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Cinema e Teatro

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giovedì 20 febbraio 2020

PERMETTE? ALBERTO SORDI di Luca Manfredi con Edoardo Pesce, solo il 24‚ 25 e 26 febbraio al cinema

In occasione dei 100 anni dalla nascita di Alberto Sordi, arriva solo il 24, 25 e 26 febbraio nei cinema Anteo, Centrale, Il Cinemino, Citylife, The Space Cinema Odeon, UCI Gloria, UCI Bicocca e UCI Certosa di Milano Permette? Alberto Sordi', un film imperdibile che racconta le origini di una leggenda del cinema italiano.

A cento anni dalla nascita il Cinema omaggia Alberto Sordi con uno straordinario evento.

Solo il 24, 25 e 26 febbraio arriva sul grande schermo 'Permette? Alberto Sordi ', un film imperdibile che racconta le origini di una leggenda del cinema italiano, prossimamente in onda su Rai1.

 

Gli esordi, le amicizie, gli amori e tanti aneddoti della vita del 'nostro' Alberto Sordi negli anni del debutto nel mondo dello spettacolo. Questo e molto altro racconta il film evento 'Permette? Alberto Sordi' che sarà al cinema solo il 24, 25 e 26 febbraio distribuito grazie ad Altre Storie per celebrare i 100 anni della nascita di uno dei più grandi interpreti del cinema italiano. Una coproduzione Rai Fiction – Ocean Productions, il film andrà in onda prossimamente su Rai1. 

Un film che vuole ricordare la straordinaria vitalità di Alberto Sordi, il suo immenso talento, la sottile ironia, l'artista e l'uomo, tra difetti e virtù. "Non ci ha mai permesso di essere tristi", disse di lui Ettore Scola. La sua capacità di scherzare e ironizzare sulle piccolezze, sulle nevrosi e le contraddizioni degli italiani, nel corso degli anni, ha lasciato un segno nella storia del costume del nostro Paese. 

Un giovane Alberto Sordi, tenace e destinato ad emergere, è quello che racconta il film 'Permette? Alberto Sordi', ripercorrendo vent'anni - dal 1937 al 1957 - dedicati a una continua crescita professionale. Anni in cui Sordi si fa conoscere come doppiatore di Oliver Hardy, alla Radio e nel Varietà, conquistando il pubblico con i suoi primi personaggi divertenti. In quel periodo nasce l'amicizia con Fellini che lo avrebbe portato al successo come attore. Nel film c'è anche il Sordi meno conosciuto: gli amori, la famiglia, gli amici.

Diretto da Luca Manfredi, con un eccezionale Edoardo Pesce nel ruolo del giovane Alberto, il film vede nel cast Pia Lanciotti nel ruolo di Andreina Pagnani, Alberto Paradossi nel ruolo di Federico Fellini, Paola Tiziana Cruciani, Luisa Ricci, Michela Giraud, Paolo Giangrasso, con la partecipazione amichevole di Giorgio Colangeli, Martina Galletta, Francesco Foti, Sara Cardinaletti e Lillo Petrolo nel ruolo di Aldo Fabrizi. 

'Permette? Alberto Sordi' vuole essere un affettuoso omaggio al grande talento di uno dei maggiori interpreti di un genere che ci ha reso famosi in tutto il mondo: la Commedia all'italiana - racconta il regista Luca Manfredi. Un genere capace di raccontare i drammi e i vizi della nostra società, appena uscita dall'ultima guerra, con il sorriso e l'ironia. Un attore straordinario, dotato di un talento innato, che ci ha regalato con più di duecento film una galleria di personaggi indimenticabili con un gioco di invenzioni e di "tic" sui loro modi di parlare e di muoversi, come il suo famosissimo saltello. Ma Alberto ha dovuto faticare non poco, per vedere riconosciuto il suo talento. Senza mai abbattersi, ma anzi, combattendo con una tenacia inarrestabile (che poi ha trasferito in uno dei suoi personaggi più noti, il Dentone) è riuscito a diventare uno degli attori più apprezzati del grande cinema italiano. 

