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Cinema e Teatro

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giovedì 8 giugno 2017

Festival Internazionale di danza Contemporanea Fuori Programma dal 9 al 26 luglio 2017 h 21 Teatro Vascello

Teatro Vascello
9-26 luglio 2017

FUORI PROGRAMMA

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI DANZA CONTEMPORANEA
In collaborazione con European Dance Alliance - Valentina Marini Management

STRUTTURA DOTATA DI ARIA CONDIZIONATA

A Roma, al teatro Vascello prende forma un Festival Internazionale di Danza contemporanea: Fuori Programma, un festival necessario per la capitale, per il nostro teatro e per gli operatori impegnati a promuovere la danza contemporanea italiana e internazionale. Un'attività inserita in un periodo lontano dalle programmazioni canoniche dei teatri, un'ulteriore offerta culturale per rafforzare l'immagine di Roma, non meno importante delle principali capitali europee.

Il programma di luglio 2017 è un timido ma forte segnale che ci auguriamo possa crescere negli anni, soprattutto se troverà consenso e interesse da parte del pubblico romano e nei tanti turisti di tutto il mondo che affollano nel periodo estivo questa meravigliosa città.

Il Teatro Vascello per la sua vocazione, da sempre orientata alla contemporaneità, con una spiccata attenzione alla scena coreutica avvia un nuovo progetto, in collaborazione con European Dance Alliance di Valentina Marini, per riportare la danza al centro delle programmazioni estive nella città di Roma.
FUORI PROGRAMMA nasce con l'intenzione di aprire uno sguardo sulla scena internazionale, raccogliendo una gamma di creazioni ed espressione di linguaggi differenti, legate a una geografia altrettanto variegata per portare in scena in cinque appuntamenti, durante i diciotto giorni di Festival, una sintesi delle più interessanti e recenti produzioni coreografiche su scala europea.
Siamo sempre stati convinti che la danza, per il linguaggio che esprime e per la sua universalità, possa rappresentare la chiave di volta per aggregare il pubblico, nonostante la sua apparente complessità di fruizione possa invece raggiungere tutti.
L'approccio alla danza contemporanea deve diventare un atto di fiducia per rinnovare i propri interessi, per la poetica e il senso estetico che appartiene alla nostra civiltà, lo strumento per riscoprire, attraverso l'uso del corpo e la musica, la sensibilità che si cela in ognuno di noi.

Acquista i biglietti e l'abbonamento on line https://teatrovascello.bookingshow.com/
Biglietteria: Intero € 18,00 - Ridotto over 65 e studenti € 13,00
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto
Abbonamento speciale Festival Internazionale 5 spettacoli 50,00 euro




9 luglio - domenica h 21 PRIMA NAZIONALE
LA VERONAL (Spagna)
KOVA ¬ GEOGRAPHIC TOOLS
Regia, messa in scena, costumi: Marcos Morau / La Veronal.
Coreografia: Marcos Morau in collaborazione con il corpo di ballo.
Ballerini: Laia Duran, Lorena Nogal, Marina Rodríguez, Manuel Rodríguez, Sau Ching Wong.
Assistente coreografo: Lorena Nogal.
Consulenza drammaturgica: Roberto Fratini.
Space e light design: La Veronal & Enric Planas
Produzione esecutiva: Juan Manuel Gil Galindo
Assistente di produzione: Cristina Goñi Adot
Première: 21st - 22nd October 2016 / SaT! - Sant Andreu Teatre, Barcelona.


"Il cammino di coloro che temono di raggiungere l'obiettivo si trasformerà molto facilmente in un labirinto." Walter Benjamin

Durante il suo percorso La Veronal si è distinto, per coreografie e composizione, attraverso un linguaggio unico e personale, per l'interazione tra la danza e una combinazione variegata di discipline che si sono arricchite, ingrandite e, nel tempo, hanno acquisito potere. Marcos Morau ha dato vita al suo catalogo, guidato da un desiderio di esplorare la natura di alcuni specifici luoghi del pianeta.  Il modus operandi si è rivelato un celato tentativo di ricerca del territorio enigmatico che nasconde la geografia del corpo umano e dei movimenti. In questo lavoro di composizione coreografica, che dura da ben cinque anni, Marcos Morau e il suo team di ballerini hanno sviluppato uno specifico codice di movimenti chiamato KOVA, un manuale, una mappa che include un set di regole che coordina il linguaggio coreografico. Così, dopo aver definito una topografia specifica, sorge chiaro il bisogno di presentare KOVA per la sua validità di strumento di ricerca. A fronte di questa presa di coscienza, in questo nuovo lavoro, con KOVA- Geographic Tools, La Veronal abbandona il carattere più drammatico, testuale, iconico e rappresentativo delle sue creazioni, per focalizzarsi nella pura dinamica del movimento espresso attraverso KOVA. In questo modo si rende un ritratto istantaneo della composizione, un ritratto di plasticità fisica, liberando la danza di un altro strato, quello dato dal testo e dall'immagine.  KOVA trasmette una tensione attraverso una serie di regole dell'azione coreutica, che genera continui impedimenti e problemi, nei confronti del fisico del performer. In questo contesto, il ballerino che combatte per risolvere queste sfide auto-imposte, è capace di comunicare un interessante senso di libertà e di vastità di possibilità. Gli spettatori si trovano di fronte a un panorama coreografico ricco e complesso, un labirintico linguaggio del corpo, liberi da temi e forme programmate riconoscibili dentro uno schema figurativo. Geographic Tools vuole rendere le possibilità interpretative d'avanguardia e sceglie il corpo dei ballerini come unica immagine per comunicare con gli spettatori e con la danza, come unico testo possibile.  In questo modo, KOVA esplora il territorio semiotico del movimento astratto.

