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Cinema e Teatro

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sabato 25 gennaio 2020

Sista Bramini al Teatro Basilica con Viaggio di Psiche, dal 30 gennaio

Teatro Basilica
Viaggio di Psiche
da Amore e Psiche di Apuleio
dal 30 gennaio al 2 febbraio e dal 6 al 9 febbraio
di e con Sista Bramini
musica originale di Giovanna Natalini
produzione: O Thiasos TeatroNatura

Sista Bramini sarà la protagonista al Teatro Basilica dal 30 gennaio al 2 febbraio e dal 6 al 9 febbraio - dello spettacolo Viaggio di Psiche da Amore e Psiche di Apuleiocon le musiche originale di Giovanna Natalini.

Viaggio di Psiche, tratto da Amore e Psiche di Apuleio, narra le peregrinazioni dell'Anima per riuscire a congiungersi con l'Amore. Ancora oggi questa storia, in cui i significati nascosti e palesi si aprono a mille interpretazioni (mistiche, psicoanalitiche, letterarie, esoteriche…), affascina il pubblico. Psiche per la sua bellezza è adorata da tutti, ma nessuno entra in una vera relazione d'amore con lei che si sente fredda, triste e sola. La sua immagine idolatrata, sfruttata in vario modo, finisce per sostituire il culto di Afrodite finché la dea decide di punire la stoltezza umana facendo innamorare la ragazza di un mostro… ha inizio così la tribolata iniziazione di Psiche all'Amore.

Ogni mito è, prima di tutto, una narrazione orale delle origini fatta per essere ascoltata dal vivo. La struttura archetipica di Viaggio di Psiche rende il racconto magnetico e attraverso il suono della parola, voce universale dell'anima, le radici della sua sapienza iniziatica possono svelarsi. L'immaginazione narrante di Sista Bramini incarna e scolpisce l'irrinunciabile flusso musicale, composto da Giovanna Natalini, in vicende e personaggi e trasporta il pubblico accanto a Psiche mentre, nel suo viaggio per imparare ad amare, spezza la sua gabbia dorata e si sottopone a prove che non è in grado di affrontare.

Qui la massima errare humanum est, prende un significato nuovo. Solo il coraggio di errare, nel doppio senso di vagare e sbagliare, renderà Psiche compiutamente umana, libera di amare e felice, cioè, secondo il linguaggio mitico, divina. E se gli dei non sono modelli di condotta, possiedono una virtù per noi oggi necessaria: non sono mai tristemente separati dalla natura ma fusi con essa, accolgono gloriosamente la moltitudine dei viventi.

La musica originale di Giovanna Natalini non illustra mai, ma evoca la segreta affinità tra luoghi naturali e paesaggi del sentimento, e si proietta prima e oltre la distinzione tra tessitura elettronica (immaginale e onirica), lacerti di citazioni musicali date in strumenti culturalmente codificati e suono naturalistico. In una misterica corrente musicale, si crea, guizza, si posa, snodandosi davanti al pubblico, una narrazione teatrale radicata in un corpo quasi danzante. La musica è parte della narrazione, il controcanto oltre le parole, ispirato alla tradizione liederistica romantica e all'improvvisazione libera.

Teatro Basilica
Piazza Porta S. Giovanni, 10 Roma (RM)
Contatti / Prenotazioni: +39 392 97.68.519 
Biglietti 15 euro
Orario spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00
Domenica ore 18.00


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venerdì 24 gennaio 2020

Spettacoli: Spazio Diamante: Il VENDITORE DI SIGARI

Spazio Diamante
24 | 27 gennaio 2020
Il VENDITORE DI SIGARI
di Amos Kamil
traduzione di Flavia Tolnay con la collaborazione di Alberto Oliva
con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza
regia Alberto Oliva
scene e costumi Francesca Pedrotti – realizzazione scenografica Ahmad Shalabi
disegno luci Fulvio Melli – direzione di Produzione Elisa Mondadori
durata dello spettacolo1 ora e 20 minuti

In scena allo Spazio Diamante dal 24 al 27 gennaio, Il VENDITORE DI SIGARI di Amos Kamil, con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenzaregia Alberto Oliva; una produzione MTM Manifatture Teatrali Milanesi.
Lo spettacolo rientra nel ciclo di eventi che Oti-Officine del teatro italiano ha programmato per celebrare il Giorno della memoria.

