Dopo aver portato in scena Sette
piani di ruvidezza e Tra moglie e
marito non mettere il dito, Claudio Gnomus torna dall'8 aprile al
10 maggio al Teatro dei Satiri con un'altra divertente commedia: Tra
moglie e marito non mettere il dito.
In scena con Gnomus, che firma testo e
regia, altre due attrici, Annalisa Aglioti e Roberta Garzia.
Una convivenza forzata tra tre due
donne e un uomo, costretti a convivere perché, dopo i loro rispettivi divorzi, tra spese varie, alimenti e
crisi economica condividere un appartamento sembra l’unica soluzione possibile per risparmiare. La convivenza sarà serena? L’amore resterà fuori dalla porta? Internet servirà solo a mantenere i contatti con il mondo esterno o
irromperà nel “menage” del terzetto? Claudio Gnomus questa volta prende in
esame la convivenza tra persone che vivono insieme non per amore, ma
per necessità. Le regole e le problematiche sono
simili a quelle della coppia, ma qui sono più esasperate e conducono a situazioni
paradossali di una comicità irresistibile. Ci si riconosce nei personaggi e si
ride delle piccole manie, delle grandi illusioni e dei quotidiani battibecchi in
una “famiglia di fatto” in cui essere “dispari” può essere a volte un vantaggio e, a volte, un’esasperante esperienza.
Abbiamo intervistato Claudio Gnomus
Ci metti molto del tuo privato nei tuoi spettacoli
Certamente.
E’ più facile e incisivo scrivere di cose che si conoscono. Ma quando le
trasporto nel testo non sono quasi mai nella collocazione della vita reale.
Eseguo sempre o quasi una trasposizione che ne mantiene la freschezza e la
veridicità ma in contesti spesso diversi da quelli originali.
Vieni ricordato come il
dott. Gnomus di Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere, una bella
esperienza… cosa ti ha lasciato?
Quella esperienza che considero tuttora estremamente formativa e
importante per il mio percorso di autore mi ha fatto scoprire un lato del mio
essere attore che mi era assolutamente sconosciuto derivando la mia formazione
iniziale dallo studio del “mimo”… ho scoperto di poter essere anche un
monologhista!
Da quello spettacolo nasce la tua
di parlare della coppia??
Certo. Sette mesi in scena parlando delle differenze tra uomo e
donna hanno influito molto. Io credo che le cose succedano perché si è in armonia con quello
che ci circonda, quindi credo che anche quello spettacolo mi sia capitato per
farmi procedere su un binario che, in fondo, già ero pronto a percorrere.
Hai un rito scaramantico prima di andare in scena
Quello di tutti gli attori e attrici… in cerchio… uno due tre… M.
M. M. … e si va in scena.
I tuoi spettacoli registrano sempre un tutto esaurito. Qual è il
segreto del tuo successo?
Magari fosse sempre tutto esaurito… a volte… ha ha… comunque il
segreto del nostro piccolo successo
credo sia nel fatto che cerchiamo di continuare un discorso iniziato col
pubblico, proseguirlo e non tradirlo. Per questo abbiamo tanti ritorni e tanto
passaparola.
Cinque settimane in scena. Si vedono pochi spettacoli con una
tenitura così alta. Coraggio o consapevolezza di farcela?
Consapevolezza dettata all’esperienza. Due anni fa due mesi con
“Marte Venere dalla teoria alla pratica”, la scorsa stagione sei settimane con
“Tra moglie e marito non mettere il dito” ripreso quest’anno all’Ambra
Garbatella. Forse cinque sono poche?

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