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lunedì 10 giugno 2019

COLPO AL COLPO festival della performance art a cura di Nicola Mette e DanceHauspiu'

COLPO AL CORPO

Festival della Performance Art

1 ͣ Edizione

Centro Nazionale di Produzione della Danza DanceHauspiù

a cura di Nicola Mette – DANCEHAUSpiù

Milano 18-19-20 giugno 2019
Dancehaus Susanna Beltrami

PROGRAMMA:

18 Giugno 2019
Durata performance:
·         19.00 - 22.00 - Giorgia De Santi – Rest
·         20.00 - 23.00 - Marisa Garreffa – Rituals Of Healing: Body
·         21.00 - 21.30 - Filippos Tsitsopoulos – It's Beyond My Control
·         21.30 - 23.00 - Nicola Mette – Rajm
19 giugno 2019
Durata performance:
·         19.00 - 22.00 - Sara SimeoniSara's table
·         21.00 - 21.20 - Matteo Corso – falls
·         22.00 - 22.30 - Chiara Bersani – Seeking Unicorns
20 giugno 2019
Durata performance:
·         19.00 – 19.30 - Martina Brembati, Anna Bolena e Valentina Parati  – Forme di un soffio (studio III)
·         20.00 – 21.00 - Marta Allegra – Icaro
·         21.00 – 21.35 - Matteo BittanteInside

INFO:
LUOGO: Dancehaus Susanna Beltrami, Via Tertulliano, 70, Milano (Mi)
BIGLIETTI: ingresso a serata: euro 15 (intero) | euro 12 (ridotto)
Carnet 3 serate: euro 36 (intero) | euro 30 (ridotto)
INFO E PRENOTAZIONI: promozione@dhpiu.com | 0236515997 | www.dhpiu.com


18 giugno 2019
Ore 19.00 – 22.00 | Giorgia De Santi Rest  [durata 3 ore]
Mi sono legata al muro usando funi e carrucole collegate a parti diverse del mio corpo, e sono rimasta in posizione per 3-4 ore allo scopo di condizionare le mie possibilità di movimento e le persone intorno a me. Ho occupato uno spazio tra due porte per creare un passaggio scomodo per persone normodotate che normalmente si alzavano e camminavano, lasciando un passaggio senza impedimenti per chi usa la sedia a rotelle, libero da ostacoli.

La gente non si avvicinava e non si relazionava spesso, quindi il fallimento dei miei intenti mi ha dato la possibilità di esplorare la condizione in cui mi trovavo: essere prigioniero di dolore, essere una moltitudine di corpi - in uno - in esilio, trovare piacere e sicurezza nella mia gabbia, dividere e abbozzare il tempo per sopravvivere, trovare riposo nelle posizioni più scomode.

Giorgia De Santi studia Arti Visive e Performative all'università IUAV e presso il Centro Teatrale di Ricerca di Venezia. Collaborando con Arianna Marcolini, nel 2012 sviluppa un percorso di ricerca performativa per ragazzi nel contesto di Fondazione Parada, Bucarest. Dal 2012 collabora con Venice International Performance Art Week, prendendo parte agli Educational Learning Program e diventando membro nel 2018. In questo contesto ha avuto l'occasione di conoscere ed assistere artisti come VestAndPage, La Pocha Nostra, Franko B, Marylin Arsem.

Ore 20.00 – 23.00 | Marisa Garreffa – Rituals Of Healing: Body  [durata 3 ore]
I nostri corpi sono stati segnati in modi che non abbiamo deciso. Violentemente, distrattamente, socialmente, culturalmente, politicamente, medicalmente, economicamente, ecologicamente, emozionalmente, invisibilmente. La storia del mio corpo è stata scritta dai vincitori e mi porto dentro le loro parole. Le loro voci risuonano ancora e ancora. Riesco a riconoscere alcune di queste, ma le altre continuo a confonderle come se fossero la mia. Non posso cancellare queste storie. Posso solo alzare il tono della mia voce tra tutte le altre voci, posso solo scrivere la mia storia ancora e ancora, in mille modi diversi, finché la mia verità non sara più forte delle altre. Finché il mio corpo non diventa il mio.
Marisa Garreffa è una scrittrice e performer australiana, che si è esibita in Australia, Asia e Europa. Il lavoro di Garreffa, come educatrice, scrittrice e editor/memoir-coach si colloca nell'intersezione tra pratica creativa, recupero da traumi e un raccontare le nostre storie come un atto di guarigione e resistenza. Ciò include colloqui e workshop per gli studenti, supporto ai giovani con strumenti di salute mentale e capacità di crisi.
Ore 21.00 -21.30 | Filippos Tsitsopoulos – It's Beyond My Control [durata 30 minuti]
"No words…no surprises…no concepts. It's beyond my control"
Filippos Tsitsopoulos vive ad Atene e Londra. Il suo lavoro si basa sul teatro, sulla pittura e sull'arte performativa ed esamina le relazioni tra loro attraverso video, live action, voce e linguaggio del corpo. Usando maschere straordinarie ed elaborate come una forma di protezione, travestimento, esibizione o semplice intrattenimento, il lavoro di Filippos implica un'esplorazione dell'identità autentica rispetto all'identità performata. Egli considera le identità frammentate spesso polarizzate che eseguiamo e come portare insieme il sé autentico interiorizzato e l'io costruito esteriormente.

