordine di abitudini e percorsi consueti che i cagliaritani sono invitati a guardare con occhi nuovi.

Nel gioco della trasmutazione, Giuseppe L. Bonifati (Divano Occidentale Orientale), reduce dalla Biennale di Venezia e dal Nord Europa e artefice di "Maiden in Costa Rica" - una vita in viaggio tra Italia, Danimarca e Centro America - propone le intime confessioni di "Devodirtiunacosa" in un camerino di Donne Concept Store in via Sulis, nella toilette del Peek-A-Boo Lounge & Restaurant (Antico Mercato di San Benedetto) e di nuovo in bagno nell'elegante cornice di "Villa Clara" alla sommità del Parco. Il rione medioevale e multietnico di Villanova ospita "Noise" di Mauro Stagi, ambientato nella lavanderia a gettoni di via Piccioni. Per le strade e piazze del quartiere abita pure (per un giorno) il colorato "Pinocchio in bicicletta" di Roberto Abbiati e Lucia Baldini, divertente performance di teatro di strada per grandi e piccini, quasi un "fotoromanzo" delle avventure del Burattino. Shopping di dis/illusioni al Mercato di San Benedetto con "Save Your Wish" di Elena Arcuri ed Eleonora Pippo, fra ansie consumistiche e sentimento della mancanza - di oggetti o di pensiero - sospesi sulle scale mobili della vita. Inizia come un'installazione, con la Doblò dei due autori/performer in sosta nei parcheggi del Mercato o al Parco di Monte Claro, il "viaggio nella mente" sui sentieri dell'in/comunicabilità di "To_Two - Due alla fine del mondo" di e con Michele Baronio e Tamara Bartolini, nel paesaggio sonoro di Renato Ciunfrini, fino a catturare lo spettatore con le pulsazioni della storia "in una trasmutazione alchemica tra amore e rabbia". Respiro di una stella e rapsodia di sguardi tra i vapori di benzina della stazione di servizio ENI di via Bacaredda con "Elvis' stardust" del Teatro delle Moire, una tra le più interessanti realtà sulla scena del teatro pop italiano. Villa Muscas offre invece la cornice ai "Vertigo Exercises" firmati Lucido Sottile (unica compagnia sarda con un progetto nello spirito del bando, ovvero un coreografico "Assassinio dell'Estetica") fra sequenze di teatro-danza che illustrano turbamenti e distorsioni di percezione di un gioco "per grandi". Infine il roseto di Villa Clara, nuova sede della Biblioteca Provinciale di Cagliari, che domina la città dallo spazio verde del Parco di Monte Claro, diviene palcoscenico per "Bella Tutta!" di e con Elena Guerrini (dal teatro di poesia della Valdoca e Pippo Delbono, al cinema di Avati e Arau e al teatro civile di "Orti Insorti").

 

LE MOSTRE. Un'importante novità rispetto all'edizione precedente della manifestazione sono le mostre e le installazioni di arte contemporanea che fanno il loro ingresso nel format di exPop Teatro e ne arricchiscono il programma.

"Autoportraits" (Locale Sfitto, piazza San Giacomo Angolo Via Sulis – a cura di Francesco Paolo Del Re) è il titolo di un'antologica, finora inedita in Italia, degli scatti di Roberto Foddai, fotografo di origine sarda residente e operante da molti anni a Londra. Assumendo di volta in volta le sembianze di personaggi storici e della cultura e diventando protagonista di originali ripensamenti di alcuni celebri capolavori della storia dell'arte, nei suoi autoritratti Foddai offre una personale visione del mito nel mondo contemporaneo. Una riflessione, quella del fotografo, che sfida i limiti e gli stereotipi della percezione della bellezza, nel tentativo di assassinare l'estetica con una risata.

"Next-door Monsters" (Locale Sfitto, piazza San Giacomo angolo via Sulis), mostra collettiva curata da Francesco Paolo Del Re e già presentata in altri contesti nazionali, è un progetto espositivo in divenire che nasce all'intersezione tra cinema di genere e arte contemporanea. Attraverso i linguaggi della fotografia, della street art, del disegno, dell'incisione, dell'illustrazione e della pittura, la mostra traccia una riscrittura delle figure mostruose che affollano il repertorio del cinema horror, chiamando il fruitore a essere protagonista di un'indagine di desideri, ambizioni e possibilità dei mostri della porta accanto o dei mostri dentro di noi. Gli artisti protagonisti della tappa cagliaritana di "Next-door Monsters" sono quattordici: Nicola Alessandrini, Bafefit, Zaelia Bishop, Alessio Bogani, Diavù (David Vecchiato), Claudio Evangelista, Giovanni Gaggia, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, AliCè (Alice Pasquini), Paolo Petrangeli, Riot Queer, Mauro Santucci e YoIrene.

"Songs for Lovers" (Sulis71, via Sulis 71) di Elio Castellana, regista di teatro e di corti cinematografici, cofondatore di Accademia degli Artefatti e da anni impegnato in un personale percorso di ricerca sul video e sulle sue evoluzioni, è un'installazione multimediale ispirata alle compilation musicali dedicate agli innamorati ed evoca un universo popolato di sentimenti stereotipati ed emozioni di facile consumo. In un'inedita combinazione, classiche canzoni d'amore si sposano a stralci di video scaricati da siti porno in cui gli utenti si espongono liberamente e in solitudine di fronte alla propria webcam per condividere, attraverso le immagini, la pratica di un segreto erotico. Come in un viaggio di conoscenza disincantato e disperato insieme, questa compilation permette allo spettatore di abbracciare diverse forme di eros e di attraversare stati d'animo e visioni di desideri disparati ma accomunati dal bisogno d'amore, macerato nello struggimento di una solitudine profonda.

 

IL SEMINARIO. Non solo incursioni e provocazioni ad arte, per exPop Teatro 2.0. Il festival ospita infatti anche un importante momento di riflessione e confronto: un seminario rivolto ad artisti, organizzatori e operatori che si occupano di arti performative, interessati a sperimentare la promozione del proprio progetto culturale utilizzando strategie di sostenibilità produttiva e forme innovative di comunicazione.

A cura di 369gradi Centro Produzione e Diffusione Cultura Contemporanea e dell'Associazione culturale TK Il Tamburo di Kattrin, il seminario "Lost in Promotion - produrre le arti performative nella contemporaneità" si articola in tre intense sessioni di lavoro mattutine ed esplora le modalità in cui è possibile creare un modello personalizzato di intervento per promuovere, diffondere e valorizzare un progetto performativo, in un momento storico in cui la parola "mercato" ha profondamente mutato di significato. La riflessione contempla i vari aspetti della questione della promozione, a partire dalle problematiche legate alla comunicazione e ai rapporti con la stampa, con gli operatori e con gli organi istituzionali. Con un occhio di riguardo soprattutto verso il principale fruitore del lavoro teatrale, cioè il pubblico. I curatori del seminario intessono un dialogo con critici di testate nazionali, organizzatori teatrali, direttori di circuiti pubblici e rappresentanti delle istituzioni, allo scopo di mettere in comune il personale know-how sui diversi aspetti della produzione e della promozione della ricerca performativa. Gli interventi degli ospiti, di diverso ruolo e profilo all'interno della scena contemporanea italiana, contribuiscono a tracciare una mappatura trasversale del settore, dai nuovi orizzonti del mercato produttivo al ruolo dei circuiti e delle reti, dalla sperimentazione di percorsi di fundraising originali fino all'intreccio dei differenti livelli di comunicazione.

