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domenica 31 gennaio 2016

Sala Uno Teatro: LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI di Attar (2-7 febbraio)

 
Dal 2 al 7 Febbraio 2016

SALA UNO TEATRO
presenta

LA CONFERENZA DEGLI UCCELLI
Le sette valli dell’amore
 


Trasposizione scenica dall’antico poema persiano di Farid Ad-Din Attar

con Reza Keradman e Astra Lanz
disegno luci Hossein Taheri
musiche dal vivo di Reza e Hamid Mohsenipour
regia Reza Keradman


Sala Uno
Piazza di Porta San Giovanni 10 - Roma
+39 06 86606211 - promozione@salaunoteatro.com
www.salaunoteatro.com

Prezzo degli spettacoli:
Intero: €15 – Ridotto: €10



Va in scena il 2 febbraio alla Sala Uno, il pittoresco teatro con pareti in mattoni a vista ed ampi archi ubicato nella navata centrale della cripta della Scala Santa di San Giovanni, una originale trasposizione scenica de La Conferenza degli Uccelli – Le sette valli dell’amore, antico testo del poeta e romanziere mistico iraniano Farid Ad-Din Attar. E di origini iraniane è anche il regista e interprete dello spettacolo Reza Keradman, che ha scelto per questa versione condividere il palco con Astra Lanz, attrice di teatro, cinema e televisione formatasi alla scuola newyorchese di Lee Strasberg e divenuta popolare in Italia, tra i vari ruoli, con la serie “Don Matteo”. Con loro anche i musicisti iraniani Reza e Hamid Mohsenipour, che accompagneranno dal vivo le azioni interpretative suonando rispettivamente tàr (strumento a sei corde tipicamente persiano), flauto traverso e percussioni.
La conferenza degli uccelli, opera scritta nel XII secolo e portata al successo mondiale dal regista Peter Brook, rappresenta un cammino spirituale, mistico, individuale basato sulla ricerca della verità, lontano dalle retoriche religiose e da racconti fantastici o più semplicemente popolari. Protagonisti sono un gruppo di uccelli tristi e disorientati, poiché senza un proprio re, che si riuniscono in assemblea sotto la guida di un "upupa" per andare alla sua ricerca. Durante il faticoso e pericoloso percorso, nel quale devono affrontare una serie di estenuanti prove psico-fisiche sottoposte da madre Natura, tanti di essi moriranno lungo la via e solo una trentina riusciranno a raggiungere la meta in cima alla montagna di “Gaf”. Lì, come in uno specchio, vedranno il riflesso di un gigantesco uccello, il "SIMURG" (che in persiano significa proprio 30 uccelli), simbolo della perfezione spirituale ed immagine divina.
“E’ difficile e rischioso parlare alla gente della spiritualità e del misticismo: si rischia di essere noiosi in un momento storico così legato ai piaceri materiali di tutti i giorni” – afferma Keradman – ma credo che a qualcuno questi concetti, nonostante tutto, interessino ugualmente.
Prima produzione della Sala Uno nel 2016, lo spettacolo sarà in scena fino al 7 febbraio, per aprire successivamente ad altre rielaborazioni drammaturgiche di tutto rispetto, da Majakovskij a Ibsen, passando per la poesia di Fabrizio De André alla commedia contemporanea di Mitridate Minovi. Un itinerario che continua il concetto di ricerca teatrale perseguito dal teatro fin dalla sua apertura, nel 1997.

