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domenica 25 marzo 2018

BAILAMME Opera musicale povera e senza musica ispirata alle opere di B.Brecht | prima assoluta 9 aprile | Teatro Vascello | Roma

Teatro Vascello e Centro Artistico Internazionale il Girasole 
presentano in prima assoluta 
il 9 aprile 2018


BAILAMME
Opera musicale povera e senza musica
Scrittura scenica di Simone Barraco ispirata alle opere di B. Brecht
Produzione del Centro Artistico Internazionale Il Girasole
Regia Simone Barraco      

Interpreti Gabriele Ciccotosto, Silvia Corona, Arianna Iacuitto, Gioia Giulianelli, Francesco Giuliano, Beatrice Progni, Maria Sivo, Pasquale Smiraglia, Lorenzo Tracanna e Gianmarco Vettori

Regista collaboratrice Dora D'Agostino    Collaborazione artistica Francesca Farcomeni   
Aiuto regia Maria Sivo            
Assistenti alla regia Margherita Longobardi e Alice Marino  Disegno luci Luigi Biondi                                      Scene Fiammetta Mandich
Costumi Davide Zanotti                           Coreografie Vincenzo Gentile
Direzione cantanti Arianna Manias            Foto e video Giacomo Siciliani
Assistente al progetto e organizzazione Lorena De Gregorio      Grafica Luca Staiano

                                                                    
Per la prima volta in scena Bailamme, dal turco bayram: confusione di gente che va e viene, baraonda. Il mondo di oggi non è forse una baraonda? Un susseguirsi di improbabili governi, crisi economiche, attacchi terroristici, minacce nucleari. È in questo clima di "confusione" che i personaggi di Bailamme prendono vita.

Dagli "ultimi" in conflitto fra loro, la parte di popolazione che, sempre più vicina alla soglia di povertà lentamente subisce un processo di schiavizzazione, ai "potenti della terra", stralunati, viziati ed ipocondriaci. 
Fra loro troviamo Cristopher, l'ingenuo guardiano dello zoo, che per cercare Berta, una scimmia scappata dalla gabbia, si imbatte in una serie di eventi che lo portano a diventare il nuovo Messia hashtag anni 2000.  
Un Cristo pronto a costruire una gabbia che ospiti animali di ogni specie e uomini di tutte le nazionalità per farli convivere in armonia .."Niente più Paesi ma un "mondo unico", un'economia globalizzata, un solo "governo mondiale" (selezionato, più che eletto) ed una "religione universale", insomma una gabbia di acciaio talmente grande che non se ne vedono più le sbarre".
Una scrittura scenica che prende in prestito dalle opere di Brecht lo stile drammaturgico e le tematiche, da cui si sviluppano gli intrecci. Emerge sulla scena una fotografia del mondo contemporaneo, in questa versione brechtiana-pop. 
Il dramma "racconta" fenomeni economici, politici, religiosi, storici e culturali del nostro tempo, attraverso buffi e sgangherati personaggi che dalla scena arrivano al pubblico facendolo interagire nell'azione scenica, facendolo diventare parte della storia, della nostra storia.
Lo spettacolo si autodenuncia fin da subito come messinscena, abbattendo la quarta parete e scrollandosi di dosso ogni sorta di naturalismo.  

La drammaturgia è suddivisa in 14 quadri, come le istanze della Via Crucis, presentati dal narratore. In questo gioco meta-teatrale strutturato da diversi livelli stilistici (narrazione e azione, linguaggio solenne e popolare, canto e parlato, economia politica e registro grottesco, religione e demistificazione) i temi si materializzano in situazioni grottesche, tese fino a limiti che non permettono di identificarsi e cariche di segni sovrapposti che moltiplicano le prospettive da cui guardare i fatti. 