Kova ¬ Geographic Tools è il risultato della fusione di codici di creazione di movimento, sviluppato da La Veronal negli ultimi cinque anni, come risultato di ricerca e combinazione di decisioni che permettono di riempire il buio/libertà/ vaste possibilità che si offrono ad un ballerino durante una performance. Sulla base di questa pura astrazione la forma si collega allo spazio e al tempo per provare a generare/complicare/risolvere i problemi che essa provoca. La Veronal lavora e sviluppa questi meccanismi e questi sistemi in maniera continuativa.

Il fatto che KOVA formi una fraseologia labirintica non implica solo che il movimento dettato dalla fraseologia è particolarmente ricco in direzioni, tendenze, divergenze, separazioni, diramazioni, perdite ma anche la sua logica, come qualsiasi altro labirinto, è allo stesso tempo chiaro e nascosto dalla sovrabbondanza, dalla ridondanza dei segni e delle indicazioni date. Essendo "intelligente" per definizione, il labirinto è una trappola per la percezione. Qui la vista d'insieme è nascosta da mille altre prospettive, mille immagini, mille svolte che il labirinto offre a chi lo attraversa. Per questo stesso motivo, si può dire che il labirinto sta alle regole della costruzione come la retorica sta alla grammatica. Se KOVA realizza queste costruzioni complesse, così difficili per chiunque provi a decodificarle attraverso i dettagli, è perché la grammatica di KOVA, che potrebbe dar delineare un discorso monotono, preferisce invece proliferare in fenomeni di alto contenuto retorico, in una grammatica che non nasce dal linguaggio comune ma direttamente dalla poesia. Anche quando il poeta scrive con la stessa grammatica del reporter o dello scienziato, il ruolo della poesia è esattamente uno: nascondere in maniera enigmatica quella grammatica (in un labirinto fatto di figure sfuggenti e ingannevoli), che si risolve ad un livello più alto, più frenetico e più oscuro e che perde le sue tracce nel groviglio del cambiamento, dove tutto è identico perché è tutto differente, dove lo stesso posto sembra essere un altro, mentre ci avventuriamo attraverso le curve della struttura, o dove l'altro luogo sembra essere lo stesso luogo. Roberto Fratini

11 luglio - martedì h 21 PRIMA REGIONALE
Gruppo Nanou (Italia – Ravenna)
Xebeche [csèbece]
coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Marta Bellu, Rhuena Bracci, Enrica Linlaud, Marco Maretti, Rachele Montis, Davide Tagliavini
suono: Roberto Rettura
light design: Fabio Sajiz
produzione: E / gruppo nanou, Ravenna Festival
con il sostegno di: L'Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Cantieri, Centrale Fies, Olinda – Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, Santarcangelo dei Teatri
con il contributo di: FONDO PER LA DANZA D'AUTORE della Regione Emilia Romagna 2015/2016, MIBACT, Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura

Video promo https://vimeo.com/174812285

Il mio nome è Xebeche "colui che parla ad alta voce senza dire nulla".
Preferisco essere chiamato Nessuno. Jim Jarmush, Dead Man (1995)

Attraverso la negazione dell'identità, la sua scomparsa, il suo limarne i confini, il problema fondamentale è quello di produrre inconscio e, con esso, nuovi enunciati, altri desideri. Gilles Deleuze / Felix Guattari, Millepiani

Per la prima volta, Nanou si confronta con la struttura coreografica dell'ottetto attraverso il procedimento rigoroso di una strategia creativa, giocata sulla formalizzazione della figura e del recinto che la perimetra Il corpo è forma antropomorfica inevitabilmente in conflitto con il recinto geometrico.
La geometria del recinto assume l'esperimento retorico della perfezione, in quanto funzionale allo scatenamento prodotto sulla figura interna spaesata in un centro impossibile. La struttura coreografica è una continua mutazione che segue diversamente il passaggio del corpo e la trasformazione che questo dà al luogo.
Un infinito piano sequenza che si intreccia e si riversa su sé stesso fino a diventare nodo e quindi a scoppiare. Première dal 08 al 10 giugno 2016


14 luglio - venerdì h 21 PRIMA REGIONALE
Zerogrammi (Italia – Torino)
Jentu
progetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta
creato con Chiara Guglielmi
interpreti Chiara Guglielmi, Stefano Mazzotta
drammaturgia e collaborazione all'allestimento Fabio Chiriatti
luci Alberta Finocchiaro
produzione ZerogrammieStoriedivento
coproduzione Pim O" (It), LUFT casacreativa (It)
un ringraziamento a Chiara Michelini, Villa Cultura (It), Tersicorea
T.O" (It)
con il sostegno di Regione Piemonte, MIBACT - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.
anno di produzione 2016
genere teatrodanza
durata 50 min. pubblico + 10

link video: https://vimeo.com/173589870  

Tutto solito. Nient'altro mai. Mai tentato. Mai fallito.
Fa niente. Tentare di nuovo. Fallire di nuovo. Fallire meglio. (S. Beckett)

