“Tutto quello che sto per dirvi è falso", spettacolo con Tiziana Di Masi, riparte con una tournée estiva.
Un lavoro che parla alle coscienze, perché acquistare un falso
significa finanziare le mafie e affossare l’economia
Appuntamento in piazza Matteotti.
Il progetto è sostenuto da Regione Veneto e Unioncamere Veneto
Il progetto è sostenuto da Regione Veneto e Unioncamere Veneto
(Caorle VE – 08.06.2015) - Orologi
e occhiali da sole delle migliori marche, tessuti, monili e giocattoli
venduti a prezzi stracciati. Pochi euro e la gente (molta, non tutta)
crede di aver fatto l’affare della vita,
ma si tratta di falsi, tarocchi, prodotti spesso nocivi per la salute,
con un giro d’affari gestito dalla malavita organizzata.
Per dare l’allarme e a far breccia nelle coscienze,
venerdì 12 giugno arriva a Caorle (VE) il tour estivo di “TUTTO QUELLO CHE STO PER DIRVI È FALSO”, il lavoro di
teatro civile anticontraffazione scritto dal giornalista Andrea Guolo e
interpretato da Tiziana Di Masi. Lo spettacolo andrà in scena alle 20.30 in piazza Matteotti.
Il progetto – sostenuto con forza da Regione del Veneto,
Tavolo Veneto della Moda (Confindustria, Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti del Veneto) e
Unioncamere Veneto, e patrocinato da Commissione Europea e MISE
– si propone di educare e sensibilizzare i cittadini contro la
“piaga del falso”, raggiungendo migliaia di turisti italiani e
stranieri..
“TUTTO QUELLO CHE STO PER DIRVI È FALSO”
entra nelle pieghe del business dei “falsi”, ricostruendo la “filiera
del dolore” controllata dalle mafie, lo spettacolo vuole parlare alle
coscienze, per far crescere la consapevolezza
di dover evitare l’acquisto di merce che è non solo falsa, ma anche
altamente nociva da un lato per l’economia delle aziende italiane,
dall’altro per la stessa salute dei cittadini.
Continuando ad alimentare questo business
(“cosa vuoi che sia, sono pochi euro, così gli do una mano a prendersi
da mangiare”) si portano solamente denari nelle casse delle mafie, che
controllano il fenomeno dei venditori ambulanti
prosperando su di esso.
Basti pensare che il giro d’affari della
contraffazione, che soltanto in Italia è stimato a 6,9 miliardi di euro,
sottrae 110 mila posti di lavoro regolari all'anno e, nel mondo,
costringe 115 milioni di bambini sotto i 14 anni
a lavorare invece di andare a scuola.
Solo rifiutando tutto ciò e capendo
l’importanza di difendere il valore della comunità, la sicurezza dei
consumatori, la difesa della legalità, il senso del
Made in Italy avremo fatto qualcosa di importante per noi, per il
nostro paese e in fondo anche per gli ambulanti stessi, a loro volta
vittime di un terribile giogo.
“Con questo spettacolo voglio comunicare i danni sociali causati dalla più subdola e redditizia attività delle mafie - spiega
Tiziana Di Masi -. È subdola perché mascherata da una presunta
accettabilità sociale che va invece scardinata alla base, comunicando
alle persone che comprano il falso perché non lo ritengono un fatto
grave, oppure perché sono convinti di dare un aiuto
a chi lo vende, mentre chi ci guadagna davvero sono le mafie”.

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