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Cinema e Teatro

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martedì 31 marzo 2015

LE TATE: Alessandra Panelli porta in scena le corde affettive della nostra infanzia (9-26 aprile, Teatro Due)


Società per Attori
presenta
LE TATE
Scritto e diretto da Alessandra Panelli

Con
Barbara Porta
Costanza Castracane
Sofia Diaz


Videografia: Marco Schiavoni

Musiche di Poulenc, Scarlatti e Mozart interpretate dalla pianista Marcelle Meyer

Teatro Due
Vicolo Due Macelli 37 – Roma
06 678 8259 - teatrodueroma@libero.it
Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21 – domenica ore 18
Prezzi: € 12 (intero), € 10 (ridotto), € 8 (gruppi di minimo sei persone)
http://www.teatrodueroma.it/

 
Sul palco del Teatro Due di Roma, dal 9 al 26 aprile, approda uno spettacolo che vuol essere in grado di toccare le corde emotive di spettatori di ogni età: LE TATE.

Scritto e diretto da Alessandra Panelli ed interpretato da tre attrici capaci di mettersi totalmente in gioco, Barbara Porta, Costanza Castracane e Sofia Diaz, l'operazione parte dal ritrovamento della Panelli, figlia d'arte e lei stessa autrice, attrice e regista, di un diario della nonna materna, Etre Maria Valori, autrice per diletto e pioniera della condizione della donna all'inizio del secolo scorso. 

"In questi scritti" – racconta la regista - mi addentravo in un mondo lontano, scoprendo nella storia della mia famiglia una controversa tessitura di relazioni umane, acredini, non detti, giudizi taglienti misti a slanci affettivi, passioni inespresse, assenze o invadenti presenze, conflitti generazionali. E più leggevo più mi chiedevo cos'è che mi avesse salvata da tutto questo… La risposta è stata semplice: la costante presenza affettiva di una tata". 

Il lavoro di rielaborazione drammaturgica compiuto dalla Panelli si è nutrito in seguito delle memorie delle tre attrici che, in un lungo periodo di laboratorio, hanno portato i loro ricordi affettivi e hanno dato così vita a molteplici ritratti. Il risultato è una commedia briosa e commovente, essenziale da un punto di vista scenico, in cui prendono corpo nove personaggi, che spaziano dall'infanzia alla vecchiaia senza l'ausilio di trucchi o costumi, tra i quali spiccano le tre tate con la loro pazienza, generosità, capacità di affetto, ironia.

Uno spettacolo che mette in scena la fantasia filtrata dalla realtà con divertimento e rigore,  che parla al pubblico con naturalezza, in un testo ben congegnato e proteso alla fondamentale conservazione della memoria.

Adagio @Teatro Binario 7 di Monza | 11-12 aprile



ADAGIO, NOVE DRAMMETTI
PER RIDERE DELLA MORTE
Sabato 11 e domenica 12 aprile al Teatro Binario 7 di Monza, lo spettacolo del Teatro della Tosse di Genova


Monza, 31 marzo 2015. In scena al Teatro Binario 7 sabato 11 e domenica 12 aprile, Adagio, un testo inedito della drammaturga svizzero-francese Emanuelle delle Piane, che ha debuttato in prima nazionale la scorsa stagione al Teatro della Tosse di Genova, riscuotendo grande successo.

Lo spettacolo è costruito utilizzando la forma del "dramolette" o "drammetto", ossia un racconto teatrale spezzato in piccoli momenti autonomi uniti da un tema generale. Il filo rosso che lega i diversi drammi è la morte, evento preso a pretesto per parlare di rapporti umani, dinamiche di coppia e altri avvenimenti legati all'esistenza umana come appunto, l'amore.

Nove episodi, nove variazioni ironiche e surreali sul tema della morte ispirati ad altrettanti adagio musicali, i drammetti analizzano, sdrammatizzano ed esorcizzano uno dei tabù della cultura occidentale. Sia essa ipotesi o fatto compiuto, la morte è lo strumento per mettere in evidenza la fragilità dei rapporti, le menzogne, gli inganni, i rimpianti e i desideri delle nostre vite, le bassezze e la sgradevolezza degli uomini. 

Tutte cose di cui è lecito ridere, presentate con un'ironia di volta in volta caustica e sottile, perfida e lieve, che consente la rappresentazione semplice, diretta e immediata dei contrasti, delle contraddizioni e delle assurdità del mondo.

Lo spettacolo è girato da tre punti di vista. Sono tre, infatti, i registi che dirigono altrettanti drammetti ciascuno: Elisa D'Andrea, Yuri D'Agostino ed Elisabetta Granara, a guidare i quattro attori Sara Cianfraglia, Mauro Lamantia, Aldo Ottobrino e Sarah Pesca. I personaggi sono sempre in bilico tra la concretezza della realtà, espressa dalla parte più razionale delle loro esistenze a l'assurdità e il grottesco dei loro pensieri e sogni più nascosti.  

Gli attori danno vita di volta in volta a personaggi che sul palco alternano registri interpretativi diversi, dalla prosa al varietà. C'è la coppia innamorata davanti alla tomba dei genitori di lui, si incontrano le rockstar Madonna e Michael Jackson icone della spensieratezza pop, qui in vesti di fantasmi invadenti, oltre a citazioni cinematografiche come quella del ballo caraibico di Jim Carrey e Cameron Diaz in The Mask o altri legati alla tradizione delle commedia italiana.