SINOSSI

Da giovanissimo Alberto Sordi viene espulso dall'Accademia di Recitazione dei Filodrammatici a Milano per la sua incorreggibile parlata romana. Ma Alberto non si arrende e, tornato a Roma, con la sua ricerca della qualità attoriale e con impegno tenace, riesce a diventare l'inconfondibile voce di Oliver Hardy, si fa notare sui palcoscenici del Varietà e alla Radio con il personaggio di Mario Pio. In quegli anni stringe una grande amicizia con il giovane Federico Fellini, che da lì a poco lo avrebbe diretto ne Lo Sceicco Bianco e I Vitelloni (sua la pernacchia più celebre del cinema italiano!), si innamora dell'attrice e doppiatrice Andreina Pagnani e raggiunge il trionfo con Nando Moriconi, l'Americano a Roma!

Permette? Alberto Sordi racconta i vent'anni in cui il giovane Alberto Sordi è diventato l'Albertone nazionale, l'uomo che - come disse Ettore Scola - "non ci ha mai permesso di essere tristi".



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Teatro. Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo squartatore. Sala Umberto, dal 18 febbraio


Ginevra Media Production srl in coproduzione con Centro d'Arte Contemporanea Teatro Carcano srl

presenta

GIORGIO LUPANO, FRANCESCO BONOMO
E LA PARTECIPAZIONE DI

ROCÍO MUÑOZ MORALES

SHERLOCK HOLMES 
e i delitti di Jack lo squartatore
DI HELEN SALFAS

BASATO SUGLI SCRITTI E I PERSONAGGI DI SIR ARTHUR CONAN DOYLE

ADATTAMENTO DI RICARD REGUANT E CATA MUNAR
TRADUZIONE DI GIANLUCA RAMAZZOTTI

 

E CON LUCIANO ROMAN

 

E in o.a. BARBARA FOLCHITTO, GIADA LORUSSO, TOMMASO MINNITI, GIULIA MORGANI, EMILIANO OTTAVIANI, MARCO ZANUTTO

Scene originali di La Caja Negra Ta,Costumi di Adele Bargilli,

Musiche originali di Pep Sala 

 


REGIA 
RICARD REGUANT

 

 

 

Non tutti forse sanno che nel 1888 Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, fu chiamato più volte da Scotland Yard ad offrire la sua consulenza a proposito degli efferati delitti che in quegli stessi anni coinvolgevano la Londra Vittoriana. Il noto scrittore scrisse a Scotland Yard le sue intuizioni e le sue congetture a proposito dell'identità del famoso serial killer, soprannominato Jack lo squartatore. Molti di questi scritti sono stati ritrovati da Hellen Salfas (in realtà uno pseudonimo dietro il quale si nasconde la penna di un notissimo drammaturgo inglese) e utilizzati per la stesura di questa originale pièce di teatro che unisce la fantasia di un personaggio inventato, ma noto in tutto il mondo, come Sherlock Holmes con la realtà di uno dei più crudeli assassini di quegli anni. L'accostamento, seppur azzardato, è di certo molto intrigante e sorprendente, tanto che più di una volta il grande cinema ha raccontato in almeno due pellicole questo coinvolgente accostamento, Murder by degree di Bob Clark (noto in Italia con il titolo di Assassinio su commissione) con due grandi attori come Cristopher Plummer e James Mason e study in terror (Sherlock Holmes: notti di terrore) dove il grande detective viene chiamato ad investigare sui misteriosi delitti di Whitechappel seguendo proprio il sentiero e gli indizi realmente indagati e analizzati da Scotland Yard in quegli anni. 

 

Ricard Reguant, già regista di Dieci piccoli indiani, che da tre stagioni continua le repliche italiane con successo di pubblico e critica, ha adattato e diretto per il Teatro Apolodi Barcellona questa nuova ed originale avventura, mai vista sino ad ora sul palcoscenico, ricreando i personaggi dalla penna di Conan Doyle, apportando una freschezza e modernità nei linguaggi e nei contenuti avvicinando così Sherlock Holmes anche alle nuove generazioni che da diversi anni, oramai, seguono i nuovi restyling cinematografici e televisivi sulla figura di Sherlock e del Dott. Watson. Nel 2018 sono stati celebrati i 130 anni da quando è stato pubblicato il primo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle sul famoso detective. Più di un secolo dopo Sherlock è più vivo che mai con 3 serie televisive, film d'azione con attori internazionali, cartoni animati e numerosi studi sulle applicazioni della logica impiegata dall'autore nelle indagini criminali moderne. Questo significa che il personaggio di Holmes ha oltrepassato l'epoca e la letteratura per trasformarsi in un'icona moderna dove le sue storie non sono più meri gialli polizieschi ma entrano nella realtà di tutti i giorni sollevando domande sul potere politico, investigativo e sociale.