JENTU è una creazione ispirata al "Don Quijote" di Miguel Cervantes. Nella lettura attenta dell'opera l'interesse per le gesta del protagonista e dei suoi compagni di viaggio (da Sancho Panza a Dulcinea) si è spostato sul senso che tali imprese possono ancora avere per noi oggi. Azioni senza lieto fine, inutili, consumate nella penombra di una stanza. Azioni capaci di prefigurare una nuova etica e un nuovo modello di eroe senza poteri speciali, senza gloria né squilli di tromba ad annunciarne la fragile umanità. I colori più accesi si diluiscono acquarellando la scena attraverso coreografie, soli e duetti, azioni e silenzi pervasi di un umore delicato. Si disegna con tratto leggero e sfuggente la figura di un eroe emblema di un'etica del fallimento che rilancia la sfida a provare di nuovo, daccapo, con coraggio. Che ci parla della capacità di cadere, di esistere persistendo nell'inseguire un ideale, il proprio, dell'incapacità di volersi arrendere a ciò che è dato e deve essere accettato così com'è perché il senso di ogni azione non sia tanto il risultato quanto la tensione necessaria per tentare di raggiun- gerlo riscoprendo la meraviglia di farsi viaggio. Così i personaggi di JENTU. Esiliati da un tempo cui non corrispondono o da un luogo che gli è stato sottratto, sospesi, stranieri, abitano un paesaggio leopardiano che ha per soglia la resa, unico possibile luogo di appartenenza e senso. (Chiara Michelini)

(...) Semplicemente il viaggio verso le proprie aspirazioni, le proprie passioni, la propria bellezza. Così tentano, falliscono, ricominciano, senza mai perdersi d'animo i due protagonisti di Jentu. Novelli Don Chisciotte, anti-eroi contemporanei, che perseguono i propri ideali, viaggiando insieme, paralleli, spronandosi a vicenda. È racchiusa in questa metafora poetica del viaggio e della non resa al mondo la riuscita di Jentu (...) (Maria Luisa    Buzzi, DANZA&DANZA)

(...) un racconto a tappe, composto da una potente gesticolazione e da larghi passi danzanti, quasi tesi e protesi ad elastico da una finestra, luogo d'incontri e partenze. L'hidalgo è un anti-eroe, combatte contro illusioni, glorie e potere mondani. Jentu nella sua forma rotonda e compiuta riesce a raccontare tutto ciò con poesia. (...) (Marinella Guatterini, IL SOLE  24 ORE)

(...) Le coreografie ideate da Stefano Mazzotta evocano diversi stati d'animo, donandosi all'occhio e al cuore di chi guarda. (Miriam Arensi | LA VOCE)

(...) La partitura fluida di contatti e prese, di complicità e fratellanza (che rarità vedere un duo che non evochi l'amore tra l'uomo e la donna!) si alterna a malinconici momenti di sospensione alla finestra: quasi la realtà, impossibile da ignorare, finisse sempre per richiamare a sé stessa i due eroi. E anche se Chiara/Sancho non cessa si spronare il suo cavaliere ("alzati! corri! combatti!"), Stefano/Chisciotte, appeso il cappotto al chiodo, si allontana. Ma fuori dal palco, si sa, è ben più difficile dar corpo ai sogni. (Maddalena Giovannelli | STRATAGEMMI)


18 luglio - martedì h 21 PRIMA REGIONALE
Compagnia Zappalà Danza (Italia – Catania)
Romeo e Giulietta 1.1
la sfocatura dei corpi
coreografia e regia Roberto Zappalà
Musica Pink Floyd, Elvis Presley, Luigi Tenco, José Altafini, Mirageman, John Cage, Sergei Prokofiev
Interpreti Maud de la Purification, Antoine Roux-Briffaud
Testi a cura di Nello Calabrò
Luci e costumi Roberto Zappalà Direzione tecnica Sammy Torrisi Management Maria Inguscio
Una produzione Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza – Centro di Produzione della Danza
in coproduzione con Orizzonti Festival. Fondazione
In collaborazione con "Le Mouvement Mons" Festival (Belgio)
Prima nazionale 5/6 agosto 2016 Orizzonti Festival, Chiusi
con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo
 
Dopo la festa/compleanno del quarto di secolo e gli ultimi anni ricchi d'intensa produttività Roberto Zappalà inizia un nuovo progetto dal titolo Antologia. Con Antologia si intende recuperare i lavori più interessanti che hanno lasciato un segno nel tempo e nella costruzione della linea coreografica di Zappalà e della compagnia. Il progetto non ha soltanto il compito di "recuperare" e di "rivisitare", ma anche quello di originare attraverso un nuovo "contatto" nuove visioni; dove anche il "semplice" cambiamento degli interpreti può fare da primo mobile per un diverso approccio alla creazione da parte del coreografo. Tutto ciò non solo determinerà una riflessione sul passato ma inevitabilmente porterà a riflettere sul futuro.

"La sfocatura dei corpi" era il titolo del Romeo e Giulietta del 2006 che Roberto Zappalà ha deciso di riprendere e riportare in scena come primo spettacolo di Antologia.
Una revisione che è anche e soprattutto un rinnovamento. Un romeo e giulietta 1.1

Cosa ci fa sentire sfocati, quando ci sentiamo sfocati ? Tecnicamente, (in ottica, fotografia, cinema), la sfocatura è una questione di distanza.  La distanza tra il centro focale dell'obiettivo è l'oggetto inquadrato; se questa distanza è inferiore o superiore ad una certa misura l'oggetto risulta, appunto, sfocato.
Riportando tutto ai due amanti di Verona ci sentiamo sfocati quando "percepiamo" che la distanza tra noi e il mondo, tra noi e l'amato non è quella giusta; quando la distanza che ci separa dall'essere amato è condizionata dal proprio essere nel mondo; quando siamo, ci sentiamo, crediamo di essere, troppo vicini, o troppo lontani. Siamo tutti Romeo e Giulietta.