I Concerti del Conservatorio di Lecce. Carnevale al Ducale



I CONCERTI DEL CONSERVATORIO
“CARNEVALE AL DUCALE”
DOMENICA 7 FEBBRAIO 2016 - ORE 20:30
TEATRO IL DUCALE – CAVALLINO
GIAMMARCO LEUZZI flauto
CHIARA RUCCO flauto
ORCHESTRA GIOVANILE del Conservatorio di Lecce
MICHELE NITTI direttore

Con buon successo di pubblico proseguono gli appuntamenti musicali promossi dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. In sintonia col periodo di Carnevale, domenica 7 febbraio 2016, al Teatro Il Ducale di Cavallino (ore 20:30), il cartellone proporrà un concerto di musiche a tema ironico-burlesco, a cura dei solisti al flauto GIAMMARCO LEUZZI e CHIARA RUCCO e dell’ORCHESTRA GIOVANILE del Conservatorio di Lecce, per la direzione di MICHELE NITTI.

In apertura di serata sarà eseguita la Marche funèbre d’une marionnette di Charles Gounod, in origine scritta per pianoforte (1872), poi arrangiata per orchestra sinfonica dallo stesso autore (1879), con dedica “à madame Viguier”, secondo il seguente programma: morte del burattino in duello, inizio del corteo funebre, ristoro dei dolenti e rientro a casa. Il brano risale al soggiorno londinese di Gounod, quando il musicista francese iniziò a comporre un pezzo per pianoforte che avrebbe dovuto intitolarsi Suite burlesque, portando a termine, però, questo solo movimento. 

Sarà poi la volta del Concerto in sol maggiore per due flauti e orchestra (1793) di Domenico Cimarosa, nei movimenti Allegro, Largo e Rondò allegretto. Questa sinfonia concertante, che combina melodie e temi operistici con strutture stilistiche alla maniera di Haydn e Mozart, è di particolare importanza per l’epoca per il rilievo assegnato ai legni quali solisti. 

Il concerto si chiuderà con la suite Tuttifäntchen (1922) di Paul Hindemith: Vorspiel (Introduzione), Intermezzo, Lied (Canzone di Peter), Marsch, Musik zum Kaspertheater (Musica per teatro delle marionette), Tanz der Holzpuppen (Danza delle marionette), Lied (Canzone di mamma Berta), Wiegenlied (Ninna nanna), Schlußlied (Canto finale). Si dice che Hindemith iniziò a lavorare alle musiche per questo Racconto di Natale di Hedwig Michel e Franziska Becker, con canti e balli in tre quadri, senza aver letto l’intero libretto.  

La suite narra di una marionetta di legno, creata dall’intagliatore Tuttifant, che prende improvvisamente vita. Dopo varie affannose vicende la marionetta ritorna di nuovo al pino dal cui legno era stata scolpita e le feste natalizie possono iniziare con serenità. Nella Musica per teatro delle marionette e nella Danza delle marionette (un foxtrot) si riconosce l’inconfondibile linguaggio musicale di Hindemith, “enfant terrible” che sconcertava pubblico e critica con le sue imprevedibili buffonate, mentre negli altri pezzi traspare l’influenza della musica popolare e dei canti natalizi.

INGRESSO LIBERO

Prossimo Appuntamento:
Domenica 21 febbraio 2016
“UNE SOIR À PARIS”
GIANLUCA BELFIORI (contraltista)
FILIPPO FARINELLI (pianoforte)
Biblioteca Roberto Caracciolo – Lecce

'LOVECRAFT'S TALES' al TEATRO ABARICO di ROMA

TeatroSenzaTempo Produzione Spettacoli
presenta
"LOVECRAFT’S TALES"
Adattamento e Regia di Mary Ferrara
Ispirato alle novelle di Howard Phillips Lovecraft
con Alessio Chiodini e Michela Malavasi



Ispirato ad alcuni racconti dallo scrittore la cui fama è pari a quella di Edgar Allan Poe, ‘Lovecrat’s Tales’ apre le porte alla narrativa in scena. Due i protagonisti di fantasia, Alexander (Alessio Chiodini) e Alice Lee (Michela Malavasi) che esploreranno, attraverso l’incontro fortuito delle loro esistenze, il magico ed inquietante mondo dell’immaginazione.