 

SINERGIE PER UN PROGETTO COMUNE. Tra momenti performativi, contaminazioni artistiche, sperimentazione plurilinguistica e riappropriazione di contesti urbani, il festival exPop Teatro 2.0 di Cagliari si propone come un ampio Stationendrama eclettico e eterogeneo, da vivere e centellinare a piacimento e secondo l'ispirazione e le inclinazioni di un pubblico che non deve per forza essere colto e preparato. La realizzazione di questo ambizioso progetto è divenuta possibile con il sostegno dell'European Jazz Expo e grazie all'attivazione di preziose sinergie con imprenditori privati, esercenti di attività commerciali, enti e istituzioni che hanno accolto con entusiasmo e sincero desiderio di collaborazione le richieste logistiche degli organizzatori, facendo vivere l'azzardato programma del festival.

 

INFORMAZIONI TECNICHE:

EXPOP TEATRO 2.0 – ASSASSINIO DELL'ESTETICA. Direzione artistica: Valeria Orani e Valeria Ciabattoni

Cagliari, 4-5-6 settembre 2012 (le mostre inaugurano il 4 settembre e sono visitabili fino al 9)

TUTTE LE PERFORMANCE E LE MOSTRE SONO A INGRESSO GRATUITO

INFORMAZIONI E PROGRAMMA: www.expopteatro.com

Info su spettacoli e mostre: expopteatro@gmail.com - cell. 393.5631511

Info sul Seminario Lost In Promotion: lostinpromotion@gmail.com



lunedì 27 agosto 2012

Napoli Teatro Festival Italia - Ultimi giorni offerta lancio acquista entro il 31 agosto








       




     








Ancora pochi giorni per usufruire dell' OFFERTA LANCIO:


Fino al 31 agosto il prezzo dell'abbonamento singolo 3 spettacoli sarà di € 30,00 (anziché € 45,00)  acquista subito  
il prezzo del carnet promo coppia 2 spettacoli sarà di € 45,00 (anziché € 60,00)   acquista subito  
 

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Teatro in Gioco - Metodo Helga Dentale: FORMAZIONE PER OPERATORI TEATRALI 2012-2013

FORMAZIONE PER OPERATORI TEATRALI 2012-2013: METODO HELGA DENTALE-TEATRO IN GIOCO    

Quest'anno il nostro programma formativo e pedagogico si arricchisce notevolmente, e propone molti seminari e percorsi di studio cercando di soddisfare ulteriormente le esigenze dei corsisti.
Sentiamo la necessità di ampliare l'offerta formativa, di strutturare un progetto più completo e ancor più rispondente alle esigenze degli insegnanti, degli operatori e degli educatori che intendono condurre laboratori teatrali per bambini.

venerdì 24 agosto 2012

TEATRI DI PIETRA - LUNEDì IN SCENA "IONE"


 

Date

27 agosto Castelvetrano Tempio di Hera (TEATRI DI PIETRA 2012)

28 agosto San Cipirello Area Archeologica di Monte Jato (TEATRI DI PIETRA 2012)

29 agosto Castello di Lombardia di Enna (RESTATE AL CASTELLO)

30 agosto Santa Croce Camerina, Area Archeologica Caucana (TEATRI DI PIETRA 2012)

 

IONE

Regia e Coreografie di AURELIO GATTI

Drammaturgia Gatti/Tringali/Lama

 

Aiuto Regia Filippa Ilardo

Musiche originali eseguite dal vivo di Marcello Fiorini

con Stefano Annoni - Giuseppe Bersani - Elisa Di Dio - Ernesto Lama - Cinzia Maccagnano - Luna Marongiu - Sebastiano Tringali - Carlo Vitale - Marica Zannettino

Produzione MDA Produzioni Danza / Compagnia dell'Arpa

 

 

SINOSSI:

Ione o dell'ambiguità - la Messa in Scena

Ione è una tragedia di Euripide‚ rappresentata per la prima volta nel 410 a.C. circa. Non si tratta di una vera e propria tragedia‚ ma di una sorta di tragicommedia a lieto fine ante litteram‚ un filone che pare essere stato inventato dallo stesso Euripide e che‚ più tardi‚ sfocerà nella ilarotragedia - nella quale eccelleva Rìntone di Siracusa . Genere drammatico popolare che consisteva essenzialmente in parodie di tragedie attiche‚ soprattutto tragedie euripidee ‚ largamente note al pubblico del tempo.

 

Nella nostra messa in scena ci si è voluti riferire a questo genere che‚ da quanto riportato‚ aveva la caratteristica di essere recitata a braccio‚ seguendo un canovaccio tipico‚ ma solitamente senza prove che precedessero la rappresentazione‚ quasi che veramente i protagonisti fossero a ciò costretti dall'incalzare della tragedia e della necessità di vestire subito la stessa di farsa.

La scelta non è formale quanto di significato‚ volendo noi privilegiare il senso di ambiguità e di smarrimento‚ sentimenti che attraversano tutti i personaggi dell'opera. Lo Ione è uno tra i più antichi esempi di dramma a intreccio ‚ tutto giocato sugli equivoci dell'identità e percorso da un'ironia sottile che fa dei suoi personaggi degli eroi minuscoli‚ incapsulati nel loro inconsapevole gioco delle parti e ‚ alla fine‚ riscattati dai capricci del destino. Le problematiche distintive della produzione euripidea quali la condizione della donna‚ dello straniero‚ l'abuso degli dei sulle sorti umane‚ l'insondabilità del caso .....‚- vengono interamente riproposte in questa opera ma all'interno di una atmosfera rarefatta. Le dinamiche si dissolvono in uno svolgimento di fatti gia anticipati allo spettatore. L'intera vicenda ( e le sue conclusioni) è reiterata più volte‚ dal prologo all'inizio eppoi ostinatamente ripetuta da ogni uno dei personaggi ‚ quasi angolazioni della stessa esistenza che non si decide a soluzionarsi se non per l'intervento di Athena – il deus ex machina.

Tutto ciò sembra indicare che non è importante la vicenda di per sè quanto i rapporti tra gli uomini con i propri drammi personali.

E il lieto fine è pur sempre una fine tragica : nello Ione‚ (come nell'Elena) il finale propiziato dal caso dimostra‚ tragicamente‚ come l'uomo sia in balia di un destino. Ciò che emana questa tragedia dell'estrema maturità di Euripide è un angoscioso senso di debolezza e di precarietà della condizione umana‚ sottratta sia a un disegno provvidenziale divino sia al dominio della ragione.