 

Tutt'ora in scena a Barcellona con grande successo di pubblico e dalla prossima stagione anche a Madrid. Con un grande cast tutto italiano lo spettacolo si appresta ad arrivare in Italia sempre con la regia dello stesso Reguant e il progetto artistico di Gianluca Ramazzotti che dopo il grande successo di Dieci piccoli indiani, si uniscono ancora una volta, per un nuovo spettacolo di respiro internazionale. 


La trama 

Londra 1888. Nel quartiere di Whitechappel una serie di terribili omicidi che coinvolgono giovani prostitute sta scuotendo l'opinione pubblica. L'ispettore LESTRADE, disperato per la situazione e la pressione della stampa dell'epoca, decide di presentarsi al 221 B di Baker Street per ingaggiare il famoso detective SHERLOCK HOLMES che, insieme all'inseparabile Dr. WATSON, inizierà le indagini per dare un volto e smascherare il terribile assassino soprannominato JACK LO SQUARTATORE. Durante le indagini incontreranno la famosa spia IRENE ADLER che si unirà a loro. Avventura e suspense costituiranno il mix esplosivo che li porterà a scoprire una verità molto più sconvolgente di quella che loro stessi potessero immaginare.

 

18 FEBBRAIO – 8 MARZO 2020

SALA UMBERTO

Via della Mercede, 50 Roma

tel.06.6794753

Dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17,

mercoledì 26 febbraio, sabato 7 marzo ore 17

sabato 29 febbraio ore 17 e ore 21

Prezzi da 19 a 34 euro



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sabato 15 febbraio 2020

Teatro: Spazio Diamante, TEBAS LAND di Sergio Blanco, produzione di Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale Firenze

Spazio Diamante

20 – 23 febbraio 2020
27 febbraio – 1° marzo 2020

Il premio UBU, Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale Firenze presenta

TEBAS LAND

di Sergio Blanco

traduzione, scene, costumi e regia Angelo Savelli

protagonisti Ciro Masella e Samuele Picchi
assistente e figurante Pietro Grossi
luci Henry Banzi
allestimento scena Lorenzo Belli, Amedeo Borelli
esecutore al pianoforte del brano di Mozart Federico Ciompi
foto Marco Borrelli

 

Arriva a Roma, a Spazio Diamante dal 20 febbraio al 1° marzo (dal giovedì alla domenica), lo spettacolo TEBAS LAND di Sergio Blanco, traduzione, scene, costumi e regia di Angelo Savelli. Protagonisti: Ciro Masella e Samuele Picchi. Lo spettacolo – molto atteso - è una produzione di Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale Firenze, vincitori del Premio Ubu Speciale 2019, "Per l'intenso lavoro di traduzione, allestimento e promozione della nuova drammaturgia internazionale".

Lo spettacolo ha il patrocinio dell'Ambasciata dell'Uruguay in Italia.


"Tebas Land" è un'opera del drammaturgo franco-uruguaiano Sergio Blanco, uno dei più originali e innovativi drammaturghi apparsi recentemente sulla scena internazionale. Il premio UBU Angelo Savelli ha curato la traduzione, per la prima volta in italiano di un testo di Blanco, la regia, le scene e i costumi di questa nuova produzione di Pupi e Fresedde-Teatro di Rifredi che vede protagonisti Ciro Masella e Samuele Picchi. Sergio Blanco ha scritto "Tebas Land" ispirandosi al leggendario mito di Edipo, alla vita del martire San Martino e a un fatto di cronaca giudiziaria, immaginato dallo stesso Blanco, il cui protagonista è un giovane parricida di nome Martino.

 

A partire da una serie di colloqui, che si svolgono nel recinto di un campetto di basket di una prigione, tra il giovane parricida e il drammaturgo che vorrebbe portare in scena la sua storia, "Tebas Land" a poco a poco si allontana dalla ricostruzione documentaristica del crimine, per soffermarsi (come in "A sangue freddo" di Truman Capote) sulla relazione che si instaura tra lo scrittore e il detenuto e sulla possibilità, e i rischi, di trasporre la realtà in una creazione artistica.

Il testo fonde l'emozione, la poesia e la passionalità del racconto di una terribile tragedia familiare con la lucidità e l'astrazione di una acuta riflessione sul linguaggio e la comunicazione teatrale, dove lo spettacolo viene montato e smontato in diretta sotto gli occhi del pubblico in un affascinante gioco di scatole cinesi.

