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lunedì 30 novembre 2015

Cosimo Cinieri in PIER PAOLO, POETA DELLE CENERI (Teatro Argentina, 1-15-29 dicembre)

Martedì 1 dicembre ore 17
Martedì 15 dicembre ore 19
Martedì 29 dicembre ore 17


Cosimo Cinieri
in
PIER PAOLO POETA DELLE CENERI


 

Video-opera di
IRMA IMMACOLATA PALAZZO
e GIANNANTONIO MARCON

Teatro Argentina
SALA SQUARZINA
Largo di Torre Argentina, 52, Roma

Ingresso libero

Coordinatore Prof. Gianfranco Bartalotta

con
COSIMO CINIERI
GIANNI DE FEO
MARCELLO MAIETTA


Direzione, orchestrazione, pianoforte - DOMENICO VIRGILI
Batteria e percussioni - MARCO ARIANO
Contrabbasso - ROBERTO BELLATALLA
Flauto e sax - PIERO BRONZI
Violino - CARLO COSSU
Fisarmonica - MARCELLO FIORINI
Chitarra classica ed elettrica - ANTONIO IASEVOLI

Installazione - MAX CIOGLI
Pittore-scultore - GIANCARLINO BENEDETTI CORCOS
Scenografia - FABIANA DI MARCO
Costumi - GIAN MARIA SPOSITO
Foto di scena -  DANIELE LANCI
Video - GIANNANTONIO MARCON
Drammaturgia - IRMA IMMACOLATA PALAZZO e GIANNI BORGNA
Regia teatrale - IRMA IMMACOLATA PALAZZO


Da spettacolo a video-opera. Pier Paolo Pasolini secondo Irma Immacolata Palazzo insieme al compianto Gianni Borgna per la co-scrittura drammaturgica e a Cosimo Cinieri per l'interpretazione diventa PIER PAOLO POETA DELLE CENERI, un'operazione performativa firmata nelle immagini insieme a Giannantonio Marcon e con le installazioni di Max Ciogli che, insieme ad un elaborato live di musica formato da un organico di sei musicisti, mette a nudo le azioni in versi del grande regista, autore e drammaturgo di cui quest'anno si celebrano i 40 anni dalla morte.
Dall'apprezzato spettacolo andato in scena all'Auditorium Parco della Musica di Roma il 25 aprile 2012, la stessa regista - insieme a Marcon - ha rielaborato dunque una performance videografica che gode di una propria autonomia estetica e di un originale temperamento cinematografico. La macchina a spalla, così come amava girare Pasolini con la sua Arriflex, ha consentito di vivere dall'interno i versi, la voce, il canto, le immagini, le azioni, la musica fondendoli in un magma che esalta il paesaggio poetico di Pasolini e che verrà presentato in tre date, sempre di martedì,  al Teatro Argentina di Roma rispettivamente l'1, il 15 e il 29 dicembre.