Si studiano le dinamiche sociali e come, dinanzi alla morte, gli squilibri e i rancori del quotidiano spesso vengano allo scoperto rivelando il lato peggiore delle persone. Si parla della propria morte, o di quella di conoscenti o persone care. 

È l'evento di cui si parla qualche volta, spesso sì, spesso no. Anche troppo. Tormenta, preoccupa, fa discutere o semplicemente arriva. Alla morte c'è chi si prepara, chi l'aspetta, chi la riceve volontariamente. C'è anche chi la organizza con metodo quando è ancora vivo e vegeto.

Il testo di Emanuelle Delle Piane parla di morte, «che allegria! - viene da pensare - Ma se della morte non si può ridere almeno si potrà sorriderne».



RASSEGNA STAMPA
L'apparente leggerezza con cui si affronta il tema così pesante della morte vuole nascondere il difficile lavoro di tenere insieme una tripletta poetica quasi indistinguibile sulla scena.[…] È un disordine ordinato che si muove Adagio verso un obiettivo comune, un saggio sulla morte. In scena compaiono e scompaiono molteplici situazioni su come affrontare un trapasso che viene progettato, desiderato, ripudiato, sfiorato da una serie di personaggi assurdi legati da sentimenti di amore e odio verso la fine della vita.                                                                                                                   Davide Sannia, Klpteatro.it

La morte si fa bella, nella nuova produzione del Teatro della Tosse. Si diverte e fa divertire, sdrammatizza, gioca con il grottesco, il surreale e l'assurdo. È cupa ma colorata, intreccia storie e situazioni lontane tra loro e permette a un'allegra, numerosa compagnia di attori (quattro e davvero convincenti) e registi (tre, giovani e bravissimi) di trasformare nove drammetti inediti della drammaturga italo svizzera Emanuelle delle Piane in un piccolo, piacevolissimo gioiellino di teatro. Raffinato, avvolgente e confortante come il suo titolo, Adagio.                                     Matteo Macor, Bluecult.it

Come storie brevi intessute con uno stesso materiale tematico-linguistico, su un'asciutezza spesso tendente a una testualità scarna e apertamente ambigua, il lavoro di regia e di interpretazione ha proposto una lettura intelligente e brillante.                                                    Laura Santini, Mentelocale.it

BIOGRAFIE
Emanuelle Piane
È una drammaturga nata a La Chaux-de-Fonds, ha nazionalità svizzera e italiana. Ha insegnato presso l'Université Paris-Sorbonne (Paris IV) e tiene regolarmente corsi di scrittura rivolti a professionisti e insegnanti. Affermatasi dapprima nel Teatro Ragazzi, è ora nota e rappresentata in Europa e in Nord America. Lo spettacolo Adagio al Teatro della Tosse costituisce la prima rappresentazione assoluta di una sua opera in Italia, mentre la pubblicazione di quattro suoi testi teatrali è prevista presso l'Editrice Aracne (Roma, 2014) a cura di Marco Cappelletti e di Gianni Poli. Nel suo Teatro: Le Tiroir suivi de L'Armoire, 1997 (trad. it. di Marco Cappelletti). Interviews, 1998. La Monstre, 2000. Les Sœurs bonbon, 2008 (trad. it. di Gianni Poli) Amours chagrines ou L'École de la vélocité, 2010. Adagio (2006), in Pièces, ivi, 2010 (trad. it. di Marco Cappelletti). À-Dieu-Vat (2006), 2010 (trad. it. di Gianni Poli). Les Enfants de la pleine Lune, 2011 (trad. it. Di Simona Polvani). Lhom, 2012.

Yuri D'Agostino
Regista e attore genovese. Si diploma al teatro Stabile di Torino nel 2006 dove ha tra i suoi maestri, Bruce Myers, Franca Nuti, Mauro Avogadro, Ferruccio Soleri e ha la possibilità di partecipare a spettacoli con Massimo Popolizio, Franco Branciaroli e lo stesso Bruce Myers. Ugualmente affascinato dal lavoro approfondito sul testo e dal corpo dell'artista come mezzo creativo, già a Torino si interessa alla regia e al rapporto tra attore, regista e testo. Oltre a portare avanti progetti con la compagnia di cui fa parte, il Mulino di Amleto, comincia la sua collaborazione con il Teatro della Tosse nel 2008 come attore e in seguito anche come assistente alla regia. Da alcune stagioni è docente nei corsi di teatro della Tosse. Ha contribuito in parte alla nascita del progetto 'Cantiere Campana'.

Elisa D'Andrea
Regista-autrice. Collabora con Emanuele Conte in qualità di assistente alla regia per gli spettacoli Alice nella Casa dello specchio che riprende adattandolo per ragazzi; e Il solitario, ovvero che inenarrabile casino. Da alcune stagioni conduce sempre con Emanuele Conte ed Enrico Campanati il laboratorio di recitazione del Teatro della Tosse e quello di drammaturgia "note in margine a una tovaglietta". È ideatrice e regista di Cabaret Burlesque.