Nella versione 1.1 il coreografo ha spostato la propria messa a fuoco, concentrandola più che sulla coppia di innamorati, sulla loro individualità di esseri che vivono singolarmente un disagio soprattutto sociale. Nelle note vicissitudini scespiriane si arriva all'amore sublimato dalla morte (e viceversa), la versione 1.1 vuole riflettere e al contempo "ribellarsi" ad un tempo storico (oggi) dove la pulsione di morte è sublimata solo da se stessa e contrapporle passione e rispetto nei confronti della vita.
Una riproposizione di Romeo e Giulietta che non vuole "parlare" d'amore ma essere un atto d'amore verso la vita.

Si ringrazia Simone Viola per i movimenti di danze da sala e Stefano Tomassini per aver seguito in qualità di studioso l'inizio del percorso di ripresa e rilettura dello spettacolo.

26 luglio - mercoledì h 21 PRIMA NAZIONALE
Company Chameleon (Inghilterra)
OF MAN AND BEAST
Coreografia: Anthony Missen
Musiche originali: Miguel Marin; Ocote Soul Sounds, Rage Against The Machine
Costumi: Company Chameleon
Performers: Anthony Missen, Theo Fapohunda, Lee Clayden, Taylor Benjamin, Thomasin Gülgęc
Direttore prove: Anthony Missen
Commissionato da: Without Walls, Ageas Salisbury International Arts Festival and Merchant City Festival Glasgow
Durata: 30 min – Anno: 2015

Indimenticabile pièce di danza che esplora e svela le molte face della virilità, Of Man And Beast, offre uno sguardo sensibile e potente al comportamento e alle dinamiche di gruppo tra uomini.
La spavalderia e l'aggressività riempiono i diversi scenari, perché se vuoi far parte di una gang devi essere forte, veloce e divertente. Il cambiamento della scala gerarchica porta ad una rottura del gruppo e subito, i protagonisti sono chiamati ad interrogarsi sulle proprie identità individuali, su come adeguarvisi e farle proprie.

Carico e volutamente veloce, lo spettacolo, dal forte carattere innovativo, dimostra lo stile fisico unico della Company Chameleon e il ricco mix di danza e tecnica. La coreografia di Anthony Missen emerge, allo stesso tempo, grezza e raffinata, attraverso l'imponente abilità atletica dei cinque eccezionali performer. A tratti altamente comici, scuri e minacciosi in altri, l'opera è uno specchio emotivo e provocatorio dei nostri tempi
Commissionato da: The Lowry, DanceXchange & Live at LICA.
Trailer https://vimeo.com/132338564


Spellbound contemporary ballet (Roma Italia)
The hesitation day - The divided self
"THE HESITATION DAY"
Coreografia   Mauro Astolfi
Musica   Norn   Amon Tobin
Disegno Luci   Marco Policastro
Interpreti   Fabio Cavallo   Giovanni La Rocca   Mario Laterza   Giacomo Todeschi
Una produzione Spellbound realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con The Egg-Albany-NY/USA

The Hesitation day, una produzione Spellbound con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con The Egg/Albany di NY, ha debuttato in prima mondiale il 23 ottobre 2015 al The Egg/Albany di NY, con la coreografia Mauro Astolfi, musica di Norn, Amon Tobin e il disegno Luci Marco Policastro.

"È quel giorno, quel momento dove c'è una sospensione temporanea di un'azione, di un pensiero o di un giudizio. In realtà è un momento prezioso, quasi un reset dove ricordare cosa vogliamo portare di noi nel mondo esterno. L'altro significato di "esitare" è di trasportare qualcosa, di farlo arrivare a destinazione proprio questo doppio e apparentemente opposto significato della parola ha innescato questo lavoro a volte il non sapersi (apparentemente) decidere, sta comunque portando delle nostre informazioni da qualche parte e, di certo, qualcuno le avrà qualcuno ci comprenderà. Ma per molti rimarremo illeggibili e indecifrabili, per tutti quelli che sapranno leggere solo il movimento continuo e non tutto che è subito prima e subito dopo l'azione."
Studio: https://vimeo.com/143480005


PRIMA REGIONALE
THE DIVIDED SELF
Coreografia Mauro Astolfi
Interpreti Serena Zaccagnini, Maria Cossu
Musica Rival Consoles Oto Hiax Nils Frahm Òlafur Arnalds

Una produzione Spellbound, prima assoluta Vitebsk Festival of Modern choreography, novembre 2015.

"The Divided self descrive alcuni gradi della difficolta'e della limitazione della liberta' che inevitabilmente impone la presenza di qualcuno vicino a noi.
Cambia tutto quando non si devono spiegazioni del nostro modo d'essere, tutto' scorre' diversamente ...cosi come è bello avere qualcuno con cui condividere...è altrettanto bello sentire il proprio silenzio e trasformarlo in azione."

Questo duetto al femminile, inizialmente creato per due allieve dei corsi professionali del Daf Dance Arts Faculty di Roma ha debuttato il 21 novembre 2015 in Bielorussia a Vitebsk nell'ambito dell'international Festival of Modern Dance e si inserisce in un percorso di piccole creazioni e progetti volti a creare un trampolino di lancio e un avvio professionali ai migliori talenti cresciuti nelle fila del Daf di Roma sotto l'egida produttiva di Spellbound Contemporary Ballet.
La creazione è poi passata al repertorio della compagnia principale dal 2017.
https://vimeo.com/197816202  

BIO / Spellbound Contemporary Ballet
Nasce nel 1994, dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini con cui la Compagnia avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti. Applauditissima per l'eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e Festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Messico, Giappone, Singapore, Taiwan, Israele, Inghilterra, Spagna, Svezia, Panama, Canada Russia e Corea del Sud). Modernità dei programmi, ricco repertorio sempre attivo, progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea, la rendono una tra le più apprezzate Compagnie italiane sul piano dell'offerta culturale internazionale. L'ensemble si avvicina al venticinquennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori.