Ore 21.30 – 23.00 | Nicola Mette – Rajm  [durata 1 ora e mezza]
Rajm è il naturale seguito di Isis Fuck You, performance realizzata dall'artista nel 2014 ad Amsterdam e che introduceva al tema del terrorismo islamico.
Gettandosi con un elastico (jumping) dall`altezza di 60 metri, Nicola Mette ha ricreato il tragico destino di alcuni omosessuali, perseguitati dai militanti del sedicente Stato Islamico, destinati a cadere nel vuoto a causa della loro scelta di vita.
Rajm in arabo significa lapidazione: pietre utilizzate come un'arma violenta per uccidere una persona, per decretare una condanna a morte in quei Paesi dove non vengono rispettati i Diritti Umani, ma significa anche oggetto della memoria, un simbolo della storia di una grande comunità religiosa come quella ebraica. Tale pratica brutale viene attuata in undici Stati islamici (Qatar, Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Somalia, Sudan, Yemen, Afghanistan, Brunei) e in Cecenia.
Le pietre in Rajm si traducono sia in ripresa della feroce arma che finisce la vittima condannata, sia nel ricordo dei propri avi, dei propri cari, dei propri familiari, come lo sono quelle pietre che vengono portate sulla tomba nell'usanza ebraica: l'artista si troverà per terra con una sedia rotta, legato a essa, rimandando, così, all'immagine dell'omossessuale condannato a morte a Raqqa, capitale dello stato islamico.

Nicola Mette, artista militante, vive tra la Sardegna e Milano. La sua ricerca indaga i cambiamenti del comportamento individuale e sociale in diversi ambiti e contesti, locali e globali, dalla sessualità (etero e LGBTI), ai conflitti interiori e geopolitici, nonché problematiche riguardanti l'uomo e la natura e la natura dell'uomo. L'artista si mette in gioco in prima persona, mostrandosi nella sua sfera più intima e personale, con quelli che la società definisce i "mali": le psicopatologie, le diversità. Si è esibito con le sue performance/azioni in Europa e in India e ha realizzato diversi workshop in Italia. Ha collaborato alla performance Hit Parade dell'artista Christof Magone alla Fondazione Pirelli Hangar Bicocca, curata da Pedro Rocha e al Ballet du Nord di Olivier Dubois presso La Triennale di Milano. www.nicolamette.com


19 giugno 2019
Ore 19.00 – 22.00 | Sara SimeoniSara's table  [durata 3 ore]
Infantile e curioso, allunga il tempo sotto la mia pelle corpo disorientato, senso del freddo, corpo come oggetto, tavolo come oggetto... entrambi sono come vasi comunicanti. Guardare, occhi non tangibili, esperienza catartica, visioni poetiche, la mia mente è in un'altra parte del mio cervello. Azione. Sentirsi vuoti, essere vuoti. Ti sento vicino, mi tieni la mano. Temperatura dei corpi. Impalpabile forma della luce. Il mio corpo è un'ancora nel mezzo della tempesta. Come mi sento? Cosa sento? Perché sento? Mi sto sciogliendo nel residuo della mia anima.
Sara Simeoni è ballerina, coreografa e performer italiana residente in Germania. Membro di vecchia data della Carolyn Carlson Company, Sara crea le proprie opere di movimento e video, e più recentemente ha fatto il suo ingresso nel campo della performance art che esibendosi con VestAndPage come parte della Venice International Performance Art Week.
" Il mio obiettivo è mettere il corpo in uno stato costante di urgenza, un senso di "adesso", che intreccia l'energia del movimento e il potere dell'immagine. La presenza e l'energia sono elementi fondamentali del mio lavoro nel tentativo di liberare e aprire il corpo per esplorare giocosamente diverse possibilità di dinamica in relazione allo spazio e al tempo."