Sinossi
Berlino 1947, ore sei e trenta. Nella Germania appena uscita dalla guerra, tutte le mattine alla stessa ora, due uomini si incontrano: un professore ebreo che vuole partire per fondare lo Stato di Israele e il proprietario di una tabaccheria, dall'aspetto tipicamente tedesco. Sono sopravvissuti alla tragedia che ha appena sconvolto e quasi annientato un popolo intero. Si attaccano, si rinfacciano colpe reciproche e recriminano sui torti subiti, fino a scoprire dolorosamente quanto gli obblighi della Storia possano condizionare il modo di agire dei singoli individui, quando, completamente soli, devono affrontare il proprio destino. Si gioca una partita in cui è impossibile giudicare vincitori e vinti, perché vittime e carnefici camminano su un piano sempre in bilico.
Nascere tedesco nel 1920 significava essere condannato a diventare un carnefice. Nascere ebreo nello stesso anno era la condanna ad essere una vittima. In entrambi i casi, la ribellione a questo destino poteva costare molto cara. A quali compromessi un essere umano, da solo, è disposto a scendere quando si trova sull'orlo dell'abisso? Lo spettacolo, partendo dalla questione ebraica in un momento cruciale della sua evoluzione, parla a tutti, perché tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti con la nostra identità e a scegliere i tempi e i modi della nostra partecipazione sociale.

Note di regia
Suscita una strana emozione ritornare a lavorare su questo spettacolo, che è stato in scena per cinque stagioni tra il 2010 e il 2014, e riscoprirne la straordinaria attualità nell'Italia di oggi, così simile e così diversa nel breve volgere di pochi anni. Sentendo risuonare nuovamente le parole di Amos Kamil, mi rendo conto di quanto sia diventato importante il tema dell'odio che scaturisce dal pregiudizio. Il fenomeno degli "haters" si è sviluppato a dismisura in questi ultimi anni e, senza averlo voluto quando ha fatto il suo primo debutto, Il venditore di sigari mette a tema proprio questo, focalizzando l'attenzione su un uomo che sceglie un bersaglio tanto preciso quanto pretestuoso per dare sfogo a tutta la sua frustrazione e rabbia. Credo che affrontare di nuovo il testo da questo inedito punto di vista possa dargli ancora più valore, ben aldilà della questione ebraica negli anni successivi alla sconfitta nazista, rimane un tema che merita di essere sempre ricordato e analizzato.
L'odio non è una faccenda delle personi ignoranti, come oggi si tende a pensare per stigmatizzare e circoscrivere il fenomeno che imperversa sui social network e copre di fango quasi tutti i personaggi che emergono dall'anonimato, facendoli bersaglio di insulti spesso gratuiti e pesantissimi. Nel testo di Amos Kamil l'odio è prerogativa di un professore di grandissima cultura. Questo forse ci aiuta a capire che a suscitare questo tipo di accanimento sociale sono motivazioni antropologiche e tanta sofferenza. Perciò l'antidoto non sta nel moralismo, ma nella capacità di ascoltare l'altro ed entrare veramente in dialogo superando le barriere del pregiudizio.


