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Cinema e Teatro

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giovedì 25 ottobre 2018

Teatro BRANCACCINO, IL CORPO PERFETTO dal 26 OTTOBRE

Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2018/2019
IV edizione

IL CORPO PERFETTO
Scritto, diretto e interpretato da
Lavinia Savignoni

Light Designer: Maurizio Fabretti
Supervisione costumi: Fabrizia Migliarotti
Allestimento scena: Rita Coleine
Aiuto regia audio e luci: Giancarlo Chiancone e Francesca Stranieri
La frutta e la verdura di scena è gentilmente offerta da FRUTTERIA ROBERTO via Cesare Fracassini 17, Roma
Le foto di scena sono di Claudia Pajewski
La grafica del logo e della locandina sono di Susanna Contoli
Produzione di LA LOBA PRODUCTION

Una donna di quarant'anni fa le prove a casa del suo programma "Il Corpo Perfetto" che andrà in onda in diretta tv il giorno dopo e che è anche il nome del Metodo da lei creato per vivere in salute. La prova si trasforma in un flusso di coscienza sul percorso verso la perfezione di corpo e mente, intervallato da ricordi di bambina, che romperanno il suo precario equilibrio mentale mostrando al pubblico lati tenuti a bada fino ad allora, trasformandosi a tratti in un mostro.Scoprire il vaso di pandora delle frustrazioni represse le farà affiorare una consapevolezza che prenderà vita nel dialogo finale con un vecchio a lei molto caro. 

Uno spettacolo sull'ossessione odierna dell'essere sani, belli, mangiare bio, avere corpi perfettamente funzionanti. Le diverse facce della protagonista danno voce, a volte in modo grottesco, ad alcuni aspetti disturbati del nostro mondo contemporaneo.Si snoda un conflitto aperto tra il bisogno di un corpo perfettamente funzionante, i modi che si usano per ottenerlo, e il tentativo di non perdere genuinità e umanità contro tutto ciò che è inquinato, artificiale.Questa corsa per trovare l'elisir di eterna giovinezza si scontra con l'incedere inesorabile della vecchiaia che ci riguarda tutti, indipendentemente dagli sforzi fatti per contrastarla con diete e cure di ogni sorta. 

"Faccio il verso alla nevrosi che c'è dietro queste ossessioni per la perfezione. Un'attenzione esagerata a cibo, benessere, essere sani. Tutto questo nasconde vere e proprie manie ossessive. L'obiettivo è raggiungere questo corpo perfetto. Un corpo perfettamente funzionante e talmente efficiente che ti permette di generare vita anche oltre il tempo limite. Scrivere questo testo è stata una medicina per la testa e per l'anima, recitarlo è una pillola benefica che mi rende più forte. Credo che questo testo parli a molti, che il messaggio ci riguardi tutti, che si possa fare una riflessione fisica dopo averlo visto".
Lavinia Savignoni


26-28 ottobre – 1-4 novembre 2018
dal giovedì al sabato ore 19.45; domenica ore 16
BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma 
Biglietto: 18€ - ridotto 12,50
card open 5 ingressi: 55 €
Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali


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www.CorrieredelWeb.it

domenica 25 febbraio 2018

UN ALT(R)O EVEREST, BRANCACCINO 1-4 MARZO

1 – 4 marzo 2018
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45
nell'ambito di Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2017/2018 - III edizione

ATIR Teatro Ringhiera

UN ALT(R)O EVEREST
di e con 
Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi

scene Maria Spazzi
light designer Alessandro Verazzi
sound designer Silvia Laureti
scelte musicali Sandra Zoccolan
assistenti alla scenografia Erika Giuliano e Marta Vianello
produzione ATIR Teatro Ringhiera in collaborazione con NEXT 2016

 
Jim Davidson e Mike Price sono due amici. Sono una cordata. Nel 1992 decidono di scalare... la loro montagna: il Monte Rainiernello stato di Washington, Stati Uniti. 

Il sogno di una vita, una vetta ambita da ogni scalatore, un passaggio obbligatorio per chi, nato in America, vuole definirsi Alpinista. "The Mountain" come la chiamano a Seattle.

Ma le cose non sono mai come ce le aspettiamo e quella scalata non sarà solo la conquista di una vetta. Sarà un punto di non ritorno, un cammino impensato dentro alle profondità del loro legame, un viaggio che durerà ben più dei 4 giorni impiegati per raggiungere la cima.

"L'alt(r)o Everest" è una storia vera, non è una storia famosa, da essa non è stato tratto nessun film, ma potrebbe essere la storia di ognuno di noi. E forse lo è. Proprio per la sua spietata semplicità.
Una storia che racconta le difficoltà e i passaggi obbligatori che la vita ci mette davanti.

Crepacci.
Non possiamo voltarci dall'altra parte e non possiamo giraci intorno ma solo attraversarli.
Due amici, due vite, due destini indissolubili.

