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Cinema e Teatro

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domenica 17 novembre 2019

Teatro Brancaccino: AFTER THE END di Dennis Kelly, regia di Marco Simon Puccioni. Con Miriam Galanti, Federico Rosati.

Teatro Brancaccino

12 |22 dicembre 2019

Miriam Galanti, Federico Rosati

AFTER THE END

di Dennis Kelly

regia di Marco Simon Puccioni

produzione Inthelfilm

 

Sarà in scena al Teatro Brancaccino dal 12 al 22 dicembre lo spettacolo AFTER THE END di Dennis Kelly, regia di Marco Simon Puccioni. Protagonisti: Miriam Galanti, Federico Rosati. After the End è stato rappresentato per la prima volta nel 2005 a Londra al Traverse; una piece claustrofobica venata di humor nero con un forte potere di attrazione verso il pubblico.

 

C'è stata un'esplosione, probabilmente nucleare, forse un attacco terroristico che ha ucciso migliaia di persone e distrutto la città. Mark è riuscito a salvare Louise trascinandola inconscia nel suo rifugio antiatomico privato. Mark si era preparato al peggio e ha tutto ciò che pensa di aver bisogno per sopravvivere; cibo piccante in scatola, Dungeons and Dragons e un coltello. 

Una volta dentro al rifugio tutto quello che Mark e Louise possono fare è aspettare fino a che non sia sicuro andare fuori. Nell'attesa però si scatenano gli aspetti più torbidi dell'animo umano e tra Mark e Louise si instaura una lotta per l'amore e il potere in cui vittima e carnefice si scambiano continuamente i ruoli. Riusciranno a sopravvivere all'attacco? Riusciranno a sopravvivere l'uno all'altro?

 

Note di Regia di Marco Simon Puccioni

Questa la premessa di Dennis Kelly noto autore britannico di cinema (Black Sea), televisione (Utopia, Spooks) e per il suo teatro da "schiaffi in faccia" (Orphans, DNA, Osama the Hero, Love and Money).  Kelly sembra avere una grande abilità nel comprendere i nostri stili di vita contemporanei ed è implacabile nel smontare tutti gli schemi e le difese che ci proteggono e ci ingabbiano. Nelle sue opere i valori tradizionali sono in crisi e in un mondo in cui amore e denaro sono diventati equivalenti i punti di riferimento appaiono instabili e i personaggi devono lottare per restare umani. 

In After the End, una delle sue opere più riuscite, il dialogo ha un tono leggero e all'inizio, a dispetto della situazione, i personaggi rendono la commedia quasi comica. La cosa non dura molto perché Mark, da proprietario del rifugio si sente autorizzato a dettare le regole del gioco e a imporre a Louise di fare ciò che desidera razionando il suo cibo.  Quando la costringe a giocare a Dungeons and Dragons "per il suo bene" la coercizione si intensifica e si trasforma in un gioco al massacro. Una messa in scena essenziale, pochi elementi di arredo per questo rifugio e solo due attori in scena, ma con dialoghi dal ritmo serrato e duro che mano a mano spogliano i personaggi mettendo a nudo le loro paure e fragilità. 

After the End è un perfetto thriller psicologico che prende lo spettatore e lo accompagna fino alla fine senza mollarlo un attimo e senza mai rinunciare ad un romanticismo disperato e ad un umorismo nero.

Marco Simon Puccioni

 

 

BIOGRAFIE

 

Marco Simon Puccioni

Laureato in Architettura, diplomato in regia al California Institute of the Arts di Los Angeles. Marco Simon Puccioni mastica cinema da quando era un ragazzo ed ha iniziato lavorando come assistente alla regìa – sia in teatro che al cinema.

Le storie visive di Puccioni rappresentino un cinema senza confini e lo dimostrano proprio i temi affrontati nei suoi primi corti che offrono esempi di storie che riescono a portare lo spettatore e la spettatrice al di là di ciò che si attendono. In questo modo l'inaspettato è sempre dietro l'angolo, pronto a saltar fuori per ricordarci che tutto non è sempre come sembra a questo mondo. Altre storie sono possibili, altri esiti, altri modi di vivere l'amore.