Dal testo critico di Gabriella Palli Baroni sullo spettacolo "Pier Paolo Poeta delle ceneri":
È grande l'emozione che, sin dal titolo Pier Paolo poeta delle ceneri, ci comunica la video-opera ideata da Irma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna e firmata per la regia teatrale da Irma Immacolata Palazzo, e per il video insieme a Giannantonio Marcon. Emoziona per la drammatica e altamente lirica voce narrante di Cosimo Cinieri; per l'intensità del dettato e la bellezza e potenza dei frammenti tratti dalle opere di Pasolini in prosa e in versi; per l'originalità dell'idea registica; per l'installazione di Max Ciogli; per le scelte musicali e per gli elementi scenografici di Benedetti Corcos infine: altari-teatrini,  lampadine prima colorate da balera poi bianche, bandiere rosse stracciate, travestimenti (l'angelo nero di Gianni De Feo, comprimario con Marcello Maietta), camera e cameraman  in scena e in movimento, una lingua di sabbia.
Poche volte abbiamo ascoltato e partecipato con tanta vicinanza ad una lettura poetica che qui diviene azione teatrale, pur conservando gli spazi e i tempi del vissuto che si è fatto poesia. Ma sorprende anche la scelta degli scritti, tra i più alti di Pasolini, "brandelli" che appaiono rinnovati e trasfigurati in Cinieri, voce e volto e persona, che dà sostanza e corpo sonoro alle parole del poeta e esalta e potenzia la musica dei suoi versi.
Pasolini aveva pensato di intitolare col semplice Le ceneri il libro che poi divenne Le ceneri di Gramsci. Anche una sua autobiografia in versi, pubblicata da Archinto nel 2010, si intitolò Poeta delle ceneri. "Ceneri" era il termine che, più d'ogni altro, racchiudeva in sé il pensiero della morte e segnava tutto il suo cammino d'artista: che altro dice la sua opera - di poesia, di saggistica, di teatro, di cinema - se non l'itinerario arduo e doloroso di Pasolini poeta, la divisione intimamente e dolorosamente sentita tra valori di un vecchio mondo, che non si vogliono perdere, ma che vanno modificandosi e spegnendosi, e il nuovo, che ne è oscura conseguenza e tradimento?
Le parole di Pasolini, tratte dai suoi libri, scorrono in un piano-sequenza "potenzialmente infinito", come potenzialmente infinita era la sua idea di cinema; scorrono intensamente vere e profonde, incise, si direbbe, nella  maschera forte e antica di Cosimo Cinieri, e fermano sulla scena il colore del tempo, il calore della vita, il dolore della perdita, il conflitto tra passato e presente, la complessità e la conflittualità dell'esistenza, i tragici mutamenti sociali, lo sfiorire della bellezza di un mondo agreste che le lucciole testimoniavano; il pensiero della morte e di sé "scheletro / senza neanche nostalgia del mondo".
Si veda, in apertura, Cosimo di spalle con il maglione verde di Pasolini trovato la notte della sua morte: avvia dal "vuoto", lasciato dal poeta, un piano sequenza aperto "all'infinito", su cui si innestano i frammenti della sua storia di uomo e di autore: la fisicità estrema; il disgusto per la folla; il sentirsi indifeso e inerme; il rifiuto di un mondo che coniuga possesso e distruzione; e, a ritroso nel montaggio, l'angelo nero irridente di Ninetto; l'unione affettuosa e ineluttabile con la madre ("Saremo insieme, / presto, in quel povero prato gremito / di pietre grige") e il sacro (Cristo), in cui si manifestano scandalo, verità e risurrezione. E ancora: la diversità che spinge ai margini e l'inferno neocapitalistico; il sogno di una gioia che sola può aprire una stagione di «dolore armato»; la denuncia delle stragi ("Io so…io so…io so") e la rivolta antiborghese; l'utopia di un mondo nuovo (l'Africa) e la poesia "incivile"; il teatro e la scoperta del cinema. Sono tutti i temi che la sapiente regia di Irma Immacolata Palazzo ha riversato in un'opera che unisce lo scavo nella storia di Pier Paolo, "vissuto dentro una lirica", al teatro di parola e alla visività, che la musica, ora popolare ora sublime, mette in risalto e accompagna. Che sia poi il campo di lucciole, con le piccole luci bianche della scena, a chiudere una festa paesana è commovente fondale per un addio, che vede Cosimo Cinieri prostrato allontanarsi nel buio. Con le parole di Edipo re, che richiamano Elliot: "Sono giunto. La vita finisce dove comincia".

Ciao buio a Centrale Preneste Teatro domenica 6 e martedì 8 Dicembre

Domenica 6 e martedì 8 Dicembre 2015 alle ore 16.30
Centrale Preneste Teatro
Compagnia Ruotalibera Teatro
in scena con

Ciao buio

 

Doppio appuntamento per la rassegna Infanzie in gioco 2015/16 a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano, 58): domenica 6 e martedì 8 Dicembre va in scena Ciao buio della Compagnia Ruotalibera Teatro, di e con Tiziana Lucattini e Fabio Traversa. Sono il buio e la notte i protagonisti di questo lavoro in cui realtà e immaginazione si incontrano per raccontare storie, buffe o di paura, di lupi e coniglietti, streghe e mostri pelosi, orsi e orsetti, insieme a episodi di vita quotidiana e teneri ricordi di nonni e bisnonni. Nell'ora in cui tutto diventa possibile, in cui i bambini vanno a dormire aspettando il bacio della buona notte e il racconto che li rassicuri, il loro letto è come una scatola magica che produce sogni e apparizioni.
Adatto dai 5 anni in poi. Il costo del biglietto è per tutti di 5 euro.
Info e prenotazioni: 06 27801063 – 25393527 (lun./ven. ore 10.00/17.00) o info@ruotaliberateatro.191.it


Ciao buio della Compagnia Ruotalibera Teatro
Di e con: Fabio Traversa e Tiziana Lucattini
Scene: Francesco Persico
Costumi: Antonia Dilorenzo
Disegno luci: Martin Beeretz
Organizzazione e promozione: Paola Meda e Serena Amidani