 

La scena è sgombera‚ al centro una serie di persone lavorano all'unisono attorno ad un grande cencio‚ forse un sipario o una tela teatrale‚ sono vestiti come gli abitanti di Aleppo‚ città sede di scambi e in cui si intrecciano varie e diverse culture. Una cantilena si trasforma in ritmo e la vicenda dello Ione‚ quasi una storia antica‚ viene raccontata dal capocomico‚ mastro egli stesso della tessitura. Man mano che la storia prende corpo i personaggi subentrano al centro della tela‚ quasi loro stessi disegni di arabeschi esotici. Creusa e Ione son i personaggi della tragedia‚ Xuto‚ gli dei‚ il coro e gli altri ...quelli della commedia. Il continuo entrare e uscire dalla vicenda di Ione e dalla storia della compagnia capocomicale creano un atmosfera paradossale‚ inverosimile per llo schizzofrenico sovrapporsi della commedia e della tragedia. Sarà il teatro a porre fine a questa opera attraverso il capocomico‚ vecchio Xuto che centillinna lae parole di Athena a lui riferite : lo si lasci godere "la sua bella illusione".

 

 

 

Sinossi e note di regia

Una donna e un giovane: una madre violentata e un figlio abbandonato che si incontrano dopo una concitata sequenza di tentati omicidi e riconoscimenti presunti e reali.

Nello "Ione", una tragedia probabilmente rappresentata nella penultima decade del V sec. a.C., Euripide porta sulla scena, e risolve positivamente, l'eterno dramma dell'uomo alla ricerca di quei vincoli di sangue che né il tempo né le distanze possono rimuovere o spezzare .

"Ione" , come "Elena" , appartengono ai cosidetti "drammi del caso", in cui i destini umani sono affidati non a un provvidenziale intervento divino, ma a un ceco moto d'eventi che ostacolando, mutando e deviando i progetti e le azioni degli uomini fa scaturire dai loro cuori e dalle loro menti una complessa, contraddittoria e molteplice umanità.

Quindi la vicenda: un bambino abbandonato in una grotta, una madre tormentata dai rimorsi, un riconoscimento con lieto fine dopo molte peripezie che comprendono un finto riconoscimento, una trama omicida e un tentativo di linciaggio.

Lo Ione è il più antico esempio di dramma a intreccio del teatro europeo. Più che una tragedia è una tragicommedia, tutta giocata sugli equivoci dell'identità e percorsa da un'ironia sottile che fa dei suoi personaggi degli eroi minuscoli, incapsulati nel loro inconsapevole gioco delle parti, ma alla fine riscattati dai capricci del destino. Ma nonostante il lieto fine, ciò che emana da questa tragedia dell'estrema maturità di Euripide è un angoscioso senso di debolezza e di precarietà della condizione umana, sottratta sia a un disegno provvidenziale divino sia al dominio della ragione.

Un finale propiziato dal caso, che coinvolge tutti i personaggi: Ione, il Coro delle serve di Creusa, Creusa, Xuto, il Vecchio, il Servo di Creusa, la Pizia e gli dei chiamati Ermes e Atena e l'evocato Apollo.

Ogni fatto dimostra, tragicamente, come l'uomo sia "pupazzo" in balia di un destino a cui gli stessi dei possono solo assistere. Il giovane Stefano Annoni è Ione, Cinzia Maccagnano una Creusa appassionata, uno stupito quanto caparbio Xuto è creato da Sebastiano Tringali. Ernesto Lama propizia l'oracolo nelle vesti della Pizia, Elisa Di Dio è la Genealogica, tessitrice delle genealogie di dei ed eroi.

Dodici attori e danzatori per un'opera rara, che da molti anni è assente dalla scena nazionale.

 

 

 

 


mercoledì 22 agosto 2012

Presentato il XXI Festival Internazionale Concordia Vocis




Concordia Vocis
XXI Festival Internazionale di Musica Vocale
Cagliari, Tortolì, Iglesias, Gavoi, 28 agosto - 22 settembre 2012

Ritorna di nuovo sull'avvincente rotta tracciata in due decadi di attività il Festival Internazionale di Musica Vocale "Concordia Vocis". La rassegna nata e cresciuta nel grembo del Centro Universitario Musicale di Cagliari presieduto e diretto da Claudio Serra, con l'edizione 2012 in programma come consolidata abitudine tra l'ultima settimana d'agosto e settembre, compie un significativo giro di boa e raggiunge il ventunesimo anno di vita. Seguendo la tradizione e l'esperienza accumulata con le precedenti edizioni anche in questo XXI Festival Internazionale di Musica Vocale Concordia Vocis, si presenta nel suo carattere itinerante con una serie di concerti dal 28 agosto al 22 settembre con formazioni di levatura internazionale provenienti da Spagna, Repubblica Ceca, Slovenia e Italia. Una formula quella della rassegna viaggiante che negli anni ha offerto la possibilità di assistere a suggestivi concerti tra le mura di alcuni edifici religiosi tra i più spettacolari dell’isola e che per questa ventunesima volta porterà il festival tra le suggestive pareti della Chiesa gotica di Sant'Agostino a Cagliari, in Ogliastra alla Cattedrale di Sant’Andrea di Tortolì, nel Sulcis alla Chiesa di Santa Maria di Valverde di Iglesias e ancora alla Basilica di San Gavino a Gavoi. Anno dopo anno, con il susseguirsi delle edizioni, la prima avventura di “Concordia Vocis” risale al lontano 1992, la manifestazione si è ritagliata un ruolo di prestigio nel panorama musicale dell'isola tanto da essere uno tra gli appuntamenti più attesi per qualità, spessore delle proposte musicali e per aver sempre ospitato nuovi interpreti, in alcuni casi vere e proprie prime internazionali. Con questa dote il XXI Festival Internazionale di Musica Vocale Concordia Vocis è nato come una sfida alle numerose difficoltà, quelle imposte da un periodo segnato dalla grossa crisi economica internazionale e dai drastici alla cultura che hanno messo in ginocchio il comparto e numerosi operatori culturali. Ma per lo staff organizzativo del festival non si poteva disperdere il patrimonio culturale accumulato e soprattutto abbandonare il suo appassionato pubblico. Anche questo XXI affascinante viaggio nel mondo della musica corale, sebbene presenti un cartellone più contenuto di appuntamenti e di formazioni, si riconferma per l’alto li¬vello artistico degli ensemble invitati: gli iberici del "Coro de la Universidad del Pais Vaschi" (UPV) diretti dal Maestro Enrique Azurza, la formazione della Slovenia "Chamber Choir Krog" (Komorni zbor Krog) guidata dalla bacchetta di Michele Josia, il "Vocal Ensemble Gentlemen Singers" della Repubblica Ceca e per concludere il parterre delle formazioni invitate al festival, il "Complesso Vocale di Nuoro" diretto da Franca Floris. La serie dei concerti di questo fine estate prende il via il 28 agosto dalle pareti della monumentale Chiesa gotica di Sant'Agostino in Via Baylle nello storico quartiere della Marina con gli spagnoli del "Coro de la Universidad del Pais Vaschi". La formazione Basca guidata da Enrique Azurza, già noto al pubblico del festival per aver guidato nel 2010 i cori iberici "Oroith y Hodeiertz" il giorno successivo sarà di scena alla Cattedrale di Sant’Andrea a Tortolì e come loro ultima tappa isolana il 30 agosto si esibiranno a Gavoli nella Basilica di San Gavino. Una settimana dopo (il 6 settembre alla Chiesa di San'Agostino, il 7 a Santa Maria di Valverde di Iglesias e per infine l'8 settembre alla Cattedrale di Sant’Andrea a Tortolì) è protagonista di un breve tour di tre date la "Chamber Choir Krog", ensemble fondato nel 2005 e composto da 16 giovani musicisti sloveni diretti dal maestro Michele Josia. Il 10 settembre invece entreranno in scena gli otto vocalist provenienti dalla Repubblica ceca del "Vocal Ensemble Gentlemen Singers" con il primo concerto in programma a Gavoi nella Basilica di San Gavino. La formazione maschile nota per la capacità di interpretare ed eseguire spartiti che spaziano dal periodo del canto gregoriano fino ai moderni arrangiamenti e alle melodie popolari ceche, moravi e slovacche replicheranno il concerto il giorno 11 nella Chiesa di Santa Maria di Valverde a Iglesias e per concludere a Sant'Agostino a Cagliari. Il sipario sul XXI Festival Internazionale di Musica Vocale Concordia Vocis si chiuderà dieci giorni dopo, sabato 22 settembre, nella monumentale Chiesa di Sant'Agostino nel quartiere Marina di Cagliari con l'esibizione dei sardi del "Complesso Vocale di Nuoro" diretto dalla bacchetta di Franca Floris. Le formazioni presenti alla ventunesima volta di Concordia Vocis rappresentano come elemento imprescindibile del festival, il meglio dell’espressione vocale internazionale e così come in tutte le precedenti edizioni, anche questi ultimi ospiti faranno vivere un mese di eventi artistico musicali di altissimo livello. Questa nuova edizione realizzata tra incertezze e difficoltà, aggiunge un'altro tassello alla qualità raggiunta dalla manifestazione cagliaritana. Non va dimenticato infatti, che grazie ai riconoscimenti riscossi in altri contesti internazionali, nel 2009 Concordia Vocis è entrata a far parte dei membri ufficiali del C. F. N. Choral Festival Network, a cui aderiscono 27 organizzazioni dei cinque continenti, suddivise fra Festival e Concorsi. Per l’Italia, oltre al Festival cagliaritano, è presente il Concorso Internazionale Guido d’Arezzo di Arezzo. Il rassegna è organizzata con la collaborazione dell'Assessorato della P.I.BB.CC. I e Spettacolo della Regione Sardegna, dei Comuni di Cagliari, Tortolì, Iglesias e Gavoi.