Le loro storie si legano ad alcuni dei racconti frutto del genio dell’orrore, a tratti tinti dalla poesia romantica che ne marcava un suo altro aspetto. Alexander incontra Alice, o meglio inciampa nel suo diario. Lui ha bisogno del diario di Alice per ricordare, ha necessità di entrare nella fervida fantasia della ragazza per trovare l’origine della sua condizione. Inizia così un viaggio a ritroso che lo porterà verso l’orribile conclusione su quanto gli è accaduto.

‘Perché Lovecraft? Perché è interessante far rivivere da adulti le paure che avevamo da bambini, trasformandole in feticci (forse per sempre). Indagare il genere, oltre che apprezzarlo, mi ha dato la possibilità di pensarlo per il teatro, unendo la narrativa alla drammaturgia attraverso il filo conduttore di un soggetto, senza snaturarli entrambi. Operazione non semplice, considerando i contenuti dei racconti dello scrittore, fantastici, onirici, esploratori del mistero nelle varie forme. Il risultato è soddisfacente, ma il lavoro di costruzione, limatura, ricerca del linguaggio adatto ad una platea formata anche da chi non è conoscitore o amante del genere ha richiesto il trattamento del materiale come se si dovesse proiettare un film piuttosto che assistere ad uno spettacolo dal vivo’ (Note di Regia)


4, 5 e 6 FEBBRAIO 2016 ore 21,00
TEATRO ABARICO
Via Dei Sabelli, 116– Roma

Prenotazione Teatro Abarico: 06 98932488

Prenotazione TeatroSenzaTempo: Infoline 366 4538808 - www.teatrosenzatempo.com

CREDITI Allestimento Scenico: TsT Produzione Spettacoli – Trucco: Virginia Menendez – Disegno Luci: Riccardo Merlini – Ufficio Stampa: MF

COSTO DEL BIGLIETTO: € 10 (più tessera del teatro)

Chi ha paura di Virginia Woolf? Cirillo, Marigliano al Teatro Menotti dal 2 al 6 febbraio



Dal 2 al 6 febbraio 2016

MILVIA MARIGLIANO, ARTURO CIRILLO
in
CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?

di Edward Albee
traduzione Ettore Capriolo
e con
Valentina Picello
Edoardo Ribatto
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Mario Loprevite
regia Arturo Cirillo
produzione Tieffe Teatro Milano

Durata 110 minuti


Reduce da una tournée di successo di critica e pubblico, prima di toccare Cremona, Cagliari, Venezia, Padova, Vicenza, Bari, torna finalmente a Milano al Teatro Menotti dal 2 al 6 febbraio Chi ha paura di Virginia Woolf di Edward Albee con Milvia Marigliano, vincitrice del Premio Nazionale della Critica 2015 come Migliore Attrice per questo spettacolo, e Arturo Cirillo, nella doppia veste di attore e regista.

Martha e George sono una coppia di mezza età che ha invitato a casa Honey e Nick, due giovani sposi che hanno appena conosciuto. In un vorticoso crescendo di dialoghi serrati, con la complicità della notte e dell'alcool, il quartetto si addentra in una sorta di gioco della verità che svela le reciproche fragilità individuali e di coppia. Il risultato della serata è un gioco al massacro, una sfida collettiva alla distruzione di sé e degli altri, che rende ogni personaggio, allo stesso tempo, vittima e carnefice.
L’intera stagione del Teatro Menotti è dedicata ad un progetto di solidarietà a favore dell’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, che effettua il recupero quotidiano delle eccedenze alimentari e la loro redistribuzione a strutture caritative convenzionate in favore delle persone bisognose della Lombardia.
Con Chi ha paura di Virginia Woolf prosegue quindi il progetto “Protagonisti insieme a Banco Alimentare”; è la prima volta in Italia che un teatro organizza gesti di concreta solidarietà, invitando il proprio pubblico a donare cibo al Banco Alimentare per le famiglie più bisognose.
Chi porta al Teatro Menotti martedì 2 febbraio un prodotto alimentare a lunga conservazione avrà in cambio un biglietto di ingresso a soli 5 € per lo spettacolo (80% di sconto portando prodotti a lunga conservazione in quantità e/o qualità adeguata al progetto di solidarietà).