Note di regia 
Lo spettacolo è la naturale evoluzione di (S)legati. Dopo (S)legati, infatti, abbiamo sentito la "chiamata" e in qualche modo il "dovere" di continuare l'indagine così ricca e fruttuosa, nata durante tutto il percorso nel circuito della montagna.
Per farlo però non ci bastava una semplice storia di alpinismo (in effetti, ne esistono a centinaia di imprese e avventure tra la letteratura alpinistica). 
Avevamo bisogno di una storia che potesse elevarsi a paradigma, che potesse, in qualche modo, contenere le storie di tutti, anche di chi la montagna non la frequenta o addirittura non la ama. Una storia che fosse, per dirla in breve, universale.
E l'abbiamo trovata: la storia di Mike e Jimparla di qualcosa che tutti abbiamo conosciuto e con la quale prima o poi dobbiamo fare i conti: la perdita, il lutto, la mancanza... e assieme quel dialogo, silenzioso e profondo che continuiamo ad avere con le persone che non sono più con noi ma che in qualche modo... continuano ad essere con noi.
Siamo sicuri che non sia un caso se abbiamo incontrato questa storia proprio ora. Gli ultimi due sono stati anni dolorosi. Mamma Franca se ne è andata.
Gli amici Sandro e Marco se ne sono andati.
Ne sentiamo la terribile mancanza... ma siamo convinti che possiamo sentire la mancanza solo.... di chi è presente.
(Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris)

BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it

Biglietto: 14,00 € + 1,50 € d. p. 
card open 5 ingressi: 55 €
Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali

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www.CorrieredelWeb.it

martedì 16 gennaio 2018

Teatro: BRANCACCINO 1927 Monologo quantistico dal 18 gennaio


18 – 21 gennaio 2018
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45

nell'ambito di Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2017/2018 - III edizione

Tieffe Teatro
1927 - MONOLOGO QUANTISTICO
di e con Gabriella Greison
regia Emilio Russo

In 1927 Monologo Quantistico, Gabriella Greison racconta, con foto, musica e video, i fatti più sconvolgenti, misteriosi, divertenti, umani che hanno fatto nascere la Fisica Quantistica, partendo dalla famosa foto, datata 1927, in cui sono ritratti in posa 29 uomini, quasi tutti fisici, di cui 17 erano o sarebbero diventati Premi Nobel. Gabriella Greison ricostruisce i dialoghi, le serate, i dibattiti, dopo un lungo soggiorno a Bruxelles, in cui ha raccolto informazioni, tradotto lettere, parlato con persone e parenti, che sono realmente stati presenti a quei ritrovi. Einstein li chiamava "witchesSabbath" (il riposo delle streghe). 

Lo spettacolo è la prima rappresentazione teatrale, che racconta il ritrovo a Bruxelles di tutti i fisici del XX secolo che hanno fatto venire alla luce, quel giorno, la Fisica Quantistica. 
Reduce da una tournée nei Festival, nelle aule magne delle scuole, nelle librerie e persino in una chiesa sconsacrata, che ha riscontrato in ogni occasione grande successo di pubblico, l'incontro con Tieffe Teatro Milano – Centro di Produzione Teatrale ha determinato la realizzazione dello spettacolo in una veste molto suggestiva e rinnovata e disponibile per la programmazione delle stagioni teatrali.

Gabriella Greison è fisica, scrittrice e giornalista. Si laurea in fisica nucleare a Milano e poi lavora diversi anni all'EcolePolytechnique di Parigi. Lascia la ricerca per dedicarsi alla scrittura e al teatro. Il suo romanzo bestseller si chiama "L'incredibile cena dei fisici quantistici", da cui ha tratto lo spettacolo teatrale "1927 monologo quantistico": grazie al racconto umano delle vite di Einstein, Niels BohrHeisenbergSchroedinger e i più grandi geni del XX Secolo, Gabriella con un monologo avvincente e ricco di colpi di scena racconta i fatti più sconvolgenti che hanno creato la fisica quantistica, partendo da una fotografia datata 1927 e scattata a Bruxelles, dove c'è stato il più grande ritrovo di cervelli della storia. Lo spettacolo ha girato tutta Italia e ha fatto il tutto esaurito nelle maggiori piazze. 

BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it
Biglietto: 14,00 € + 1,50 € d. p. 
card open 5 ingressi: 55 €
Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali
BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO 
Via Merulana, 244

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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 11 dicembre 2017

Teatro. Brancaccino Stand Up, Guzz! dal 14 dicembre

Giovedì 14 Dicembre ore 21.00
Venerdì 15 Dicembre ore 21.00
Sabato 16 Dicembre ore 20.00
Domenica 17 Dicembre ore 18.00

STAND UP, GUZZ!
di e con Paolo Guzzanti
a cura di Francesco Sala

Stand Up vuol dire "in piedi", ma anche: schiena dritta, non tipiegare. Il genere, nato in America, ha avuto in Italia un precursore come Ettore Petrolini

Paolo Guzzanti, che ha portato al Brancaccino nel 2015 "La Ballata del Prima e del Dopo" torna sul palcoscenico per lanciare una ridicola sfida alla tragedia umana partendo dalla domanda cui nessuno ha saputo rispondere: perché si ride? 