Ore 21.00 | Matteo Corso – falls [durata 20 minuti]
Consulenza drammaturgica: Senio G.B. Dattena 
Musica: AA.VV
Produzione ASMED-Balletto di Sardegna con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Autonoma della Sardegna

Sepolto in un mare di libri, ignaro del loro valore o fin troppo consapevole, cerca appoggi quanto mai precari e sdrucciolevoli per continuare nella sua illusione di sicurezza; ma ogni nuovo appoggio è l'anticamera di una nuova caduta. La sua minuscola isola, il suo piccolo mare sapienziale cede sotto il peso dell'esigenza - di un corpo ancor prima della mente - di cercare confini meno circoscritti, limitati e limitanti. Un'isola che lentamente e incidentalmente assume altri contorni, altre forme. Gli scivolamenti si moltiplicano, ciò che era fermo si muove, il terremoto che gli si apre sotto i piedi, ridisegna i confini del suo abitare e lo costringe a uscire dal consueto, dal sicuro, e lo spinge finalmente ad accettare, anche nell'inciampo, il qui e ora dell'esistenza. Attraverso lo studio del disequilibrio e del rischio, il processo si articola in una ricerca di movimento reale e "umana", in una situazione illusoriamente strutturata tutto concorre a rompere qualsiasi tipo di struttura. La sdrucciolevolezza di questo mare di libri rende la vita del performer quanto mai precaria e la stessa performance, sempre diversa. La performance si basa sul controllo massimo del

corpo in una situazione assolutamente incontrollabile, dove è impossibile distinguere l'incidente dal voluto, l'infortunio dal provocato.
Matteo Corso dal 2014 lavora per ASMED "Balletto di Sardegna" nelle varie produzioni proposte dalla compagnia stessa. Quest'ultima gli affida la coreografia dello spettacolo "Come lame di luce" diretto da Senio G.B. Dattena. Continua a svolgere la sua attività di docente di Floor Work/Contemporaneo presso il C.S.D. Arabesque di Giovanna Stancampiano e al Centro studi danza e arti Choreia di Elisabetta Cappai.

Ore 22.00 | Chiara BersaniSeeking Unicorns [durata 30 minuti]       
Dell'Unicorno non si sa nulla. Le sue radici si sono perse nel susseguirsi di generazioni d'esseri umani distratti. Seeking Unicorns desidera risarcirlo dei torti subiti. Regalargli una storia, un amore, una scelta.
"Io, Chiara Bersani, alta 98 cm, mi autoproclamo carne, muscoli e ossa dell'Unicorno. Non conoscendo il suo cuore proverò a dargli il mio respiro, i miei occhi. Di lui raccoglierò l'immagine, ne farò un costume destinato a diventare prima armatura, poi pelle. Nel dialogo tra la mia forma che agisce e la sua che veste, scopriremo i nostri movimenti, i baci, i saluti, gli sbadigli. Io, Chiara Bersani, 32 anni, mi assumo la responsabilità di accogliere il suo smarrimento centenario."
Chiara Bersani è autrice, coreografa e attrice attiva nel campo delle arti performative. Ha lavorato con Alessandro Sciarroni, Marco D'Agostin, Jerome Bel, Babilonia Teatri. Ha frequentato e concluso la scuola di cinema di Marco Bellocchio. Vincitrice del premio UBU 2018 come migliore performer Under 35.

