Napoli, 3 Gennaio 2017 –
Ventritrè minuti per illustrare, attraverso un cortometraggio, una
storia vera che vede protagonista un papà al quale non è permesso di
vedere il proprio figlio.
“Mamma non vuole”, questo il
titolo del corto proiettato in anteprima internazionale al Capri
Hollywood Film Festival appena concluso, ha ricevuto applausi e grandi
riscontri persino dagli addetti ai lavori come il produttore e regista
Carlo Vanzina e l’attore Sebastiano Somma.
Il
cortometraggio diretto dal regista Antonio Pisu e prodotto ed
interpretato da Amedeo Gagliardi, con attori del calibro di Giancarlo
Giannini, Naike Rivelli, Florinda Vicari, Ninni Salerno, Fabio Ferrari,
Niccolò Centioni e Brigitta Kocsis, ha come soggetto un tema molto
delicato, quello della Pas (Parental Alienation Syndrome), la
sindrome da alienazione genitoriale che coinvolge i figli dei genitori
separati sviluppandosi nel contesto dei conflitti per la custodia degli
stessi.
Il
film, girato lo scorso 2016 a Bologna ed uscito in Italia a settembre
dello stesso anno, racconta la storia vera di un padre, il dr.
Alessandro Lamberti interpretato da Amedeo Gagliardi, al quale non è
permesso vedere il figlio da 6 anni e mezzo.
Il problema della vacatio giuridica
diventa così, attraverso il prodotto cinematografico proposto dal
produttore salernitano Amedeo Gagliardi, un atto di denuncia che parte
proprio dalla Campania che registra una casistica con alti numeri.
“Purtroppo
la mia, oltre ad essere un’opera cinematografica, è una testimonianza
diretta avendo vissuto sulla mia pelle un’esperienza come quella
descritta nel film - esordisce Amedeo Gagliardi - Il
progetto proposto nel mio corto, in attesa di realizzare un
lungometraggio, intende essere un manifesto culturale che deve
sensibilizzare tutti coloro che hanno in mano le governance legislative e
devono garantire nella forma più equa le soluzioni migliori per i figli
e per i genitori. Solo in Italia sono oltre 2 milioni i papà, ai quali
si aggiungono i figli per un totale di circa 5.000 milioni di soggetti,
coinvolti sul tema e questo dato cresce in maniera esponenziale se
consideriamo il coinvolgimento di tutti i gradi di parentela come:
suoceri, nonni e zii. In Italia la legislazione è carente sul tema e da
anni libere associazioni cercano di portare nelle sedi istituzionali il
tema affinché sia regolamentato in modo efficace, con il mio contributo
cinematografico e sfruttando la forza di divulgazione sociale che il
cinema ha, spero di far emergere maggiormente il problema e magari
auspicando una seria riflessione delle Istituzioni che devono legiferare
in materia”.
Il
tema sociale proposto nel corto “Mamma non Vuole” evidenzia in Italia
una percentuale del 45% delle coppie che si separa generando sui figli
impatti emotivi che incideranno sulla loro crescita.
Una statistica
dell’ISTAT indica che ogni 3 minuti una coppia si separa e ogni 7 minuti
un figlio viene ingiustamente allontanato da un suo genitore, ma i
numeri diventano incredibili anche per le tasche dello Stato.
La
gestione di questo tema comporta un costo medio giornaliero per ogni
bambino di circa 200 euro, moltiplicando queste diarie ne consegue che
ogni giorno la spesa Statale impiega da 2.240.000 a 9.600.000 euro che
complessivamente, in un anno, può variare da 817 milioni di euro a oltre
3 miliardi di euro.
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