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sabato 28 novembre 2009

IL MISANTROPO (recensione)


misantropo.jpg picture by ilfoyerTEATRO VASCELLO
fino al 6 dicembre 2009

Compagnia TSI La Fabbrica dell'Attore
in collaborazione con Officine Puricelli
presenta

IL MISANTROPO
di Moliére
Traduzione Cesare Garboli

con
Paolo Giovannucci, Barbara Chiesa,
Luigi Di Pietro, Dajana Roncione,
Daniele Paoloni, Elodie Treccani,
Paolo Zuccari, Michele Bevilacqua,
Lorenzo Battisti, Marco Canuto

Regia Paolo Zuccari


Un classico del teatro riletto in una chiave moderna e decisamente interessante.Così è il Misantropo di Molière nell’originale versione di Paolo Zuccari in scena fino al 6 dicembre al Teatro Vascello.
Alceste, intransigente moralista, nemico di ogni sorta di adulazione, acremente sincero fino alla sgradevolezza, ripudia ogni forma di compromesso e dichiara guerra all’ipocrisia sotto ogni sua forma, quand’anche venialmente necessaria. L’uomo, innamorato della giovane e frivola vedova Célimène, cerca di convincerla a seguirlo nel suo deserto intellettuale e ad abbandonare la propria vita mondana con i ricchi e nobili corteggiatori tra i quali ella abilmente si destreggia per ottenerne favori e popolarità.
A fare da contrappunto al pedante punto di vista del Misantropo, vi è Filinte il quale, mosso da sincero affetto per Alceste cerca di spingere l’amico tra le braccia di una donna più modesta ribadendogli, inascoltato,che un po’ di ipocrisia e di tolleranza sono gli ingredienti necessari al quieto vivere col prossimo. Alceste è irremovibile e il suo atteggiamento lo condurrà ad una prevedibile sconfitta. Sconfitta, al pari suo, sarà Célimène che vedrà scoperte le sue bugie ed i suoi opportunistici inganni, e sarà abbandonata da tutti perdendo la buona reputazione faticosamente conquistata.
Zuccari.jpg picture by ilfoyerLa messa in scena trova la sua apprezzata particolarità nel felice connubio del testo originale e dell’ambientazione e recitazione moderne.
Un effetto affascinante per certi versi che evidenzia come cambiando pure la forma, i contenuti col passar del tempo restano immutati. La Corte ed il Re così spesso citati, rappresentano sempre il potere costituito con i suoi privilegi e e le sue corruzioni, anche se oggi si chiamerebbero onorevoli e magistrati e identici ad allora restano i personaggi che col potere convivono e si destreggiano.
La scena molto ampia è la casa di Cèlimène, è divisa in diversi ambienti tagliati in due da un lungo tappeto rosso che diventa un’ideale passerella di vanità mondane.
Molto bravi tutti gli attori tra i quali spiccano Dajana Roncione, Paolo Giovannucci, Michele Bevilacqua. Ottima la regia di Paolo Zuccari che si ritaglia la parte di un Alceste forse un po’ troppo distaccato.
La pièce mantiene un ritmo dapprima sommesso poi via via più sostenuto, traghettando lo spettatore attraverso l’evolversi della vicenda che piacevolmente coinvolge e fa riflettere per la sua straordinaria attualità. E’ la potenza dei classici, dicono, ed è per questo che vale sempre la pena di regalarsi l’opportunità di goderne andando a teatro.
In scena fino al 6 dicembre.

(Ilda Ippoliti)



TEATRO VASCELLO
Via Giacinto Carini, 78 - Roma
tel. 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623
promozione@teatrovascello.it
www.teatrovascello.it

