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lunedì 21 maggio 2018

Sky Cinema, lunedì 21 maggio in prima tv arriva "Sono Tornato" - a pochi mesi dall'uscita nelle sale il film diretto da Luca Miniero e prodotto con Vision Distribution

A pochi mesi dall'uscita nelle sale cinematografiche
presenta in prima tv
SONO TORNATO
il film diretto da Luca Miniero e prodotto da Indiana Production in collaborazione con Vision Distribution

Nel cast Frank Matano, Stefania Rocca e
Massimo Popolizio nel ruolo di Benito Mussolini

Lunedì 21 maggio alle 21.15 in prima tv su Sky Cinema Uno HD

Disponibile anche su Sky On Demand

 

A pochi mesi dall'uscita nelle sale cinematografiche, Sky Cinema presenta SONO TORNATO, il film diretto da Luca Miniero (Un boss in salotto, Non c'è più religione), prodotto da Indiana Production in collaborazione con Vision Distribution, in prima tv lunedì 21 maggio alle 21.15 su Sky Cinema Uno HD e disponibile anche su Sky On Demand.

Tratto dal film "ER IST WIEDER DA" diretto da Davis Wnendt, SONO TORNATO racconta il ritorno a Roma di Benito Mussolini (Massimo Popolizio, Mio fratello è figlio unico, La Grande Bellezza) dopo 80 anni dalla sua scomparsa. La guerra è finita, i camerati non esistono più e all'apparenza ogni cosa sembra cambiata. Il rientro di Mussolini nella Capitale viene filmato casualmente da un giovane documentarista, Andrea Canaletti (Frank Matano, Fuga di cervelli, Ma che bella sorpresa, Tonno spiaggiato), pieno di aspirazioni ma con pochissimi successi realizzati.

Credendolo un comico, Canaletti decide però di realizzare un documentario sul suo ritorno, che finalmente lo consacrerà nel mondo del cinema. I due iniziano così un viaggio on the road che rivelerà la vera identità del dittatore e il suo vero obiettivo: riconquistare l'Italia.

"Eravate un popolo di analfabeti, dopo 80 anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti." Un film politicamente scorretto che pone un'inquietante domanda: e se lui tornasse?

 

Ad impreziosire il cast anche Stefania Rocca, Gioele Dix e Massimo De Lorenzo (La cena di Natale, Beata ignoranza).

SONO TORNATO arriva in prima tv lunedì 21 maggio alle 21.15 su Sky Cinema Uno HD e disponibile anche su Sky On Demand.




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sabato 12 maggio 2018

“Anche se il nostro Maggio...”, un tributo a Fabrizio de André al SALA UMBERTO 21 maggio ore 21

21 maggio ore 21

"ANCHE SE IL NOSTRO MAGGIO...
un tributo a 
Fabrizio de André

In occasione del cinquantesimo anniversario della rivolta del maggio Francese del '68, Z. Bros Produzioni e Nina Tyler Z presentano "Anche se il nostro Maggio...", un tributo a Fabrizio de André


Sul palco Ninè Ingiulla e Mercantifiera 2.0 renderanno omaggio al cantautore genovese che ha dedicato la sua intera produzione poetica e musicale alle storie delle minoranze, dei vinti e del potere che li ha sopraffatti.

Dall'Antologia di Spoon River alla Buona Novella fino al suo ultimo lavoro, Anime Salve, passando per Storia di un Impiegato, il Concept Album che si apre proprio con La Canzone del Maggio, l'attenzione e la tensione nei confronti dell'individuo non vengono mai meno, regalando così alla musica, alla tradizione poetica e alla storia una delle istantanee più belle della società contemporanea.

Ninè Ingiulla e i Mercantinfiera 2.0, gruppo veronese attivo nel panorama musicale da oltre vent'anni, ripercorrono il vasto repertorio di De Andrè, dagli esordi fino all'ultimo album.

