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lunedì 28 novembre 2011

Vanessa Gravina: La bisbetica domata. Teatro Quirino



In scena dal 6 al 18 dicembre

TEATRO QUIRINO di Roma

Vanessa Gravina e Edoardo Siravo

in

LA BISBETICA DOMATA

di William Shakespeare

e con Carlo Di Maio Vito Facciolla Alberto Caramell Elisabetta Alma

Emanuela Trovato Gianluca Enria Stefano Vona Bianchini Maurizio Tomaciello

Valentina D'Andrea

e la partecipazione di Giulio Farnese

musiche Goran Bregovic

scene e costumi Andrea Taddei

adattamento e regia Armando Pugliese

La bisbetica domata (The Taming of the Shrew) è una festa di trame incrociate, scambi d'identità, manipolazioni linguistiche. In una Padova reinventata dall'autore, viene descritta la vigorosa conquista dell'irrequieta Caterina da parte del caparbio Petruccio, avventuriero veronese, che sposa e soggioga l'intrattabile Caterina di Padova, attirato soprattutto dalla sua dote.

Non tutti sanno però che il testo shakespeariano è contenuto in una cornice che rende i due protagonisti personaggi di una rappresentazione teatrale cui altri personaggi assistono in scena. Una commedia nella commedia, quindi. Precede il dramma un prologo in cui un calderaio, Cristoforo Sly, è raccolto ubriaco da un signore reduce da una partita di caccia, davanti ad un' osteria in aperta campagna: Sly è portato al castello, e gli fanno la beffa di trattarlo al suo risveglio come se fosse un gentiluomo che dopo lungo tempo ha ripreso l'uso della ragione e lo fanno assistere a La bisbetica domata.

"Shakespeare non scrisse l' epilogo,- scrive Franco Cordelli su Il Corriere della Sera-  ma in genere i registi lo recuperano da un testo simile più o meno coevo, magari trasformando tutto in un sogno, come ha fatto Pugliese nel suo spettacolo: brillantissimo, certo, pieno di trovate di regia, con costumi mirabolanti e scene, contemporanee o fantastiche. Meglio e di più fanno i due protagonisti, il ribaldo Edoardo Siravo,, un attore di irresistibile simpatia e che, in puro stile «Amici miei», può travestirsi con la stessa naturalezza da pirata o da ricco zoticone; e Vanessa Gravina, una perfetta gattamorta: domata (per così dire) dalle torture cui la sottopone Petruccio ormai suo marito, nel monologo finale ribalta il profilo morale della sua eroina, incarnando il titolo di una commedia che verrà (di Oliver Godsmith): Ella si umilia per vincere."


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ufficio stampa
Marzia Spanu
 




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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

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