venerdì 27 novembre 2009

Lino Guanciale:un attore di talento tra cinema e teatro

Lino Guanciale ha interpretato Mozart nel film di Carlos Saura "Io Don Giovanni" presentato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Roma, ha recitato a fianco di Riccardo Scamarcio, in "La prima linea" di Renato De Maria e dal 1 al 6 dicembre lo potremo vedere al teatro India di Roma in "Progetto Koltès". Vive qui a Roma perchè metà della sua famiglia ,la parte della madre, è di Roma, ma in realtà è nato ad Avezzano in Abruzzo, terra a cui è molto legato. Il corriere del web lo ha incontrato.
Ciao Lino, parlaci della tua formazione artistica, perchè hai fatto l'attore, e cosa vuol dire per te fare l'attore.
Ho iniziato a pensare di fare l'attore che ero molto piccolo, ma in realtà ho deciso relativamente tardi. Fino a 19 anni volevo fare il medico, ero anche entrato alla facoltà di medicina qui di Roma, ma l'ultimo giorno in cui bisognava iscriversi, dissi a miei che volevo fare altre cose, in effetti fu galeotto il laboratorio teatrale fatto durante l'ultimo anno delle superiori per togliersi lo sfizio in realtà fu una stura da qualcosa che era latente da anni. Ho fatto Lettere alla Sapienza e poi sono entrato all' Accademia Silvio D'amico, dove mi sono diplomato sei anni fa nel 2003 e da allora ho iniziatoa lavorare subito e tantissimo in teatro: prima con Proietti in "Romeo e Giulietta" lo spettacolo che inaugurò il Globe, poi ho iniziato a fare compagnia con il regista Claudio Longhi, con il quale collaboro tuttora. Claudio all'epoca faceva il regista per la compagnia Degli incamminati con Franco Branciaroli, è stata una grossa scuola, in seguito ho lavorato con Ronconi a Torino durante il progetto olimpico del 2006, e con la compagnia stabile che si era provato a fare anni fa, ho conosciuto in questi anni Massimo Popolizio con il quale collaboro spesso, e con grande stima e piacere reciproco. Teatralmente ho fatto molte cose e tutte piuttosto importanti. Da un paio di anni con Claudio Longhi, abbiamo fatto compagnia insieme. Io,in questi anni, ho fatto teatro per scelta, anche evitando di distrarmi facendo altre cose, ad esempio ho voluto non fare alcune cose televisive, credo sia indubbio che un attore cresce tanto se si forma teatralmente in maniera forte.
Tu hai girato il film "Io Don Giovanni" di Carlos Saura che è stato presentato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Roma, e interpretavi un personaggio molto famoso : Wolfagang Amadeus Mozart. Come ti ha "trovato" Carlos Saura, e come ti sei preparato ad interpretare un personaggio così noto.
La cosa è divertente, io prima di fare "Io Don Giovanni" avevo fatto solamente un'altra piccola cosa, L'Unione Italiana Casting, seleziona ogni anno un po' di ragazzi per fargli fare un film a episodi promozionale, e nel 2004 io avevo fatto uno di questi che si chiamava "Colpo di pistola", e poi non avevo fatto altre cose.
Nel maggio dello scorso anno mi chiamò Laura Muccino, perchè sapeva che io suonavo il pianoforte, mi disse che serviva un attore che sapesse anche suonare un po' il piano...per cosa non mi fu detto. Andai là a fare questo provino, dove c'era anche Lorenzo Balducci (nel film interpreta Lorenzo Da Ponte il librettista del Don Giovanni di Mozart). Passa un po' di tempo, mi dicono che Carlos Saura stava cercando un ragazzo per interpretare Mozart, aveva visto il mio provino , gli era piaciuto e mi voleva incontrare, c'è stato quindi un secondo provino con Carlos, e quindi mi hanno preso per fare il film. Ci sono degli aneddoti rocamboleschi sulle mie uscite sul set, ad esempio alla prova costume ho sbagliato prova è ho fatto la prova con le comparse,entrai in una grande stanza dove il ragazzo della costumeria mi ha dato dei panni da contadino, e io pensavo..mi piace questa cosa siamo tutti insieme, poi l'aiuto regista mi ha riconosciuto e ha detto ma devi fare Mozart che stai a fare qui! Mi hanno imparruccato a dovere, vestito come una specie di punk settecentesco. Io comunque l'interpretazione l'ho affrontata un po' in maniera punk, nel senso che io Mozart lo conoscevo per aver