Puccioni esordisce alla regia di un lungometraggio con Quello Che cerchi (2002), un road movie girato tra Torino e Napoli, che, tra riflessioni filosofiche e atmosfere surreali, rivela impreviste famiglie allargate tenendo ben presente sullo sfondo l'antagonismo sociale. Accolto dalla stampa italiana e straniera come uno dei migliori esordi dei primi anni Duemila, Quello che cerchi è stato nominato ai David di Donatello come migliore opera prima e ha ricevuto svariati premi in festival internazionali. Nel 2002 il regista torna al documentario con Palestina Tuttigiorni, sulla difficile quotidianità dei territori occupati in Terra Santa, e con La Fortezza vista da basso, incentrato sui movimenti del Forum Sociale Europeo di Firenze. Il suo secondo lungometraggio di finzione, Riparo (2008), presentato al Festival di Berlino, èdiventato uno dei film italiani più visti all'estero, dove haottenuto numerosi riconoscimenti. Storia di due donne che si amano contro le costrizioni sociali e il cui precario equilibrio viene destabilizzato da un giovane immigrato magrebino che si nasconde nel bagagliaio della loro auto, Riparo pone interrogativi sulla consistenza della figura maschile e sugli stereotipi che ancora dominano la società occidentale.

Al festival di Venezia del 2009 Puccioni presenta il documentario Il Colore delle parole, girato tra il Camerun e l'Italia, che affronta i temi dell'immigrazione e dell'intercultura seguendo il poeta attivista africano Teodoro Njock Ngana, la cui vita diventa una parabola sull'integrazione e sull'emigrazione, narrata in un Italia che, con il passare degli anni, si è scoperto più intollerante. Nel 2012 il regista dirige il documentario Prima di tutto, parte del progetto "My Journey to Meet You", sulle famiglie omogenitoriali. Nel 2014 Puccioni torna al cinema di finzione con il drammatico Come il vento, con Valeria Golino nei panni di Armida Miserere, una delle prime donne direttrici di carcere in Italia, rigorosa ma schiacciata dalla perdita del compagno, assassinato, e dall'ostilità intorno alla sua funzione. Tra il 2014 e il 2018 alterna il lavoro di sceneggiatore a quello di produttore per documentari e opere prime, ma nel 2018 torna alla regia girando il documentario Ho due papà seconda parte del progetto "My Journey to Meet You" ed è in preparazione con due nuovi film.

 

 

Miriam Galanti

Originaria di Mantova, si trasferisce a Roma e si diploma nel 2014 al Centro Sperimentale di Cinematografia. Inizia la carriera di attrice debuttando sul piccolo schermo nel 2009 nella serie tv "Don Matteo 7", nel 2013 e poi nel 2018 reciterà anche nella fiction "Che Dio ci aiuti 5". Debutta sul grande schermo nel 2010 con il film "5" di Francesco Dominedò e con il film "Roma Nuda" per la regia di Giuseppe Ferrara.

In teatro partecipa a numerosi progetti, portando in scena testi di Checov, Shakespeare, ma anche autori contemporanei come Mamet, Kelly e Pinter. Tra gli spettacoli: "Miracoli!" (Marcello Cotugno) "Il Misantropo" (Francesco Frangipane) "Ulissage#4" (Claudio Collovà) "Orphans" (Vito Mancusi), "Italia-Argentina" (Mario Grossi).

Nel 2014 al Festival del Cinema di Venezia è premiata come giovane promessa del cinema italiano con il premio "A New Talent Beyond" grazie alla sua interpretazione nel cortometraggio "Metamorfosi" (di Gilles Rocca) sulla tematica del femminicidio. Il progetto viene scelto dal Ministero degli Interni per rappresentare l'Italia in Europa nella lotta contro la violenza sulle donne.

Miriam fa parte del progetto Teatro Shock, il quale si occupa del reinserimento nella società di detenuti ed ex tossico dipendenti attraverso l'approccio alla recitazione. E' stata in scena con lo spettacolo "Miracoli!" per la regia di Marcello Cotugno dove appunto recita con questi ragazzi.

E' protagonista accanto a Giancarlo Giannini del fashion movie "The good Italian II" (di Emanuele di Bacco) Tra i suoi lavori cinematografici anche "Arianna" (di Carlo Lavagna) e "Quando corre Nuvolari" (di Tonino Zangardi).

Tra i premi ricevuti: "Premio Giuliano Gemma-sezione Cinema Nuovi Talenti", "Stella al merito sociale" per unire l'arte della recitazione all'impegno sociale nella tutela delle donne e nel reinserimento di ex-detenuti, "Oscar ai Giovani" al Campidoglio e "Attrice Rivelazione Roma Videoclip Festival". Nel 2019, al Festival del Cinema di Venezia, riceve il "Premio Kineo Guest Star-CSC".