"An artfully evening of extraordinary dancing" by Susan Fulks, Palm Beach Daily News U.S.A.
"If Spellbound were a car, it would be a Ferrari" The Annenberg center of Performing Arts-Philadelphia U.S.A. "spellbinding." By Donald Rosenberg, The Plain Dealer, Cleveland U.S.A.
"60 minutes of breath taking art of dance "Sabine Rother, Letzte Aktualisierung, Germany
"Astolfi exhilarating choreography is a model of invention" Janet Soares, Ballet Review U.S.A "The troupe has an alien beauty to its movement that has become the touchstone of reputable contemporary dance. The performers are magnificent in appearance, and their technique is remarkable." Susan Fulks, Palm Beach Daily News
"Dancers of such chameleon-like suppleness, they were not only spellbinding, but breathtaking."
Merilyn Jackson, The Philadelphia Inquirer

BIO MAURO ASTOLFI-COREOGRAFO
Mauro Astolfi è uno degli autori contemporanei italiani maggiormente rappresentativi.  Dopo la lunga permanenza statunitense fonda nel 1994 Spellbound Contemporary Ballet- progetto produttivo che condivide con Valentina Marini e oggi punto di riferimento ispirazionale per numerosi giovani autori emergenti e leader sul mercato internazionale nell'ambito della scena contemporanea. Oltre alle numerose produzioni per Spellbound Astolfi è attivo da alcuni anni anche come coreografo free lance , attualmente  impegnato presso Israel Ballet ( Israele) , per poi firmare nel maggio 2017  una creazione al Magdeburg Theater in Germania e in autunno 2017 un lavoro per Compania Colombiana de Ballet (Colombia) : tra le creazioni negli ultimi anni  si elencano inoltre  lavori per Kitonb Extreme Theatre Company, Thatreschool di Amsterdam , Balletto di Roma  , Szegedi Kortárs Balett in Ungheria,  Liepziger Ballet  e Gärtnerplatztheater  in Germania. River North Chicago Dance Company e Ballet Ex negli Stati Uniti, Arts Umbrella Dance Company e Proartedanza in Canada oltre alle coreografie per l'opera musicale "Promessi Sposi" di Michele Guardì e il progetto speciale cofinanziato dal MIUR danza e Cultura assieme ad Adi Salant, Direttrice Associata del Batsheva Dance Company. Assieme all'attività di coreografo Mauro Astolfi è costantemente impegnato come guest teacher nei maggiori centri di danza e dall'ottobre 2009 è inoltre Direttore Artistico del dipartimento modern contemporaneo del Centro D.A.F. (Dance & Arts Faculty - Progetto Internazionale di Danza e Arti Performative) a Roma. Dal 2016 è inoltre docente ospite presso la Scuola di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma.

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TEATRO VASCELLO
via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
Tel. 06.5881021/06.5898031
www.teatrovascello.it 
promozione@teatrovascello.it

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Cap 00152 Monteverde Roma
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Il Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un'ottima visibilità da ogni postazione.
Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Laboratori
Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma
Con mezzi pubblici : autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

Inventaria 7°, la Festa del Teatro OFF - Teatro Studio Uno. Roma, dal 9 al 18 giugno

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Festival INVENTARIA 2017 - VII edizione
  Dal 9 al 18 GIUGNO  2017
 

lunedì 9 giugno
Teatro Studio Uno     21.00 - Istantanea on bo-we  (Carpaneto )                                                 
                                                  sez. monologhi/performance - Prima Nazionale
Uno spe*acolo glam-rock & one-man show, un tributo agli anni ‘70. Il linguaggio: la danza!
Sperimentare una composizione istantanea con il pubblico, il pubblico inteso come parte integrante e necessaria dell’atto creativo, una risposta a una mia ‘provocazione’ che farà vacillare ogni sicurezza di forma e di “azione premeditata”.


martedì 10 giugno
Teatro Studio Uno     21.00 - Shakespeare Kills Radio Stars (Manutateatro)
                                                  sez. monologhi/performance
Ho fatto un sogno che nessuno potrebbe dire che sogno era...
Il titolo è un chiaro riferimento al famoso brano Video Killed The Radio Stars della band new wave britannica The Buggles. Lo spettacolo infatti nasce dall'idea di un concerto di musica elettronica con testi shakespeariani. Facendo incontrare questi due elementi però, è nata una performance che va oltre il concerto. Così lo spettatore si trova di fronte qualcosa di difficilmente inquadrabile in confini di genere: un non-spettacolo, un non-concerto, un ibrido nel quale perdersi senza troppi patemi d'animo.

mercoledi  11 giugno
Teatro Studio Uno     21.00 - SEZIONE PILLOLE/STUDI:

                                    Acqua sporca (Braveman Productions)
                                    Casella 17 (Duramadre)
                                    Expat Underground (Fumatori di Carta)
                                    Rancorerabbia (bologninicosta)
                                    Trittico delle bestie (Sophiadallanotte)
                                    Un qualche rumore fa (Ferranti-Terenzi-Aceti)
 
martedì 13 giugno
Teatro Studio Uno       21.00 - The Yellow Brick Road (Conti)
                                                   sez. monologhi/performance
Lauren non fa uso di cocaina. Lauren non vomita dopo mangiato. Lauren non fa la spogliarellista. Lauren non dice le bugie. Lauren, bellissima, un po' persa, si muove in uno spazio vuoto e anonimo. Uno spazio che si riempie soltanto delle sue parole, dei suoi pensieri, delle sue azioni spesso sconnesse, delle sue telefonate disperate, dei suoi desideri e delle sue paure.
 
sabato 17 giugno
Teatro Studio Uno       21.00 - Solo una stella morta (Caprioli-Carpentieri)
                                                  sez. monologhi/performance
In principio era Dio. E si annoia. Si annoia da morire. E mentre noi ci dimentichiamo di esistere, Lui si rilassa, ci guarda e si rolla l’ennesima sigaretta.
“No, creare qualcosa di originale oggi è assolutamente impossibile.”
Prendiamo oggi. Prendiamo noi. Tutti noi. Cominciamo a considerare il fatto che questa frase brutta e dolorosa come poche, magari, fosse vera.

domenica 18 giugno
Teatro Studio Uno      21.00 - SEZIONE CORTI TEATRALI:
                                    Cinnamon (Bennicelli-Zordan)
                                    Froci! (Compagnia Habitas)
                                    Il circo invisibile (Calabrese-Pedetta)
                                    Le mani non sono vere (Teatro dei Gatti)
                                    Mac/Beth (Danzemeticce/WorlDance)
                                    Questione di centesimi (Massa a Fuoco)
                                               
                                              23.00 - premiazioni
 
  
24 compagnie, 4 sezioni
                                    11 prime nazionali, 10 prime romane
                                                                                       3 teatri, 3 quartieri, 1 workshop
 
Giunto alla sua settima edizione, il Festival - diviso quest'anno tra tre teatri, in tre quartieri e in tre blocchi temporali (metà maggio, fine maggio, metà giugno) - mantiene il proprio focus sulla drammaturgia contemporanea.

Ventiquattro le proposte selezionate tra le oltre 350 candidature pervenute da tutta Italia e dall'estero per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi, in pieno spirito "Inventaria".

Sette edizioni all'insegna dell'indipendenza - il Festival, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, è interamente autofinanziato - e della sostenibilità: una formula accorta che ha consentito alla manifestazione di passare dalle sei compagnie della prima edizione alle ventiquattro di quella attuale. Senza contare che da quest'anno il Festival si arricchisce di una nuova sezione in concorso, quella delle "Pillole", e di una formidabile occasione di formazione attoriale - e questo nonostante la chiusura, avvenuta a stagione in corso, del Teatro dell'Orologio, sua sede storica.

Quest'anno Inventaria avrà perciò luogo nei tre principali teatri off di tre diversi quartieri della Capitale: Teatro Argot Studio (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Teatro Studio Uno (Torpignattara) e si articolerà in quattro sezioni in concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Pillole dedicata agli studi e ai progetti in itinere), ospitando anche un workshop di cinque giorni sulla tecnica Meisner condotto da Laura Nest.

"In teatro bisogna andare avanti, sempre - qualsiasi imprevisto si verifichi. Dopo la chiusura a stagione in corso del Teatro dell'Orologio, che avrebbe dovuto ospitarci, abbiamo perciò triplicato gli sforzi per reinventare Inventaria portando il festival in tre quartieri diversi, aggiungendo una nuova sezione e prevedendo un workshop sulla tecnica Meisner, ancora troppo poco conosciuta in Italia; e tutto questo grazie anche a Teatro Argot Studio, Carrozzerie n.o.t. e Teatro Studio Uno, che ci hanno accolti a braccia aperte, consentendoci di realizzare l'edizione più ricca, più vasta e più variegata di sempre."
Pietro Dattola - direttore artistico

"INVENTARIA", dal latino invenio, trovare;
"INVENTARIA", come invenzione, novità;
"INVENTARIA", come inventario, molteplicità;
"INVENTARIA", come ventata d'aria, d'aria fresca.
Nelle sue molteplici declinazioni, il teatro è ossigeno, sa sorprendere, respira da millenni!
 
 
INFORMAZIONI UTILI & CREDITS
            I LUOGHI DEL FESTIVAL
Teatro Studio Uno                 via Carlo della Rocca, 6        (Casilino)

Spettacoli ore 21.00

            PREZZI E PROMOZIONI
Abbonamento a
quattro spettacoli ...20 € (anziché 40)
Intero                                     ... 10 €
Ridotto                                   ... 5 € (previa prenotazione via email)
partecipanti Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio 2009-2016 / partecipanti Inventaria 2010-2016 / partecipanti Scene da una Fotografia 2012-2015 / studenti di scuole superiori convenzionate
tessera del teatro                   ...  3 € (Teatro Argot Studio, Carrozzerie n.o.t)
                                               ... gratuita (Teatro Studio Uno)

INFO, PRENOTAZIONI & CONTATTI
www.dovecomequando.net

DoveComeQuando  
            

inventaria@dovecomequando.net           320-11.85.789  /  329-06.53.524  

Teatro Studio Uno
info.teatrostudiouno@gmail.com            349-43.56.219


            CREDITS 
un progetto di DoveComeQuando
direzione artistica:  Pietro Dattola (Spettacoli, Monologhi/Performance, Pillole)
                                        Flavia Germana de Lipsis (Corti teatrali, Pillole)
organizzazione: Alessandro Marrone, Alfonso Germanò, Pietro Dattola
ufficio stampa: Artinconnessione  t. 3932969668   info@artinconnessione.com
www.dovecomequando.net

                                                              
            CON LA COLLABORAZIONE DI

BCC Roma   |||   Dino Audino Editore   |||   Quasar Design University   |||    Teatro Spaziozeronove   |||     Sottoscala9   |||   Teatro Argot Studio   |||  
Teatro Studio Uno    |||   Roma Fringe Festival ||| Parallel Vision ||| Dramma.it 
 

 

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 IL PROGRAMMA - SEZIONE PER SEZIONE

Fuori concorso: 
Follower                                                              11 maggio                Carrozzerie n.o.t.