studiato musica da bambino e poi da ragazzo, e attraverso altre letture musicali mie di questi anni, per cui non mi sono particolarmente documentato per il film, ho lavorato su quella che era la mia memoria su Mozart, per far venir fuori la cosa più originale, e più mia possibile, volevo fare un lavoro in cui mi riconoscessi, volevo rendere non tanto la mimica di Mozart, ma il suo entusiasmo, la sua passione, del divertimento, dell'allegria, e della necessità di fare musica che questo gigante aveva e che ha fatto arrivare fino a noi. Mi sono preparato, anche dimenticando come lo avevano interpretato altri attori, perchè credo sia un po' un ostacolo, ad esempio Tom Hulce nel bellissimo film "Amadeus" di Milos Forman, aveva fatto un lavoro di un certo tipo, anche un lavoro importante, però essendo il taglio del film di Saura diverso, con un Mozart preso già negli ultimi anni della vita, io preferito fare più di testa mia. Sul set mi sono trovato benissimo, Carlos Saura è una persona rara, straordinaria, il maestro Vittorio Storaro mi sono trovato molto bene. C'era un clima di lavoro idela non avrei potuto chiedere un esordio più facile.
Hai anche interpretato il personaggio di Piero, nel film "La prima linea" di Renato De Maria, con Scamarcio e la Mezzogiorno. Il primo film sul terrorismo di sinistra meno conosciuto, rispetto alle brigate rosse. Il tuo personaggio non era nel libro di Sergio Segio "Miccia corta" ma è stato inventato dagli sceneggiatori del film. Dimmi come ti sei accostato ad un personaggio di fantasia questa volta.
Il film è dichiaratamente una lettura da un punto di vista piuttosto segnato di quegli anni. Renato De Maria quando ha immaginato il film, poi ha iniziato a parlarne e a scriverlo con Sandro Petraglia, dall'inizio ha scelto di impostare il discorso sul rapporto con i sentimenti, e sul percorso di glaciazione nei motivi sentimentali di chi ha scelto la lotta armata come strada di militanza politica, e come se questi terroristi vengano sempre considerati, aventi rapporti con la vita filtrati da un vetro e Renato è riuscito molto bene a rendere questo rapporto con la realtà da parte dei personaggi del film. Quindi dichiaratamente l'impostazione non è filologico storica, anche se Renato ha tenuto a dire in conferenza stampa, perchè è importante, che c'è un radicamento storico forte nel film, non si raccontano bischerate, all'inizio del film si dice che il terrorismo di sinistra sopratutto quello che ha una storia di militanza operaia come Prima linea, nasce come reazione alle stragi di stato deglia nni 1969-1974, ed è un messaggio forte perchè questa è una cosa storicamente acclarata, accettata e accertata, però poi si manca sempre di parlare di quegli avvenimenti, quindi a prescindere da come la si pensi su questo film, che giustamente suscita dicussione, la cosa importante è con questo film, siamo costretti noi italiani a riconfrontarci , cosa che non facciamo mai, con quegli anni in cui i ragazzi si prendevano a sampietrinate per la politica. Il mio personaggio Piero nasce come invenzione poetica in senso letterario, una creazioen di chi ha scritto la sceneggiatura, per fornire un controaltare etico alla scelta dei terroristi, è una specie di doppio del personaggio interpretato da Scamarcio, entrambe questi ragazzi sono da giovanissimi membri del servizio d'ordine di Lotta continua, poi il mio personaggio sceglie una strada di militanza politica costante, ma democratica, mentre invece il personaggio interpretato da Scamarcio (Sergio Segio) prende la strada della lotta radicale con le armi. il personaggio Piero serve molto plausibilmente a controbilanciare la scelta dei terroristi, anche mettendo sul piatto il fatto che non è vero che in quegli anni non ci fosse chi avesse una posizione di contestazione, ma comunque democratica, Edoardo Sanguineti dice "Il terrorismo in quegli anni,hai in un certo senso tagliato le gambe a quegli elementi critici di contestazione culturale" in effetti se avevi una posizione contraria a quella del potere immdiatamente venivi etichettato come terrorista. la cosa importante del film è che non si si