Nella stagione 2012/2013 viene messa in scena La regola del gioco la sua prima drammaturgia. È autrice insieme a Emanuele Conte degli spettacoli Sogno in una notte d'estate e Masque di Capodanno. È inoltre autrice e regista di spettacoli rivolti all'infanzia tra cui ricordiamo Branciforte, coniglietto pop up.

Elisabetta Granara
Nata a Genova, opera tra Genova, l'entroterra e città sparse nel nord Italia. Attrice laureata in Teoria della Letteratura con una testi sul romanzo di mare. Fonda Il Gruppo di Teatro Campestre nel 2008 e cura tutti gli aspetti della compagnia, dalla promozione all'organizzazione, alla produzione degli spettacoli. I suoi spettacoli come regista e co-autrice sono "Un fischio, samba, morte" (2011), Medaglia del Presidente della Repubblica al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro di Udine, e "Civediamoaldìperdì", Selezionato al Festival Play With Food III, Vincitore del
concorso Teatropianeta 2012, finalista al Premio Scintille, e "I Mole People" (2013). È direttrice artistica del festival teatrale Rural Indie Theatre, giunto nel 2013 alla sua quinta edizione, per cui collabora con l'Associazione Disorder Drama di Genova. Nel 2012-13 ha collaborato con il Teatro delle Albe di Marco Martinelli nella non-scuola di San Felice sul Panaro (MO), ha presentato in semi-finale al Premio Scenario il progetto "Amami baciami amami sposami". Nel 2014 debutterà come regista in "Adagio", una produzione del Tosse della Tosse, e con il nuovo spettacolo del Gtc "Amami, baciami, amami, sposami". Ha studiato, tra gli altri, con Maria Grazia Mandruzzato, Marco Martinelli, Danio Manfredini, Thomas Richards Mario Biagini.


TEATRO BINARIO 7
ADAGIO

di Emanuelle Delle Piane

traduzione Marco Cappelletti e Emanuelle Delle Piane

regia Yuri D'Agostino, Elisa D'Andrea, Elisabetta Granara

scene Paola Ratto

con Sara Cianfriglia, Mauro Lamantia, Aldo Ottobrino, Sarah Pesca

produzione Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse

Date spettacolo:
sabato 11 aprile, ore 21.00
domenica 12 aprile, ore 16.00 e ore 21.00

Biglietti:
intero € 18| ridotto € 15 (CartaPiù Feltrinelli)| ridotto € 12 (under25, over65, abbonati altre stagioni e convenzionati)| in abbonamento per gli allievi de La Scuola Delle Arti| under18 € 6


Per info e prenotazioni:
Teatro Binario 7
via Filippo Turati 8, Monza
tel. 039 2027002 | biglietteria@tetrobinario7.it

Paolo Triestino e Nicola Pistoia in Ben Hur al Teatro Ghione

Dal 8 al 19 Aprile al Teatro Ghione, Paolo Triestino, Nicola Pistoia e Elisabetta De Vito in Ben Hur di Gianni Clementi, regia Nicola Pistoia.

Uno degli spettacoli più amati degli ultimi anni, osannato da critica e pubblico: 300 repliche, 160 città raggiunte, oltre 100.000 spettatori, un film accolto con grande favore: ecco i numeri di questo vero e proprio CULT teatrale. 

Un perfetto mix di risate, pensieri, emozione e cattiveria, nato dalla penna di Gianni Clementi per la formidabile coppia Triestino-Pistoia (accompagnati dalla talentuosa Elisabetta De Vito, finalista alle maschere del teatro 2011-12 come attrice non protagonista.) e che ha conquistato le platee di tutta Italia.

Lo sfondo è Roma. Roma che accoglie e che respinge, Roma sempre più incattivita eppure capace di generosità inaspettate. Lo "straniero" oggi è sempre più parte di questa città, volenti o nolenti. In Ben Hur ha le vesti di un ingegnere bielorusso (Milan, rigorosamente clandestino), che irrompe con il candore di chi spera in un futuro migliore, e che poi, con la forza di uno tsunami, rivitalizza il grigio percorso di due fratelli, Sergio e Maria, separati e costretti ad una grigia convivenza coatta, in una grigia periferia. 

Lui, ex-stuntman in attesa di un risarcimento per un incidente sul set de  "Salvate il soldato Ryan", trascina le sue giornate al Colosseo dove, vestendo i panni di un centurione, si presta alle canoniche foto con i turisti. Lei, invece, si impegna in una squallida chat erotica telefonica. Lavora da casa, in vestaglia, ciabattando tra una stanza e l'altra. Con Milan arriveranno un progressivo benessere, energie nuove, una biga e forse un nuovo amore. E poi…il resto lo scoprirete a teatro.