Spettacoli in concorso:   
Formiche                                                   9 maggio              Teatro Argot Studio
Adda passà a nuttata                          10 maggio               Teatro Argot Studio
Fuga in Sé maggiore                            12 maggio              Carrozzerie n.o.t.
Malanova                                                 26 maggio            Teatro Argot Studio
Pentesilea vs Achille                            28 maggio              Teatro Argot Studio


Monologhi/Performance in concorso: 
ICH BiG                                                       13 maggio            Carrozzerie n.o.t.
Gobbo a mattoni                                    22 maggio               Teatro Argot Studio
Istantanea on Bo We                              9 giugno                Teatro Studio Uno
Shakespeare Kills Radio Stars        10 giugno                    Teatro Studio Uno
The Yellow Brick Road                       13 giugno                  Teatro Studio Uno
Solo una stella morta                          17 giugno                 Teatro Studio Uno



Pillole in concorso                                  11 giugno                Teatro Studio Uno 
Acqua sporca                   Casella 17              
Expat Underground     Rancorerabbia
Trittico delle bestie       Un qualche rumore fa


Corti teatrali in concorso                   18 giugno                Teatro Studio Uno 
Cinnamon                          Froci!
Il circo invisibile            Le mani non sono vere
Mac/Beth                          Questione di centesimi


Formazione: 
Meisner 2017                                           5 - 9 giugno           Teatro Studio Uno

Serata Di Gala Per Anlaids-8 Giugno Roma

Appuntamento giovedì 8 giugno 2017 per l’elegante evento annuale di solidarietà promosso da ANLAIDS LAZIO, associazione impegnata nella lotta all’HIV, che quest’anno si impegna a diffondere il messaggio della prevenzione soprattutto ai giovani.
Come già nella precedente edizione, anche quest’anno il principe Jonathan Doria Pamphilj apre le porte del suo splendido palazzo in Via del Corso, per accogliere con grande entusiasmo e umanità i numerosi sostenitori: tra gli altri molti personaggi noti Gabriele Mainetti, Alessandra Mastronardi, Domenico Diele, Catrinel Marlon, Camilla Filippi, Carolina Di Domenico, Andrea Bosca, Edoardo Purgatori, Esther Elisha, Giuseppe Marco Albano, Ladyvette, Francesco Patierno, Riccardo Grandi, Sara Lazzaro, Mirko Frezza, Stella Egitto, Alan Cappelli, Olivia Magnani, Marco Rossetti, Nathalie Rapti Gomez, Massimo Poggio, Nina Torresi, Jacopo Olmo Antinori, Valentina Romani, Angela Curri e Alessio Sakara campione mondiale di MMA.
Eleonora Carisi, Candela Pelizza e Paolo Stella, tre tra gli influencer più di moda, sono gli ambasciatori scelti per la campagna di sensibilizzazione “DO T#E TEST, BE T#E BEST”.
Chi meglio di loro, lavorando quotidianamente con i social può essere più indicato per sostenere la campagna e divulgarla soprattutto tra i giovani, che li seguono a migliaia da tutto il mondo? 
Il programma del dinner Gala ANLAIDS sarà caratterizzato da uno stile moderno e glamour, classico e sofisticato al tempo stesso. I Maestri del Teatro dell’Opera di Roma accompagneranno la visita della Galleria d’arte, gioiello del patrimonio artistico italiano con raccoglie opere dei più grandi artisti come Caravaggio, Tiziano e Raffaello.
Seguirà la cena firmata dallo chef stellato Cristina Bowerman una delle artiste del cibo più innovativa d’Italia che accoglierà gli invitati con uno speciale menù. La chef, alla direzione di Glass Hostaria di Roma, è riconosciuta nel mondo per la sua prestigiosa formazione negli Stati Uniti e per essere l’unica donna ad essere inserita nella Guida Michelin. I vini saranno donati dalla rinomata azienda vinicola Santa Margherita.
Al termine della cena, poi, Noemi regalerà agli invitati una emozionante contributo live, realizzando dal vivo alcuni dei suoi brani più conosciuti. “Sono davvero lieta di poter dare il mio supporto a una causa così importante”, commenta l’artista, “autorevoli studi recenti dimostrano che l’infezione dell’HIV, che fino a pochi anni fa risultava essere mortale, ora è combattuta da farmaci potentissimi che ne hanno indebolito la pericolosità. Ciò nonostante una delle cure più efficaci a questo terribile male è la prevenzione. È per questo che ho accettato con gioia l’invito a dare il mio sostegno  ad Anlaids, associazione che si impegna quotidianamente nella diffusione di informazione tra i giovani, affinché questi abbiano a disposizione le conoscenze  e gli strumenti idonei per evitare di contrarre il virus.”Le sorprese non finiscono qui. Airbnb e Foodora, importati partner del panorama 3.0, hanno confermato la loro adesione a sostegno dell’iniziativa. Attraverso la piattaforma Trips di Airbnb, 6 fortunati ospiti avranno la possibilità di acquistare un biglietto per partecipare all’esperienza esclusiva immersi nell’atmosfera dell’alta società romana tra bellezze antiche, sapori moderni e performance musicali.Foodora, inoltre, in collaborazione con lo chef Cristina Bowerman, supporterà ANLAIDS nei giorni precedenti la Charity dinner gala, dal 3 al 7 giugno, mettendo a disposizione sulla piattaforma 3 creazioni del menù stellato. I piatti costeranno 30 euro l’uno e il ricavato verrà devoluto all’Associazione, per dare a tutti l’opportunità di vivere in prima persona, comodamente a casa propria, un momento così importante che unisce Solidarietà e Cucina di Alto Livello.
Last but not least, ulteriore partner della serata sarà Jaguar, che fornirà eleganti auto di design per l’arrivo delle celebrities al Palazzo. Un ruolo importante lo hanno giocato i mediapartner Apa e Urban Vision che ci hanno aiutato a diffondere la campagna di sensibilizzazione “DO T#E TEST, BE T#E BEST”.