Gli arrangiamenti sono riproposti nel modo più fedele possibile a quelli originali e rappresentano uno dei tratti distintivi del gruppo.

Scelta, questa, di grande impatto, grazie anche al timbro coinvolgente ed evocativo del cantante Ninè Ingiulla

Sul palco insieme a loro, ad introdurre lo spettacolo, lo scrittore e critico letterario Stefano Gallerani, che guiderà il pubblico nel mondo di Fabrizio De André

Un tributo imperdibile per chi ama il cantautore, il poeta, l'anarchico, Fabrizio de André.


SALA UMBERTO
VIA DELLA MERCEDE 50 - ROMA
Prezzi 21,50 euro


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#NTF18. Apre la biglietteria del Napoli Teatro Festival Italia 2018

Sabato 12 maggio apre la biglietteria del Napoli Teatro Festival Italia 2018

Apre presso il Palazzo Reale di Napoli, sabato 12 maggio, la biglietteria centrale del Napoli Teatro Festival Italia. Con accesso da Piazza del Plebiscito, una sala al pianterreno accoglierà, ogni giorno dalle 10 alle 19, il pubblico che qui potrà avere informazioni sulla programmazione ed acquistare i biglietti della undicesima edizione del Festival, la seconda diretta da Ruggero Cappuccio.

Organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, organismo in house della Regione Campania presieduto da Luigi Grispello, l'NTFI2018 inizierà il prossimo 8 giugno e proseguirà fino al 10 luglio. 
Una stagione di grandi numeri che ascrive la manifestazione tra le realtà più attive e significative del panorama internazionale e che accoglie, nei 33 giorni di programmazione effettiva, ben 85 compagnie, tra nazionali e  straniere, impegnate per 160 recite complessive.

Proseguendo in una direzione avviata con successo nella passata stagione, la nuova edizione del Festival consolida un progetto culturale che individua il suo principale obiettivo nella ricongiunzione organica tra le arti della scena, realizzandone una ricognizione multidisciplinare e trasversale sintetizzata in undici sezioni.

Molte di esse avranno sede stabile proprio nella splendida dimora borbonica che per il secondo anno consecutivo ospita, nei suoi diversi spazi, la Casa del Festival.

Il Napoli Teatro Festival Italia favorirà la partecipazione del pubblico attraverso un'oculata politica di prezzi, con biglietti popolari  che vanno dagli 8 ai 5 euro, oltre alle agevolazioni assolute per le fasce sociali più deboli.

Per informazioni: Casa del Festival, Palazzo Reale di Napoli, Piazza del Plebiscito 1 o
biglietteria@napoliteatrofestival.it
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Hashtag ufficiale #NTF18



 
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giovedì 10 maggio 2018

Teatro: SHYLOCK, da Shakespeare, regia Alberto Oliva dal 15 maggio al PACTA SALONE


Da William Shakespeare
SHYLOCK
"Io non sono come voi"

La regia di Alberto Oliva dal 15 maggio al PACTA SALONE di Milano in un viaggio alle radici del razzismo

Dal 15 al 20 maggio 2018, al PACTA SALONE di Milano va in scena SHYLOCK. Io non sono come voi, da William Shakespeare: la regia di Alberto Oliva, che ne cura la drammaturgia insieme a Mino Manni, anche in scena, in un viaggio che prendendo le mosse dal Mercante di Venezia porta fino alle radici del razzismo, della discriminazione, della paura dell'Altro.

Nello spettacolo Shylock viene colto dopo che è stata pronunciata la sentenza che lo condanna ad abbandonare per sempre la città se non si converte.
Shylock, dice nel Mercante di Venezia di Shakespeare: "Io vi odio perché siete cristiani". Dal famoso monologo shakespeariano, in cui egli si paragona agli altri esseri umani, negando il pregiudizio della diversità di razza, un monologo che si contamina con suggestioni tratte da altri testi come il breve ma folgorante racconto Yossl Rakover si rivolge a Dio di Zvi Kolitz, per dar voce alle minoranze e alla loro dignità etica e storica, fino a toccare i conflitti che stanno incendiando il mondo nella nostra epoca.