Il testo Chi ha paura di Virginia Woolf? credo sia una potente macchina attoriale, cioè penso che esista fortemente in funzione del teatro. Come certa drammaturgia contemporanea, penso a Spregelburd per esempio, non è tanto nella sua lettura che si coglie la vera qualità della scrittura, ma nella incarnazione umorale e psicologica che avviene, quando si incomincia a lavorare con gli attori. Un teatro che usa un linguaggio naturalistico, ma che non si preclude una possibilità più astratta, anzi direi che la sottende. Già il basso continuo dato dallo stato di alterazione alcolica presuppone una forma di recitazione sporca. Come anche invita verso una estremizzazione la valenza fortemente simbolica dei quattro personaggi, con la coppia più giovane specchio e parodia di quella più anziana, accomunate da un problema di genitorialità. Un testo bulimico ed estremo, sismico, che mi ha fatto pensare ad una scena smossa essa stessa, sconnessa, che ti scivola sotto i piedi. Una scena che va in pezzi, si spezza, crolla, come il nostro Occidente incapace di uscire da se stesso e vedere il mondo. Il tutto a ritmo di batteria, colpi su colpi.
Il testo di Albee è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo, e sull'amore. Come in un gioco al massacro, come in un interrogatorio o in una tortura, siamo in un stanza, un salotto, in una notte di sabato, dove pian piano si dà inizio ad un sacrificio, un esorcismo. Giocando e recitando ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto. Nel distruggere l'altro si distrugge se stessi, e poi ci si trova soli con l'altro, due solitudini a confronto, senza più difese, senza più riti che ci proteggono, senza più teorie analitiche che ci consolano; soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere. Soli davanti alle proprie paure, come un bambino nel bosco, o di notte con i propri incubi. E poi, forse, quando sta per nascere l'alba, immaginare di potersi prendere cura di sé, e dell’altro, con dolcezza e morbidezza.
                                                                                                                      Arturo Cirillo
(..)Martha-che l’intensa Milvia Marigliano molto bene gioca tra volgarità, rimpianto, cattiveria, fragilità infantile (..) Cirillo disegna ottimamente George con i toni di chi conosce il proprio disastro e, cinico gioca la propria partita, sadico negli “a fondo” con l’altra coppia che trascina nel suo turbine distruttivo. Generazioni che massacrano generazioni. Bravi anche Valentina Picello e Edoardo Ribatto.
                                                                                             Magda Poli - Corriere della Sera
                                                                                                         
(..)Una “verità” che arriva, quasi commossa da Arturo Cirillo, molto bravo nei panni di George, buffamente dolente, rassegnato ma non servile, cui fa da contraltare, oltre alla “sicumera” di Edoardo Ribatto, e l'isteria dolorosa di Honey che Valentina Picello rende bene, Milvia Marigliano, attrice solida e brava (..)
                                                                                              Anna Bandettini – La Repubblica
                                                                                                     
Questa violenza a fior di pelle, gratuita ma anche stolidamente e disperatamente reale credo abbia affascinato Arturo Cirillo, che ne firma l'incisiva, intelligente regia, per la forza non solo emotiva e verbale ma proprio fisica e cerebralmente crudele che guida i personaggi.
                                                                                             Maria Grazia Gregori – Delteatro.org
                                                                      
(..)La messa in scena di Cirillo non solo non sfigura ma brilla di luce unica, il palco pare uno schermo da cui appaiono visioni spettrali ma, per qualche ragione, anche potenzialmente, nello strazio, rigeneranti
                                                                                             Roberto Mussapi - L'Avvenire