Centrale Preneste Teatro Via Alberto da Giussano, 58 - Roma
Domenica 6 e martedì 8 dicembre alle ore 16.30
Biglietto unico: 5.00 € (prenotazione consigliata)
Info e prenotazioni: 06 27801063 – 25393527 (lun./ven. ore 10.00/17.00) o info@ruotaliberateatro.191.it
Pagina Facebook: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro

TEATRO PALLADIUM: LA FORMA DELLA MUSICA

Teatro Palladium – Università Roma Tre

La forma della musica
Gli spazi architettonici della musica religiosa tra Rinascimento e Barocco

venerdì 4 dicembre 2015 - ore 20,30
Teatro Palladium – Università Roma Tre

Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma

Lezione-concerto a cura di Federico Bellini e Luca Della Libera
musiche di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Orazio Benevoli, Gregorio Allegri

Coro da Camera Italiano – Ensemble La Cantoria
Maestro di cappella Vincenzo Di Betta

In linea con la sua natura di teatro universitario, il Palladium propone una serie di lezioni-concerto dedicate al rapporto tra musica e architettura. Se la musica è concepita per essere eseguita e ascoltata in occasioni pubbliche, legate a costumi culturali o religiosi, l'architettura ha il compito di modellare gli ambienti che ne accolgono l'esperienza comune.

Il primo degli incontri è dedicato all'architettura e alla musica sacra a Roma tra Rinascimento e Barocco: chiese e oratori, intesi come spazi musicali pubblici, modificano in pochi decenni i luoghi destinati alla musica sacra, adeguandosi al passaggio dalla polifonia agli stili concertati, e alla policoralità strumentata. I cori tardomedievali, riservati ai chierici e recintati nella navata o in fondo alla tribuna, perdono la propria esclusività in favore di cantorie soprelevate che affacciano sullo spazio sacro, e dalle quali la musica può essere vissuta dall'intera comunità dei fedeli, in una spettacolarizzazione dei riti che modificherà definitivamente l'architettura ecclesiastica barocca.

La formula innovativa della lezione-concerto unisce didattica ed esperienza musicale, alternando l'esecuzione di brani d'epoca all'esame dei luoghi architettonici originariamente destinati a ospitarli. Si vuole così offrire a un auditorio di studenti e d'appassionati un'angolazione inusuale, in grado di illuminare caratteri trascurati dell'architettura sacra tra Rinascimento e Barocco e repertori musicali poco conosciuti.


TEATRO PALLADIUM – Università Roma Tre
Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma
4 dicembre 2015 - ore 20,30

Biglietto 10,00 euro, ridotto per studenti 5,00

Biglietteria:
tel. 06-97602968 (Menti Associate), biglietteriapalladium@gmail.com

Debutto danza Giorgio Rossi in LASCIATI AMARE e DA DOVE NASCONO LE STELLE 4-5-6 dicembre Teatro Vascello

STAGIONE TEATRALE 2015-2016
Teatro Vascello
sala Giancarlo Nanni

DANZA

prima parte
4 - 5 - 6 dicembre 2015  danza
Venerdì e sabato h 21 domenica h 18

Associazione Sosta Palmizi
LASCIATI AMARE
Di e con GIORGIO ROSSI

Lo spettacolo nasce in occasione di una bellissima maratona di danza organizzata per inaugurare il Teatro Zandonai di Rovereto, nel novembre 2014. Un evento speciale che ha riunito in due giorni un numeroso gruppo di artisti, dai fondatori della compagnia Sosta Palmizi fino a giovani artisti emergenti.
È in questa atmosfera di amicizia e poesia che Giorgio Rossi ha presentato il suo assolo Lasciati Amare con cui prova, ancora una volta, ad avvicinare la parola, la musica e la danza nel tentativo di unire tre forme espressive che, per loro natura, contengono ritmo, spazio, evocazione, trasposizione e sospensione del tempo… tre forme di espressione che vanno verso un sentire indipendente dal razionale, verso un sentire la vita attaverso emozioni e battiti del cuore.


Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano –
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano –
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte –
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.
(Cesare Pavese)