Oti-Officine del teatro italiano per il Giorno della memoria

Oti-Officine del teatro italiano partecipa al giorno della memoria come può fare un teatro: mettendo in scena spettacoli che raccontino quel male, affinché la memoria rimanga vigile. 
L'odio non nasce solo dall'ignoranza. Non erano ignoranti i nazisti, come oggi non sono ignoranti tutti quelli che emergono dall'anonimato per tacciare altri di diversità e poterli insultare, quando non annientare. Per questo, l'antidoto non sta nel moralismo, ma nella capacità di ascoltare l'altro ed entrare veramente in dialogo con lui, superando le barriere del pregiudizio. Capire l'altro attraverso la sua storia, e di qui capire noi stessi: questo ci permette di fare il teatro, questo è il suo compito.

Programma

26 gennaio, ore 21

BRANCACCINO
LA TREGUA, da Primo Levi, lettura scenica di e con Riccardo Bocci. Produzione Daf

27 gennaio, ore 21

SALA UMBERTO
FILASTROCCHE DELLA NERA LUCE. CRONACHE DELLA SHOAH, di Giuseppe Manfridi, con Evelina Meghnagi, Lorenzo Macrì e Giuseppe Manfridi. Produzione Oti

24|27 gennaio 
SPAZIO DIAMANTE
Il VENDITORE DI SIGARI, di Amos Kamil, con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza, regia di Alberto Oliva. Produzione Teatro Litta-Mtm

lla Sera, 19/05/2010

SPAZIO DIAMANTE
Via Prenestina 230B - tel. 06 27858101
CENTRALINO OPERATIVO PER INFO E PRENOTAZIONIlunedì-venerdì h. 12:00/19:00sabato h 14:00/19:00domenica h 14:00/18:00

Prezzo biglietti
PROSA Intero € 18,00Ridotto (Universitari, Under 30, Over 65, Residenti Municipio V) 15 euro
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21:00 - Domenica ore 17:00

Di seguito gli orari del botteghino Sala Umberto e Brancaccio
Sala Umberto:
APERTURA AL PUBBLICOmartedì-venerdì h. 12:00/19:00 - sabato h 14:00/19:00 - domenica h 14:00/18:00
lunedì chiuso
La biglietteria, dopo le 19, resterà aperta fino ad inizio spettacolo per le operazioni riguardanti lo stesso 
Teatro Brancaccio:
Orari martedì - venerdì h. 11.00/13.00 – 14.00/19.00
sabato h. 14.00 – 19.00 / domenica h. 14.00 – 18.00
lunedì chiuso
CENTRALINO OPERATIVO PER INFO E PRENOTAZIONI
lunedì - venerdì h. 11.00/13.00 – 14.00/19.00
sabato h. 14.00 – 19.00 / domenica h. 14.00 – 18.00

Trasporto Pubblico
Con l'autobus 150F, N12 – Fermata Prenestina/Conti
Con il Tram 5 / 14 / 19 – Fermata Prenestina/Conti
Con l'automobile è possibile parcheggiare sulla via Prenestina e strade adiacenti.
Taxi Stazione taxi Largo Preneste


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Al Teatro Studio Uno dal 30 gennaio al 1 febbraio 2020 in scena “Suck my Iperuranio”: monologo originale e divertente ispirato dai racconti di Heinrich Böll che ironizza sulle sofferenze d'amor perduto.

SUCK MY IPERURANIO
Di e con Giovanni Onorato
liberamente ispirato dai racconti di Heinrich Böll
aiuto regia Margherita Franceschi
aiuto drammaturgia Teodora Grano

30 gennaio – 1 febbraio 2020
Teatro Studio Uno 
via Carlo della Rocca, 6 Roma


"Maria mi ha lasciato ed io vorrei trovare il modo di spiegarle questa sensazione che ho
di camminare come se fosse il primo o l'ultimo giorno dell'umanità."