20 giugno 2019
Ore 19.00 – 19.30 | Martina Brembati / Anna Bolena/ Valentina Palati – Forme di un soffio (studio III) [durata della performance 30 minuti]
Forme di un soffio (studio III) nasce dalla rielaborazione della performance Forme di un soffio (studio I), 2017: dentro l'officina di una fabbrica, l'imponente struttura metallica che sorregge  centinaia di tubi si tramuta in strumento sonoro: soffiando all'interno una voce flebile e lontana, come un ronzio di api, viene potenziata dall'aria compressa. Il semplice e monotono gesto di manutenzione (pulire i tubi) si trasforma; il getto d'aria toglie la polvere e genera soffi acuti e penetranti. Il grilletto della pistola passa di mano in mano: ognuna ha il suo tocco, a tratti sembra di essere sott'acqua, sulla luna, o sulla scena di un film fantascientifico, finchè l'aria del serbatoio non si esaurisce e il soffio, perdendo di intensità, cala pian piano.  L'azione presentata per il festival  si avvale della collaborazione dell'artista Martina Brembati e della musicista Anna Bolena. Le due performer creeranno dei dialoghi tra i suoni industriali dello strumento di tubi e altri prodotti ispirandosi ad esso.
Martina Brembati nasce a Monza nel 1991. Nel 2014 si laurea in pittura e arti visive alla Naba di Milano; qui prosegue gli studi con una specializzazione in arti visive e studi curatoriali. Tra le mostre collettive si segnalano: Phoinix, un progetto all'interno di Here presso la Cavallerizza di Torino 2016; (Xn; Yn; Zn) stratificare Spazi, Falegnameria Artistica, Milano 2015; Fashion meets art, Camera Nazionale della Moda Italiana – Open Care, Milano 2014; Il Crepaccio_Cobalto40 a cura di Yuri Ancarani, Milano 2013. È stata finalista al concorso RiprendiTi la città indetto da AIDI, 2014; ha partecipato a La voglia matta, performance di Marcello Maloberti, ViceVersa Padiglione Italia della 55ma Biennale di Venezia 2013.

Valentina Parati nasce nel 1996 a Bergamo. Vive e studia a Milano dove frequenta il triennio in Pittura e Arti visive presso NABA (Milano). Ha preso parte a diversi workshop in tutta Italia. Tra i suoi progetti di videografia: Videografia: nel 2017, Tendevamo le orecchie per udirne i ronzii, videoinstallazione in loop, monocanale, HD, B/N muto.
Nel 2018 Bettie, 8'57'', HD, colore, suono stereo; 2018 PALCO I, 2'56'', HD, colore, suono stereo; Solliloquio (PALCO II), 4'40'', HD, colore, suono stereo. Nel 2019 The Spy in the cab, 2', HD, colore, suono stereo e I don't want to dance alone, video-loop, suono stereo colore, 2'36''.

Antonella Pintus aka Anna Bolena è un'artista multimediale, DJ e autrice. E` interessata da sempre alle molteplici possibilità nell'uso della musica attraverso lo studio dell`impatto sonoro analogico e/o digitale all'interno di spazi sociali e urbani, gallerie e club; ricerca modalità innovative e interattive tra produttore e fruitore con la convinzione che "la tecnica uccide l'estetica" se non è aiutata da un giusto equilibrio tra preparazione, improvvisazione e approfondimento culturale.
Le sue performance sono esperimenti psico-sociali sempre diversi e difficilmente catalogabili.
https://soundcloud.com/anna-bolena

Ore 20.00 | Marta Allegra – Icaro [durata 20 minuti]                                       
Icaro è una performance che indaga gli opposti: buio e luce, interno ed esterno, corpo e anima, tu e io. Cosa li tiene insieme? Cosa ci lega? La performer indosserà un'armatura di specchi che nonostante limiti il movimento darà il via alla danza, una danza che nasce dall'interazione tra quello che c'è e si vede e quello che c'è e non siamo in grado di vedere. Forse che anche noi come i pianeti stiamo sospesi.

Marta Allegra è una giovane performer siciliana. Ha studiato presso il centro per le arti performative Viagrande Studios. È tra i fondatori della Compagnia Città Sommere Teatro. Tra gli incontri più importanti per la sua formazione vi sono Mamela Nyamza, Donatella Capraro, Moonsuk Choi, Teatro Valdoca, Chiara Guidi e Armando Punzo. Nel 2018 collabora con Bob Wilson alla creazione di "Oedipus Rex", pratica danza butoh con Alessandro Pintus ed è protagonista nello spettacolo "Ovedevo" con la regia di Clio Scira Saccà. Frequenta il corso Transiti Energetici diretto da Monica Casadei e collabora con Artemis Danza. È autrice di: "Il diario del cambiamento" progetto fotografico, "L'arte della meraviglia", "Cara Yersinia Pestis" e "Through my eyes" documentari.