Circa una cinquantina di personaggi si alternano, rappresentati da 10 attori nell' azione scenica demarcata da un quadrato di luci, caratterizzata dal ritmo incalzante e dalle parole del narratore, che svela quegli ingranaggi noti a pochi, ma che regolano la vita di milioni di persone. 
I personaggi non sono definiti da una psicologia, bensì da una funzione sociale: dall'alienato guardiano dello zoo (che poi diventerà il nuovo Cristo) al miserabile venditore di bestemmie, per finire ai detentori del potere in giacca, cravatta e costume da bagno.
Bailamme nasce sicuramente dalla sensazione di impotenza mista a solitudine.

Se l'uomo è un animale sociale, una volta arrivati a questo punto, in cui gli ultimi sono contro gli ultimi, in cui il capitalismo irrazionale diventa l'unico valore, dove si va?  E cosa ne resta del potenziale umano?   


Debutto Nazionale il 9 Aprile 2018 alle ore 21.00
Teatro Vascello - Via Giacinto carini 78, Roma
Biglietti Posto unico: 15 euro _ Ridotto: 10 euro _ Biglietto cortesia: 5 euro
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sabato 17 febbraio 2018

Il fronte delle donne con Lucilla Galeazzi e Maria Rosaria Omaggio dal 20 al 25 febbraio 2018 Teatro Vascello


Teatro Vascello
(Teatro e Musica)
dal 20 al 25 febbraio 2018 (prosa e musica)
dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
Il fronte delle donne  
Di e con Lucilla Galeazzi (mezzosoprano, chitarra, narrazione),
Prologo e ideazione scenica Maria Rosaria Omaggio

Il gruppo vocale Levocidoro Susanna Buffa, Chiara Casarico, Sara Marchesi, Marta Ricci, Susanna Ruffini, Nora Tigges: voci
Stefania Placidi: chitarra.
Impressioni visive Carlo Fatigoni

"Il fronte delle donne", rilettura al femminile del primo conflitto mondiale, è frutto della ricerca storica, letteraria e musicale di Lucilla Galeazzi ed è un toccante e commovente percorso di riflessione sul più terribile e sanguinoso conflitto bellico che la storia ricordi e che sconvolse la vita quotidiana di milioni di uomini e donne. Nello spettacolo, che ha ottenuto la prestigiosa concessione per l'utilizzo del logo delle celebrazioni nazionali per il Centenario della Grande Guerra, si alternano testimonianze e musica, storie individuali e canti della tradizione popolare orale. I canti sono eseguiti in polifonia a tre voci, a due voci o a voce sola, anche senza alcun accompagnamento strumentale, mentre i racconti restituiscono con efficacia le emozioni e l'inferno di quella guerra, osservata da un punto di vista femminile. In scena con Lucilla Galeazzi il sestetto vocale Levocidoro, che da anni la accompagna nei suoi progetti di polifonia, Maria Rosaria Omaggio* e la chitarrista Stefania Placidi.