"C'è una frase che ho letto da qualche parte tempo fa e mi è sempre rimasta in mente: Il tuo Cristo è ebreo, la tua macchina è giapponese, la tua pizza è italiana, il tuo caffè brasiliano, la tua vacanza turca, i tuoi numeri arabi, il tuo alfabeto latino. Solo il tuo vicino è straniero? – ricorda il regista Alberto Oliva - Credo sia una frase folgorante, da cui scaturiscono tantissime riflessioni, che trovano in Shylock un personaggio ideale per esprimerle e approfondirle. Dopo avere messo in scena nel 2012 una nostra personale versione del Mercante di Venezia di Shakespeare, abbiamo deciso di sperimentare un rapporto diretto – intenso e conflittuale - con il pubblico, per dare un'impronta definitiva a un'opera che ci sta molto a cuore, facendo penetrare lo spettatore nei meandri dell'ambiguità umana, in quella terra di nessuno in cui non è più possibile dare giudizi per difendersi e autoassolversi. Shylock siamo noi, messi di fronte alle domande che abbiamo paura di porci".

L'Associazione Culturale I Demoni nasce nel settembre 2011 per volere del regista Alberto Oliva e dell'attore Mino Manni, già collaboratori con lo spettacolo Garibaldi, amore mio dal testo di Maurizio Micheli, prodotto nel 2010 dal Teatro Giacosa di Ivrea diretto da Paolo Bosisio, con cui realizzano altri spettacoli negli anni successivi, fra cui il Mercante di Venezia di Shakespeare. Insieme realizzano spettacoli che affrontano il tema del "sottosuolo", il lato oscuro dell'uomo, le ragioni del male, con particolare attenzione all'opera di Fedor Dostoevskij, cui hanno dedicato cinque opere teatrali e un focus dal titolo Prospettiva Dostoevskij al Teatro Franco Parenti di Milano andato in scena con grande successo nel 2017 e nel 2018 culminato nella produzione di Delitto e castigo.

Alberto Oliva, classe 1984, si laurea in Scienze dei Beni culturali all'Università Statale di Milano, si diploma in regia alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi nel 2009, realizza diversi spettacoli, fra cui Il venditore di sigari di Amos Kamil (Teatro Litta), Il Ventaglio di Goldoni, ll Mercante di Venezia di Shakespeare, Enrico IV di Pirandello (prodotti dal Contato del Canavese), Signorina Else al Teatro Stabile di Napoli, Giulio Cesare e Salomè al Teatro Litta. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come regista emergente. Nel 2014 vince il premio Biennale College per la realizzazione di un'opera lirica originale e nel 2017 cura la regia di Inori di Stockhausen per la serata inaugurale della sezione Musica della Biennale di Venezia.

Mino Manni, si laurea in Lettere all'Università degli Studi di Milano, si diploma alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman nel 1991, lavora con alcuni grandi registi del panorama teatrale e cinematografico italiano, fra cui Massimo Castri, Giancarlo Cobelli, Franco Però, Cesare Lievi, Glauco Mauri, Antonio Calenda, Armando Pugliese, Jerome Savary, Luca de Fusco, Marco Bellocchio. E' coprotagonista del film Casomai di Alessandro D'Alatri, partecipa al Grande Sogno di Michele Placido e lavora con Dario Argento in Non ho sonno. Nel 2017 vince il Premio Franco Enriquez per Cleopatras di Giovanni Testori con Marta Ossoli.