"Ho sentito l'urgenza di mettere in scena Tebas Land – dichiara Angelo Savelli - perché l'ho trovato intelligente, spiazzante, autoironico, colto, commovente, violento, popolare, delicato e molto altro…sono certo che anche gli spettatori non resteranno indifferenti al fascino di questo testo". 

 

Ancora poco conosciuto in Italia, Sergio Blanco è il creatore di una radicale forma di drammaturgia, da lui definita "auto-finzione", in cui l'autore si mette personalmente e spudoratamente in scena, incrociando la sua biografia, vera e immaginaria, con temi di forte attualità e riflessioni sull'arte e la vita. La sua più recente opera "El bramido de Düsseldorf", nell'edizione uruguaiana da lui stesso diretta, è stata presentata con grandissimo successo al Vie Festival 2019 di Modena.

Dopo essere stato messo in scena nelle più importanti città del Sud America, oltre che a Madrid e Londra, "Tebas Land" sarà rappresentato in diverse capitali europee, a New York, Tokyo, e nella versione di Pupi e Fresedde a Firenze, Roma e Napoli.

 

Il Centro di Produzione Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi porta avanti da molti anni un progetto di promozione della nuova drammaturgia contemporanea mettendo in scena testi di autori largamente affermati all'estero ma poco conosciuti in Italia. Grazie a questo impegnativo lavoro di ricerca e scoperta sono arrivati sui palcoscenici italiani autori come il franco-uruguaiano Sergio Blanco ("Tebas Land"), il catalano Josep Maria Miró ("Il Principio di Archimede"), il francese Rémi De Vos ("Alpenstock", "Occidente", "Per tutta la mia vita ho fatto solo cose che non sapevo fare", "Tre Rotture"), delle cui opere Angelo Savelli ha curato traduzione e regia. Ricordiamo inoltre "Walking Thérapie" di Nicolas Buysse, Fabrice Murgia e Fabio Zenoni tradotto da Savelli e diretto dai tre estrosi teatranti belgi. I prossimi appuntamenti del progetto vedranno in scena al Teatro di Rifredi anche con gli spettacoli "Tre Rotture" (dall'11 al 15 febbraio) e "Il Principio di Archimede" (dal 19 marzo al 5 aprile). 

 

Angelo SavelliCiro Masella e Samuele Picchi saranno lieti di incontrare gli studenti, pubblico e stampa venerdì 21 febbario alle ore 18.00 presso lo Spazio Diamante, per raccontare il lavoro svolto con lo spettacolo Tebas Land e per parlare del lavoro di drammaturgia svolto dall'autore Sergio Blanco, creatore di una radicale forma di drammaturgia, da lui definita "auto-finzione", in cui l'autore si mette personalmente e spudoratamente in scena, incrociando la sua biografia, vera e immaginaria, con temi di forte attualità e riflessioni sull'arte e la vita. L'incontro sarà moderato da Viviana Raciti, critico teatrale della testata Teatro&Critica.

 

SPAZIO DIAMANTE
Via Prenestina 230B - tel. 06 27858101

CENTRALINO OPERATIVO PER INFO E PRENOTAZIONIlunedì-venerdì h. 12:00/19:00sabato h 14:00/19:00domenica h 14:00/18:00

Orario spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 e domenica ore 17.00


Prezzo biglietti

PROSA Intero € 18,00Ridotto (Universitari, Under 30, Over 65, Residenti Municipio V) 15 euro

 

Di seguito gli orari del botteghino Sala Umberto e Brancaccio

Sala Umberto: APERTURA AL PUBBLICOmartedì-venerdì h. 12:00/19:00 - sabato h 14:00/19:00 - domenica h 14:00/18:00 - lunedì chiuso

La biglietteria, dopo le 19, resterà aperta fino ad inizio spettacolo per le operazioni riguardanti lo stesso 

Teatro Brancaccio: Orari martedì - venerdì h. 11.00/13.00 – 14.00/19.00

sabato h. 14.00 – 19.00 / domenica h. 14.00 – 18.00 - lunedì chiuso

CENTRALINO OPERATIVO PER INFO E PRENOTAZIONI

lunedì - venerdì h. 11.00/13.00 – 14.00/19.00

sabato h. 14.00 – 19.00 / domenica h. 14.00 – 18.00

 

Trasporto Pubblico

Con l'autobus 150F, N12 – Fermata Prenestina/Conti

Con il Tram 5 / 14 / 19 – Fermata Prenestina/Conti

Con l'automobile è possibile parcheggiare sulla via Prenestina e strade adiacenti.