Grazie ad una accurata ricerca Lucilla Galeazzi ha ideato uno spettacolo che svela il ruolo delle donne, quasi sempre stralciato, durante il conflitto del '15- '18, il più grande e devastante massacro bellico che la storia ricordi. Una introduzione emozionante quella di Maria Rosaria Omaggio - che ha anche curato l'allestimento dello spettacolo – e che per il suo prologo a introdurre "Il Fronte delle Donne" e riportarci a cento anni fa, ha selezionato e scelto di interpretare: le poesie di guerra di Ungaretti, le pagine più significative dal voluminoso "Parla una donna – Diario di guerra" di Matilde Serao e i versi femministi di un'insospettabile Ada Negri.
Poi, 7 voci femminili e due chitarre attraverso narrazioni, testimonianze dirette e storiche, canti di soldati e donne, immagini di repertorio, luci e atmosfere, riportano alla luce in modo originale e commovente i ricordi che sono le radici della vita femminile dal 1915 in poi.
Dove erano e dove sono le donne che hanno partecipato al farsi della storia? Perché scompaiono così facilmente dalla memoria collettiva? Si tratta di una censura consapevole, voluta, oppure, cosa ancora peggiore, di una incapacità quasi automatica di riconoscere autonomia attiva al corpo e alla mente delle donne?
Personalmente propendo per quest'ultimo comportamento, tanta è la naturalezza con cui i nomi femminili vengono dimenticati e trascurati, persi nella preziosa ricostruzione della tela narrativa di un popolo, di un Paese. Purtroppo spesso sono proprio le donne a tapparsi gli occhi e la bocca di fronte alla storia scritta dai vincitori, preferendo riconoscersi nelle splendenti e rappresentative figure maschili, piuttosto che chiedersi il perché del silenzio sui nomi femminili. "Raccontare, dare riconoscibilità e parole ai fatti accaduti, sono attività fondamentali per la costruzione di un'identità di genere", così afferma Dacia Maraini nella bella introduzione al libro "DONNE NELLA GRANDE GUERRA"
Proprio per questo è doveroso ritrovare la memoria della GRANDE GUERRA AL FEMMINILE, per capire come e quanto cambiarono le carte della vita quotidiana di milioni di uomini e donne all'inizio del 1900. Attraverso testimonianze, storie individuali e canti di tradizione orale, si ricorda con efficacia ed emozione l'inferno di quella guerra ed il totale cambiamento della società civile!
In scena 8 voci che recitano e cantano, accompagnate da due chitarre e da documenti video.
Maria Rosaria Omaggio (attrice) prologo, regia
Lucilla Galeazzi (mezzosoprano) canto, chitarra, narrazione,
Sara Marchesi (mezzosoprano)  canto, narrazione Chiara Casarico (mezzosoprano) canto, narrazione Susanna Buffa         (soprano) canto
Susanna Ruffini      (soprano)                  canto
Marta Ricci              (soprano)                 canto
Nora Tigges              (soprano)                 canto
Stefania Placidi (chitarra )
Il testo e la ricerca musicale sono di LUCILLA GALEAZZI
Si ringraziano la regista Giovanna Gagliardo, l'Istituto Luce e Massimo Pistacchi per le ricerche dei materiali visivi, elaborati dal video artista Carlo Fatigoni.
ELENCO DEI CANTI PRESENTI NELLO SPETTACOLO
1. ASCOLTATE O POPOLO IGNORANTE           Canto di cantastorie anonimo
2. SON CIECO E MI VEDETE                                  Anonimo
3. LA TRADOTTA CHE PARTE DA NOVARA             Anonimo
4. ED ANCHE AL MI'MARITO TOCCA ANDARE        invettiva anarchica
5. SEMO DE CINTURINI                 Canto delle operaie dello jutificio di Terni
6. E PIU' NON CANTO                                        Canto epicolirico
7. REGAZZINE VI PREGO ASCOLTARE                   Anonimo
8. QUANDO FUI SUI MONTI SCARPAZZI
9. IL GENERAL CADORNA …...                   strofette sull'aria di Bombacé
10. MO SO' PARTITI TANTI GIOVANOTTI          strofette sull'aria di sor Capanna
11. FUOCO E MITRAGLIATRICI                       di Anonimo
12. ADDIO PADRE , ADDIO MADRE                di Anonimo
13. O' SURDATE 'NNAMMURATE                   Aniello Califano/Enrico Cannio
14. NINNA NANNA DELLA GUERRA               Poesia di Trilussa

Biglietteria: Intero € 15,00 - Ridotto over 65 e studenti € 12,00
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto
Abbonamenti
FREE CLASSIC € 90,00
10 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza
LOVE € 80,00
4 spettacoli in coppia, a scelta programmazione prosa, musica e danza
FAMILY € 40,00 programmazione Vascello dei Piccoli
5 ingressi cumulabili


Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78
Cap 00152 Monteverde Roma


IL Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un'ottima visibilità da ogni postazione.
Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Laboratori
Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma 

Con mezzi pubblici : autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

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giovedì 25 gennaio 2018

Prima assoluta Romana IL GABBIANO di Anton Cechov con Manuela Kustermann dal 1 al 18 febbraio Teatro Vascello


Teatro Vascello
Prosa
dal 1° al 18 febbraio 2018 (prosa) dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18