PACTA SALONE
Dal 15 al 20 maggio 2018
SHYLOCK                                                                                                                
Io non sono come voi
da William Shakespeare
drammaturgia Alberto Oliva e Mino Manni
con Mino Manni
costumi Marco Ferrara
disegno luci Alessandro Tinelli
video Leonardo Rinella
regia Alberto Oliva
produzione I Demoni

Durata 60'


INFO
PACTA SALONE
via Ulisse Dini 7, 20142 Milano
MM2 P.zza Abbiategrasso-Chiesa Rossa, tram 3 e 15, autobus 65, 79 e 230
Per informazioni: tel. 0236503740
Orari biglietteria: via Ulisse Dini 7, 20142 Milano - dal lun al ven dalle ore 16.00 alle ore 19.00 - nei giorni di spettacolo: dal mar al sab dalle 16 – dom dalle 15
Biglietti: Intero €24 | Rid. Convenzioni €18 | Under 25/over 60 €12 | CRAL e gruppi €10 (min. 10 persone) | gruppi scuola €9 | Prevendita €1,50
Orari spettacoli da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 17.30, lunedì riposo

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Inventaria la festa del teatro off 8°ed. | Programma dal 16 al 19 maggio | Teatro Studio Uno | Roma



Giunto alla sua ottava edizione, il Festival Inventaria  - La festa del teatro off, organizzato da artisti per artisti, si è affermato come l'evento di chiusura della stagione teatrale capitolina mantenendo il proprio focus sulla drammaturgia contemporanea e sulla pluralità dei linguaggi ospitati. 

Ventuno le proposte in concorso selezionate tra le oltre 400 candidature pervenute da tutta Italia
e dall'estero per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi, alle quali si aggiungono cinque proposte fuori concorso: due spettacoli ospiti il ritorno dello spettacolo vincitore dell'edizione 2017 e la presentazione dei due spettacoli tratti dai testi vincitori ex aequo del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio 2016 (VII ed.).
Quest'anno Inventaria avrà luogo nei quattro principali teatri off di tre diversi quartieri della Capitale: Teatro Argot Studio e Teatro Trastevere (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Studio Uno (Torpignattara) e si articolerà in quattro sezioni di concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Demo dedicata agli studi e ai progetti in itinere) e una fuori concorso. 
regia Erica Moriciideazione e drammaturgia Alessandro Sestimusiche e testi originali Puscibauacon Alessandro Sesti e Puscibaua 
Un recente fatto di cronaca, ancora sulla penna di molti giornalisti, ha attirato la nostra attenzione circa un anno fa.Si parla dell'omicidio di Fortuna Loffredo, avvenuto a Caivano.C'è un particolare che attira la nostra attenzione: il fatto è avvenuto nel 2014 e nei due anni successivi nessuno ne ha mai parlato. Abbiamo poi avuto modo di conoscere persone di quelle zone, che ci hanno raccontato storie di quello spaccato di vita Caivanese. Abbiamo vissuto il paradosso, un ossimoro che ha dato la vita al nostro lavoro. 
Una terra fatta di usanze, generosità, calore, ma anche di silenzio e omertà. Una terra capace di trasformare il "Parco Verde" di Caivano nel "Parco degli orchi". Il monologo, scritto e interpretato da Alessandro Sesti, affiancato dal cantautore Umbro Puscibaua per la regia di Erica Morici, racconta l'arrivo di un ragazzo che per motivi di lavoro torna a Caivano e vive l'ormai dimenticata conflittualità del luogo. Circondato dal folclore napoletano, viene pian piano trascinato da questi avvenimenti in una spirale di omertà, finché non sarà il momento di fare una scelta. Parlare o restare in silenzio.
SMG è una Compagnia di origini Umbre che dalla sua nascita (2013) sceglie di creare solo drammaturgie originali. L'obbiettivo è quello di creare nuovi testi, anziché crogiolarsi nei geni del passato. La ricerca di un artigianato della parola per raccontare storie che diventino veicolo di un messaggio, di un teatro dopo lo spettacolo, attraverso tematiche di natura sociale. "Briciole" (2015/16) affrontava la violenza domestica, "Fortuna" (2016/17) l'omertà e l'abuso, "Malanima" (2017) il pregiudizio sul diverso e "Veleno" (2018/19) la nascita della terra dei fuochi. 