GIORGIO ROSSI - Come direbbe E. Satie‚ "è un mammifero danzante". All'età
di 4 anni‚ vedendo il clown svizzero Dimitri esibirsi nel surreale tempo della
scena‚ ha capito che il teatro era la sua vita. Deve la sua fortuna artistica
all'aver potuto assistere ai lavori di grandi maestri (Kantor, Brook, Bausch,
Carlson….) e‚ con alcuni‚ ha imparato l'arte scenica‚ sia come allievo che come
interprete. Nel 1984‚ è co–fondatore della Sosta Palmizi‚ sigla sotto la quale‚ in
30 anni‚ hanno lavorato oltre 400 danzatori e non, che via via hanno trovato
lavoro nelle maggiori compagnie di Teatro Danza Italiane e Europee o hanno
fondato propri gruppi e alcuni di loro, a tutt'oggi, ne fanno parte come Artisti
Associati. Con i suoi spettacoli‚ oltre 30 produzioni che hanno superato le 1.500
repliche, ha girato il mondo‚ grazie all'universalità dell'arte poetica del
movimento. Fa parte di quella specie di esseri in via di estinzione che crede
profondamente nell'Arte Poetica del Movimento. Per questo si definisce un
partigiano dell'immaginazione. La sua danza è fatta di un'energia organica
giocosa, auto ironica e commovente, che auspica lo porti sulle scene ancora
per molto tempo. In questi anni collabora con artisti di altri campi, come:
Andrea Pazienza, Paolo Fresu, Bernardo Bertolucci, Terry Guilliam, Stefano
Benni, Paola Turci, Lucia Poli, David Riondino, Paolo Rossi, Banda Osiris,
Gabriele Mirabassi, Danilo Rea, Elisabetta Pozzi, Jovanotti, Avion Travel,
Francesco Bruni, Renato De Maria, Arnoldo Foa, Gianluigi Trovesi, Michele
Rabbia, Marco Baliani, Fabio De Luigi, Tiziana Foschi, Eugenio Allegri, Max
Gazzè e tanti altri, oltre a lavorare con persone di ogni età e comunità
terapeutiche e vari gruppi di recupero sociale e nella scuola pubblica. Come i
suoi maestri, cerca di trasmettere l'esperienza avuta alle persone che, lo
scelgono come maestro. Partecipa come danzatore alla trasmissione VIENI VIA
CON ME di Roberto Saviano e Fabio Fazio. Nel 2012 crea " Cielo di Marzo" per
15 ballerini dell'Opera di Roma. Nel 2013 cura tutti i movimenti della Carmen di
Bizet con L' Orchestra di piazza Vittorio, nel 2014 coordina 320 giovani per il
620 Carnevale di Putignano, avvia uno studio sulla felicità con 12 danza/attori,
Artisti Associati della Sosta Palmizi, lavoro che debutterà al Teatro Mecenate di
Arezzo in dicembre 2014. In giugno ha realizzato una coreografia per
l'Accademia Nazionale di Danza a Roma per 20 interpreti e sempre a giugno è
andata in scena alle Terme di Caracalla l'Opera Carmen con l'orchestra di
Piazza Vittorio di cui cura tutti i movimenti scenici e le coreografie .

Seconda parte
Compagnia Déjà Donné/Sosta Palmizi
DA DOVE NASCONO LE STELLE
creato da Giorgio Rossi e Simone Sandroni
interpretato da Elisa Canessa e Fabritia D'Intino
luci Cesare Lavezzoli
costumi a cura di Giorgio Rossi
testi a cura di Simone Sandroni
si ringraziano per la collaborazione Elvira Zuñiga Porras, Erica Archinucci
produzione Déjà Donné, Associazione Sosta Palmizi