Taxi Stazione taxi Largo Preneste



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Spettacoli: Roberto Herlitzka al Teatro Basilica in ENRICO IV di Luigi Pirandello, regia di Antonio Calenda.

Teatro Basilica
25 febbraio | 8 marzo 2020
prosa – prima assoluta
Evento Speciale***
Roberto Herlitzka IN
ENRICO IV
di Luigi Pirandello 
regia Antonio Calenda
con 
Enrico IV Roberto Herlitzka
La Marchesa Matilde Spina Daniela Giovanetti 
Sua figlia Frida Giorgia Battistoni 
Il Marchese Carlo di Nolli Lorenzo Guadalupi 
Il Barone Tito Belcredi Armando De Ceccon 
Il Dottore Sergio Mancinelli 
Landolfo (Lolo) Alessio Esposito
Arialdo (Franco) Stefano Bramini 
Ordulfo (Momo) Lorenzo Garufo 
Bertoldo (Fino) Dino Lopardo
 
Regista assistente Alessandro Di Murro
Scene e Costumi Laura Giannisi 
Aiuto regia Emma Aquino 
Foto di scena Tommaso Le Pera 
Direttore di produzione Pino Le Pera
Progetto grafico Cristiano Demurtas
Organizzazione Bruna Sdao
 
Roberto Herlitzka sarà in scena al Teatro Basilica dal 25 febbraio all'8 marzo - in prima nazionale assoluta – con lo spettacolo evento: ENRICO IV, di Luigi Pirandello, con la regia di Antonio Calenda.
In scena con Herlitzka: Daniela Giovanetti, Armando De Ceccon, Sergio Mancinelli, Giorgia Battistoni, Lorenzo Guadalupi, Alessio Esposito, Stefano Bramini, Lorenzo Garufo, Dino Lopardo.
 
Un nobile del primo '900 prende parte ad una cavalcata in costume nella quale impersona l'imperatore Enrico IV di Franconia; alla messa in scena, prendono parte anche Matilde Spina, donna della quale è innamorato, ed il suo rivale in amore Belcredi. Quest'ultimo disarciona Enrico IV, il quale nella caduta batte la testa e si convince di essere realmente il personaggio storico che stava impersonando. La follia dell'uomo viene assecondata dai servitori che il nipote Di Nolli mette al suo servizio per alleviare le sue sofferenze; dopo 12 anni Enrico guarisce e comprende che Belcredi lo ha fatto cadere intenzionalmente per rubargli l'amore di Matilde. Decide così di fingersi ancora pazzo, di immedesimarsi nella sua maschera per non voler vedere la realtà dolorosa. Dopo 20 anni dalla caduta, Matilde, Belcredi, Frida (la figlia di Matilde), Di Nolli e uno psichiatra vanno a trovare Enrico IV. Lo psichiatra è molto interessato al caso della pazzia di Enrico IV, che continua, a loro insaputa, la sua finzione, e dice che per farlo guarire si potrebbe provare a ricostruire la stessa scena di 20 anni prima e ripetere la caduta da cavallo. La scena viene così allestita, ma al posto di Matilde recita la figlia. Enrico IV si ritrova così di fronte la ragazza, che è esattamente uguale alla madre Matilde da giovane, la donna che Enrico aveva amato e che ama ancora. Ha così uno slancio che lo porta ad abbracciare la ragazza, ma Belcredi, il suo rivale, non vuole che la ragazza venga abbracciata e si oppone. Enrico IV sguaina così la spada e uccide Belcredi. Per sfuggire definitivamente alla realtà (e alle conseguenze del suo gesto), decide di fingersi pazzo per sempre.
 
 
Enrico IV: folle o rabdomante?
 