SMG vive della collaborazione tra Alessandro Sesti, Erica Morici, Andrea Giansiracusa e Walter Nalbone. 
scritto, interpretato e diretto da Nexusaiuto regia Laura Garofoliassistente alla regia Claudia Salvatore scenografia Andrea Simonetti 
Giorgio racconta il rapporto affettuoso e conflittuale con mio padre che si è concluso nel 2008 per via del cancro. Di questo rapporto rimangono filmini, fotografie e fonti non convenzionali che raccontano una singolare storia in bilico tra favola e cronaca, biografia e autofiction. Un'esperienza taumaturgica, prima che drammaturgica, che procede per scossoni temporali e sfocia in epopea generazionale. Ma anziché proporre l'ennesima "operazione nostalgia", con Giorgio ho deliberatamente reinventato il passato, cercando di trovare il vecchio nel nuovo e il nuovo nel vecchio. 
Memorie e fonti dell'archivio familiare si mescolano all'immaginario della cultura pop e alle vicende della cronaca nazionale, decostruendo l'onnipotenza paterna e il mito della città natale, Terni. La messa in scena si focalizza sull'uso performativo di diversi media anni '80-'90 per sviluppare una drammaturgia dove il corpo del performer interagisce con e come i dispositivi, sabotando codici, equilibri e memorie personali. Giorgio diventa così uno spazio condiviso e conflittuale dove poter rinegoziare il passato e reinventare il futuro.  
La Compagnia Garofoli/Nexus nasce nel 2012 dall'incontro fra l'attrice Laura Garofoli e il regista e performer Nexus. I lavori della compagnia sono incentrati sulla convergenza fra teatro, performance e media. A partire dal primo spettacolo L'Ombra, la compagnia produce le performance Break To The Future, ROM e lo spettacolo L come Alice. Nel biennio 2016-2017 la compagnia vede il debutto di Giorgio e della performance urbana ZTL, Zona Temporaneamente Libraria. La compagnia è inoltre invitata regolarmente a festival d'arte di strada con Ciak si brekka! e Looking 4 Pinocchio, e promuove e organizza eventi di teatro e cultura indipendente.
di e con Andrea Onoriconsulenza artistica Mariagrazia Torbidoni 
Alla base dello spettacolo c'è l'idea di una sfida: un attore armato di pochi elementi di scena deve rappresentare l'Amleto. Tutti gli oggetti, i costumi, i materiali tecnici da utilizzare devono poter essere trasportati in uno zaino da viaggio. Il resto è superfluo. Un Amleto che porta la sua vita sulle spalle alla ricerca di un pubblico che possa raccoglierla. 