Al Teatro Studio Uno dal 30 gennaio al 1 febbraio 2020 in scena "Suck my Iperuranio" di e con Giovanni Onorato, un monologo inedito liberamente ispirato dai racconti di Heinrich Böll che ironizza, gioca e si fa beffa delle sofferenze d'amore perduto.
Come possiamo esser grati di tutto, lasciar andare ogni dolore e ridere e piangere senza chiedere niente e guardare ogni cosa coperta di luce sconvolti e innamorati? "Suck my Iperuranio" prova a rispondere a questa domanda, prendendo le mosse dal romanzo "Opinioni di un Clown" di Heinrich Böll, portando in scena i pensieri di un giovane comico dilettante chiuso nella sua stanza, intento da una parte a seppellire il proprio dolore facendosi buffo e dall'altra a ricordare furiosamente l'intensità del suo amore perduto. A partire dal libro sopracitato e dal meraviglioso "Pane dei verdi anni" viene sviluppata una drammaturgia originale che utilizza i racconti come pretesti più che come testi e sposta la narrazione in un ipotetico qui ed ora. 
Un aspirante comico in lacrime. Un pessimo inizio. Il sentimento dell'estasi. Non restano che le battute, le battute sì, come antidoto all'autocommiserazione. E poi il pianto, la tragedia e lo schiaffo come antidoto alle battute, 'è una gioia antica negli occhi del comico invisibile a tutti tranne che a lui e forse a chi lo ha amato, e forse è questo a rendergli impossibile lasciar andare.
Giovanni Onorato, nato a Roma nel 1995, comincia ad approfondire le arti performative frequentando il teatro Carrozzerie n.o.t di via Panfilo Castaldi, dove ha la possibilità di partecipare a numerosi laboratori e workshop, in particolare con Mariella Celia, Massimiliano Civica, Adriano Mainolfi, Giorgio Sangati e Francesco Villano. Fuori da questo spazio continua la sua formazione inseguendo realtà interessanti del panorama teatrale italiano, quali Alessandra Cristiani, Danio Manfredini, Marcello Sambati e Teatro Valdoca. Nel 2016 si trasferisce a Berlino dove frequenta il Dance Intensive Programme, un percorso di formazione in danza contemporanea della durata di un anno organizzato dal centro di ricerca per il movimento "Tanzfabrik Berlin". Tornato a Roma ha la fortuna di incontrare Dante Antonelli, con il quale debutta presso Carrozzerie n.o.t con lo spettacolo "Primo Atto", il 29 Settembre 2018, in scena con il lavoro completo "Atto di adorazione" al Roma Europa Festival dal 18 - 23 Ottobre 2019.

"Suck my Iperuranio" Dal 30 gennaio al 1 febbraio 2020
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuitaGiov – Sab ore 21:00

Per info: 3494356219- 3298027943


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Al teatro Sistina torna "Ghost Il Musical", dal 28 gennaio

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Tratto dall’omonimo film della Paramount Pictures scritto da Bruce Joel Rubin


Protagonisti? Il fantasma di un uomo assassinato, la donna che amava in vita e continua ad amare da spirito, una strampalata medium che può restituirgli la voce e un assassino in attesa di essere scoperto e portato all’Inferno. Un thriller romantico, dove la suspence creata dai continui colpi di scena si alterna alla dimensione interiore del ricordo, una storia che indaga il senso dell’amore quando vive oltre il tempo. Anzi, quando è l’altrove irraggiungibile a renderlo autentico.

Tratto da Ghostil cult movie della Paramount Pictures che dagli anni ‘90 ha commosso generazioni di spettatori, arriva in contemporanea in Spagna e Italia Ghost Il Musicaladattato per il teatro dallo sceneggiatore originale Bruce Joel Rubin, con la regia di Federico Bellone.
Una produzione internazionale Show Bees in collaborazione con Colin Ingram e Hello Entertainment che sarà in tournée nelle principali piazze italiane. Dal Teatro EuropAudorium di Bologna, il 25 e 26 gennaio, al Teatro Sistina di Roma dal 28 gennaio al 9 febbraio, al Teatro degli Arcimboldi di Milano dall’11 febbraio al 1 marzo e in molte altre città fino a maggio.