Cosa mi lega così fortemente all'Enrico IV di Pirandello? Perché, dopo averlo messo in scena nel 1980 con Giorgio Albertazzi, vado a interrogare di nuovo questo classico contemporaneo che considero non solo altamente simbolico ma dirompente? Il tempo interiore mi pone davanti a un mistero, a un disagio, e a un desiderio. E invece di guardare indietro, rinvangando glorie, cadute, riprese, onori e critiche, mi trovo a guardare avanti. In fondo è l'unico gesto sensato, in questi tempi sconnessi e folli. E guardando avanti ritrovo un compagno di tanti viaggi teatrali, un attore raffinato e implacabile nel suo volere continuamente cercare, una delle figure rare di artista-intellettuale. Guardo Roberto Herlitzka e ripenso alle tante esperienze artistiche condivise. Lo sento pronunciare le prime battute dell'Enrico IV e mi convinco che siamo nel momento giusto per mettere in scena quest'opera-mondo, un trattato purissimo di filosofia sciolto in forma drammatica, in grado di raccontare, meglio e più di altri testi, la follia di un mondo deragliato, il nostro, in cui regna la pura legge del caos. Pirandello dispone sul suo campo di battaglia un labirinto che moltiplica e inverte continuamente i propri dispositivi di visione e rappresentazione. Chi sta mistificando? Chi dice il vero? Chi è pazzo? E' mai stato veramente pazzo Enrico IV? E perché, nel momento in cui sembrano cadere tutte le maschere, questo grandioso demiurgo si ostina a indossarne un'altra ancora, l'ultima, che lo porta a commettere un omicidio? Per affrontare scenicamente questo labirinto di specchi, ho voluto far cadere i riferimenti puntuali agli anni Venti del secolo scorso. Rappresentare l'Enrico IV in senso filologico ci avrebbe messo in una situazione di stallo. Ci troviamo invece, in un momento del tempo presente, a teatro. Una compagnia di attori è in scena intenta alla scelta dei costumi per la messa in scena che si appresta a fare. Citando Giovanni Macchia, si entra in una "stanza della tortura" in cui i folli passano per pazzi e i pazzi appaiono come infermieri e guaritori, finendo con l'essere travolti dalla macchina stringente e feroce che Enrico IV, nella ripetizione ossessiva del proprio incubo, ha azionato infinite volte. Trattando il testo di Pirandello come un classico contemporaneo, intendo scavarne le necessità che l'oggi ci impone: nell'ossessione del protagonista, vedo un magma di sentimenti, un dispositivo infinito di proiezioni e sdoppiamenti che apre, usando una chiave mitica e onirica, alla tragedia di questo nostro tempo, dove basta operare un piccolo gesto di dissenso per sentirsi diseredati, soli. Mi sostengono in questa mia visione le pagine che un altro fine studioso di Pirandello, Nino Borsellino, dedica al rapporto tra il nostro autore e il drammaturgo e teorico russo Nikolaj Evrèinov, una delle figure più rilevanti di quel Teatro d'Arte di Mosca che è poi l'oggetto di studio. di Ripellino ne "Il trucco e l'anima": «Più che le teorie, erano le possibilità drammaturgiche del monodramma evreinoviano a interessare Pirandello, cioè del dramma che si immedesima con la concezione del protagonista e in cui il mondo appare come quello lo percepisce». In questo, Enrico IV è fratello di Hinkfuss e del Mago Cotrone. Ma, diversamente da loro, spinge la sua magnifica ossessione, e il suo dolore esistenziale, fino all'atto estremo, l'omicidio, sulla cui natura continuiamo ad interrogarci. Belcredi muore veramente? O si tratta dell'ulteriore strappo nel teatrino di carta, dell'ultimo prodigio di un demiurgo per il quale non esiste che il teatro, «bocca spalancata di una grande macchina che ha fame»? Mettendo sul capo di Roberto Herlitzka la corona del re pazzo, gli affido il bastone del rabdomante, perché possa rivelarci senza paura fino a che punto il mondo ha saputo convivere con la propria follia, fino a farla coincidere con il pensiero dominante, erigendo sull'ipocrisia e sul consenso i pilastri di questa nostra società.
Antonio Calenda
                                                                                                           
 
 
Teatro Basilica
Piazza Porta S. Giovanni, 10 Roma (RM)
Contatti / Prenotazioni: +39 392 97.68.519 


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giovedì 13 febbraio 2020

“L’isola della noce moscata” con Giorgio Comaschi e musiche di Massino Tagliata al Cafè de la Paix

"L'isola della noce moscata" con Giorgio Comaschi e musiche di Massino Tagliata.

domenica 16 febbraio al Cafè de la Paix Bologna

 

Prosegue la rassegna "Una domenica con Giorgio" con protagonista il giornalista/attore che questa volta al Cafè de la Paix - domenica 16 febbraio  dalle 19 - interpreta  "L'isola della noce moscata" accompagnato dal musicista Massimo Tagliata.

