Mancano pochissimi giorni al debutto di Odyssey, la “visione” di Robert Wilson del poema di Omero, in scena dal 6 ottobre al Teatro Strehler.
Odyssey per
Wilson è una fiaba ma è anche l'occasione per una profonda riflessione
sulla luce, strumento che il regista americano maneggia come una spada
con cui traccia lo spazio della rappresentazione. «Senza luce non esiste
spazio – spiega – la luce crea lo spazio che in teatro è la misura di
tutte le cose. Lo fa emergere dal buio, il suo opposto. Tutto il teatro,
come la vita, si regge sull’equilibrio degli opposti».
L’altro elemento fondante del teatro di Wilson è il suono. Nella messinscena di Odyssey, la musica è stata composta per lo spettacolo ed è eseguita dal vivo dall’autore, il pianista Thodoris Ekonomou.
«Accanto allo spazio, per me, esiste il silenzio. Lavorare sul silenzio
è qualcosa che ho imparato da John Cage. È dal buio e dal silenzio che
lo spettacolo emerge, grazie alla luce e al suono. Il mio compito, come
regista, è non spezzare mai la linea che si crea tra spazio, suono e
tempo e che costituisce il flusso della narrazione».
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Orario: da lunedì a sabato ore 9.45-18.45, domenica ore 10-18.30.
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