Miriam inoltre si è dedicata ad un progetto che le sta molto a cuore, ovvero la realizzazione del docufilm "Duchenne" (di Gilles Rocca). Progetto che la vede nelle vesti non soltanto di attrice ma anche di sceneggiatrice. Il progetto racconta la storia vera di Simone Gaito affetto dalla sindrome di duchenne, una forma di distrofia muscolare e si sofferma anche sulla tematica della sessualità nei portatori di handicap. Progetto premiato al festival "Tulipani di Seta Nera".

Nel 2018 Miriam è protagonista dell'opera prima "Scarlett" (regia di Luigi Boccia) e sempre in questo anno è co-protagonista ed unica attrice italiana nel film "In the trap" (regia di Alessio Liguori) accanto a Jamie Paul (Black Mirror), David Bailie (I pirati dei Caraibi, La casa di Jack) e Sonya Cullingford. Il film in questi giorni sta ricevendo numerosi apprezzamenti durante le proiezioni a festival di cinema come il "Trieste Science+Fiction Festival" ed il festival internazionale "Cine de Terror-Molins de Rei". Il film uscirà nelle sale italiane il 23 gennaio 2020.

 

Federico Rosati

Attore e scrittore, consegue il diploma triennale in recitazione presso il Centro Informazione Allenamento Permanente per Attori (C.i.a.p.a.), diretto da Gisella Burinato. Successivamente si diploma in doppiaggio e dizione presso gli Studi Titania, sotto la direzione di Massimo Di Cicco, per poi frequentare l'Actor Center di Michael Margotta e i seminari di recitazione diretti da Burt Young e Bernard Hiller. Noto per il personaggio di Kurz, protagonista assoluto del film Shooting Silvio di Berardo Carboni, ha collaborato tra gli altri con registi quali Renato De Maria, Eugenio Cappuccio, Davide Marengo, Tonino Zangardi, Giorgio Molteni, Cinzia Bomoll, Paolo Bianchini storico aiuto regia di Sergio Leone e tanti altri. Numerose le partecipazioni nelle fiction televisive tra cui L'ispettore Coliandro dei Manetti Bros e Il giovane Montalbano di Gianluca Tavarelli, entrando tra i protagonisti nel cast della 4a serie dell'Onore e rispetto, fino a guadagnarsi un ruolo nella serie internazionale Voetbalmaffia di Mark de Cloe. Nel 2017 è nella cinquina del David di Donatello con il cortometraggio Mostri di Adriano Giotti, conseguendo numerosi riconoscimenti tra cui il Premio F.I.C.E per la sua "toccante interpretazione". Lo vedremo prossimamente al cinema nel ruolo di Sonny, protagonista dell'opera prima di Mauro Russo.  

 

 

 

Teatro Brancaccino

Botteghino
Via Merulana 244 Roma



ORARI DI APERTURA

martedì – venerdì h. 11.00/13.00 – 14.00/19.00
sabato h. 14.00 – 19.00 / domenica h. 14.00 – 18.00
lunedì chiuso



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giovedì 14 novembre 2019

Spettacoli a teatro. Al Sala Umberto arriva MISERY



FONDAZIONE TEATRO DUE, TEATRO NAZIONALE DI GENOVA, TEATRO STABILE DI TORINO-TEATRO NAZIONALE 
PRESENTANO

FILIPPO DINI, ARIANNA SCOMMEGNA, CARLO ORLANDO

in

MISERY 
DI WILLIAM GOLDMAN

TRATTO DAL ROMANZO DI STEPHEN KING
traduzione Francesco Bianchi


REGIA
FILIPPO DINI
scene e costumi Laura Benzi
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino
trucco Cinzia Costantino

 assistente alla regia Carlo Orlando

19 NOVEMBRE – 1 DICEMBRE 2019



RIVIVE A TEATRO MISERY, TRATTO DAL ROMANZO DI STEPHEN KING E RESO CELEBRE DA UN FILM CULT.

FILIPPO DINI DIRIGE E INTERPRETA INSIEME AD ARIANNA SCOMMEGNA L’INCUBO DI UNO SCRITTORE PRIGIONIERO DI UN’AMMIRATRICE PSICOPATICA, PRONTA A UCCIDERLO

PUR DI RIPORTARE IN VITA IL SUO PERSONAGGIO PREFERITO.

UNA GRANDE OPERA SUL POTERE MAGICO DELLA NARRAZIONE.