 

 

La storia del mondo ruota anche attorno a una corsa disperata, aspra e sanguinosa, verso le isole delle spezie che negli anni a cavallo fra il 1600 e il 1700 arrivò sul punto di scatenare una vera e propria guerra fra Inghilterra e Olanda.

 

 L'obiettivo numero uno era l'isola di Run, nell'arcipelago delle isole Banda, nelle Indie Orientali, un'isola interamente coperta da alberi di noce moscata, una spezia preziosa più dell'oro in quegli anni. Si pensava infatti che potesse guarire, oltre a svariate malattie, anche la peste.

 

Giorgio Comaschi racconta questa straordinaria epopea fatta di avventure in mare, di pirati, isole misteriose, feroci capi indigeni, cannibali, cruente battaglie, rotte perdute, passaggi a nord ovest, alla ricerca di questa preziosa spezia che causò lo spargimento di molto sangue e la decimazione di decine di equipaggi.

 

Ad affiancare Comaschi, la sapiente e visionaria interpretazione musicale di Massimo Tagliata che accompagna la narrazione con affascinanti accompagnamenti, fatti anche di suoni e rumori.





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venerdì 31 gennaio 2020

Festival ScienzaInScena - COPERNICO NON CI CREDEVA, l'1 e 2 febbraio al PACTA SALONE

L'1 e 2 febbraio presso il PACTA SALONE, parte del Festival ScienzaInScena Atto PiGreco, va in scena COPERNICO NON CI CREDEVA, produzione Associazione Centro Teatrale Mamimò, uno spettacolo che è una lezione di fisica, una lezione di fisica che è uno spettacolo, di Rocco Gaudenzi e Pablo Solari.

Sempre in queste date, anche i primi due spettacoli per bambini parte del Festival.

Festival ScienzaInScena

COPERNICO NON CI CREDEVA

In scena l'1 e il 2 febbraio presso il PACTA SALONE una produzione Associazione Centro Teatrale Mamimò 

 

L'1 e 2 febbraio presso il PACTA SALONE, parte del Festival ScienzaInScena Atto PiGreco, va in scena COPERNICO NON CI CREDEVA, produzione Associazione Centro Teatrale Mamimò, uno spettacolo che è una lezione di fisica, una lezione di fisica che è uno spettacolo, di Rocco Gaudenzi e Pablo Solari.

 

Si entra nelle menti di grandi rivoluzionari prima che il mito trasformasse gli uomini in personaggi: Cusano, Galilei, Leopardi e soprattutto Copernico, quello scienziato che pose il Sole al centro dell'Universo, e che parla direttamente al pubblico in quella gemma preziosa che è la prefazione al suo "De revolutionibus orbium coelestium". Scritta poco prima di morire, Copernico in essa si rivolge schiettamente al Papa; le parole dell'uomo sono un'onesta confessione di una conflitto interiore, di un impaccio, tra le due anime del credere e non credere, tra il suo amore di Dio e la fede nella matematica. 

 

"Sensibilizzare il pubblico al potere dei dati, - spiegano gli autori Rocco Gaudenzi e Pablo Solari - e degli open data, ora e nella storia del pensiero. Perché e come tramutare questo flusso d'informazioni che la natura e l'uomo producono, in ogni tempo e luogo, in uno strumento che permetta di distillare verità, aiutandoci a sviluppare un pensiero critico sul mondo che ci circonda, invece di confonderlo? Partendo da qui, ci siamo immaginati un viaggio che accompagni lo spettatore nel mondo di quello che è stato uno dei rivoluzionari — e pur tuttavia liquidato spesso in poche parole — della storia del pensiero umano, Niccolò Copernico. Lo spettatore vola in alto col pensiero e con una levità che lo sorprende, senza accorgersi, apprende concetti ritenuti complessi e distanti. Ripercorrendo le tappe del pensiero, dal passato riportiamo lo spettatore nel presente trasmettendogli la fede nel futuro e allo stesso tempo ricordandogli che lo sguardo è la sua prima e inestirpabile risorsa per misurare la realtà, che non deve perciò mai dimenticare di affilare con l'esercizio e la dedizione".

  

PACTA SALONE

1 febbraio 2020 – ore 20.45

2 febbraio 2020 – ore 18

ScienzaInScena

COPERNICO NON CI CREDEVA

di Rocco Gaudenzi e Pablo Solari

con Andrea Delfino

produzione Associazione Centro Teatrale Mamimò

 

 

Nel Festival ScienzaInScena for Kids:

All'interno del Festival ScienzaInScena Atto PiGreco non manca la sezione dedicata all'infanzia, che vede protagonisti artisti, ricercatrici, matematiche legati alla più importanti istituzioni scientifiche della città.