Ore 21.00 | Matteo BittanteInside [durata 35 minuti]                                          
con DANCEHAUS COMPANY
musiche | Chris Costa e M. Alessandro Lupo Pasini
Produzione Associazione ContART/ ArtedanzaE20 con il contributo Next 2015

Inside, è il racconto di un universo ferito dalla violenza dell'uomo e dalla furia incontrollabile di Madre Natura. Una genesi del genere umano, dai suoi primi passi sulla terra sino all'evoluzione nell'individuo moderno. La musica accompagna questo divenire in ogni sua fase con ambienti acustici che richiamano sonorità tribali e primordiali e che mutano nel ritmo frenetico e distruttivo della musica tecno contemporanea. L'origine del mondo ha inizio dai tumulti della terra, la nascita delle montagne e la creazione dell'elemento dell'acqua, rappresentate grazie a delle installazioni composte da tubi e proiezioni video.

Matteo Bittante si perfeziona presso l'Hamburg Ballettschule "J. Neumeier". Si avvicina alla coreografia nel 1999 fondando assieme a Margherita Miralli il Giovane Balletto Italiano con il quale sperimenta i primi lavori artistici. Dal 2003 collabora con Susanna Beltrami come assistente coreografo in tutte le sue creazioni e come ballerino con la compagnia Pierlombardo Danza, diretta dalla stessa Beltrami riconosciuta dal Ministero dello Spettacolo.  Dal 2006 è docente di Accademia Susanna Beltrami - Triennio di formazione per danzatori contemporanei.
Nel 2011 fonda ContART, associazione artistica che si occupa di produzione, promozione e formazione del pubblico della danza contemporanea.  Nel 2012 da vita alla DanceHaus Company, con lo spettacolo "Paradise Loft" per la Vetrina Italia domani del Festival MilanOltre. Nel 2015 è co-direttore del progetto DANCEHAUSpiù riconosciuto dal MIBAC.

sabato 8 giugno 2019

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lunedì 20 maggio 2019

Gabriele Cirilli al teatro Sala Umberto in "Mi piace". Roma, dal 21 al 26 maggio


GABRIELE CIRILLI

MI PIACE

SALA UMBERTO dal 21 al 26 maggio 

di Gabriele Cirilli
Maria De Luca
Giorgio Ganzerli
Alessio Tagliento
Ivan Grandi
Regia di CLAUDIO INSEGNO
Produzione di MA.GA.MAT.srl



Viviamo tutti per un Like, in Italiano MI PIACE.
La nostra vita è un continuo avere e dare un giudizio, sin dalla mattina quando ci alziamo e ci guardiamo allo specchio oppure quando scegliamo un vestito, gli amici da frequentare, quando ordiniamo al ristorante o quando scegliamo di andare in vacanza, i programmi tv da guardare, il film al cinema da vedere, il politico da votare, la musica da ascoltare o i libri da leggere, la dieta da fare, la squadra di calcio da tifare, le persone da seguire sui social.
Insomma “MI PIACE” è la parola chiave della nostra esistenza!
Se PIACI o ti PIACE è fatta! MI PIACE il teatro che è un circo delle meraviglie dove tutto è relativo ma possibile.
Quello che io, Gabriele, propongo è uno spettacolo che attraversa tutti i generi del teatro comico: dalla commedia degli equivoci al cabaret, attraverso monologhi, canzoni e balletti che MI impegnano in una prova d'attore completa e sfaccettata.
MI PIACE essere quello di sempre, quello partito da Sulmona e non ancora arrivato, quello innamorato del pubblico con passione talmente vera e profonda da creare un legame quasi magico con esso.
Ridere è fondamentale per me perché la risata è contagiosa, è una medicina, un rimedio contro tutto il nero che ci opprime. Un sorriso illumina di più della corrente elettrica e costa molto meno. Ho abbracciato questa fede e MI PIACE quando vedo le persone star bene col sorriso sulle labbra!
MI PIACE essere Comico e Commovente al tempo stesso, è l'espressione della mia maturità artistica, di un mattatore della risata che ha ormai conquistato il grande pubblico.
MI PIACE essere un attore che del suo mestiere cerca di farne un’arte......con un curriculum non indifferente....vedi....www.gabrielecirilli.net o i miei social!
MI PIACE riuscire a creare col pubblico un 'interazione giusta per far sì che il mio messaggio venga recepito e apprezzato!
MI PIACE è il mio Show. Uno show tutto mio è sempre stato il mio sogno nel cassetto, il mio desiderio di voler curare me stesso ma soprattutto gli altri dalla malattia chiamata ESISTENZA!
L'importante per me è dare sempre emozioni al pubblico....questo è il mio scopo!
Troppo popolare?....Potrebbe essere anche un pregio!
Non sono più capellone da far paura. Cioè, sono ancora da far paura, ma “di mio”, senza più tanti capelli. No tranquilli non li ho tagliati, li ho persi, ma so benissimo dove sono: un po’ sulla spazzola e il resto sulla strada che ho percorso!”
MI PIACE essere vanesio e narciso come tutti gli artisti. E per i miei detrattori è anche l’unica cosa che mi accomuna agli artisti. Malelingue della serie: “Cirilli ha davvero la stoffa dell’attore… perché non ha fatto il sarto teatrale?” AHAHAHAH