Quando il romanzo Misery di Stephen King fu pubblicato nel 1987, balzò subito all’attenzione dei moltissimi fan del Re del thriller e vinse il premio Bram Stoker.

Il pluripremiato sceneggiatore e drammaturgo William Goldman trasformò il libro in una sceneggiatura cinematografica utilizzata per il film omonimo del 1990 divenuto di culto diretto da Rob Reiner con James Caan e Kathy Bates, che per la sua interpretazione si aggiudicò Oscar e Golden Globe come migliore attrice.

La vicenda agghiacciante e claustrofobica dello scrittore Paul Sheldon caduto nelle mani della fan Annie Wilkes rivive ora in teatro, uscito dalla penna di colui che sceneggiò il film e diretto e interpretato da Filippo Dini, di recente insignito del Premio Le Maschere del Teatro Italiano.

Accanto a lui, nel ruolo dell’infermiera disturbata Annie Wilkes, la talentuosa attrice Arianna Scommegna e Carlo Orlando nel ruolo dello sceriffo, con musiche di Arturo Annecchino, scene e costumi di Laura Benzi, luci di Pasquale Mari, trucco di Cinzia Costantino e con la traduzione di Francesco Bianchi.

MISERY, nuova produzione di Fondazione Teatro Due, coprodotta da Teatro Nazionale di Genova e Teatro Stabile di Torino, ha debuttato, in prima nazionale, al Teatro Due di Parma il 26 ottobre ed è impegnato in una lunga tournée che toccherà le maggiori città italiane.

Ciò che racchiude questo testo, però, va ben oltre la storia terrorizzante dello scrittore Paul Sheldon, salvato da un brutto incidente stradale dalla sua fan numero uno che si trasforma in una carceriera e non si ferma davanti a niente pur di tenere in vita il suo personaggio preferito. 

Mentre Annie diventa l’incarnazione diabolica dell’amore che ogni essere umano nutre verso le storie e verso chi le racconta, l’autore sembra diventare un moderno Sherazade, o racconta o muore.

Ma non è ancora tutto, nell’angoscia della costrizione egli affronta faccia a faccia, come mai lo ha affrontato nella sua vita, il suo demone, incarnato da Annie, quello che accompagna la vita di ogni artista: il demone tirannico e folle della creazione, che tutto dona e che in cambio vuole la vita.

Misery è un testo senza tempo in cui vengono indagati i meandri della mente umana che cerca le storie, le vuole, le brama, e che di fronte alla fonte di quelle storie non può far altro che innamorarsi e nutrirsi, anche a costo di distruggere per sempre chi alimenta i suoi sogni.

“Tra tutti gli scrittori che animano le creazioni di King, Paul Sheldon è il più forte, il più disperato. Prigioniero del suo talento e della sua vocazione, scopre se stesso nel viaggio all’inferno in compagnia di Annie. E lei è semplicemente indimenticabile”. Racconta Filippo Dini.
“Annie è l’esasperazione del desiderio e dell’amore per l’arte, di quella silenziosa e segreta preghiera che ognuno di noi innalza nel proprio cuore ogni volta che voltiamo la prima pagina dell’ultimo romanzo del nostro scrittore preferito. O che sediamo in platea, le luci si spengono e inizia lo spettacolo.
Misery è una grande opera sul potere magico della narrazione. Ed ecco perché poter portare questa storia in teatro è una grande occasione e un grande privilegio. Perché il teatro è il luogo della Magia”.

SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 Roma
www.salaumberto.com 
tel.06.6794753 
prenotazioni@salaumberto.com
Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21, domenica ore 17,
mercoledì 27 novembre ore 17
Prezzi da 17 a 30 euro

Tournée
dal 5 al 17 novembre Genova, Teatro Duse
dal 19 novembre al 1 dicembre Roma, Sala Umberto
da 3 al 15 dicembre Torino, Teatro Gobetti
17 dicembre Scandiano, Teatro Boiardo
9 gennaio 2020 Meldola, Teatro Dragoni
10 gennaio Faenza, Teatro Masini
14, 15 gennaio Monfalcone, Teatro Comunale
dal 22 al 26 gennaio Ancona, Teatro Sperimentale
dal 28 gennaio al 2 febbraio Catania, Teatro Stabile

sabato 9 novembre 2019

NORA TURATO – I’M HAPPY TO OWN MY IMPLICIT BIASES | 15.11.2019 h.19.30


NORA TURATO – I'M HAPPY TO OWN MY IMPLICIT BIASES | 15.11.2019 h.19.30

ArtDate – Festival di Arte Contemporanea
IX Edizione
Essere Parte | Being Part Of
14, 15, 16, 17 Novembre 2019
Bergamo
ArtDate – Contemporary Art Festival 
9th Edition
Being Part Of
November 14th, 15th, 16th and 17th, 2019
Bergamo
CONFERENZA INAUGURALE
Mercoledì 13 Novembre
ore 11.00
Sala Curò
Piazza Cittadella, 8 Città Alta - Bergamo
OPENING CONFERENCE 
Wednesday, November 13th
11.00 a.m.
Sala Curò
Piazza Cittadella, 8 Città Alta - Bergamo