sabato 3 giugno 2017

ROMA: TEATRO VILLA PAMPHILJ 4 giugno: "A testa sutta"


 4 giugno - ore 18,30 - ingresso 7 euro

A TESTA SUTTA


con Giovanni Carta
di Luana Rondinelli
musiche Massimiliano Pace

regia Giovanni Carta
produzione Accura Teatro ROMA

Foto Pino Le Pera

 

Premio Fersen alla drammaturgia 2016

Premio come miglior attore al festival Teatri Riflessi 2015

Spettacolo vincitore del 1 Festival MONODRAMA di Sala Consilina

 

Una Palermo assolata e polverosa fa da sfondo alla storia d'U biunnu. Il biondo, bambino dalla pelle chiara e dagli occhi azzurri, è troppo delicato per la vita dura di periferia. Nasce così il rapporto speciale di protezione e di amicizia con il cugino, il suo opposto: il "boss" del quartiere, "nero con gli occhi neri"un dualismo perfetto tra i due cugini, che si completano a vicenda "i piedi e la testa, la testa e i piedi, un gioco, se lo si fa in due non si cade ".

 

Luana Rondinelli prosegue qui il percorso iniziato con Giacominazza, un percorso che indaga la diversità e la sua forza. A testa sutta è un testo toccante, che si muove tra l'ombra dell'emarginazione e la luminosa spontaneità dei sentimenti.

Sullo sfondo di una Palermo che restasse a guardare con le sue strade polverose e pettegole, ho immaginato di ricostruire il palcoscenico di un'infanzia dalle ore fragili e dai giochi duri, propri di quel rito di iniziazione che è la vita. La poesia avrebbe inondato il paesaggio delle palazzine popolari, velenose come alveari e fitte di complice vivacità, e si sarebbe snodata nei cortili, nelle strade terrose, nel chiasso dei bambini di strada fino a raccontarci di due personaggi opposti ma complementari.

U biunnu, bambino dalla pelle bianca e affetto dal "candore del cuore" e suo cugino, il "mafiosetto" del quartiere, che si è fatto carico della fragilità del Biunnu, "abbabbasunnato" in mezzo alla strada, in perenne conflitto tra il suo delicato mondo interiore e la cruda realtà in cui è costretto a muoversi.

E come dalla terra arida della Sicilia fiorisce il profumo dei gelsomini, così dal degrado sociale sboccerà un piccolo esempio di acerba bellezza, in cui scopriremo che i due personaggi non sono che uno solo, e che entrambi sono cresciuti tenendosi metaforicamente la mano, pur osservando la vita da due prospettive diverse, sentendola sulla pelle agli antipodi, là dove i piedi e la testa di uno saranno la testa e piedi dell'altro, ma unico resterà il baricentro dei cuori.

 

C'è in questa storia un seme di scrittura materica e concreta che affonda nei caratteri familiari, nelle relazioni tra uomo e contesto, tra l'individuo e una società autoimmune, codificata, come quella siciliana. Giovanni, il sorriso e l'incanto di Giovanni Carta, è al di là di lotta e rassegnazione, è nel mondo quasi per caso, finché il mondo non si paleserà di colpo a distogliere lui e chi aveva creduto che un volto angelico, dai capelli biondi e gli occhi azzurri, fosse per quel caso giunto a benedire una famiglia, un quartiere, insomma, appunto, il mondo. SIMONE NEBBIA - TEATRO E CRITICA

Rondinelli sa infondere alla lingua siciliana una vitalità dirompente che è la stessa che anima i vari personaggi che emergono dal racconto. (...) Carta in scena sa volare, districandosi nei continui cambi di rotta di un testo che non si ferma mai ma va sempre oltre nel ritmo, nel senso, nel significato, nel racconto, in questo o quel personaggio che emerge, scompare e ritorna, sempre attento a rimanere sull'onda del racconto, sostenuto dall'energia di questo o quel personaggio, di questo o quel momento del racconto. ALESSANDRO PAESANO - TEATRO.IT

Teatro Villa Pamphilj

Villa Doria Pamphilj Via di San Pancrazio 10 - P.zza S. Pancrazio 9/a,  00152 ROMA 

Orario segreteria: dal martedì alla domenica  dalle 10,00 alle 18,00

Info e prenotazioni: tel. 06 5814176  dal martedì alla domenica - promozione@teatrovillapamphilj.it

Arrivare a teatro: BUS 870 – 982 – 44 – 44F - (e nelle vicinanze 710 e 871) FM 3 (Roma/Viterbo) fermata Quattro Venti



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