nasconde da questo dato di fatto, cioè che il terrorismo ha fatto un favore in realtà al sistema di conservazione culturale, perchè ha dato il destro per giustificare qualunque cosa in nome della sicurezza, e sopratutto ha inibito il fiorire di certe idee, la prima linea è un film sul quale si può essere più o meno d'accordo sull'impostazione anche etica, ma che se ne parli di quegli anni è comunque una cosa sana. Renato e gli sceneggiatori hanno voluto vedere solo il provino di Piero, proprio perchè era il personaggio più delicato per loro, io ne ho dato un immagine non di uno che finisce a lavorare al bar perchè fallisce il suo sogno politico, no, è uno che ci crede tanto da poter dire:io faccio una vita normale e democraticamente porto avanti delle idee anche molto forti e per certi versi estreme. Io mi sono molto riconosciuto in questo personaggio,al quale non ho voluto dare il taglio, che era un po' banale e ovvio, amio avviso, che finisce a lavorare in un bar perchè la vita è così..fa il contestatore fino a 25 anni e poi.. è una persona che semplicemente dice: bisogna dire la propria, bisogna contestare, bisogna cambiare la realtà ma non bisogna uccidere nessuno. Sono contento che "la prima linea" susciti dicussioni, perchè bisogna smuoverla l'acqua in questo paese su certi periodi e su certi argomenti.
Dal 1 al 6 dicembre sarai in scena, qui a Roma, al Teatro India con "Progetto Koltès". Parlaci di questo spettacolo.
A venti anni dalla morte di Bernard Marie Koltés (Metz 1948-Parigi 1989), che forse è il più importante drammaturgo contemporaneo, oggi un po' in oblio, ma che in vita è stato uno degli uomini più popolari degli anni 80', mettiamo in scena tre spettacoli tratti dai testi suoi, scelti in questo modo: il suo capolavoro più riconosciuto " La solitudine dei campi di cotone" testo a cui ha lavorato fino agli ultimi anni, Koltés è morto di aids a 41 anni, "Sallinger" che è un testo che ha scritto ispirandosi al "Giovane Holden" di Salinger, e "Voci sorde" che i realtà era un radio-dramma, scritto tra i suoi primi testi, forse il secondo in assoluto, per dare uno spettrod ella sua produzione dagli anni degli esordi, fino a quelli della maturità, ma anche far vedere al pubblico, come ci fossero dei fili tematici già dall'inizio della sua produzione , fino ad arrivare alle ultime opere.
In "La solitudine dei campi di cotone" siamo due attori, io e Luca Micheletti. in "Voci sorde" siamo in 4 oltre a me e a Luca si aggiungono, Diana Manea e Claudia Scaravonati, in "Sallinger" oltre a noi 4 se ne aggiungono altri 4 : Fausto Capra e Valentina Bartolo, Adolfo Micheletti, e Donatella Allegro. La regia è di Claudio Longhi. Sono dunque tre spettacoli, che abbracciano tutta la sua produzione, per far vedere come certi nodi fondamentali come i discorsi sull'amore, l'eros, il desiderio, e la politica siano cresciuti nel tempo come elaborazione e resa dai primi tempi agli ultimi. Abbiamo pensato che fosse un omaggio doveroso ad uno dei nostri autori cult.
Lino pensi che gli attori debbano avere una funzione sociale?
Si certo secondo me fare l'attore una funzione sociale ce l'ha, profonda, non può essere una scelta solo esibitiva, chi fa l'attore non può dimenticare che una responsabilità se la prende, perchè quando sei di fronte a delle persone a dire loro delle cose, diventi un riferimento, per cui tanto vale scegliere da subito che cosa e che utilità dare a quello che si dice. Bisognerebbe che tutti gli attori, andassero nelle scuole a parlare con i ragazzi, io lo faccio da anni, per riavvicinarli un po' al teatro. Il pubblico teatrale, oggi, ha un'età media un po' alta, e i ragazzi pensano al teatro come un'alternativa ad altre cose, mentre il teatro ha un'utilità e una necessità proprie molto forti, è rimasto l'unico luogo in cui si può dialogare faccia faccia con le persone. Quindi magari invece di ragionare sul fatto dei teatri vuoti, sui numeri, tornare a ragionare sulla formazione del pubblico teatrle è un discorso diretto soprattutto ai dirigenti di teatri e ai ministri etc. ma con gli attori che ci vadano a mettere la faccia.
Miriam Comito