Da Dove Nascono le Stelle è il titolo della nuova creazione di Simone Sandroni e Giorgio Rossi. I due performers si incontrano nuovamente dopo anni da "Piume", spettacolo presentato alla Biennale della Danza di Lione nel 1998. L'idea di lavorare ad un nuovo progetto nasce da una serie di performance ed improvvisazioni che i due coreografi hanno fatto insieme nel 2013 e 2014 che hanno permesso loro di capire come e cosa fare, quale strada percorrere insieme per la nuova creazione.
Breve presentazione sugli intenti del percorso creativo - La storia di questo lavoro siamo noi, per via del percorso e del vissuto che abbiamo, e ogni volta che saliamo sul palco comunque diventiamo la storia stessa. Attraverso la danza, che è la nostra passione e il nostro mestiere, riusciamo ad esprimere l'indicibile e le emozioni nella loro chiarezza e universalità. Siamo in un'età dove ogni virtuosismo è velleitario, tuttavia come due vecchi ulivi mostriamo tutto il nostro vissuto nelle radici nel tronco nei rami nelle foglie e i frutti succosi nascono sempre da fiori fragili teneri ed effimeri, come la prima volta. Non abbiamo certezze ma desiderio e necessità di trasmettere tutta la vita che conteniamo e speriamo nel tempo della scena di trasporla in emozione silenziosa e intensità, lasciando a chi ci guarda leggerezza gioia e commozione. Questo lavoro è nato con i due autori in scena come interpreti del loro personale percorso artistico. Riflessioni ed esperienze successive al debutto hanno portato a distillare e approfondire nodi poetici che richiamano importanti tematiche universali; è stato così deciso di affrontare la sfida di una nuova versione con in scena due giovani e bravissime danzatrici, Elisa Canessa e Fabritia D'Intino.
"Nel luogo dove niente è troppo piccolo o troppo grande, dove le bugie sostengono la verità e il paradosso è la regola, in quel luogo preciso si crede ciecamente a tutto ciò che si ascolta o vede, non per comprendere una verità senza errore, ma per scoprire il cammino verso la verità del sogno. E' quello il luogo in cui incontriamo chi vorremmo essere e dove accettiamo ciò che siamo, il luogo dove si svela il mistero e comprendiamo Da Dove Nascono le Stelle" - Simone Sandroni
"Siamo apparsi su questo pianeta un giorno, per un atto, si spera d'amore, comunque dall'unione di due esseri distinti e siamo il risultato di questa unione.
Di amore ci nutriamo e cerchiamo malgrado noi di unirci a qualcun altro. E lo sogniamo, lo desideriamo, e molto tempo lo passiamo a domare i nostri impulsi istintuali e sensuali, e ci pensiamo tanto.. c'è chi scrive, chi dipinge, chi fa il pane, coltiva fiori, io DANZO. Poi ci confondiamo, non capiamo più nulla di chi siamo, perché ci siamo e che vogliamo. In fondo basterebbe amare e lasciarsi amare, e credo che sia la cosa fondamentale della vita, il resto lo facciamo sperando di dimenticare questa cosa così semplice
"  - Giorgio Rossi


Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78
Cap 00152 Monteverde Roma
www.teatrovascello.it

Biglietteria:
intero € 15,00 – ridotto € 12,00
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

Abbonamento libero a 10 spettacoli a scelta su tutta la stagione di Prosa Danza e Musica € 100,00 esclusi i Festival.

Vi Aspettiamo
SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO
Il Teatro Vascello ha aperto un nuovo spazio Bar l'ART THEATRE BIO BISTRO' aperto dalle 11 alle 23 propone : aperitivi, vino, cibo veg, cucina crudista, estratti, centrifughe e smootie, tanti canapè veg, tisane, tè dal mondo, yoga, mostre d'arte, musica, laboratori sensoriali miele/olio, etica.
via Giacinto Carini n.78- info: 065881021 -065898031 www.teatrovascello.it
IL Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un'ottima visibilià da ogni postazione.
Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Laboratori

Premio Special Off al Roma Fringe Festival 2015 arriva al Teatro Studio Uno dal 10 al 13 dicembre "Cute" spettacolo di Teatrodanza della Compagnia Matros


Compagnia Matros

presenta

CUTE

Spettacolo di Teatrodanza
con musica dal vivo

Premio Special Off Roma Fringe Festival 2015

Ideazione, coreografia e scenografia Lisa Rosamilia
musica e sonorizzazioni Giada Bernardini
tecnico alla scenografia Fabio Sabaino
Luci Pietro Frascaro

Dal 10 al 13 dicembre 2015 | Sala Specchi
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 Roma 

Vincitore del Premio Special Off e Nomination Miglior Regia al Roma Fringe Festival 2015, torna in scena dal 10 al 13 dicembre al Teatro Studio Uno di Roma "Cute" della Compagnia Matros.

Il corpo porta con sé segni, resti, cicatrici, conseguenti tracce di un passo, un gesto, un'impronta. "Cute" narra del segno tracciato sulla propria pelle, seppur invisibile, di incontri, parole, sensazioni. Primo confine col mondo, la superficie cutanea riveste e protegge, assorbe e rilascia, regola e partecipa, conosce attraverso il tatto, sente e comunica, esprime, respira, custodisce e conserva.

Lo spettacolo nasce dall'idea di creare un quadro vivente che possa trasformarsi in un racconto di immagini e metafore legate alle sensazioni e ai vissuti di una superficie cutanea, confine tra il mondo interiore e la realtà esterna. La struttura scenografica prende spunto da artisti dell'arte povera nell'uso di materiali di riciclo assemblati seguendo un'ispirazione pittorica. La danza si muove in silenziosa comunicazione con il tessuto, in piccoli gesti o inaspettate apparizioni di forme dalla tela, in continuo dialogo di stimolo o risposta con la musica e sonorizzazioni eseguite dal vivo che seguono l'istante attraverso una ricerca improvvisativa e sperimentale.
Sul tessuto di un'enorme tela, appaiono i movimenti interiori, le pieghe della pelle, ferite come solchi, a narrare le trasformazioni, le separazioni e i ricordi, visioni necessarie ad un ciclico ricambio di pelle.