La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello


IL GABBIANO


di Anton Cechov
traduzione e adattamento Manuela Kustermann


Personaggi ed interpreti

Irina Arkadina Manuela Kustermann
Kostya Lorenzo Frediani

Sorin - Dorn Massimo Fedele
Nina Eleonora De Luca
Nina russa Anna Sozzani
Masha Sara Borsarelli
Trigorin Paolo Lorimer
Medvedenko - Dorn Maurizio Palladino

Musiche Lucio Battisti, Philip Glass, Meredith Monk, Michael Walton

Scene  Giancarlo Nanni

costumi Manuela Kustermann

Luci Valerio Geroldi

direttore di scena Danilo Rosati
movimenti di scena Rocco Nasso
assistente regia Gaia Benassi
foto di Tommaso Le Pera
regia Giancarlo Nanni
ripresa da Manuela Kustermann

Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello (Roma)


Lettera di Manuela Kustermann
Dopo 20 anni torna a volare il nostro Gabbiano!
Questo spettacolo è un omaggio a Giancarlo Nanni regista geniale e visionario scomparso troppo presto, privandoci così dei tanti progetti che avrebbe potuto portare a termine.Ed è anche un occasione per celebrare il compleanno della nostra compagnia che compie 50 anni!

Il Gabbiano, è il risultato di improvvisazioni, di studi , di prove nelle quali abbiamo analizzato e destrutturato il testo durante oltre un anno.
Uno spettacolo che può essere un valido esempio di TEATRO IMMAGINE, dove la parola si fonde con la luce, la musica e la gestualità degli interpreti.
È un esempio di un Teatro quasi scomparso, per la bellezza e la ricchezza delle immagini accompagnate da una musica coinvolgente.

Nanni aveva il dono di costruire spettacoli sorprendenti con un nulla di scenografie, lui che aveva cominciato come pittore appartenente alla scuola romana con le frequentazioni degli artisti di Piazza del Popolo a Roma, poi dedito al teatro dopo il nostro incontro ( io lavoravo con Carmelo Bene) costruiva la scenografia come un quadro, pennellate di luci, create insieme al nostro bravissimo light designer Valerio Geroldi. Giancarlo Nanni, un regista capace di tirar fuori dal collettivo artistico la creatività di ciascuno, quale unicum espressivo. Un uomo generoso, sempre disponibile all'ascolto, molto amante della vita e del mare nato in Grecia, dove infatti tornava ogni volta che poteva.

Insieme abbiamo creato spettacoli bellissimi e questo è il mio modo di ringraziarlo, facendo rivivere dopo 20 anni , uno degli spettacoli che più amava e che più rispecchiano il suo modo di fare e di intendere il Teatro.

Ho potuto rimettere in scena "Il Gabbiano "e ripresentarlo al pubblico come era perché ho potuto lavorare con tutto il magnifico cast di allora ( salvo naturalmente Nina e Kostia) e li voglio ringraziare tutti!
Grazie Massimo, Sara, Paolo, Maurizio, Anja .
Grazie ai giovani Eleonora e Lorenzo.
Grazie a Gaia, Valerio, Danilo.
Grazie Marco,Cristina, Isabella
Grazie Nanni,
il tuo Gabbiano resterà nei nostri cuori e nella nostra memoria per sempre!
Manuela Kustermann

sinossi:
Lo sguardo ironico del grande autore russo sulla borghesia in villeggiatura sulle rive di un lago: i drammi e le tragedie accadono fuori scena.

Pur rappresentando uno spaccato sociale della borghesia russa di fine '800, Il Gabbiano, è un'opera di grande attualità, sia per l'intreccio tra natura, sentimenti umani e complessità dell'arte, sia per il conflitto generazionale tra i personaggi. 

La protagonista Irina Arkadina è un'attrice famosa, il suo amante Trigorin, un noto scrittore. 
Anche il figlio di Irina, Kostantin, aspira a diventare scrittore e Nina, la ragazza da lui amata (e che si innamorerà di Trigorin), sogna di fare l'attrice. 

Entrambi realizzeranno i loro sogni, ma pagandoli con l'infelicità. Insoddisfatti sono anche i "vecchi", cinicamente indifferenti ai problemi dei giovani, ma in realtà dominati dalla stessa voglia di vivere e di amare.