Tutti i concerti, l'ingresso è gratuito, avranno inizio alle ore 21

Per informazioni:

CUM - Centro Universitario Musicale Via Università, 55 – 09124 Cagliari
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martedì 21 agosto 2012

Pambieri e Tanzi al XIX Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni


Il 24 agosto si apre con Clizia di Machiavelli, con Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, per la regia di Giacomo Zito, la XIX edizione del Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni. 

Uno dei Festival storici nazionali e internazionali più noti, che ogni anno propone rivisitazioni di grandi classici e nuovi lavori ispirati al Medioevo e al Rinascimento italiano.

Come sempre ospiti produzioni italiane e internazionali e ad aprire il cartellone uno degli spettacoli più di successo della stagione Clizia che, dopo il debutto al Festival di Borgio Verezzi continua la sua tournee nelle piazze e nei teatri estivi.

Una strepitosa prova d'attori per Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, che, in questa edizione di "Clizia" di Machiavelli, hanno di nuovo occasione di misurarsi con due grandi personaggi, Nicomaco e Sofronia, che richiedono la magistrale bravura dei due mattatori per essere rappresentati in tutte le loro sfaccettature. La commedia, ispirata alla "Clizia" di Machiavelli, conservandone lo spirito sanguigno del grande autore filosofo e statista, regge lo specchio ad una società giunta a un grado farsesco di decadenza morale e che non sembra più riconoscere né tabù morali e sessuali, né modelli di comportamento etico.

Allego l'intero comunicato e rimango a disposizione per interviste e altre necessità.

Grazie,
Marta Volterra

con il contributo di:

Comune di Anagni – Assessorato alla Cultura

BCC Roma 

XIX FESTIVAL del TEATRO MEDIEVALE E RINASCIMENTALE

ANAGNI 2012, 24 agosto – 2 settembre

Direzione Artistica -  Giacomo Zito

Direzione Tecnica - Peppino Scandorcia

Direzione Teorico critica - Gaetano D'Onofrio

Benedetta è la città che fonda un Teatro! 

Edward Bond 

Ormai alla sua diciannovesima edizione, torna ad Anagni dal 24 agosto al 2 settembre il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale, un appuntamento storico e dal respiro internazionale che ogni anno porta nella cornice della cittadina una produzione teatrale di qualità, accompagnata a momenti di approfondimento, grandi nomi e nuove promesse, il tutto con rivolgendo un'attenzione particolare al patrimonio artistico e culturale italiano.

Con la Direzione Artistica di Giacomo Zito, il Comune di Anagni per il diciannovesimo anno successivo, accende così i riflettori su un teatro fortemente radicato nel contesto cittadino, che porta in primo piano una tradizione italiana forte e che, come sempre, riesce a unire un pubblico vario a un'offerta attenta al contesto storico e artistico, ogni anno con un tema specifico.

E quando un Festival restituisce a una delle più belle piazze medievali italiane la sua funzione di centro di aggregazione e di riacquisizione di un'identità culturale che appartiene al nostro Paese come a molte nazioni europee, merita di considerarsi una realtà solida, concreta e preziosa come un monumento ereditato dalla Storia. 

"In questa XIX Edizione" spiega Giacomo Zito "la programmazione, tutelando la coerenza tematica con i periodi storici a cui si ispira il Festival, mira a esaltare i temi del travestimento e della metamorfosi, sia sul piano dei contenuti che sul piano linguistico, per cogliere con più efficacia quel distillato di verità che ogni opera universale contiene. Inoltre la manifestazione offre sempre più spazio ai giovani talenti, per i quali il Festival costituisce una prestigiosa vetrina e che si cimentano al fianco di artisti dal consolidato successo".