Venerdì 15 Novembre
ore 19.30
NORA TURATO
I'M HAPPY TO OWN MY IMPLICIT BIASES
Fondazione Museo di Palazzo Moroni
Via Porta Dipinta, 12 Città Alta – Bergamo
A cura di
Maria Marzia Minelli e Claudia Santeroni
Friday, November 15th
07.30 p.m.
NORA TURATO
I'M HAPPY TO OWN MY IMPLICIT BIASES
Fondazione Museo di Palazzo Moroni
Via Porta Dipinta, 12 Città Alta – Bergamo
Curated by
Maria Marzia Minelli e Claudia Santeroni
A distanza di un anno dalla presentazione di Syzygy di Hanne Lippard nella chiesa San Giovanni XXIII dell'Ospedale della città (dicembre 2018), un altro luogo simbolo di Bergamo si offre come cornice di un evento performativo incentrato sulla presenza scenica nella pratica artistica e sulle potenzialità scultoree dell'uso della voce. A year ago, in December 2018, inside the church of San Giovanni XXIII (in Bergamo hospital), Hanne Lippard realized her Syzygy's presentation. This year, an another symbolic place of Bergamo offers itself as a setting of a performative event focused on the scenic presence in the artistic practices and on the sculptural potentialities of the use of the voice.
In occasione della nona edizione del Festival ArtDate, The Blank e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni portano per la prima volta un evento di arte contemporanea nel salone da ballo del prestigioso edificio barocco nel cuore di Città Alta, Palazzo Moroni. Protagonista è Nora Turato, artista croata di base ad Amsterdam, che venerdì 15 novembre alle 19.30 presenterà la performance  I'm Happy to own my implicit biases.
Il testo prende spunto dalla tradizione delle cosiddette donas de fuera siciliane, ovvero le "donne dell'altrove" che ai tempi dell'Inquisizione spagnola venivano additate come delle reiette a causa dei loro poteri e comportamenti fuori dagli schemi. Unendo performance e voce, l'artista dà vita ad una elaborazione critica sulla libertà di espressione all'interno di un monologo in cui vicende personali si uniscono ad elementi della teoria femminista.
For this 9th edition of ArtDate, The Blank and Fondazione Museo di Palazzo Moroni bring for the very first time a Contemporary Art event in the ballroom of Palazzo Moroni, the prestigious Baroque building located in the heart of the old town. The performer is Nora Turato, a Croatian artist based in Amsterdam, who on Friday 15th November at 7:30 p.m. will be presenting her performance I'm Happy to own my implicit biases.
The text was inspired by the tradition of the Sicilian donas de fuera, that is "elsewhere women". During the Spanish Inquisition period this women were pointed at pariahs due to their secret powers and outside the box behaviors. Mixing performance and voice, the artist brings to life a critical analysis on the freedom of speech within a monologue where personal matters and elements of feminist theories joint together. 
Prendendosi carico del peso della repressione delle voci femminili nel corso della storia, Nora Turato parla ad alta voce, facendo rivivere gli spazi della Fondazione Museo di Palazzo Moroni. Taking charge of the repression of women's voices throughout history, Nora Turato talks out loudly, making the ballroom of Fondazione Museo di Palazzo Moroni sound. 
Performance con numero di posti limitato
(max. 90 partecipanti)
Performance with limited number of seats
(max. 90 participants) 