Per quale oscuro e ridicolo motivo il riso è già incluso nel nostro disco rigido?Ci hanno già provato Bergson e Freudma con risultati noiosissimi

Ci prova Guzzanti trattando l'umorismo come un'App che ci impone di forzare la rottura di ogni confine spingendo il ridicolo oltre limiti estremi ma sempre superati dall'ultima provocazione

La necessità di ridere è insopprimibile come la libido e ha portato a conseguenze terroristiche con la strage di Charlie Hebdo. Roghi, anni di prigione e di manicomio, domicilio coatto ed esecuzioni clandestine

Lo Stand Up cerca di sfondare l'ultima decenza esponendo se stesso al ridicolo, perché l'umorismo è prima un comico sacrificio umano

Guzzanti racconta la storia di quest'avventura partendo dagli stand up Neanderthal Cromagnon passando per Ettore Petrolini, gliamericani e il francese Gad Elmaleh, invadendo sgraziatamente la cristalleria delle psicoterapie e degli inganni linguistici, partendo dai tempi in cui esistevano le vocali, esistevano le consonanti, ma non esistevano le parole

In quegli oscuri millenni l'attore stand up veniva usato come scorta alimentare per gli inverni più rigidiLa messa in scena è curata da Francesco Sala.

BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma 
Biglietto: 15,50 €
Card open 5 ingressi: 55 €

BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO Via Merulana, 244 – Roma 
tel 06 80687231 


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lunedì 30 ottobre 2017

Teatro: al Brancaccino, The Aliens dal 2 novembre

Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2017/2018
III edizione
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45

2 – 12 novembre 2017
Khora Teatro

THE ALIENS
di Annie Baker, traduzione Monica Capuani
regia Silvio Peroni
con Giovanni Arezzo, Francesco Russo, Jacopo Venturiero

The Aliens è più uno studio sul carattere che un plot-driven. Il testo si concentra su due trentenni (KJ e Jasper) che sembrano esercitare un piccolo sforzo per muoversi attraverso la vita. Sono degli "scansafatiche", che trovano poco stimolo dalla società, ma non sembrano avere l'energia per agire. 

Entrambi hanno la barba lunga, probabilmente perché il radersi potrebbe richiedere più energia e attenzione di quanto possano spendere. Non sono pigri; solo che non hanno trovato niente che serve per motivarli. Si siedono su una panchina o su vecchie sedie di plastica del patio nel retro di un bar, scegliendo di non interagire con gli avventori all'interno, isolandosi e condividere pensieri casuali uno con l'altro. 

Parlano di musica, di filosofia e di Charles Bukowski, poeta confessionale padre del realismo sporco. Come Bukowski, pensano alla scrittura, all'alcol, ai rapporti con le donne e alla fatica del lavoro. KJ scarabocchia periodicamente idee per un libro. Hanno formato una band, non potendo accordarsi su un nome, pensano di avere risolto la loro diatriba chiamando la loro band The Aliens, ma alla fine è solo un'altra decisione che hanno quasi fatto, ma che non hanno portato a termine. Fino a quando non decideranno, non potranno agire. Sono alieni, ma non come esseri venuti da un altro mondo ma nell'essere alienati.

Nel loro mondo privato entra Evan, un giovane ragazzo che è stato da poco assunto come cameriere del bar. Evan è un giovane timido, sessualmente inattivo, fuori dal mondo, naif con l'angoscia adolescenziale. Lentamente, decidono di insegnargli tutto sulla vita, ma dalla loro prospettiva…

Un testo delicato dove nessuna parola è sprecata, pieno di meditazione e compassionevole. Un testo che parla di musica, di amicizia, di arte, di amore e di morte.

Annie Baker, 35enne pluripremiata autrice di "The Aliens", vincitrice nel 2014 del premio Pulitzer è considerata da molti uno dei più freschi e talentuosi drammaturghi di questo decennio; scrive di personaggi realistici che emergono in linee sottili e riflessive. Il suo stile è quello di un ritmo lento, le sue opere sono penetranti, con pause e silenzi per l'introspezione. In "The Aliens" l'illuminazione e il fumo di una sigaretta, i personaggi seduti che guardano il nulla e strimpellano una chitarra sono i mezzi per permettere questa significativa riflessione. La Baker sviluppa le sue idee attraverso la sottigliezza, non urla o non eccede nel dramma.

Silvio Peroni, regista teatrale e direttore artistico di Festival e rassegne culturali. Esordisce come regista a 22 anni. Negli anni realizza la regia di spettacoli e letture poetiche, debuttando in numerosi festival nazionali e curando l'allestimento di spettacoli nella maggiori piazze nazionali. Ha diretto artisti come Elio Germano, Isabella Ragonese, Daniela Poggi, Alessandro Tiberi, Margot Sikabonyi, Fabrizio Falco, Massimo Dapporto, Arnoldo Foà, Paola Gassman e ha realizzato spettacoli di autori come Will Eno, Nick Payne, Mike Bartlett, Cesare Zavattini, Tahar Ben Jelloun, Neil La Bute, Harold Pinter.


BRANCACCINO

Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it
Biglietto: 14,00 € + 1,50 € d. p.
card open 5 ingressi: 55 €
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BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO 
Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

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