Ecco quindi alternarsi, sul palcoscenico festivaliero, due stelle del teatro italiano, come Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, (che inaugureranno il 24 agosto l'edizione 2012 con una versione attualizzata di Clizia di Niccolò Machiavelli per la regia di Giacomo Zito), a esordienti come Alessio Ninu che, con Setterane (31 agosto) esplorerà tutte le potenzialità sensoriali dell'esperienza teatrale. All'universale dramma della Passione di Cristo, attraverso le struggenti coreografie di Asun Noales, che, con Mater (25 agosto), verrà a suggellare un pluriennale e fecondo gemellaggio con il Festival Medieval d'Elx (Elche), si alterneranno i diabolici intendimenti serpeggianti in Noi, Mefistofele con Gino Curcione (26 agosto). A chiudere il Festival il confronto tra due coppie dalla natura antitetica eppure unite dallo stesso tumultuoso desiderio erotico: Antonio e Cleopatra - in Antonio e Cleopatra ed Io (1 settembre), rielaborazione della trama shakespeariana in una chiave originale e contemporanea grazie al talento di Duccio Camerini – e Abelardo e Eloisa, che rivivranno il loro tormento incarnati da Tosca e Massimo Venturiello in Lettere di Abelardo ed Eloisa, Storia di un amore sconfinato (2 settembre) spettacolo conclusivo del Festival. 

Dal Teatro alla Formazione. Durante il periodo del festival, oltre al convegno La parola e la scena (30 agosto), che approfondirà le tematiche legate al rapporto tra testo e scrittura scenica, sarà offerto un workshop di approccio alle discipline teatrali, Il Mondo è un Palcoscenico (29 agosto) sia per avvicinare all'arte scenica tutti coloro che desiderano confrontarsi e mettersi in gioco in prima persona, sia per incrementare le energie creative e artistiche del territorio, coinvolgendo ancora una volta cittadini e pubblico abituale. 

Il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni vuole così portare il pubblico a riappropriarsi del ruolo attivo di spettatore critico, restituendo così al teatro la sua funzione politica e sociale. "Per questo profondo bisogno," concludono gli organizzatori "in questo frangente di crisi sociale ed economica foriero di cambiamenti significativi, garantire l'esistenza di un faro culturale quale il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni è un atto di maturità civile". 

Appuntamento con il XIX Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale dal 24 agosto al 2 settembre, Anagni (FR).

Per info: www.comune.anagni.fr.it  



Posticipata la tappa isolana di Elio e le Storie Tese




Posticipata di due settimane la data dell'unica tappa isolana con
"Enlarge your penis... tour 2012"
di Elio e le storie tese
Cagliari, 16 settembre 2012

Il previsto concerto del "Enlarge your penis... tour 2012" di Elio e le Storie Tese programmato per il prossimo 2 settembre a Cagliari verrà spostato di due settimane per impreviste difficoltà logistiche. Il nuovo appuntamento per l'unica data in Sardegna con la storica band milanese è fissato per domenica 16 settembre alle ore 21,30 all'Arena Sant'Elia (zona lato mare) di Cagliari. Ai possessori dei biglietti già acquistati in prevendita per la data precedente, non sarà necessaria nessuna sostituzione del ticket, questi infatti, saranno considerati validi anche per il concerto del 16 settembre. Per ulteriori informazioni su questo grande appuntamento dell'estate 2012 firmato Spettacoli&Musica e per la prosecuzione della prevendita dei biglietti ci si può rivolgere sul web presso il circuito nazionale Green Ticket (http://www.greenticket.it/), oppure a Cagliari al Box Office di Viale R. Margherita 43, tel. 070657428; (info@boxofficesardegna.it).

Organizzazione:
Soc. Coop. Spettacoli&Musica
e-mail: info@spettacoliemusica.it
www.spettacoliemusica.it

Ufficio Stampa per Spettacoli&Musica
Antonio Rombi
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venerdì 17 agosto 2012

Approda in Sardegna Enlarge your penis... tour 2012 di Elio e Le Storie Tese




Arriva a Cagliari l'umorismo e l'ironia in musica di Elio e le Storie Tese. Lo storico gruppo milanese diventato nel 1990 "primatista mondiale" per aver eseguito live per 12 ore di seguito la canzone “Ti Amo”, con testo inventato da Elio al momento, è il protagonista atteso dell'unica data in Sardegna del "Enlarge your penis... tour 2012" in programma il 2 settembre alle ore 21,30 all'Arena Sant'Elia (zona lato mare) di Cagliari, Elio e le Storie Tese partiti lo scorso 6 luglio da Milano per una serie di concerti all'aperto in tutta Italia, portano nel capoluogo isolano il loro "Enlarge your penis... tour 2012" sull'onda del successo di pubblico e critica riscosso in numerose piazze. Questo nuovo spettacolo della band nata a Milano nel 1980 ad opera di Elio è uno show trascinante dove azione, ironia e musica, trovano nella dimensione live la cornice ideale per le stravaganti demistificazioni narrative a cui hanno abituato il pubblico con il loro irriverente e straripante sense of humour. Con la scaletta della tournèe rigorosamente avvolta nel mistero, la band si presenta al pubblico sardo per un appuntamento in cui non mancheranno le sorprese, con una line up composta da Elio (cantante, flautista), Rocco Tanica (pianola), Cesareo (chitarra alto), Faso (chitarra basso), Christian Meyer (batteria), Jantoman (ulteriori pianole), Paola Folli (cantante) e Mangoni (artista a sé). Per questo nuovo grande appuntamento dell'estate 2012 firmato Spettacoli&Musica, i biglietti si possono acquistare in prevendita fino al giorno del concerto. I ticket sono disponibili sul web presso il circuito nazionale Green Ticket (http://www.greenticket.it/), oppure a Cagliari al Box Office di Viale R. Margherita 43, tel. 070657428; (info@boxofficesardegna.it).
Biografia