Sono caratterialmente pacato, ma da quando sono approdato al nord, sono diventato frenetico, iperattivo, febbrile, in qualche modo stressato dal lavoro: insomma “ridotto alla milanese”.
Senza però mai perdere la mia umanità e la mia generosità.MI PIACE farmi notare, evidenziarmi, spiccare, attirarel’attenzione: se vado in chiesa voglio essere come minimo quello che dà le ostie sull’altare, se vado allo zoo voglio essere quello a cui i visitatori allungano le noccioline dalle sbarre, se vado ad un'asta voglio essere il battitore.
E faccio così fino a confondermi e vado in tilt: una volta mi hanno visto battere all'asta una giraffa a cui davo la comunione. Ma questo perché sono un mattatore nato. In fondo vivo per lo spettacolo, tanto che il mio sogno è morire sul palcoscenico…Non potete vedere ma mi sto scaramanticamente toccando affinché ciò si avveri il più tardi possibile, ma così è.
MI PIACE il teatro, e per il teatro mi sono trasformato anche in scrittore... e faccio concorrenza ad Ernest, a Wolfgang, ad Alexandre, a Luigi, a Umberto..." Pirandello ed Eco intendo (certo, senti che differenza: Ernest, Wolfgang, come sono pomposi, sono loro e basta, invece Luigi e Umberto sembrano il macellaio e il parrucchiere sotto casa! Gli stranieri, si sa, c'hanno sempre una marcia in più, partono avvantaggiati perchè già il nome è bello, suona bene. Pensate: Harrison Ford, come suona bene, se fosse nato in Italia sarebbe stato Aristide Fiat, tutta un'altra cosa, secondo me manco sarebbe stato così fico. Oppure JoeCocker, in italiano sarebbe stato: Giovanni Barboncino; epotrei citarne tanti, tipo: Jeremy Irons, Geremia Ferri; Glen Close, Guendalina Chiusa; Wim Wenders, Detersivi in Vendita; eccetera eccetera). Che, avevo aperto una parentesi? Mbè, la richiudo! Insomma questo spettacolo è uno show col quale riesco ad abbracciare il pubblico fino a portarlo dopo due ore in camerino da me soddisfatto, appagato, stupito, colpito, esterrefatto, basito, sorridente, insomma GUARITO. MI PIACE sentire a fine
spettacolo la parola MI PIACE. La domanda che mi fanno spesso è “Ma io non sapevo che fossi così forte e soprattutto non sapevo chi fossi”.
Nasco nel 1967 a Sulmona dove studio ottenendo brillantemente la licenza elementare, con qualche difficoltà il diploma delle scuole medie e con estrema fatica la maturità classica. Iscrittomi all’Università “La Sapienza” di Roma abbandono miseramente il corso di Lettere Moderne per seguire il più illustre Gigi Proietti
nel suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Roma.
Ha così inizio nel marzo del 1988 la mia mirabolante maimportante carriera di attore Drammatico-Comico-Brillante; carriera che abbraccia tutti i generi dello spettacolo TVCINEMA-FICTION-CABARET- DOPPIAGGIO- SCRITTURAETC…
ma che in TEATRO riesce ad avere la più grande, efficace, stupefacente, curiosa, emozionante e soprattutto comicaESPRESSIONE!

SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 Roma
tel.06.6794753 
Prezzi da 34 a 19 euro
da martedì a venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17
credits photo: Angelo Redaelli

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