La compagnia La Fabbrica dell'Attore, fondata da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, per il suo 50° anno di attività, vuole ricordare la figura storica e incontrovertibile del suo fondatore, nonché regista di innumerevoli successi che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo, definendo lo stesso, come "teatro immagine".
La ripresa di questo storico spettacolo, ci è sembrato tra gli ultimi diretti da Nanni il più completo e capace di raccontare e rappresentare al meglio la cifra stilistica e la poetica del nostro compianto amico e compagno di strada.
Il Gabbiano di Cechov con la regia di Giancarlo Nanni, nasce da un lungo percorso, fatto di studio, laboratori, prove che la compagnia tutta fece tra il 1996 e il 1998. La versione che riproponiamo vede ancora il cast originale, di quel favoloso gruppo di lavoro che costituiva il nucleo centrale della compagnia La Fabbrica dell'Attore.
Uniche eccezioni dalla sua versione originale di questa rimessa in scena, sono legate alle sostituzioni degli attori che interpretano Nina e Kostia, che per ragioni anagrafiche non possono essere le stesse di 20 anni fa.
Manuela Kustermann che ne cura la rimessa in scena è la custode più attendibile del segno registico di Nanni, avrà il compito di far rivivere magicamente quell'atmosfera che Nanni seppe costruire insieme alla compagnia, proponendo lo spettacolo nella sua versione originale e fedele all'idea registica di Giancarlo Nanni, il disegno luci sarà curato da Valerio Geroldi che seppe interpretare al meglio la visione artistica di Nanni per questo Gabbiano.


Note di Regia
Da Il Gabbiano di Cechov tentiamo un volo immaginario verso la storia delle rappresentazioni cechoviane, dalla prima edizione di Stanislavskij attraverso le grandi regie del passato, sino al presente remoto di Visconti, Strehler e Peter Brook. Un laboratorio di immagini. Un tentativo di andare ancora più in profondità, liberando la scrittura cechoviana dal suo modello interpretativo.

Attraverso un meccanismo di rimandi, di improvvisazioni, di uso di tecnologie telematiche, elettroniche, vere e false, con passaggi improvvisi di tempo e di spazio, abbiamo cercato di comporre e scomporre questo affresco della vita umana, dove gli eccessi artistici e la loro caduta, i fallimenti, le angosce, gli stati sublimi della creazione si fondono, scontrandosi e omologandosi in una scrittura scenica senza schemi prefissi. Giancarlo Nanni

Note e approfondimenti 
Il Gabbiano di A. Cechov
regia Giancarlo Nanni

Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann insieme alla loro storica compagnia La Fabbrica dell'Attore, nata dai fermenti storici del teatro d'avanguardia della fine degli anni 60 nella loro prima sede il Teatro la Fede, portarono in scena, dopo un lavoro di studi e laboratori durato circa 3 anni dal 1995 al 1997, al teatro Vascello di Roma, il loro primo Cechov- Il Gabbiano.

Sicuramente uno degli spettacoli più rappresentativi di Giancarlo Nanni e del suo modo di fare teatro. Nanni ha utilizzato il testo di Cechov per sviluppare due temi a lui cari e sempre molto attuali: "l'arte scenica e la memoria" e "il nuovo attore e la scena". La sua messa in scena ebbe tantissimi consensi di pubblico e di critica con un'importante tournée internazionale come il Caffè la Mama di New York dove il suo lavoro "Il Gabbiano" fu apprezzato da molti membri dell'Actors Studio fra cui il direttore artistico Estelle Parsons, che chiese per la prima volta a un regista italiano di dirigere un acting workshop presso l'Actors Studio con Harvey Keitel moderatore. Un'esperienza questa che ha sicuramente dato lustro alla sua lunga carriera di artista. 

Giancarlo Nanni, nato a Rodi nel 1941, si dedica all'età di 18 anni alla pittura iniziando a esporre alla Galleria Arco D'Alibert e partecipando con happenings nel 1965 a varie manifestazioni: Urbs Rosa a Monaco, nel 1966  al Carnevale di Rieti, e nel 1967 24 ore No Stop Teatro alla Libreria Feltrinelli di Roma. 