Trasposizione fedele del film vincitore di un Golden Globe per la miglior attrice non protagonista (Whoopy Goldberg) e per la miglior sceneggiatura, Ghost Il Musical mantiene l’impianto narrativo del successo cinematografico, ma sposa appieno le regole del teatro.

La forza di Ghost Il Musical è soprattutto nella storia. Sono gli archetipi dell’amore che non può ritornare alla fisicità terrena a generare nel pubblico fascino e inquietudine. Dal mito di Orfeo che non può guardare la sua Euridice se non a costo di perderla per sempre fino alla letteratura romantica che ha ispirato gli atti bianchi di molti balletti, animati da spiriti di fanciulle innamorate.

Questa la trama: le vite di Sam (Mirko Ranù) banchiere di New York e Molly (Giulia Sol), giovane artista, vengono sconvolte dall’omicidio di lui. Sam si ritrova ben presto fantasma e per manifestarsi a Molly si serve della truffaldina medium Oda Mae (Gloria Enchill). I due cercano di convincere Molly dell’esistenza di una vita ultra terrena e insieme riescono a smascherare il mandante dell’omicidio di Sam: l’avido Carl (Thomas Santu).
Guest star internazionale, nel ruolo del fantasma dell’ospedale, Ronnie Jones. Compositore e cantante tra i più originali della scena mondiale è anche autore di grandi successi per artisti italiani, fra cui Zucchero Fornaciari.

La regia e la scenografia sono di Federico Bellone firma internazionale che ha contribuito al trionfo in Italia di grandi musicalMary Poppins, Fame, West Side Story, The Bodyguard-Guardia del corpo, Dirty Dancing, Newsies, A qualcuno piace caldo.
La regia associata e la coreografia sono di Chiara VecchiIl disegno luci è di Valerio Tiberi, light designer che ha lavorato nelle più note produzioni internazionali di musical e di opera lirica.

Ma non è tutto. Gli effetti speciali, con il fantasma di Sam e degli altri personaggi che prendono forma entrando e uscendo dai corpi o passando attraverso le porte, nascono dalla brillante mano di Paolo Carta. Un mago dell’illusionismo capace di sorprendere lo spettatore più che con la tecnologia con trucchi da vecchio artigiano dell’inganno.
La grande spettacolarità degli effetti speciali è una delle caratteristiche principali sia del film sia del musical“In un musical come Ghost - spiega Paolo Carta - è facile immaginare come alcuni effetti possano fare la differenza. Vedere il protagonista passare attraverso la porta come un fantasma, l'anima di un defunto entrare improvvisamente nel corpo della medium, oggetti che si muovono inspiegabilmente fa sì che il pubblico dimentichi di essere in presenza di una finzione scenica”.

La colonna sonora pop-rock, arrangiata da due big della musica internazionale, Dave Stewart, ex componente degli Eurythmics, Glen Ballard, tra gli autori della musicista canadese Alanis Morissette, fa da sfondo a un racconto senza tempo. Un musical sensoriale e fantasy dove ogni accadimento nasconde un mistero apparentemente inspiegabile.

Oltre ai misteri del paranormale, c’è il mistero dell’amore. E si manifesta attraverso la femminilità riservata della protagonista, Molly, che coinvolge Sam in maniera sottile e ineffabile. La bella Demi Moore nel film, con il suo taglio di capelli corti, è una nuova e attuale icona di femminilità. Patrick Swayzeil grande protagonista maschile, ha dichiarato spesso che la vera scena sexy del film è quella, divenuta celebre, in cui la coppia modella il vaso di creta. Il tutto sulle note della canzone Unchained Melody dei Righteous Brothers


Info biglietti - TicketOne
http://www.ticketone.it/

Durata dello spettacolo: 2h e 15 minuti circa con intervallo

@ghostilmusicalitaly
ghostilmusicalitaly
www.ghostilmusical.it

Il musical KINKY BOOTS al teatro Brancaccio dal 23 gennaio!