TOURNE’E
-       2 | 6 febbraio – Milano (Teatro Menotti)
-       7-8 febbraio – Casale Monferrato (Teatro Municipale)
-       9-10 febbraio - Cremona (Teatro Ponchielli)
-       17 | 21 febbraio – Cagliari (Teatro Massimo)
-       23 febbraio – Lumezzane Bs (Teatro Odeon)
-       26 febbraio – Montegiorgio (Teatro Comunale D. Alaleona)
-       9 |13 marzo - Venezia (Teatro Goldoni)
-       16 | 20 marzo - Padova (Teatro Verdi)
-       27-28 aprile – Piacenza (Teatro Comunale)
-       11 | 14 maggio – Bari (Teatro Kismet)


TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
biglietteria@tieffeteatro.it

Orari di biglietteria
lunedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.00
martedì, giovedì, venerdì  dalle 15.00 alle 19.00
sabato dalle 15.30 alle 19.00
domenica dalle 15.00 alle 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana

Acquisti online
con carta di credito su www.teatromenotti.org

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PREZZI

intero - € 26.50
ridotto over 65 - € 14.00
ridotto under 25, gruppi, cral, biblioteche - € 16.50
ridotto convenzioni - € 18.00
ridotto gruppi studenti - € 11.50

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ORARI SPETTACOLI
feriali ore 20.30
mercoledì ore 19.30
domenica ore 16.30
LA XIX RASSEGNA "BAMBINI, ANDIAMO A TEATRO!" PROSEGUE CON IL CUSCINO D’ORO

Un viaggio alla ricerca del significato più vero della parola “desiderio”



Monza, 30 gennaio. Il secondo appuntamento della diciannovesima rassegna teatrale Bambini, andiamo a teatro!, dedicato alle famiglie con bambini dai 3 anni in su, è sabato 6 febbraio, ore 16.00, presso l’Auditorium Mario Rigoni Stern di Agrate Brianza.

In scena Il cuscino d’oro, uno spettacolo che parla della riscoperta dei propri desideri profondi, quelli che non si possono comprare, e che spesso si smarriscono crescendo, catturati dal vortice del mondo che ci circonda.

Il protagonista della storia, nonostante sia circondato da decine di cuscini colorati che rappresentano le distrazioni della vita quotidiana, è triste perché con il tempo ha smarrito il suo cuscino, la sua autenticità.

Il cuscino è un oggetto particolarmente legato al momento del sonno, dei sogni e, implicitamente, dei desideri e la sua assenza è lo stimolo per iniziare un'avventura alla ricerca ed alla riscoperta del significato più vero della parola desiderio, raccontata ai bambini come l’insieme di tutte quelle emozioni che ci rendono felici.

Il protagonista, annoiato e insoddisfatto, ritroverà quella scintilla creativa che gli permetterà di ricordarsi che può essere l’artefice del proprio mondo e delle propria felicità.

Uno spettacolo che esorta grandi e piccoli a custodire i propri sogni per non rischiare di dimenticarli crescendo.


RASSEGNA
«Il cuscino d’oro è uno spettacolo che riporta i piccoli spettatori sul significato della parola desiderio. Il cuscino d’oro e cioè il contatto con la parte più autentica di sé stessi, nascosta, anzi ormai introvabile perché sepolta sempre più precocemente sotto migliaia di distrazioni e finte necessità che nello spettacolo prendono la forma di altri cuscini dai mille colori. Nella leggerezza di un linguaggio che rispetta in pieno l’età del pubblico di riferimento. Sorriso e gentilezza, che abbondano nello spettacolo, restano gli ingredienti migliori per dire cose importanti: ad esempio che la pigrizia, l’adagiarsi su sogni omologati e creati da altri, alla lunga non produce felicità. Da non perdere.»


Spettacolo recensito da BIMBI.IT durante il Festival “Via Paal” di Gallarate

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