BUONA PASQUA dal TEATRO L'AURA e torna a grande richiesta SINGOLARI COINCIDENZE


Vi auguriamo una
BUONA E SERENA  PASQUA
e coglimo l'occasione per ricordare a chi vuole farsi due risate con noi
 torna a grande richiesta
SINGOLARI COINCIDENZE
2, 3 e 4 aprile 2014 ore 21.00

dopo il successo di novembre... aspettiamo di nuovo il treno insieme

per saperne di più  
www.regisassociazioneculturale.it/eventi/101-singolari-coincidenze.html

vi aspettiamo al Teatro L'Aura il 2- 3 e 4 aprile alle ore 21.00
Prenotate!!!!
info e prenotazioni 0683777148 oppure nuovoteatrolaura@gmail.com

lunedì 30 marzo 2015

LA BIENNALE DI VENEZIA/ LEONI D'ORO ALLA CARRIERA DMT

La Biennale di Venezia / i Leoni d'oro alla carriera

dei settori Danza Musica Teatro della Biennale 2015

Anne Teresa De Keersmaeker Leone d'oro alla carriera per la Danza

Georges Aperghis Leone d'oro alla carriera per la Musica

Christoph Marthaler Leone d'oro alla carriera per il Teatro

Un tris di Leoni per i settori Danza Musica e Teatro della Biennale di Venezia: sono stati attribuiti i Leoni d'oro alla carriera alla danzatrice e coreografa belga Anne Teresa De Keersmaeker (Danza), al compositore franco-greco Georges Aperghis (Musica) e al regista svizzero Christoph Marthaler (Teatro). Il riconoscimento ai tre artisti è stato proposto rispettivamente dal direttore Virgilio Sieni per la Danza, Ivan Fedele per la Musica e Àlex Rigola per il Teatro, e accolto dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta.

Protagonista della danza belga ed europea dagli anni Ottanta, in cui porta l'originale sintesi tra rigore formalistico e pathos, di cui Rosas danst Rosas è sfolgorante debutto e spettacolo manifesto, Anne Teresa de Keersmaeker rappresenta per il direttore Virgilio Sieni "il punto di congiunzione tra creazione e processi di trasmissione". "Il suo gesto poetico attraverso il corpo – scrive Sieni nella motivazione - ha reso possibile un travaso significativo tra le culture occidentali nella comprensione del corpo teatrale  come medium della ricerca linguistica. Elevando lo spazio a tavola del mondo, vi ha dislocato i corpi di una ricerca che lascia percepire l'apertura dell'uomo a nuovi luoghi.

Si è presa cura della misura e della durata del corpo sonoro dell'individuo e del danzatore per porlo sulla soglia del Mondo". Alla Biennale Danza la De Keersmaeker aveva portato Rain (2001), facendo danzare i suoi ballerini sotto una pioggia di corde argentate immersi nella struttura pulsante e circolare di Music for 18 Musicians di Steve Reich.

Punto di riferimento per il teatro musicale, genere che ha contribuito a rivoluzionare influenzando molti giovani artisti, il compositore Georges Aperghis secondo il direttore Ivan Fedele "rinnova radicalmente la pratica musicale integrandola con tutti gli ingredienti vocali, strumentali, gestuali e scenici trattati in maniera identica e traslati dall'uno all'altro contesto. Emblematiche, da questo punto di vista, sono le pièces teatrali Récitations e Machinations, che si fondano su di un linguaggio immaginario fatto di combinazioni virtuosistiche di fonemi in una scrittura veloce che si sviluppa attraverso processi di ripetizione e accumulazione.

Questa scrittura rivela la coscienza profonda che Aperghis ha della funzione sociale dell'arte, della sua destinazione ad un pubblico che vi possa trovare elementi efficaci per ricostruirne la forma e coglierne la poetica attraverso i meccanismi della memoria. I suoi lavori sollecitano la partecipazione creativa degli interpreti che si trovano ad inventare un linguaggio immaginario ambiguo e spesso divertente che evoca l'origine della lingua in un furore enunciativo che precede il "senso". La Biennale Musica ha costantemente testimoniato il percorso di questo singolare compositore invitandolo fin dal 1972, anno in cui presentò Ascoltare stanca, emblematico della sua poetica.

Figura eccentrica della scena europea per la particolare commistione fra musica e teatro, il regista elvetico Christoph Marthaler ottiene il Leone d'oro alla carriera secondo il direttore Àlex Rigola "per la ricerca di un linguaggio personale. Per il suo lavoro musicale in spettacoli in cui apparentemente la musica non appare. Per il suo senso dell'umorismo. Un senso dell'umorismo sempre intelligente che permette di unire tragedia, dramma e commedia in un unico mondo. Perché ci fa sognare da svegli. Per la fantastica creazione di spazi scenici unici creati in collaborazione con l'immancabile Anna Viebrock, una delle migliori scenografe della storia del teatro. Per la sua capacità di porre davanti a uno specchio la società europea lasciando che osservi la miseria e la meschinità dell'umanità che ci caratterizza e che ci sa raccontare così bene".

In passato il riconoscimento alla carriera per la Danza era stato attribuito a Merce Cunningham (1995), Carolyn Carlson (2006), Pina Bausch (2007), Jirí Kylián (2008), William Forsythe (2010), Sylvie Guillem (2012), Steve Paxton (2014); il riconoscimento alla carriera per il Teatro era stato attribuito a Ferruccio Soleri (2006), Ariane Mnouschkine (2007), Roger Assaf (2008), Irene Papas (2009), Thomas Ostermeier (2011), Luca Ronconi (2012), Romeo Castellucci (2013), Jan Lauwers (2014); il riconoscimento alla carriera per la Musica era stato attribuito a Goffredo Petrassi (1994), Luciano Berio (1995), Friedrich Cerha (2006), Giacomo Manzoni (2007), Helmut Lachenmann (2008), György Kurtág (2009), Wolfgang Rihm (2010), Peter Eötvös (2011), Pierre Boulez (2012), Sofija Gubajdulina (2013), Steve Reich (2014).