Il tutto è una scusa per parlare di Amleto senza dover per forza parlare di Amleto. Aggrapparsi allo scheletro della troppo, troppo solida opera per lanciare lo sguardo più in là, allontanarlo dalla nebbia che abbiamo di fronte e farlo sedere su un palco. La sentinella, il viandante, l'attore, il becchino: non importa cosa fai nella vita, il monologo è lo strumento principe per essere tutti e nessuno. Per dare voce ad una sinfonia di esistenze che reclamano ognuna la medesima cosa: essere qui, adesso, prima che la commedia finisca.
 virgolatreperiodico nasce ad opera di Andrea Onori e Mariagrazia Torbidoni come un gruppo di ricerca teatrale che dall'osservazione dell'Altro – il Contemporaneo, l'Arte, la Vita – proceda attraverso l'immaginazione e la sperimentazione di forme autonome di espressione e realizzazione. Nel 2013 debutta la prima produzione: lo spettacolo Oscar W., monologo femminile ispirato alla vita e all'opera di Oscar Wilde. Del 2018 sono due nuovi progetti: Era meglio se facevo l'attore che può essere definito come un monologo di Amleto, con Amleto, per Amleto; e lo spettacolo Macbeckett!, progetto in costruzione, vincitore del bando Emergenze Romane 2018.
di Elena D'angeloregia Elisabetta Lapadula
con Nina Martorana 
Il lavoro sulla messa in scena recupera l'immaginario foucaultiano del Panoptycon: sorvegliare e punire. Nel caso del saggio di Foucault esiste un'entità superiore, supposta o reale, delegata al controllo continuo dei prigionieri rinchiusi in un carcere ideale. Nel testo, la protagonista è carceriera di se stessa: chiusa nella gabbia domestica, riesce paradossalmente a liberare gli abissi della sua emotività in un continuo discorso col pubblico. 
I limiti fisici imposti dalle geometrie dello spazio rendono più facile questo processo di dispiegamento interiore. La delusione amorosa è un tema scivoloso, si rischia sempre di cadere nel patetismo e nell'autocompatimento. L'idea registica vuole adottare un punto di vista analitico, lucido e per questo usa la scena come strumento di un'analisi disincantata e ironica della realtà.
Per evitare il predominio del dramma amoroso, l'attenzione del fuoco narrativo si sposta di volta in volta su temi collaterali: il ritorno, lo scontro generazionale, l'inadeguatezza di fronte a se stessi e al proprio futuro. Questo inedito approccio si traduce nelle forme e negli spazi di una scena liberamente abitata dalla protagonista, traduzione claustrofobica di un domestico che si fa pubblico.
Lo spettacolo ha come obiettivo l'approfondimento delle "tragedie del quotidiano" e affronta tematiche come l'abbandono, il ritorno, l'inadeguatezza di fronte alla propria famiglia e la ricerca disperata di una metamorfosi. Un testo-documento che racconta con ironia e leggerezza un tema attuale: il singolo.

Otto edizioni all'insegna dell'indipendenza - il Festival, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, è interamente autofinanziato - e della sostenibilità: una formula accorta che ha consentito alla manifestazione di passare dalle sei compagnie della prima edizione alle venticinque di quella attuale e da una a cinque sezioni. 
Il trend espansivo è confermato anche dall'arricchimento del parco premi: sono 25 le date complessive messe a disposizione delle compagnie vincitrici dai teatri partner del Festival: Teatrino Zero e Teatro a l'Avogaria (Veneto), Il Sipario Strappato (Liguria), Camere d'aria (Emilia Romagna), Spazio Teatrale Allincontro (Toscana), Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno, Matutateatro e Sala RomaTeatri (Lazio), Nastro di Mobius e Teatro Primo (Calabria), Clan Off e Teatro dei Naviganti (Sicilia); a esse si aggiungono inoltre altri premi sotto forma di servizi gratuiti, offerti da Roma Fringe Festival, Dino Audino Editore e Scriptdoctor & Playdoctor. 
 "Quello che non ti uccide, ti fortifica. E così, la formula diffusa - resasi necessaria lo scorso anno in seguito alla chiusura del Teatro dell'Orologio - per quest'ottava edizione del Festival è stata non soltanto confermata ma, com'è nel nostro DNA, ampliata. I teatri capitolini coinvolti sono passati da tre a quattro e il numero di teatri ed enti partner in tutta Italia che mettono a disposizione dei premi (ospitalità, residenze, servizi) è stato moltiplicato esponenzialmente.
L'eterogeneità è la cifra di Inventaria, una festa del teatro inclusiva per argomenti e linguaggi: nuovo circo, sperimentazione, teatro civile, teatro danza, riscritture di classici si alternano sui quattro palchi denunciando, interrogando, contemplando, ricordando, proponendo.
Con la moltiplicazione degli schermi (e la riduzione degli schemi) di fruizione, decidere di uscire di casa e partecipare a un evento vivo, che inspira ed espira a pochi centimetri da te, diventa sempre più un regalo che si sceglie di fare a se stessi. La fruizione si fa esperienza. La prossimità, comunità. Lo spazio, immaginazione. Questa è la piccola, irripetibile bellezza del teatro off.
"
                                                                                                      Pietro Dattola - direttore artistico 