La Compagnia Matroos lavora da circa dieci anni con un'attenzione rivolta alla contaminazione di generi, dalla danza alla musica, teatro, arti figurative, creazioni scenografiche e installazioni. L'atto performativo è una sinergia simultanea tra danzatrice, musicista e oggetto di scena, che coralmente danno vita e forma agli spettacoli.

Estratti recensioni
"Uno spettacolo originale, elegante, magnificamente concepito ed eseguito, che costituisce per chi ha la fortuna di assistervi, un'esperienza visivo uditiva di rara intensità comunicando direttamente con l'inconscio individuale degli spettatori e delle spettatrici. Uno spettacolo da vedere e rivedere." A.Paesano – Teatro.it

"La compagnia Matroos stimola felici convergenze di linguaggi, confermando l'enorme potenziale della performance quale arte della contaminazione. " G.Sonno - Paper Street

"Assai benefico lo sguardo rivolto a questo genere di esibizioni per comprendere e avvicinarsi al divenire dell'arte e capirne ciò che gli artisti vogliono rivelare." A.Civitelli - Unfolding Roma
                       

"Cute" dal 10 al 13 dicembre 2015 | Sala Specchi
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara). Ingr. 10 euro.
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00


PRENOTAZIONI 
http://j.mp/prenotaTS1

Per info: 3494356219- 3283546847
www.teatrostudiouno.cominfo.teatrostudiouno@gmail.com

Tra tango e passione con le note di Carlo Maver. Venerdì 4 dicembre h. 22 Fienile Fluò

Carlo Maver suona le note del tango e della passione


Il musicista bolognese Carlo Maver torna al Fienile Fluò proponendo Vuelta al Tango: una ricerca di una musica passionale e personale allo stesso tempo attraverso brani originali e grandi classici rivisitati che prendono ispirazione dalle musiche e dai ritmi dell'Argentina.
Un viaggio che fa incontrare gli strumenti forse più emozionanti e caratterizzanti del tango argentino il bandoneon, strumento reso celebre dal Maestro argentino Astor Piazzolla, e il violino.

Carlo Maver è flautista, bandoneonista, compositore, ma soprattutto un viaggiatore solitario; un uomo che da solo ha attraversato terre esotiche, in particolare terre mediorientali (Kurdistan, Mali, Uzbekistan, Albania, Afganistan) e i cui viaggi hanno inevitabilmente condizionato la sua musica. Maver è un musicista che parte sempre dalla melodia per poi sviluppare attorno ad essa tutto il suo discorso
musicale sempre lirico e impregnato di tango e sonorita' mediterranee.
Maver è uno dei pochi allievi del grande bandoneonista argentino Dino Saluzzi e si è esibito al fianco di musicisti come Henghel Gualdi, Nicola Stilo, Javier Girotto, Daniele di Bonaventura, Flaco Biondini, Cheryl Porter, Kay Foster Jackson, Felice del Gaudio, Antonio Marangolo, Simone Zanchini, Stefano de Bonis, Francesca Sortino, Pasquale Mirra e Giancarlo Bianchetti.

Dimitri Sillato è pianista e violinista, che, nonostante la formazione classica, ha approfondito i linguaggi della composizione in tempo reale, dal jazz afroamericano alla musica di libera improvvisazione.
Ha collaborato con musicisti e formazioni di varia estrazione quali: Jay Rodriguez, Eviyn Kang, Mike Patton, Playground Orchestra, Vinicio Capossela, Cristina Zavalloni, Gabriele Mirabassi, Achille Succi, Alberto Borsari, Giancarlo Bianchetti, Tristan Horsingher, Domenico Caliri, Carlo Atti, Zeno Derossi, Cristian Calcagnile, Salvatore Maiore, Mirko Sabatini, Simone Zanchini, Amr Big Band, Marylin Mazur.