Elio e le Storie Tese prende il nome dalla sua prima canzone che si intitola appunto “Elio”. La formazione iniziale è composta da Elio (chitarra e voce), Cortellino (basso) e Zuffellato (batteria) e si esibisce nel luglio 1980 alla festa del CAF a San Siro davanti a un pubblico di una decina di pensionati. All’inizio Elio, oltre a cantare, è anche il chitarrista del gruppo poi, quando nell’84 arriva una delle migliori chitarre rock della piazza milanese, Cesareo, preferisce dedicarsi a fare il frontman a tempo pieno con misuratissime incursioni di flauto traverso. Dal 1980 al 1988 Elio e le Storie Tese si dedicano a diventare fenomeno di culto a Milano e zone limitrofe, con un certo successo, se si considera che nell’88 senza aver mai pubblicato un disco richiamano oltre 4.000 spettatori paganti al Teatro Ciak in una settimana di concerti con il tutto esaurito. Nel 1989 esce “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu”, il loro primo album, che vende di botto 100.000 copie, seguito nei 14 anni successivi da 7 album ufficiali tra cui 2 live. Nel 1990 stabiliscono il record mondiale dell’epoca per la canzone più lunga, suonando dal vivo per 12 ore di seguito lo stesso brano. Nel 1991 suonano al concerto del 1° Maggio in Piazza San Giovanni e vengono censurati in diretta RAI: avevano improvvisato un rap dedicato agli scandali insabbiati della Prima Repubblica: meno di due anni dopo Mario Chiesa veniva sorpreso a gettare banconote nel W.C. del suo ufficio al Pio Albergo Trivulzio, il resto è storia. Nel 1992 il loro singolo “Pipppero”, con la partecipazione de “Le Mystère des voix bulgares”, è primo in classifica per sei settimane. Nel 1996 partecipano al Festival di San Remo che vincono piazzandosi al secondo posto, miracolo tutto italiano, ma quelle 4 esibizioni sono già storia della televisione. “La terra dei cachi” è primo in classifica per 8 settimane e l’album “Eat The Phikis” vende oltre 200.000 copie. Folgorato da quelle performance Rocco Siffredi li chiama a partecipare alla sua produzione più ambiziosa, “Rocco e le Storie Tese”, di cui firmano anche la colonna sonora, suonata da Rocco Tanica in tempo reale durante il montaggio. Alla fine del 1998 Feiez muore colpito da ictus, durante un concerto. Nel 1999 vengono premiati a Dublino come “Best Italian Act” agli European Music Awards di MTV. Nel 2003 vengono premiati a Milano come “miglior videoclip” agli Italian Music Awards della F.I.M.I.: rispetto al ’99 la decadenza è evidente. Nel 2004 si inventano il cd brulé, un album live che viene registrato e venduto in diretta al termine di ciascun concerto. Nel 2006 sono in giro per l’Italia con lo spettacolo “Coèsi se vi pare”, assieme al loro amico Claudio Bisio. Passano il 2007 chiusi in studio a produrre il loro prossimo capolavoro. Il 20 febbraio 2008 esce il nuovo album – l’ottavo della loro carriera – “Studentessi”. contestualmente vengono chiamati a condurre il Dopofestival, lo spettacolo musicale notturno di Raiuno, nell’ambito del Festival di Sanremo 2008. Tutti gli album da loro pubblicati sono diventati “Disco D’Oro” in Italia. Il 30 ottobre 2009 il gruppo pubblica “Gattini”, un album di brani del repertorio di EelST risuonati con l’ausilio di un’orchestra. Il disco è preceduto dal singolo “Storia di un bellimbusto”, in airplay radiofonico dal 2 ottobre.

Organizzazione:
Soc. Coop. Spettacoli&Musica

Ufficio Stampa per Spettacoli&Musica
Antonio Rombi
Mobile: +39 3924650631

martedì 14 agosto 2012

Teatri di pietra, continuano gli spettacoli



Continua la programmazione della rassegna "Teatri di pietra". 

 

Domani 15 agosto alla Necropoli Realmese di Calascibetta va in scena "Casina", regia di Cristiano Roccamo.

 

Il 17 agosto  chiude Aidone, Teatro Antico di Morgantina con "Pseudolo", con Massimo Venturiello, in replica il 18 agosto a Castelvetrano al Tempio di Hera – Selinunte.

 

Ancora "Pseudolo" andrà in scena per l'ultimo appuntamento del 19 agosto a Cattolica Eraclea, Parco Archeologico Eraclea Minoa.

 

Il 18 agosto a San Cipirello, nella zona Archeologica Monte Jato Antiquarium Case, va in scena "Cassandra" con Elisabetta Pozzi, spettacolo in replica domenica 19 agosto a Santa Croce Camerina, al  Parco archeologico Kaucana.

 

Per informazioni: 339 63 27 451 oppure 338 77 23 494



"SI CHIAMAVA GESU'"

 Venerdì 17 Agosto alle ore 21 presso la Corte di Palazzo Cutore in Aci Bonaccorsi (Catania), andra' in scena "Si chiamava Gesù", spettacolo teatral-musicale scritto da Emanuele Puglia, diretto ed interpretato dallo stesso insieme a Carmela Buffa Calleo.

 

Lo spettacolo nasce da molteplici stimoli artistici, culturali e professionali.

In sintesi, sono due le direttive principali attraverso le quali prende forma: la visione poetico-musicale, contemporanea, laica, e pur sempre rispettosa della figura di Gesù da parte di Fabrizio De Andrè e quella altrettanto poetica, spirituale ma non iconografica di un grande poeta e scrittore non cristiano ma vicino al sentimento religioso quale è Gibran Kalin Gibran.

 

L'autore ha così tratto spunto dai testi de "LA BUONA NOVELLA" (concept-album "storico" di De Andrè) e dall'idea "testimoniale" di "GESU' FIGLIO DELL'UOMO" (raccolta di poesie/monologhi, meno nota ai più, di Gibran), miscelandone, adattandone, integrandone, rispettosamente, le parole e i contenuti, creando un "oratorio" di grande suggestione e intensità emotiva.

 

La "trama" (se così la si vuol chiamare) si sviluppa attraverso le "testimonianze" circa la figura del Cristo da parte di personaggi storicamente accertati (Pilato, Caifa, il sommo sacerdote Anna) o appartenenti alla tradizione religiosa (Giuseppe, Maria, Barabba, Simone di Cirene, il "Ladrone"...) ma anche di pura fantasia dell'autore (Nathaele - un giovane coetaneo di Maria infante - Susannah - un'amica di Maria sin dall'adolescenza -, Aisha - la madre di uno dei bambini soppressi nella strage di Erode -...), i quali evocano, senza che Questi appaia mai, Gesù.

 

Figura centrale della piéce risulta Maria la cui vita viene seguita, attraverso il racconto (anche immaginario), da prima della sua nascita a dopo la morte del figlio (assecondando,orientativamente, la linea narrativa tracciata da De Andrè).

 

Dopo un preambolo con due "TESTIMONI" atemporali (schematicamente: "l'adesione" al messaggio del Nazareno e "lo scetticismo"), sulle note di "Si chiamava Gesù" (brano non contenuto ne La Buona Novella – bensì in un album precedente - ma che farà da leit motiv di tutta la piéce) i due daranno il via all'evocazione di tutta una serie di figure che si avvicenderanno sul palco incarnati dai due soli attori in scena attraverso un sapiente gioco interpretativo.

 

Incontriamo così NATHAELE (personaggio di fantasia), ancora ragazzo ai tempi in cui MARIA non era che una misteriosa bambina. Egli introduce il brano "L'infanzia di Maria", il suo ingresso al tempio, nonché la figura di GIUSEPPE e i relativi brani "Il ritorno di Giuseppe" e "Il sogno di Maria", mirabile racconto, quest'ultimo (laicissimo, al confine tra eresia e ortodossia, senza mai scadere nel blasfemo), dell'ingravidamento della fanciulla di Nazareth. Giuseppe, perplesso e smarrito dinnanzi al mistero della gravidanza di Maria e alla spiegazione che ella ne dà, accetta il suo destino ed esce di scena.

Intanto ha già fatto la sua apparizione SUSANNAH, un'immaginaria amica di Maria che ne seguirà le mosse, stupita ed ammirata, sino al termine della narrazione.

Compare anche ANNA, "nonna" di un Gesù in fasce che ci viene descritto in un breve monologo nel quale viene anche narrato l'incontro misterioso con "uomini venuti dall'oriente".