Seguiranno:



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La fata matematica Storia della donna che sognò il computer al Teatro Vittoria di Roma, 15 e 16 maggio 2018

La fata matematica
Storia della donna che sognò il computer
scritto e diretto da Valeria Patera
con Galatea Ranzi
e Gianluigi Fogacci
musica originale di Francesco Rampichini
produzione TIMOS Teatro Eventi in collaborazione con Compagnia Orsini
Drammaturgia contemporanea, tematica universale che narra una storia che sta dietro alla tastiera del computer che usiamo tutti i giorni, la storia di un sogno che ha cambiato il mondo e l'avventura esistenziale di una donna che, per amore della conoscenza e passione del vivere, ha superato i limiti imposti al suo sesso. Una regia che intreccia con finezza parole, musica, poesia, pensiero, storia e magia di immagini.

Lo spettacolo è ispirato alla storia di Augusta Ada Byron Lovelace, figlia del noto poeta Lord Byron, che è considerata la prima programmatrice della storia poiché nel corso della prima metà dell'Ottocento intuì profeticamente l'avvento dell'informatica e della cultura digitale

Donna ribelle che anelava alla libertà e alla conoscenza ebbe una vita avventurosa e drammatica e morì a trentasei anni. Nel 2015 in occasione del bicentenario della sua nascita celebrato nelle principali città di tutto il mondo, lo spettacolo è stato rappresentato in diverse città e trasmesso in diretta da Radio 3. Il testo è pubblicato da La Sapienza   e nel 2018 Patera firmerà una biografia.
La rappresentazione teatrale si dà in un notturno articolato in tre quadri che si scandiscono dentro una incisiva struttura musicale che, nella parte centrale, si armonizza con una sequenza video.

Ada si trasfigura e in un flash-back che si apre con una sequenza di immagini, avvampa l'energia radiosa della perduta giovinezza, lo slancio vitale di quel momento straordinario durante il quale lavorava con il famoso Charles Babbage al progetto della macchina che, azionata dal vapore, facesse calcoli matematici e un'ampia serie di altre operazioni programmabili con le schede perforate. 

Pensava ad una macchina multifunzione a cui trasferire parti della nostra conoscenza per poterne fruire in modo più ampio e rapido: era il sogno del computer e dell'èra digitale. 

Qui si gioca la parte profetica di Ada consegnata alla storia dell'informatica, lo splendore della mente di "quella maga che ha sparso la sua formula magica intorno alle massime astrazioni della Scienza e ha saputo penetrarle con una forza che pochi intelletti mascolini hanno avuto modo di mettere alla prova", come disse di lei Babbage che appunto la soprannominò "the mathemathical fairy", "la fata matematica". 
Mercoledì 16 maggio alle ore 19, il Teatro Vittoria in collaborazione con la associazione Timos Teatro Eventi presenta l'incontro "Donne, Uomini e Robot": tre donne speciali, le professoresse Tiziana Catarci, Barbara Caputo e Laura Astolfi, insieme con la regista Valeria Patera, offriranno al pubblico la possibilità di approfondire argomenti relativi alla tecnologia e la figura di Ada Byron Lovelace.
L'iniziativa è parte del programma di Eureka! Roma 2018 promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae.
15 e 16 maggio 2018 ore 21
TEATRO VITTORIA / ATTORI&TECNICI _ Piazza S.Maria Liberatrice 10,  Roma (Testaccio)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti (dal martedì al venerdì)
Botteghino: 06 5740170 ; 065740598 lunedì (ore 16-19), martedì - sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)

Come arrivare: Metro: Piramide; Bus: 170, 781, 83, 3

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