Venezia, 30 marzo 2015

"Taxi a Due Piazze" al Teatro Nuovo. 10-19 aprile

ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTU'

presenta

GIANLUCA GUIDI e GIAMPIERO INGRASSIA in

TAXI A DUE PIAZZE

di: Ray Cooney

versione italiana: Jaja Fiastri

con: Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia

Silvia Delifno

Bianca Maria Lelli

Antonio Pisu

Piero di Blasio

e con la partecipazione di Renato Cortesi

regia: Gianluca Guidi

Luci: Stefano Lattavo

Scene: Nicola Cattaneo

Costumi: Maria Grazia Santonocito

Musiche: Gianluca Guidi

dal 10 al 19 Aprile 2015

al Teatro Nuovo



LA STORIA DEL TASSISTA BIGAMO CHE SI TROVA A NASCONDERE IL SUO SEGRETO, DIVERTE E AFFASCINA GLI SPETTATORI DI TUTTO IL MONDO GARANTENDO RISATE SENZA SOSTA.


Mario Rossi, taxista, sposato con Alice Rossi, residente in Piazza Irnerio 100.
Mario Rossi, taxista, sposato con Barbara Rossi, residente in Piazza Risorgimento.
Un curioso caso di omonimia, con tanto di professione identica? No, il Rossi taxista è la stessa persona. Ha sposato Alice in chiesa e Barbara in comune 6 mesi dopo. Egli è quindi bigamo. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, e grazie al lavoro di entrambe le mogli, Mario riesce per 2 anni a vivere nascondendo la verità: ovviamente Alice non sa di Barbara e viceversa.


Tutto si complica quando, per salvare una anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale. Al risveglio il taxista, ancora confuso, darà ad un infermiere l'indirizzo della prima moglie, e, ad un altro impiegato dell'ospedale quello della seconda.


La denuncia arriverà quindi a due diversi commissariati di due diverse zone, che a loro volta si attiveranno mandando ad indagare due diversi ispettori.

Anche la stampa fa la sua inviando a casa di Mario un fotografo che scatterà la foto che verrà pubblicata sulla copertina di Roma Sera.


Quello che segue è una serie di equivoci, coincidenze, bugie, e mistificazioni della verità continue, che con un ritmo infernale, intricheranno a tal punto la trama da arrivare ad un finale inaspettato ma non per questo non sorprendente. 
Con un Cast capeggiato dai due mattatori Guidi e Ingrassia per una travolgente serata piena di risate.



Biglietti

Settore Giallo 54,50
Settore Blu 49,50
Settore Verde 44,50

Luca De Filippo all'Ambra Jovinelli con il 'Sogno di una notte di mezza sbornia'



Foto di Federico Riva

9 – 19 aprile 2015

ELLEDIEFFE
La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo presenta
Luca De Filippo
in
Foto di Federico Riva
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA
di Eduardo De Filippo
Liberamente tratto da 'La Fortuna si diverte' di Athos Setti
con
Luca De Filippo, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo

e con (in ordine alfabetico)
Giovanni Allocca, Carmen Annibale,
Gianni Cannavacciuolo, Paola Fulciniti, Viola Forestiero

scene Bruno Buonincontri               costumi Silvia Polidori
musiche Nicola Piovani                    luci Stefano Stacchini
Regia di Armando Pugliese

A  Pasquale  Grifone,  un  povero  facchino,  piace  alzare  il  gomito  e  quando  beve  fa  sogni  strani,  così da ricevere la "visita" di Dante Alighieri, del quale gli era stato regalato un busto in gesso. Il Poeta suggerisce all'uomo quattro numeri da giocare al lotto, sottolineando però che essi rappresentano anche la data e l'ora della sua morte. Di lì a poco, la quaterna esce e Pasquale  vince una forte somma di denaro; la famiglia si adatta prestissimo alle nuove condizioni e nessuno si preoccupa della crescente disperazione del povero Pasquale, terrorizzato dalla sua "imminente" morte, cercano anzi di convincerlo del fatto che si tratti solo di una sciocca superstizione. Il giorno annunciato però la famiglia si veste a lutto: tutti, ormai, sono convinti che quelli  siano  gli  ultimi  momenti  di  vita  dell'uomo ma quando  il  pericolo  sembra  ormai  scongiurato  un colpo di scena riapre il gioco …

"… Attraverso questo lavoro Eduardo ha l'opportunità di indagare profondamente sui linguaggi, le forme, i ritmi  teatrali,  […]  di  fare  propria  una  commedia scritta  da  altri  restituendo  alla  collettività  teatrale  la  sua identità di artista e di creatore." (R. De Simone)

Utilizzando  lo  stile  comico, a  volte  grottesco  fino  a  pervenire  alla  farsa,  Eduardo  combina  la forma  della classica e antica tradizione teatrale napoletana con le tematiche che saranno sviluppate appieno nelle sue commedie successive. Al centro di "Sogno di una notte di mezza sbornia" c'é dunque il popolare gioco del lotto, dove però qui la scommessa si pone fra la vita e la morte e i rapporti sono fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Nello sviluppo della commedia è inoltre presenza sostanziale la comunità dei familiari e degli amici, stretta intorno al protagonista ed al suo dramma forse più per egoistico interesse personale che per solidarietà e sostegno, una comunità grazie alla quale Eduardo può declinare il carattere corale e sfaccettato della sua drammaturgia.
E poi, soprattutto, c'è il finale che non chiude, ma rilancia una sorpresa che non si consuma mai, fra gioco dell'esistenza e gioco della scena.