Il brano "Ave Maria", abilmente interpolato al suo interno con la parte femminile di "Khorakhanè, a forza di essere vento" (funzionale a descrivere il parto in una scena suggestiva e di grande impatto emotivo), chiude idealmente (in realtà, non v'è intervallo) la prima parte del racconto.

Irrompe sulla scena GIUDA di Kerioth che, rivolgendosi in maniera assai diretta al pubblico, pone una serie di interrogativi che lasciano nella mente di chi ascolta tanti dubbi e spunti di riflessione, oltre alla umana compassione per il personaggio qui rivalutato ed assurto al ruolo di strumento per il compimento della missione del messia.

Si entra a questo punto nel mezzo della narrazione delle ore fatali al Cristo (con una ripresa riadattata di "Si chiamava Gesù").

In rapida successione (forse il caso più emblematico di quanto possa essere suggestivo un passaggio interpretativo detto, in gergo teatrale, "a vista") appaiono PILATO con le sue perplessità, CAIFA con le sue certezze e BARABBA con i suoi rimorsi.

 

Segue un incalzante recitativo a due voci nel quale SIMONE di CIRENE e Susannah ci rendono una sorta di "cronaca in diretta" degli ultimi passi di Gesù (l'uno) e del mesto accompagnarlo della madre (l'altra). Entrambi introducono il brano"Via della croce" le cui strofe, ognuna descrittiva di uno dei gruppi che compongono il drammatico corteo, fungono da spunto perché si staglino nette le figure di GIACOMO, apostolo e "fratello" di Gesù al quale rimorde la propria vigliaccheria;MADDALENA che rievoca il suo primo incontro col Cristo e la purificazione della propria anima; ANNAH, il sommo sacerdote che ribadisce le buone motivazioni (anche politiche) che lo hanno condotto a condannare a morte quel presunto messia; AISHA, immaginaria madre di uno dei bambini sacrificati nella celebre strage degli innocenti, la quale narra di come, dopo averlo cercato per spirito di vendetta, avendo incontrato Gesù ne diviene seguace ma nel momento in cui egli si lascia ammazzare senza reagire torna ad odiarlo perché sente di perdere nuovamente il proprio figliolo... infine un "ladrone" che, man mano, intuiremo essere colui il quale, nell'iconografa tradizionale, è ricordato come il "buon ladrone". Nella trama suggerita da De Andrè egli, in realtà, è semplicemente TITO che ci darà la propria interpretazione dei Dieci Comandamenti attraverso la celeberrima "Il testamento di Tito", cantata/recitata in sala all'attonito pubblico.

 

Il monologo di Tito, che si chiude con una suggestiva e drammatica "crocifissione" in mezzo agli spettatori, viene inframezzato dalla canzone "Tre madri", un ipotetico e struggete colloquio tra le madri dei ladroni e Maria ai piedi delle croci. Fa così la sua comparsa l'ennesimo personaggio femminile a tinte forti, la MADRE di TITO la quale riaccompagnerà, al termine di questa intensa sequenza, il proprio figlio al suo destino. È questo un altro dei momenti forti dello spettacolo: l'ultimo abbraccio a ricomporre la croce tra la madre straziata e il figlio morente e consapevole.

Sono passati dei mesi e Susannah racconta di come Maria stia metabolizzando la dolorosa sequenza di avvenimenti... va a trovarla e Maria le svela l'ineluttabilità di quanto accaduto... parlando, evoca ancora una volta GESU' che, finalmente, senza pronunciare una sillaba, appare per andare a comporre tra le braccia della madre (la quale termina il proprio racconto cantando, a voce nuda, come una dolente e presaga ninna nanna, l'ultima strofa di "Si chiamava Gesù") un quadro di luminosa "Pietà"!

 

Il risultato è una bella prova d'attore (i due interpreti, sempre in scena, affrontano tutti i personaggi con la recitazione e il canto in una estremamente impegnativa carrellata d'emozioni).

Al di là dell'intrinseco valore artistico, lo spettacolo ha come finalità anche l'invito a considerare le figure della tradizione cristiana (Gesù e Maria, in testa) come esseri umani
con passioni, emozioni, reazioni di tutti gli uomini d'ogni tempo e d'ogni luogo. 
Il tentativo è anche quello di far riflettere sui legittimi dubbi che pone la figura del Cristo e sul suo messaggio (troppo spesso frainteso e abusato) che travalica ogni appartenenza culturale, geografica o fideistica.
E questo tentativo è tanto più evidente se si considerano le diversità culturali dalle quali prende spunto la messinscena.

Uno spettacolo davvero valido, che sarebbe davvero un "peccato" perdere!

 

 

 

Ideato e scritto da Emanuele Puglia

Con brani tratti da "LA BUONA NOVELLA" di Fabrizio De Andrè

Liberamente ispirato da "GESU' FIGLIO DELL'UOMO" di Gibran Kalin Gibran

Con CARMELA BUFFA CALLEO ed EMANUELE PUGLIA

Musiche di Fabrizio De Andrè

Arrangiate e rielaborate da Gianluca Cucchiara

Scene e Costumi di Giuseppe Andolfo

Regia dell'Autore


Gianpaolo Costantino

"SI CHIAMAVA GESU' "


Venerdì 17 Agosto alle ore 21 presso la Corte di Palazzo Cutore in Aci Bonaccorsi (Catania), andra' in scena "Lo chiamavano Gesù", spettacolo teatral-musicale scritto da Emanuele Puglia, diretto ed interpretato dallo stesso insieme a Carmela Buffa Calleo.

 

Lo spettacolo nasce da molteplici stimoli artistici, culturali e professionali.

In sintesi, sono due le direttive principali attraverso le quali prende forma: la visione poetico-musicale, contemporanea, laica, e pur sempre rispettosa della figura di Gesù da parte di Fabrizio De Andrè e quella altrettanto poetica, spirituale ma non iconografica di un grande poeta e scrittore non cristiano ma vicino al sentimento religioso quale è Gibran Kalin Gibran.

 

L'autore ha così tratto spunto dai testi de "LA BUONA NOVELLA" (concept-album "storico" di De Andrè) e dall'idea "testimoniale" di "GESU' FIGLIO DELL'UOMO" (raccolta di poesie/monologhi, meno nota ai più, di Gibran), miscelandone, adattandone, integrandone, rispettosamente, le parole e i contenuti, creando un "oratorio" di grande suggestione e intensità emotiva.

 

La "trama" (se così la si vuol chiamare) si sviluppa attraverso le "testimonianze" circa la figura del Cristo da parte di personaggi storicamente accertati (Pilato, Caifa, il sommo sacerdote Anna) o appartenenti alla tradizione religiosa (Giuseppe, Maria, Barabba, Simone di Cirene, il "Ladrone"...) ma anche di pura fantasia dell'autore (Nathaele - un giovane coetaneo di Maria infante - Susannah - un'amica di Maria sin dall'adolescenza -, Aisha - la madre di uno dei bambini soppressi nella strage di Erode -...), i quali evocano, senza che Questi appaia mai, Gesù.