giovedì 26 novembre 2009

Teatro della Cooperativa: Chicago Boys



TEATRO DELLA COOPERATIVA - CHICAGO BOYS

di Renato Sarti

Con la collaborazione di Bebo Storti

Recensione di Laura Tussi

I Chicago Boys sono un gruppo di economisti che si è formato negli anni 70 con il liberista Milton Friedman. Questi uomini influenzano le politiche di interi Stati, divenendo consiglieri di Reagan, Tatcher e Pinochet e si rendono responsabili dei peggiori risvolti capitalisti, di distruttive conseguenze economiche, come le mercificazioni e le privatizzazioni selvagge.

Il tema dell'opera teatrale riguarda il processo di privatizzazione e liberalizzazione dell'economia, quali espressioni deleterie del sistema capitalistico attuale, che considera disastri, crisi e dissesti economici un'ottima occasione per fatturare.

La tendenza neoliberista, nella rincorsa alla mercificazione e alla privatizzazione sfrenate, ha coinvolto anche i beni di primaria necessità, come l'acqua che viene rinomata "oro e petrolio blu" ed è considerata ormai un ottimo investimento.

Il protagonista, immerso in una vasca piena d'acqua, impersonifica le peggiori caratteristiche dell'economia capitalistica, dominata dalle multinazionali.

Un personaggio laido che sguazza in un'acqua lurida e inquinata dai suoi stessi escrementi, dalle sue stesse scorie, elogiando, con lucido cinismo, scelte e manovre politiche internazionali che rivelano le conseguenze drammatiche dell'eccessiva speculazione sul bene primario dell'acqua, sottomettendo la parte di mondo schiavizzata dai poteri forti, rappresentata dalla cameriera russa, vittima dell'alienante espropriazione del soggetto-persona nella perdita di punti di riferimento e di ideali valoriali, soppiantati dall'imperante massificazione consumistica e dal mito capitalistico dell' efficientismo sfrenato e del primato dell'economico, imposti dal sistema.

TEATRO DELLA COOPERATIVA

via Hermada, 8 - Niguarda (MILANO)

tel. 02/64749997 02/64749997
e-mail:
corsi@teatrodellacooperativa.it

Presentazione compilation "Cafè do Friariell vol.1" di Gianni Simioli - 27 novembre Fnac Napoli

Comunicato Stampa

27 novembre 2009, ore 18.00
FNAC Napoli - via Luca Giordano 59

Presentazione al pubblico del progetto
Café do Friariell vol.1
a cura di Gianni Simioli
Edizioni Graf
Libro + Cd, dal 24 novembre nei migliori negozi di libri e musica.

Venerdì 27 novembre, ore 18.00, presso la FNAC di Napoli (via Luca
Giordano, 59) si terrà la presentazione/showcase del libro + CD "Café
do Friariell vol.1"
a cura di Gianni Simioli.

Interverranno il curatore del progetto Gianni Simioli e l'editore
Luciano Chirico.
La moderazione dell'incontro è affidata alla speaker radiofonica Ida Di
Martino.
L'attrice Loredana Simioli leggerà alcuni passi del booklet scritto da
Gianni Simioli, con la prefazione dello scrittore Luigi Romolo Carrino.
Inoltre, verranno proiettate delle clip musicali e alcuni degli artisti
che hanno partecipato al progetto si esibiranno dal vivo, tra cui
Andrea Cassese, Annalisa Martinisi e Marsica.
************
Perché la musica di Napoli non è più di moda? Nasce da questa domanda
l'idea appassionata e pasionaria di ri-lanciare nel nightclubbing
internazionale la musica di una città che ha da sempre dettato legge,
rappresentando la più alta forma di melodia di tutto il Mediterraneo.
Così prende vita la compilation Café do Friariell Vol.1, che vuole
disseppellire la musica napoletana dagli strati delle vecchie
rappresentazioni che hanno rischiato, e tuttora rischiano, di farla
inabissare nel folklore di "certa neomelodia trash".
Dalla sua consolle, ininterrottamente collegata ai movimenti della
città porosa, Gianni Simioli è riuscito ad accostare successi
intramontabili ad esperimenti innovativi dando vita a 17 tracce che,
unendo tradizione e modernità del patrimonio musicale napoletano,
offrono un osservatorio privilegiato sulla creatività partenopea: hip
hop, dub, pop, lounge, classica, deep house, ska, generi diversi tra
loro che si fondono con naturalezza confermando che Napoli è mille
culure ma anche mille musiche.
Il prodotto sarà in vendita al prezzo speciale di 9.90 €