Ancora una volta Eduardo, in modo ironico e intelligente, pungente e raffinato, ci propone un'occasione di riflessione sul nostro modo di stare al mondo.

TEATRO AMBRA JOVINELLI
9– 19 aprile 2015
Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185
Spettacoli ore 21.00 – domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 32,00 a € 17,00
Info 06 83082620 – 06 83082884


ULTIMI SPETTACOLI | rassegna Teatro Ragazzi Padova 2014-2015


"Avete mai confuso il sogno con la vita? O nascosto qualcosa come un ladruncolo qualsiasi? Vi siete mai sentiti impauriti come davanti ad una strega?

Ecco CENERENTOLA ACROSS THE UNIVERSE in scena l'1 aprile al Teatro Verdi di Padova per 500 bambini delle scuole primarie - penultimo appuntamento della stagione Teatro Ragazzi Padova promossa dal Comune


Va in scena il penultimo spettacolo programmato all'interno della rassegna TEATRO RAGAZZI PADOVA curata da Tam Teatromusica, con la direzione artistica di Antonio Panzuto e il sostegno dell'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Padova. 

Il 1° aprile alle ore 10:00 CENERENTOLA ACROSS THE UNIVERSE della compagnia pugliese La luna nel letto sarà rappresentato sul grande palcoscenico del Teatro Comunale G. Verdi di Padova. In scena Nunzia Antonino, Annarita De Michele, Paolo Gubello e Luigi Tagliente; drammaturgia di Katia Scarimbolo; regia, scene e luci Michelangelo Campanale.

La protagonista della storia si presenta come una ragazza interrotta dalla presenza di una madre "troppo buona", e ci racconta della bontà che diventa identica alla cattiveria, quando presume di sapere ciò che è giusto o sbagliato, quando non riesce a lasciare spazio per vivere. 

Ripercorrendo i passi di Cenerentola, incontrando i personaggi della storia che si animano nella sua stanza e che prendono sostanza, forma e colore dalla tappezzeria delle pareti e dagli oggetti di uso quotidiano, la protagonista gioca, sogna e modifica la sua vita. 

La fiaba suggerisce una via di uscita: quale che sia il contesto difficile che si vive, il domani, si può essere certi, porta sorprese. Ed è per questo che vale la pena tentare, sognare, per incontrare i mille fatti del caso e della realtà. 

Lo spettacolo è ambientato in una scenografia di grande suggestione: i sogni di Anna/Cenerentola sono costruiti intorno a un grande portone, una macchina scenica che si sposa perfettamente con la dimensione evocativa degli eventi simbolici della fiaba e che, a seconda dei casi, si trasforma in casa, castello, bosco, campo di papaveri. 

Luci e proiezioni video ridisegnano e allargano lo spazio scenico reale e lo spettatore viene immerso in una dimensione onirica, dove scena centrale è la visione, e la grazia della parola recitata suggerisce metafore ed emozioni, poesia dunque, che completa l'immagine. 

Lo spettacolo porta in scena il conflitto tra genitori figli, che spesso è al centro della loro vita. Nello stesso tempo lo spettacolo è leggero perché si svolge su due piani, quello della realtà e quello della fantasia e del sogno, dove tutto si può realizzare.

Chiuderà la rassegna GESU' NON E' UN RE il nuovo lavoro di Antonio Panzuto (anche curatore del programma), che verrà proposto direttamente nel luogo di creazione, l'Atelier dove l'artista lavora, corredato da un'attività esperienziale sulla costruzione dello spettacolo stesso. (dal 14 al 17 aprile ore 10).


Info: Ufficio Teatro Scuole | Tam Teatromusica / Web teatroragazzipadova@tamteatromusica.it
fb Teatro Ragazzi Padova / tel: 049 654669 cell: 3202449985 / teatroragazzipadova@gmail.com;

Teatro Carcano Milano: da mercoledì 15 aprile UNA PURA FORMALITA' con Glauco Mauri, Roberto Sturno

Al Teatro Carcano di Milano
Glauco Mauri e Roberto Sturno nel thriller metafisico

UNA PURA FORMALITA'

Una squallida stanza di uno squallido commissariato di Polizia. Niente di speciale, in fondo una stanza è una stanza. Ma c'è qualcosa di destabilizzante: tutto è sbilenco e inserito in una prospettiva irregolare, libri e faldoni ingrigiti dagli anni, sui muri misteriosi graffiti e un orologio senza lancette …

Quando UNA PURA FORMALITA' di Giuseppe Tornatore uscì nel 1994, interpreti Gerard Depardieu, Roman Polansky e un giovanissimo Sergio Rubini, fu accolto, per la sua inquietante novità, con una certa difficoltà da parte della critica. Oggi è considerato uno dei suoi film più belli in assoluto (lo stesso autore ne è convinto).