 

Figura centrale della piéce risulta Maria la cui vita viene seguita, attraverso il racconto (anche immaginario), da prima della sua nascita a dopo la morte del figlio (assecondando,orientativamente, la linea narrativa tracciata da De Andrè).

 

Dopo un preambolo con due "TESTIMONI" atemporali (schematicamente: "l'adesione" al messaggio del Nazareno e "lo scetticismo"), sulle note di "Si chiamava Gesù" (brano non contenuto ne La Buona Novella – bensì in un album precedente - ma che farà da leit motiv di tutta la piéce) i due daranno il via all'evocazione di tutta una serie di figure che si avvicenderanno sul palco incarnati dai due soli attori in scena attraverso un sapiente gioco interpretativo.

 

Incontriamo così NATHAELE (personaggio di fantasia), ancora ragazzo ai tempi in cui MARIA non era che una misteriosa bambina. Egli introduce il brano "L'infanzia di Maria", il suo ingresso al tempio, nonché la figura di GIUSEPPE e i relativi brani "Il ritorno di Giuseppe" e "Il sogno di Maria", mirabile racconto, quest'ultimo (laicissimo, al confine tra eresia e ortodossia, senza mai scadere nel blasfemo), dell'ingravidamento della fanciulla di Nazareth. Giuseppe, perplesso e smarrito dinnanzi al mistero della gravidanza di Maria e alla spiegazione che ella ne dà, accetta il suo destino ed esce di scena.

Intanto ha già fatto la sua apparizione SUSANNAH, un'immaginaria amica di Maria che ne seguirà le mosse, stupita ed ammirata, sino al termine della narrazione.

Compare anche ANNA, "nonna" di un Gesù in fasce che ci viene descritto in un breve monologo nel quale viene anche narrato l'incontro misterioso con "uomini venuti dall'oriente".

Il brano "Ave Maria", abilmente interpolato al suo interno con la parte femminile di "Khorakhanè, a forza di essere vento" (funzionale a descrivere il parto in una scena suggestiva e di grande impatto emotivo), chiude idealmente (in realtà, non v'è intervallo) la prima parte del racconto.

Irrompe sulla scena GIUDA di Kerioth che, rivolgendosi in maniera assai diretta al pubblico, pone una serie di interrogativi che lasciano nella mente di chi ascolta tanti dubbi e spunti di riflessione, oltre alla umana compassione per il personaggio qui rivalutato ed assurto al ruolo di strumento per il compimento della missione del messia.

Si entra a questo punto nel mezzo della narrazione delle ore fatali al Cristo (con una ripresa riadattata di "Si chiamava Gesù").

In rapida successione (forse il caso più emblematico di quanto possa essere suggestivo un passaggio interpretativo detto, in gergo teatrale, "a vista") appaiono PILATO con le sue perplessità, CAIFA con le sue certezze e BARABBA con i suoi rimorsi.

 

Segue un incalzante recitativo a due voci nel quale SIMONE di CIRENE e Susannah ci rendono una sorta di "cronaca in diretta" degli ultimi passi di Gesù (l'uno) e del mesto accompagnarlo della madre (l'altra). Entrambi introducono il brano "Via della croce" le cui strofe, ognuna descrittiva di uno dei gruppi che compongono il drammatico corteo, fungono da spunto perché si staglino nette le figure di GIACOMO, apostolo e "fratello" di Gesù al quale rimorde la propria vigliaccheria; MADDALENA che rievoca il suo primo incontro col Cristo e la purificazione della propria anima; ANNAH, il sommo sacerdote che ribadisce le buone motivazioni (anche politiche) che lo hanno condotto a condannare a morte quel presunto messia; AISHA, immaginaria madre di uno dei bambini sacrificati nella celebre strage degli innocenti, la quale narra di come, dopo averlo cercato per spirito di vendetta, avendo incontrato Gesù ne diviene seguace ma nel momento in cui egli si lascia ammazzare senza reagire torna ad odiarlo perché sente di perdere nuovamente il proprio figliolo... infine un "ladrone" che, man mano, intuiremo essere colui il quale, nell'iconografa tradizionale, è ricordato come il "buon ladrone". Nella trama suggerita da De Andrè egli, in realtà, è semplicemente TITO che ci darà la propria interpretazione dei Dieci Comandamenti attraverso la celeberrima "Il testamento di Tito", cantata/recitata in sala all'attonito pubblico.

 

Il monologo di Tito, che si chiude con una suggestiva e drammatica "crocifissione" in mezzo agli spettatori, viene inframezzato dalla canzone "Tre madri", un ipotetico e struggete colloquio tra le madri dei ladroni e Maria ai piedi delle croci. Fa così la sua comparsa l'ennesimo personaggio femminile a tinte forti, la MADRE di TITO la quale riaccompagnerà, al termine di questa intensa sequenza, il proprio figlio al suo destino. È questo un altro dei momenti forti dello spettacolo: l'ultimo abbraccio a ricomporre la croce tra la madre straziata e il figlio morente e consapevole.

Sono passati dei mesi e Susannah racconta di come Maria stia metabolizzando la dolorosa sequenza di avvenimenti... va a trovarla e Maria le svela l'ineluttabilità di quanto accaduto... parlando, evoca ancora una volta GESU' che, finalmente, senza pronunciare una sillaba, appare per andare a comporre tra le braccia della madre (la quale termina il proprio racconto cantando, a voce nuda, come una dolente e presaga ninna nanna, l'ultima strofa di "Si chiamava Gesù") un quadro di luminosa "Pietà"!

 

Il risultato è una bella prova d'attore (i due interpreti, sempre in scena, affrontano tutti i personaggi con la recitazione e il canto in una estremamente impegnativa carrellata d'emozioni).

Al di là dell'intrinseco valore artistico, lo spettacolo ha come finalità anche l'invito a considerare le figure della tradizione cristiana (Gesù e Maria, in testa) come esseri umani
con passioni, emozioni, reazioni di tutti gli uomini d'ogni tempo e d'ogni luogo. 
Il tentativo è anche quello di far riflettere sui legittimi dubbi che pone la figura del Cristo e sul suo messaggio (troppo spesso frainteso e abusato) che travalica ogni appartenenza culturale, geografica o fideistica.
E questo tentativo è tanto più evidente se si considerano le diversità culturali dalle quali prende spunto la messinscena.

Uno spettacolo davvero valido, che sarebbe davvero un "peccato" perdere!

 

 

 

Ideato e scritto da Emanuele Puglia

Con brani tratti da "LA BUONA NOVELLA" di Fabrizio De Andrè

Liberamente ispirato da "GESU' FIGLIO DELL'UOMO" di Gibran Kalin Gibran

Con CARMELA BUFFA CALLEO ed EMANUELE PUGLIA

Musiche di Fabrizio De Andrè

Arrangiate e rielaborate da Gianluca Cucchiara

Scene e Costumi di Giuseppe Andolfo

Regia dell'Autore


Gianpaolo Costantino

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