Ufficio Stampa Graf Srl tel. 0817445172 - fax. 0817411541
Raffaele Catello - cell. 3333871968 - comunicazione@edizionigraf.it

La Ghironda Winter: Maurizio Nazzaro, con I Solisti del Teatro Regio di Parma, venerdì 27 novembre 2009

NAPOLI TRA PASSATO E PRESENTE PER LA III EDIZIONE DE LA GHIRONDA WINTER

Il M° Maurizio Nazzaro, accompagnato da I Solisti del Teatro Regio di Parma, inaugura venerdì 27 novembre 2009 presso la Chiesa del Carmine di Martina Franca la terza edizione invernale de La Ghironda.

Riparte la Ghironda Winter, uno dei festival di musica che è diventato oramai punto di riferimento culturale per la stagione invernale pugliese. Dopo i successi degli anni passati, che hanno visto protagonisti artisti di fama nazionale e internazionale come gli Incognito, Lura, Marlene Kuntz e Pacifico, questa terza edizione de La Ghironda Winter riapre i battenti con un omaggio alla musica napoletana. Venerdì 27 novembre 2009, alle ore 20.30, si terrà presso la Chiesa del Carmine di Martina Franca il concerto gratuito "Napoli ieri e oggi" del M° Maurizio Nazzaro che, per l'occasione, vedrà la straordinaria partecipazione de I Solisti del Teatro Regio di Parma.

Uno spettacolo, quello di venerdì prossimo, di grande raffinatezza, in cui verranno alternati brani della cultura melodica partenopea a pezzi inediti del cantautore napoletano Maurizio Nazzaro. A rendere unico ed originale il concerto saranno gli arrangiamenti che il maestro ha curato per I Solisti del Teatro Regio di Parma, una formazione di 13 musicisti composta da primo violino, secondo violino, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, oboe, clarinetto, corno, fagotto, pianoforte, mandolino e percussioni. L'eccezionale partecipazione di questo ensemble conferisce, infatti, eleganza e raffinatezza al repertorio musicale napoletano, rendendolo fruibile a più livelli. Il pubblico verrà catturato dall'originalità delle armonie che Maurizio Nazzaro propone, dalla sua abilità di chitarrista classico e dai virtuosismi dei Solisti del Regio Parma.

L'iniziativa, promossa dalla Regione Puglia e dall'Azienda di Promozione Turistica di Taranto, è anche un'occasione per sensibilizzare gli spettatori verso tematiche di natura sociale: il concerto, infatti, è stato organizzato in collaborazione con la Onlus "Ambasciatori d'Amore" di Martina Franca, che da anni lavora sul territorio nel campo delle adozioni a distanza.

Il concerto de La Ghironda Winter di venerdì 27 novembre inaugura una ricca programmazione concertistica che si svilupperà per tutta la stagione invernale 2009/10 e che toccherà tra l'altro, a dicembre, con il concerto di Naif, anche il capoluogo regionale. Filo conduttore del cartellone, sarà, anche per questa terza edizione, la valorizzazione della musica di tutto il mondo e la promozione di generi musicali diversi, che spaziano dal rock al cantautorale, dal jazz alle calde sonorità del Sud del mondo. Musica viva, pulsante, con le radici piantate nella realtà come la vive oggi ciascuno di noi: è questa la musica che La Ghironda Winter vuole continuare a offrire per pubblici di qualsiasi età, sesso e radici culturali.