Per info:
Fienile Fluo'
Via Paderno, 9 - 40136 Bologna
338/5668169 - 051/589636
info@fienilefluo.it – www.fienilefluo.it

Al Teatro De' Servi fino al 13 dicembre "Immigrati Brava Gente" di Bernardino De Bernardis

La Vie Boheme ass. cult. 
presenta
dal 24 novembre al 13 dicembre

Immigrati brava gente
con (in ordine di apparizione)
Bernardino De Bernardis  (Salvatore Croccolo)
Angela Ruggiero (Maria Croccolo)
Ruddy Almada (Omar)
Simonetta Milone (Carmela)
Francesca Di Meglio/Francesca Epifani * (Angela Croccolo)
Matteo Fasanella (Roberto Croccolo)
Elena Verde  (Donna Concetta)
Antonio Coppola (Ispettore Trovato)
Salvo Miraglia (voce annuncio)

scritto e diretto da Bernardino De Bernardis
                                                        
scenografia Alessandra Ricci
direttore di scena Maurizio Marchini
consulenza artistica Serena Fraschetti
registrazione audio Studi AreaVox
video Giulio Ciancamerla

Commedia napoletana scritta e diretta da Bernardino De Bernardis sul tema della diversità delle culture. Cosa succederebbe ad una famiglia napoletana, animata da continue beghe interne, se piombasse in casa un immigrato? Uno di quelli che affrontano traversate del continente africano e del mare che lo separa dall'Italia per approdare in un paese nuovo, di quelli che lasciano dietro di sé storie di privazioni e hanno davanti solo scommesse?

Lo scoprono la famiglia Croccolo ed il capofamiglia Salvatore, che incontrerà Omar e sceglierà di accoglierlo, dargli un lavoro e un'opportunità, sfidando le paure imperanti e la diffidenza che nel nostro tempo si annida ovunque.

E allora, tra siparietti e tranche de vie, battibecchi proverbiali con la suocera, sempre pronta a redarguirlo, e il figlio Roberto, impegnato in una crociata di conquista di talent e reality, si srotola una "commedia sulle paure sociali", alimentata da una napoletanità energica e fantasiosa, che mostra, attraverso piccole e continue deflagrazioni comiche, la poesia del quotidiano.

Note di Regia
"Immigrati Brava Gente" è una commedia sulle paure sociali e sulla speranza di trovare la forza di rialzare lo sguardo verso ciò che non si conosce, pur nella consapevolezza che avere timore di quello che riteniamo diverso da noi è normale ed è un sentimento che va rispettato in un momento come questo.
Tuttavia l'auspicio è che tali paure non vengano cavalcate e utilizzate con l'unico intento di mettere gli esseri umani l'uno contro l'altro risultandone vittime.
Paure a cui spesso l'unico modo di cercare una risposta è quella di non porci alcuna domanda.
L'intento non vuole essere quello di fornire giudizi definitivi su un tema come l'immigrazione e la diversità in genere, la cui delicatezza rende presuntuoso qualsiasi tentativo in tal senso e nel contempo inopportuna qualsiasi idea precostituita.
Piuttosto si cerca semplicemente di non cadere né in facili moralismi né in ipocrite e incivili chiusure, nella speranza che ci possa essere una giusta mediazione frutto di un aperto confronto dinanzi ad interrogativi tanto scomodi quanto doverosi.
Ed è quello che capita alla famiglia Croccolo che si troverà costretta, suo malgrado, a doversi confrontare con i propri fantasmi quando, investita inaspettatamente da un avvenimento deflagrante ed imprevisto, verrà catapultata in scenari assolutamente inaspettati che cambieranno radicalmente la sua storia.
Il tutto è presentato in chiave comica e leggera senza voler tuttavia cadere nella semplice banalizzazione, nella convinzione che spesso gli aspetti più tragici della quotidianità si nascondono nelle pieghe nascoste dell'ironia.
Bene non ti resta che entrare in casa Croccolo… la porta è aperta!!!!!!
Bernardino De Bernardis 

* Nel personaggio di Angela Croccolo si alterneranno due interpreti


Estratti della critica
L'immigrazione e la clandestinità in salsa partenopea dove gli "immigrati" e soprattutto i "clandestini" come categoria siamo noi: lavoro articolato che mette insieme la lezione della commedia napoletana classica con lo stile della fiction e della nuova cinematografia locale dove i temi di attualità sono trattati in versione pop. [...] La scoperta dell'amara verità, che la clandestinità si annida proprio intorno a noi e in chi si crede di conoscere, svela una riflessione tutt'altro che scontata, senza lieto fine, e scopre anche una capacità di analisi attenta delle vie della psicologia e dei comportamenti umani da parte del regista.