KINKY BOOTS
con
MARCO STABILE Charlie Price
STAN BELIEVE Lola/Simon

TESTI HARVEY FIERSTEIN - MUSICHE E LIRICHE CYNDI LAUPER
IL MUSICAL BASATO SUL FILM DI MIRAMAX MOTION PICTURE KINKY BOOTS
SCRITTO DA GEOFF DEAN TIM FIRTH

MUSICA DAL VIVO

CON 6 ANGELS e 17 ATTORI/PERFORMER

Regia di CLAUDIO INSEGNO
Produzione Teatro Nuovo Milano

Teatro Nuovo di Milano è orgoglioso di annunciare la nuova produzione: KINKY BOOTS, il favoloso musical che ha debuttato a Broadway nel 2013 aggiudicandosi sei premi alla 67ª edizione dei Tony Awards, tra cui miglior musical e migliore colonna sonora.


La musica e i testi sono di Cyndi Lauper e libretto è firmato da Harvey Fierstein. Il musical, nel 2015 ha debuttato a Londra ed è pronto a conquistare Roma.

Kinky Boots, vincitore di tutti i maggiori premi Best Musical, tra gli spettacoli più apprezzati di Broadway e del West End di Londra, è una favolosa celebrazione musicale dell’amicizia e della convinzione che può cambiare il mondo quando si cambia idea, quando si riesce a vedere tutto con altri occhi.

Kinky Boots ci trascinerà dagli angusti spazi della fabbrica, alle sfilate glamour di Milano. 

Charlie Price eredita dal padre la fabbrica di scarpe di famiglia, ormai ridotta al lastrico. 

È costretto a licenziare alcuni dipendenti e, per risollevare le sorti dell'azienda, capisce che deve assolutamente diversificare la sua produzione. 

Serve un’idea straordinaria che arriverà proprio assistendo allo spettacolo di Lola, una favolosa drag queen che, per esigenze sceniche, ha bisogno di nuovi stivali, forti e robusti.
 


TEATRO BRANCACCIO
dal 23 al 26 gennaio 2020
da giovedì a sabato ore 20.45
domenica ore 17.00
da 29€ a 65€

Teatro Basilica dal 24 gennaio IL TOPO DEL SOTTOSUOLO, con Mino Manni. Regia di Alberto Oliva.

Teatro Basilica

IL TOPO DEL SOTTOSUOLO

dal 24 al 26 gennaio

adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni

con Mino Manni

regia di Alberto Oliva

 

Sarà in scena al Teatro Basilica dal 24 al 26 gennaio, lo spettacolo IL TOPO DEL SOTTOSUOLO, adattamento di Alberto Oliva e Mino Mannicon Mino Manni. Regia di Alberto Oliva.

 

Svidrigajlov, incallito giocatore che scommette su sestesso per tutta la vita, giocando ai limiti del consentito una partita senza esclusione di colpi col destino, si innamora di Dunja, la candida sorella di Raskolnikov e incrocia il destino del protagonista anche perché origlia una scomoda confessione che egli fa a Sonja. Da questi intrecci Dostoevskij si discosta per farci conoscere Svidrigajlov dall'interno, penetrando in soggettiva nella sua mente contorta e piena di contraddizioni e raccontandoci il passato di un uomo che si definisce "malato", come il protagonista delle Memorie dal sottosuolo. E anche lui, infatti, è un personaggio del sottosuolo, anzi, un topo, come quelli che vede in un delirio di allucinazioni nell'ultima notte della sua vita, quella che precede il suicidio, estremo e definitivo atto di coraggio e di sfida alla morte.

 

Piazza Porta S. Giovanni, 10 Roma (RM)

Contatti / Prenotazioni: 392 97.68.519 



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