Venerdì 27 Novembre 2009

Ore 20.30

Chiesa del Carmine

Martina Franca (Ta)

Ingresso gratuito

Per informazioni: Associazione Culturale "La Ghironda"; numero infoline: 0804301150; www.laghironda.it.

mercoledì 25 novembre 2009

Teatro. Alla Mondadori Duomo incontro con Nicoletta Braschi, Tony Laudadio, Enrico Ianniello



TEATRO. ALLA MONDADORI DUOMO UN INCONTRO CON NICOLETTA BRASCHI, TONY LAUDADIO, ENRICO IANNIELLO

Milano, 25 novembre 2009 - Prosegue domani, giovedì 26 novembre, il ciclo "Milano per lo spettacolo – Incontri con i protagonisti", promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune. Alle ore 18.00, al Mondadori Multicenter di piazza Duomo, si terrà un incontro con Nicoletta Braschi, Tony Laudario ed Enrico Ianniello, protagonisti di "Tradimenti", di Harold Pinter, per la regia di Andrea Renzi, in scena al Teatro Parenti, fino al 29 novembre.
Lo spettacolo racconta la storia di due ex amanti che si incontrano in un pub anni dopo la fine del loro affaire. Uno dei maggiori testi di Pinter con Nicoletta Braschi, Enrico Ianniello e Tony Laudadio che tornano in scena insieme dopo il successo de Il metodo Grönholm..

Conduce l'incontro Antonio Calbi, direttore del settore Spettacolo del Comune di Milano.


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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

L'Accademia D'Arte Drammatica Silvio D'Amico indice la 5 ed. del Master in Critica Giornalistica

Sotto l'Alto Patrocinio del
Consiglio Superiore Internazionale dell'UNESCO per il Cinema, la Televisione e la Comunicazione Audiovisiva
e del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani
in collaborazione con UE - Fondo Sociale Europeo, Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali e Regione Lazio

3 BORSE DI STUDIO DISPONIBILI

Al via le iscrizioni per accedere alla 5° edizione del Master in critica giornalistica di Teatro, Cinema, Televisione e Musica, istituito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Dipartimento per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.

Il master fornisce, grazie alla peculiarità degli insegnamenti previsti, al tirocinio giornalistico riservato agli allievi ed all'alta professionalità dei docenti impiegati, un importante titolo di studio ed un'elevata specializzazione per coloro che vogliono entrare concretamente nel mondo del giornalismo e della gestione ed organizzazione degli uffici stampa dello spettacolo.

Grazie al supporto della testata giornalistica Recensito, tutti gli allievi potranno fin dalle prime lezioni d'aula, sperimentarsi nell'attività giornalistica e nel ruolo di critico teatrale, cinematografico, televisivo e musicale seguendo eventi e manifestazioni nei maggiori teatri e sale cinematografiche italiane. Sarà inoltre possibile seguire le conferenze stampa per le anteprime TV di Rai e Mediaset, nonché eventi internazionali come la Biennale di Venezia e il Festival del Cinema di Roma, il tutto in perfetta sintonia con la nostra convinzione che un mestiere lo si impara sul campo, vivendolo e sperimentandolo quotidianamente.

La partecipazione al master ed il superamento dell'esame finale determina il rilascio del Diploma di Master di I livello in critica giornalistica ed il riconoscimento di 60 crediti formativi universitari.

Le candidature dovranno essere inviate entro e non oltre il 23 gennaio 2010.

Durata:

dal 11/02/2010 al 18/09/2010
(Orario delle lezioni: giovedì 16.00/20.00 --- venerdì 16.00/20.00 --- sabato 10.00/13.00)

per una durata complessiva di 1.500 ore (pari a 60 crediti formativi universitari) suddivise in 220 ore di lezioni frontali in presenza, 500 ore di studio individuale, 600 ore di tirocinio giornalistico presso la testata giornalistica online “Recensito”, 180 ore di attività complementari.

Per ulteriori informazioni e per prendere visione del Bando Ufficiale che regola l’accesso al corso e le modalità di assegnazione delle borse di studio, è possibile visitare il sito del master all’indirizzo www.criticagiornalistica.it, la segreteria didattica può essere contattata chiamando il centralino dell’Accademia al numero 06/8543680 oppure 06/8413233 (Resp.le Dr.ssa Eleonora Bove).

E’ inoltre attivo per informazioni specifiche, il nostro Mobile Call Center al numero 340 2995425.


La Direzione Didattica
Accademia Nazionale Statale d'Arte Drammatica
"Silvio D'Amico"