·     2 febbraio 2020                                                    

SiS - Parapiglia

ore 11.00 -MOGNOMI E POLIGNOMI                                                            

con Giulia Bernardi, Martina De Pieri, Giulia Mandelli, Irene Nava, matematiche | produzione PiGreco - il Luogo Ideale | dai 3 anni

SPETTACOLO/LABORATORIO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Un racconto animato e coinvolgente, che introduce ad alcuni concetti matematici molto semplici, che poi saranno ripresi nel laboratorio che segue il racconto. Un racconto di matematica e integrazione: ogni tribù di mognomi vive nella propria isola, tutti con la stessa forma e il cappello dello stesso colore. Non si conoscono tra di loro fino all'arrivo di una forte tempesta: riusciranno i mognomi a salvarsi e aiutarsi gli uni con gli altri? Ascolteremo la storia di come hanno imparato a vivere insieme nelle isole dei polignomi. 

 

ore 15.30 – PER LO SPAZIO CON NABÙ                                                         

di Salvo Valentino e Pietro Cucuzza | con Pietro Cucuzza, Salvo Valentino | regia e scene Salvo Valentino | musiche originali Pietro Cucuzza | produzione La Compagnia dei Giovani | dai 3 anni

A bordo della navicella spaziale Arcadia Duemilanove, il Capitano T. J. Newton esplora il sistema solare, in compagnia del suo equipaggio, composto dal saggio e cervellone robot C3PO e dal fedele tenente Pygar. In missione per esplorare il pianeta Marte, custodiscono nella loro modernissima astronave alcuni tra i più importanti animali e vegetali del pianeta Terra, per cercare di farli vivere e riprodurre sul pianeta rosso. Dopo l'atterraggio i tre personaggi incontrano Nabù, un extraterrestre proveniente dal pianeta Gagay della galassia Alpha Centauri persosi su Marte. Inizierà un'amicizia tra i terrestri e Nabù, fino a quando Hagal, un perfido marziano cacciatore di UFO, non cercherà di rapirli. 

 

Il Programma del Festival

Seguono il 3 febbraio MIA NONNA ÈUN'INGEGNERE, storie di ingegnere e architette che sfidando pregiudizi e luoghi comuni hanno svolto le loro professioni ad altissimo livello senza rinunciare a una vita piena e soddisfacente; il 4 e 5 febbraio LA PASSIONE DEI NUMERI. EMMY E SOFJA, STORIA DI DUE MATEMATICHE di Maria Rosa Panté; il 6 e 7 febbraio PALE BLUE DOT – Pallido pallino blu, una produzione Jet Propulsion Theatre - Compagnia Arditodesìo, una storia sulla salvaguardia del Pianeta Terra. Chiude il Festival l'8 febbraio BLACK BLACK SKY 2020 performing universe una co-produzione PACTA . dei Teatri - Associazione Sosta Palmizi, dove uno scienziato, l'astrofisico Stefano Sandrelli, un danzatore, il coreografo di Sosta Palmizi Giorgio Rossi, e un'attrice, intrecciano i loro linguaggi per raccontare, a modo loro, l'universo. Il curioso terzetto si 'sfida' sulla scena in un bizzarro contest, per condurci il più lontano possibile nello spazio, dentro e fuori di noi. 

 

INFO - PACTA SALONE - via Ulisse Dini 7, 20142 Milano

MM2 P.zza Abbiategrasso-Chiesa Rossa, tram 3 e 15, autobus 65, 79 e 230

Per informazioni: tel. 0236503740

Orari biglietteria:dal lun al ven dalle ore 16.00 alle ore 19.00

nei giorni di spettacolo: dal mar al sab dalle 16 – dom dalle 15

Biglietti:Intero €24 | Rid. Convenzioni €16 | Under 25/over 60 €12 | CRAL e gruppi €12 (min. 10

persone) | gruppi scuola €9 | per gli spettacoli della rassegna pactaSOUNDzone intero €10 - ridotto €6 | per gli spettacoli della rassegna PARAPIGLIA biglietti €7 per tutti

ABBONAMENTO SCIENZAINSCENA(ingresso a 7 spettacoli, mostra, conferenze e laboratori del festival) €30 



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