Il Festival di Arte Contemporanea The Blank ArtDate è organizzato da The Blank ed è frutto di un'intesa culturale con il Comune di Bergamo volta alla valorizzazione e promozione di Bergamo come città d'arte e cultura. È un evento di rilevanza regionale supportato da Regione Lombardia e riconosciuto dalla piattaforma europea EFFE - Europe for Festivals, Festivals for Europe per la sua qualità artistica, il coinvolgimento della comunità locale e al contempo il respiro europeo e globale. La manifestazione è resa inoltre possibile dal sostegno e contributo di importanti realtà quali: Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo, Fondazione della Comunità Bergamasca, Isocell S.p.A., Dielle Ceramiche S.p.A. e patrocinata da L'Eco di Bergamo. The Contemporary Art Festival The Blank ArtDate is organized by The Blank and is the result of a cultural agreement with the Municipality of Bergamo aimed at the enhancement and promotion of Bergamo as a city of art and culture. It is an event of regional importance supported by Regione Lombardia and recognized by the European platform EFFE - Europe for Festivals, Festivals for Europe for its artistic quality, the involvement of the local community and, at the same time, for the European and worldwide scope. The event is also made possibile thanks to the support and the contribution of important companies such as: Fondazione UBI Banca Popolare di Bergamo, Fondazione della Comunità Bergamasca, Isocell S.p.A., Dielle Ceramiche S.p.A., sponsored by L'Eco di Bergamo. 





lunedì 4 novembre 2019

Orchestra Italiana del Cinema al Concerto Con i Poveri per i Poveri (Aula Paolo VI, 9 novembre)


 

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III Giornata Mondiale dei Poveri

Sabato 9 novembre - ore 18:00

Concerto Con i Poveri e per i Poveri

Terza Edizione

 

ORCHESTRA ITALIANA DEL CINEMA

Diretta dal Premio Oscar NICOLA PIOVANI

e da Mons. Marco Frisina

con il Coro della Diocesi di Roma

 

Aula Paolo VI (Città del Vaticano)

 

Ingresso libero a tutti


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Sarà la grande formazione sinfonica dell'Orchestra Italiana del Cinema ad accompagnare il Premio Oscar Nicola Piovani nella Terza Edizione del Concerto Con i Poveri e per i Poveri din programma nell'Aula Paolo VI sabato 9 novembre alle ore 18:00. Sul palco a dirigere l'Orchestra ci sarà anche Mons. Marco Frisina, presente già nelle due passate edizioni; con lui anche il Coro della Diocesi di Roma..

Il repertorio che l'Orchestra eseguirà con Piovani prevede alcuni brani tratti dai film di Roberto Benigni "La vita è bella" - per il quale il compositore vinse nel 1999 il premio Oscar come Miglior Colonna Sonora - e "Pinocchio". Con Mons. Frisina interpreterà invece due Suite che raccolgono i temi tratti dalle sue colonne sonore di famosi film per la televisione ispirati a grandi figure di Papi e di Santi.

L'evento, le cui due precedenti edizioni sono state rispettivamente dirette dal Maestro Daniel Oren (2015) e dal Premio Oscar Ennio Morricone (2016), è volto ad offrire una serata di musica e di riflessione spirituale e d'inclusione alle 7.000 persone che vorranno partecipare gratuitamente. I primi due settori dell'Aula Paolo VI, nei posti d'onore, saranno appositamente riservati ai fratelli più poveri e bisognosi: famiglie in difficoltà, anziani, senzatetto e le tante persone in situazioni di fragilità e precarietà, che normalmente non potrebbero vivere questa esperienza. Seguendo gli insegnamenti di Papa Francesco, obiettivo del Concerto è donar loro un germe di speranza attraverso il linguaggio universale ed emozionante dell'arte musicale.

L'evento, organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione con la collaborazione dell'Associazione Nova Opera, va a porsi in apertura della III Giornata Mondiale dei Poveri dal tema La speranza dei poveri non sarà mai delusa.

Numerose le Realtà Caritative e le Associazioni che collaborano alla realizzazione dell'iniziativa e che saranno presenti in Aula Paolo VI insieme ai loro assistiti: tra queste vi sono il Gran Priorato di Roma e la Delegazione Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta, il Circolo San Pietro, la Caritas Diocesana di Roma, la Comunità di Sant'Egidio, il Centro Astalli per i rifugiati, le Missionarie della Carità, le ACLI di Roma, l'Unitalsi, la Comunità Nuovi Orizzonti, i Missionari Vincenziani, l'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e diverse Parrocchie e Istituti religiosi.

Come ulteriore e concreto gesto di solidarietà, inoltre, al termine del Concerto i volontari distribuiranno un pasto a tutti i poveri presenti.

 

Tutti coloro che desiderano partecipare al Concerto, possono prenotare i biglietti di ingresso gratuiti fino ad esaurimento posti compilando l'apposito modulo presente sul sito: concertoperipoveri .org

 

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ORCHESTRA ITALIANA DEL CINEMA

Presidente: Marco Patrignani




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