Ispirato dall'intensità del racconto, dal suo ritmo illuminato da emozionanti colpi di scena, dalla razionale e al tempo stesso commossa visione della vita, Glauco Mauri ha dato vita ad una libera versione teatrale del film, in pieno accordo con Tornatore. Tutta la forza drammatica della sceneggiatura è stata preservata, con opportune modifiche delle parti troppo cinematograficamente connotate.

Ma soprattutto è stata mantenuta quell'intensità che fin dall'inizio ci avvolge nel suo misterioso intreccio. Il racconto rimane oscuro fino al suo sconvolgente epilogo dove i pezzi lacerati di una vita si compongono in una serenità inaspettata e commovente: un capovolgimento radicale di quello che sembrava un giallo.

Un delitto è stato commesso, ad esserne accusato il celebre scrittore Onoff che, nella lunga notte al commissariato, cerca ansiosamente di ricordare... ricordare... cosa?
Ad aiutarlo nella faticosa ricerca di un passato che ha voluto dimenticare un inquietante commissario di polizia, un personaggio duro e ironico, comprensivo ma implacabile. Nel faccia a faccia tra i due Mauri non ha potuto fare a meno di cogliere una somiglianza con il rapporto tra Porfirij e Raskolnikov in Delitto e Castigo.

La critica ha salutato lo spettacolo al debutto nazionale alla Pergola di Firenze a gennaio 2014 come "bellissima parabola scenica (molto contemporanea)", "qualcosa di ben riuscito fin dalla nascita", "la prova giovane e spigliatissima di un maestro del teatro". Glauco Mauri - un Commissario energico, lucido, impassibile, un po' sornione – e Roberto Sturno – uno smarrito, vibrante, disperato Onoff – offrono un'interpretazione di altissima scuola, sul filo di una tensione continua che avvince e tiene lo spettatore incollato alla poltrona fino all'ultimo secondo.

Al Teatro Carcano di Milano
da mercoledì 15 a domenica 26 aprile 2015
Compagnia Mauri Sturno
Glauco Mauri  Roberto Sturno
UNA PURA FORMALITA'
dal film di Giuseppe Tornatore
Versione teatrale e regia Glauco Mauri
Con Giuseppe Nitti, Amedeo D'Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso, Marco Fiore
Scene Giuliano Spinelli - Costumi Irene Monti – Musiche Germano Mazzocchetti
Personaggi e interpreti: Commissario/Glauco Mauri; Onoff/Roberto Sturno; Andrès/Giuseppe Nitti; Dario/Amedeo D'Amico, Paulus/Paolo Benvenuto Vezzoso; Giovane/Marco Fiore

Durata 1ora e 30 minuti senza intervallo
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per scuole e gruppi organizzati gruppi@teatrocarcano.com

Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano - www.teatrocarcano.com

Artes/Mario Perrotta dialoga con Luigi Coclite su "Marginalità e differenza"

PITÙR
e i dialoghi intorno alla differenza

Giovedì 2 aprile ore 12
c/o Liberrima Corte dei Cicala, 1
Ingresso libero


Mario Perrotta porta al Teatro Pasiello, per la stagione di prosa 2014/2015 del Comune di Lecce, giovedì 2 aprile alle 21 PITÙR il secondo movimento del Progetto Ligabue.

Dopo aver lavorato sull'uomo Ligabue nel primo spettacolo, ora il focus è sull'artista e il suo paesaggio interiore, alla ricerca di quel corto circuito che avvenne nella vita di Antonio Ligabue, quando le linee verticali delle montagne svizzere vennero a contatto con le linee orizzontali delle pianure padane, generando nell'anima un contrasto esplosivo continuamente denunciato dal pittore nei suoi dipinti.

Sullo sfondo l'Italia degli anni a cavallo tra la seconda guerra mondiale e il boom economico, anni in cui esplodevano i maestri del neorealismo così come i Modugno e i Celentano, mentre Antonio Ligabue dipingeva isolato in un bosco e intorno a lui si agitava un mondo contadino in bilico tra l'Ottocento e la Seicento da comprare a rate.

Si partirà dalla marginalità in cui visse Antonio Ligabue per discutere giovedì 2 aprile alle 12 presso la libreria Liberrima (Le) con Mario Perrotta e l'Assessore Luigi Coclite intonro al tema della marginalità e della differenza grazie anche all'ausilio di un'interprete Lis. Come sa l'arte raccontare la differenza? E cosa fanno le istituzioni per accoglierla?

L'iniziativa è curata da Calliope Comunicare Cultura e l'associazione di promozione sociale Poiesis e rientra nelle attività di promozione della rete AR.T.eS - ARtisti, Teatri E Spettatori theatre network for audience development, nell'ambito del progetto strategico I.C.E. del Teatro Pubblico Pugliese, per la stagione di prosa del Comune di Nardò (Le).

Un iniziativa che rientre in un  più ampio progetto di promozione che coinvolge i teatri comunali di Aradeo, Lecce, Melendugno e Nardò appartenenti alla rete AR.T.eS - ARtisti, Teatri E Spettatori theatre network for audience development, per i quali è infatti prevista un'azione promozionale specifica.

