Cinema e Teatro
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sabato 14 gennaio 2017
"Il cappello di carta" di Gianni Clementi in scena al Teatro dell'Orologio dal 17 al 22 gennaio 2017
martedì 17 novembre 2015
THE CARNAGE al Teatro dell'Orologio dall'8 al 20 dicembre la tragicommedia sul senso perduto della società occidentale
Uno spettacolo scritto e diretto da Massimiliano Caprara
Veronica Milaneschi e Giada Prandi
Costumi Daniela Cannella
Scenografia Tiziana Liberotti
Assistente alla regia Prisca Rebagliati Liguori
The CARNAGE è una tragicommedia scritta e diretta da Max Caprara che porta in scena quattro personaggi per raccontare con ironia le competitività, le sfumature della stupidità sociale, le nevrosi e le velleità espresse dalle nostre società borghesi.
Con un test genetico semplice e sicuro è possibile scoprire con un tampone salivare le oltre 172 intolleranze alimentari.
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Teatro dell'Orologio
Via dei Filippini 17/a Sala Mario Moretti
Info e prenotazioni: Tel.06/6875550
teatroorologio@gmail.com
www.teatrorologio.it |
venerdì 12 febbraio 2010
La Scomparsa di Emanuela Orlandi. IL VOLO DELLE FARFALLE
lunedì 4 maggio 2009
Being Hamlet: Teatro dell'orologio, Roma 5 maggio
Uno studio sull’associazione
Sicuramente non il classico Shakespeare…
TEATRO DELL’OROLOGIO
SALA ORFEO
Presenta
dal 5 al 17 Maggio 2009
Being Hamlet
- La Genesi -
Di Leonardo Ferrari Carissimi e Fabio Morgan
Debutta al Teatro dell’Orologio Sala Orfeo uno dei più grandi successi del teatro elisabettiano di tutti i tempi, rivisitato in chiave moderna e guarnito di sfumature che fanno riflettere su tematiche assolutamente attuali.
Dall’intervista ai creatori:
«Lo spettacolo stabilisce una relazione tra Adamo padre dell’umanità e Amleto, eroe del teatro elisabettiano: il primo come archetipo umano della civiltà del tramonto, il secondo, in quanto maschera-simbolo del teatro borghese.
Come si può affrontare il tramonto? Come si può rispondere alla decadenza? Come si può sopravvivere all’ “essere Amleto”?
Il sipario si apre… il velo di Maya occulta il paesaggio edenico dove pian piano si illuminano gli elementi naturali, i paesaggi, gli animali e infine Adamo, che, cogliendo la mela dall’albero della conoscenza del bene e del male, si consegna alla storia come tentazione, alla nascita della civiltà occidentale. L’atto di cogliere la mela costituisce il simbolo della caduta umana nel mondo di morte e decadenza. La mela, tra le mani di Adamo, è il teschio di Amleto, simbolo del presagio funereo che sta all’origine della storia dell’uomo.
L’intera vicenda di Amleto e della sua corte si svolgeranno sullo schermo, occultando l’Eden iniziale.
Il cinema assume il significato di luogo dove l’illusione e il bisogno di altrove vengono realizzate, un altrove che mortifica il presente, che mortifica la vita. Useremo le immagini per farla finita con le immagini stesse e per restituire al teatro la preminenza di Arte del Presente, Arte della Vita.
Il nostro Adamo dopo l’esperienza mondana come principe di Danimarca deciderà di non essere più Amleto, feticcio teatrale della negatività, ma un uomo rinnovato che ripone la mela sull’albero della vita per donarsi l’eden come scena in cui abitare: profeta dell’affermazione, profeta del nostro teatro.
Ecce Nostradamus.»
Scritto da: Andrea Carvelli
Con: Anna Favella, Fabio Morgan e L.Ferrari Carissimi
Sound design: Marco Scattolini
Soprano: Genny Bramato
Costumi: Alessandra Muschella, Mariangela Vannini
Trucco: Katia Caselli
Scene: Alessandra Muschella
Dal Martedì al Venerdì ore 21.30, Sabato ore 18.00 e 21.30, Domenica ore 18.00
Costo del biglietto: 10,00 €
lunedì 20 aprile 2009
Vita morte e miracoli del 1799 regia di Duccio Camerini
dal 21 aprile al 10 maggio 2009 mart/sab ore 21.30 dom ore 18
Teatro dell'Orologio via de' Filippini 17a - Roma
per info e prenotazioni 06/6875550 -torologio@alice.it
1799-2009:in Italia tutto è cambiato, niente è passato
La Casa dei Racconti
in collaborazione con Cubatea
presenta
Alfonso Sessa
In
Vita morte e miracoli del 1799
di Alfonso Sessa
Regia
Duccio Camerini
Napoli, 1799.
Sangue, morti, una tragedia.
Ma Napoli è in Italia e le tragedie in Italia, a volte, fanno ridere.
Perché "tragedia" dalle nostre parti può significare "paradosso".
Dieci anni dopo la rivoluzione francese, uno sparuto gruppo di intellettuali, poeti e giuristi si rivolta contro Ferdinando IV di Borbone: peccato che il re fosse troppo ignorante per avere paura di loro. La nobildonna Eleonora Pimentel fonda il "Monitore Napoletano", il primo giornale di Napoli: peccato che la stragrande maggioranza del popolo fosse analfabeta.
Mario Pagano, eminente giurista, scrive il primo trattato costituzionale della Repubblica partenopea: peccato che i napoletani fossero monarchici.
Domenico Cirillo, medico e professore universitario decide di curare le ferite dei lazzari: peccato che fossero già in cancrena. Francesco Caracciolo, ex ammiraglio della flotta reale, si mette al timone per intraprendere un folle volo nelle tumultuose acque della libertà: peccato che il mare del golfo l'inghiottì prima di salpare.
L'unico miracolo del 1799 è la liquefazione del sangue di San Gennaro.
Il sangue dei lazzari, invece, è rimasto un grumo duro: una grossa pietra che, ancora, ci fa inciampare.
Una storia raccontata con disincanto e ironia, attraverso un'affabulazione di basiliana memoria dove la lingua è "'ndruppecosa, scurnacchiata, cazzimmosa, chiena chiena 'e lutamma" come il ventre di Napoli. La lingua di Neapolis è un fuoco d'artificio: delizia gli occhi quando appare, ma dopo resta la puzza della polvere.
"Vita morte e miracoli del 1799 è uno spettacolo necessario, è il testo più impietoso e ferocemente divertente che ho letto sul mondo di oggi, il 1799 non deve infatti ingannarci: la Napoli qui raccontata è la nostra Italia malata. Alfonso Sessa è il primo attore con cui metto in scena un monologo dopo il mio Mondo Secondo con Chiara Noschese. È passato qualche anno, ma valeva la pena aspettare".
Duccio Camerini
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