Ilaria Guidantoni - SaltinAria.it


Bernardino De Bernardis, autore e regista dello spettacolo, è riuscito a trattare con delicatezza ed ironia un argomento attuale e di grande preoccupazione come l'immigrazione, sapendo alternare con maestria momenti di divertimento a momenti di profonda riflessione e riuscendo nel suo modo garbato ad arrivare al cuore del pubblico senza perdere di vista la consueta verve comica
Claudia Belli - Teatroitaliano.org


Il testo brillante di Bernardino De Bernardis (regista e attore nei panni di Salvatore) ci offre una commedia napoletana molto piacevole che analizza il tema della diversità culturale, divertendo ed anche emozionando in scene di particolare intensità
Leonardo Masucci - Contrappunti


Teatro de' Servi
Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Per informazioni: telefono 06.6795130
www.teatroservi.it - https://www.facebook.com/TeatroServi?fref=ts

Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario Spettacoli: da martedì a venerdì ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30


"Dialogo di una prostituta con un suo cliente" di Dacia Maraini al Brancaccino dal 3 al 6 dicembre



VIOLA PRODUZIONI

Spettacolo realizzato in residenza con il Comune di

MONTALTO DI CASTRO



Dialogo di una prostituta con un suo cliente



di Dacia Maraini



Regia WALTER MANFRE’

con

ROSSANA BELLIZZI          MAURO RACANATI 


Manfrè ha lavorato sul testo scritto da Dacia Maraini negli anni Settanta, “anni cruciali in cui non c’era spazio in teatro per le donne” come ricorda l’autrice stessa. Erano gli anni della riflessione sul grande tema della libertà, la sfida necessaria posta dal movimento delle donne: libertà di scegliere e di decidere, di desiderare.
In questa messinscena Walter Manfrè ci darà una lettura fortemente legata e ispirata alla propria personale esperienza di quegli anni, di quel rivoluzionario ’68, visto dai suoi occhi di ventenne, studente universitario siciliano, profondamente ispirato dal pensiero di Pasolini, Moravia, Havel, Arrabal, Pinter e oggi, nostalgico amante del Mastroianni felliniano, che sopra ogni cosa, ama le donne.

“Amo la donna, questo ho sempre pensato, come Mastroianni dei film di Fellini, con una, forse, nostalgia di quello che era e con la voglia di vivere con lei una notte d’amore come in un sogno felliniano. Così ho voluto far incontrare – lo posso fare perché sono un regista di sessantacinque anni, radicale e libero – il mio uomo, l’uomo di Fellini, Fellini dunque, con Dacia e vedere se, attraverso un incontro di anime contemporanee, possa nascere una storia non d’amore, ma di cosmica ricerca di serenità.” Walter Manfrè

ROSSANA BELLIZZI
Dopo aver frequentato la Scuola di recitazione “Teatri Possibili” di Roma, diretta da Corrado D'Elia, molte sono state le esperienze lavorative a teatro. Ha infatti lavorato con importanti registi, tra i quali: Walter Manfrè (Dialogo di una prostituta con un suo cliente di Dacia Maraini); Pino Di Buduo (Le Città Invisibili); Clarizio Di Ciaula (Laclos e le sue Relazioni Pericolose; Cecè di Luigi Pirandello; L'Orso di Anton Pavlov Cechov); Caterina Costantini (Il Club delle Vedove di Ivan Menckell; Romeo e Giulietta di William Shakespeare); Virginia Barrett (Se Vuoi Amarmi Elizabeth Barrett Browning poesia...amore...risorgimento; Il teatro della notte di Patrizia Monaco); Marco Maltauro (PIL di Pierpaolo Fiorini); Antonio Salines (Le Relazioni Pericolose di Chaderlos de Laclos; Salon Fusco di Vaime-Fano; La musica del Vampiro di Barbara Baroni; Un Don Giovanni per Mozart di Barbara Baroni); Francesco Sala (Un Marziano a Roma di Ennio Flaiano). 
MAURO RACANATI
Allievo all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, si è poi specializzato in progetti di alta formazione quali: Masterclass sulle tecniche d’attore condotto da Toni Servillo; Teatro Laboratorio Toscana diretto da Federico Tiezzi; Ecole Des Maitres maestri Ricci/Forte; Centro Teatrale Santacristina creato da Luca Ronconi. Tra le ultime esperienze teatrali: Dialogo di una prostituta con un suo cliente di D.Maraini regia di Walter Manfrè; Re Lear di W.S. regia di Michele Placido; JG Matricule 192102 regia di Stefano Ricci de Ricci/Forte; L’Apolide regia di Brunella Andreoli, drammaturgia di Tindaro Granata; Amleto e Ofelia.... progetto “Shakespearex5” studi diretti da Krystian Lupa; Scene di Woyzeck Buchner/Berg regia di Federico Tiezzi; Nollywood nell’ambito del progetto “Perdutamente” idea di Fabrizio Arcuri; Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso a cura di Peter Stein.


Dal 3 al 6 dicembre

Brancaccino – via Mecenate 2
Tel. 06 80687231
www.teatrobrancaccio.it


Biglietto intero: 15,5 euro

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