Tale progetto si propone di coinvolgere proprio quelle categorie di pubblico che, a causa di disabilità, differenza o disagio, non possono partecipare con costanza e facilità agli eventi delle stagioni di prosa. 

Il progetto, nel complesso, prevede il servizio di interpretariato Lis per dare la possibilità anche ai non udenti di poter prendere parte ad uno degli incontri tra artisti e pubblico organizzati da Astragali Teatro al Teatro Paisiello di Lecce; un'azione promozionale pensata per il Teatro Domenico Modugno di Aradeo sarà destinata ad un pubblico portatore di handicap; ed anche i bambini saranno i destinatari di un'azione promozionale, di nuovo al Teatro Comunale di Nardò i quali, attraverso una special card, potranno invitare a teatro per la festa finale il proprio miglior amico.

Queste azioni saranno promosse sui social attraverso l'hastag #NONVIVOPIUSENZATEatro che ne riprende la finalità principale: far si che questi nuovi pubblici, una volta presa l'abitudine di andare a teatro possano non viver più senza.


Info
Castello Carlo V via XXV Luglio, Lecce Tel. 0832.246517

17 APRILE_THE VEGETABLE ORCHESTRA AL SOCIALE DI COMO

Stagione notte 2014/15
IL CANTO DELLA TERRA

Teatro
Concertistica
venerdì, 17 aprile – ore 20.30

THE VEGETABLE ORCHESTRA

Ensemble
Jürgen Berlakovich
Nikolaus Gansterer
Susanna Gartmayer
Barbara Kaiser
Matthias Mainharter
Jörg Piringer
Ernst Reitermaier
Ingrid Schlögl
Marie Steinauer
Ulrich Troyer
Tamara Wilhelm
Sound
Christina Bauer
Video
Volker Piringer
in collaborazione con Orticolario


COMO CITTÀ DELLA MUSICA
Se il prossimo 17 aprile andate al mercato al mattino, vi imbatterete in una decina di intrepidi viennesi che sceglie scrupolosamente zucche e zucchine, cavoli e carote, sedani e porri, cipolle e carciofi, percuotendole e
'auscultandole'. Le verdure diventeranno veri e propri strumenti, croccanti e trasparenti, scuri ed ipnotici, squillanti e funky: una grande orchestra biodegradabile davvero originale, alla ricerca di un universo di suoni e rumori insoliti.
Fondata a Vienna nel 1988, la Vegetable Orchestra, che si esibisce in tutto il mondo, sperimenta e fonde stili musicali diversissimi, dalla musica contemporanea all'elettronica sperimentale, dal free jazz, noise, dub alla world music.
MINESTRONE
Al termine del concerto e della video performance, i musicisti offriranno al pubblico una gustosa zuppa di verdura fresca, cucinata con gli strumenti musicali! 


Info e biglietti
Dal martedì al venerdì, ore 13.00 – 18.00; sabato, ore 10.00 – 13.00
Tel. +39. 031.270170 – Fax +39. 031.271472

15 APRILE GIOVANNI ALLEVI AL TEATRO SOCIALE DI COMO


Torna a COMO, al Teatro Sociale, l'enfant terrible della musica classica italiana

GIOVANNI ALLEVI CON IL NUOVO LIVE "LOVE PIANO SOLO TOUR 2015" E LE COMPOSIZIONI INEDITE DEL NUOVO ALBUM

15 APRILE 2015  - TEATRO SOCIALE - COMO - ORE 21.00    
 

                                         
Il M° Giovanni Allevi è uno dei maggiori compositori puri e incontaminati dell'attuale panorama internazionale. È compositore, direttore d'orchestra e pianista.Per il suo impegno intellettuale Allevi, oltre a sollevare l'entusiasmo del suo pubblico, ha ricevuto attestazioni di stima da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di Papa Francesco e Papa Benedetto XVI, del Premio Nobel Mikhail Gorbaciov e di molti esponenti del mondo artistico e culturale.

E' stato insignito nel 2012 dell'Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per i suoi meriti artistici. Tanti i concerti e le sue tournées internazionali; dalla Carnegie Hall di New York, alla Queen Elizabeth Hall di Londra, all'Arena di Verona, facendo tappa nelle grandi metropoli tra cui Parigi, Berlino, Los Angeles, Seoul, Tokyo. Al rientro dai Giochi della XXX Olimpiade di Londra, dove è stato chiamato a rappresentare la musica italiana


Dopo lo straordinario successo di "Alien" (disco di platino), Giovanni Allevi, il compositore pianista idolo delle nuove generazioni, torna alle origini con il suo amato pianoforte. E' uscito il 20 gennaio su etichetta Bizart/Sony Music "LOVE", album di pianoforte solo che rappresenta un viaggio appassionato ed intimista attraverso composizioni inedite dedicate all'Amore in tutte le sue declinazioni.
Il tour internazionale di presentazione di "LOVE" è partito lo scorso febbraio 2015 al Cadogan Hall di Londra e prosegue anche in Italia.
Biglietti a 29€ + prev (Gallerie) 39€ + prev (Platea/Palco)
Biglietteria: da martedì a venerdì dalle 13 alle 18 e sabato dalle 10 alle 13) e online su:

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