Girò nel 1968 un happening sul Tevere per la Televisione Tedesca. 
Alla fine degli anni 60 inizia la sua attività teatrale con Manuela Kustermann, e fonda il Teatro La Fede, da cui escono artisti come Memè Perlini, Giuliano Vasilicò, Valentino Orfeo, Pippo di Marca, Gianni Fiori, ecc. che insieme a Nanni sono il nucleo principale del movimento conosciuto come la Scuola Romana. Al suo attivo un gran numero di regie teatrali, operistiche, cinematografiche e televisive. Mette in scena spettacoli significativi per l'immaginario giovanile e non solo, nascono produzioni storiche come A come Alice, Risveglio di Primavera, L'imperatore della Cina, che provocano la nascita di quel movimento teatrale che privilegia l'immagine alla parola. Al Teatro la Fede passano artisti internazionali come Steve Lacy, John Cage, Gèrard Gelas, The Living Theatre. 

Nel 1989 acquista e restaura, insieme a Manuela Kustermann, il cinema Vascello trasformandolo in uno dei teatri più belli e moderni di Roma inaugurato con un grande spettacolo internazionale Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e il suo Teatro Cricot di Varsavia, che indica la linea di tendenza di un nuovo teatro di sperimentazione e ricerca di linguaggi teatrali innovativi.

Il Gabbiano di Nanni è un ulteriore testimonianza di una modalità di lavoro che si basa sull'improvvisazione e sulla ricerca di nuovi linguaggi teatrali. A partire da Il Gabbiano di Cechov, citava Nanni, tentiamo un volo immaginario verso la storia delle rappresentazioni cechoviane, dalla prima edizione di Stanislavskij attraverso le grandi regie del passato, sino al presente remoto di Visconti, Strehler e Peter Brook. Un laboratorio di immagini. Un tentativo di andare ancora più in profondità, liberando la scrittura cechoviana dal suo modello interpretativo. 

Attraverso un processo di rimandi, improvvisazioni, di uso di moderne tecnologie e con passaggi improvvisi di tempo e spazio, abbiamo cercato di comporre e scomporre questo affresco della vita umana, dove gli eccessi artistici e la loro caduta, i fallimenti, le angosce, gli stati sublimi della creazione si fondono in una scrittura scenica senza schemi prefissi. 

Pur rappresentando uno spaccato sociale della borghesia russa di fine '800, Il Gabbiano, è un'opera di grande attualità, sia per l'intreccio tra natura, sentimenti umani e complessità dell'arte, sia per il conflitto generazionale tra i personaggi. La protagonista Irina Arkadina è un'attrice famosa, il suo amante Trigorin, un noto scrittore. 

Anche il figlio di Irina, Kostya, aspira a diventare scrittore e Nina, la ragazza da lui amata (e che si innamorerà di Trigorin), sogna di fare l'attrice, mentre Masha, da sempre innamorata di Kostya, perderà ogni illusione d'amore. Tutti i personaggi sono dominati dalla stessa voglia di vivere e di amare, ma anche quando riescono a realizzare i loro sogni, pagheranno con l'infelicità ed il cinismo. Tuttavia lo sguardo dell'autore è ironico: in villeggiatura sulle rive di un lago vari personaggi si incontrano, leggono, si riposano, pescano e soprattutto si annoiano: i drammi e le tragedie accadono fuori scena.

Biglietteria: Intero € 20,00 - Ridotto over 65 € 15,00 e studenti € 12,00
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

Abbonamenti
ABBONAMENTO REGALO € 50,00
5 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza
FREE CLASSIC € 90,00
10 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza
LOVE € 80,00
4 spettacoli in coppia, a scelta programmazione prosa, musica e danza
FAMILY € 40,00 programmazione Vascello dei Piccoli
5 ingressi cumulabili


Il Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un'ottima visibilità da ogni postazione.
Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Laboratori

Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma 

Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello


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sabato 16 dicembre 2017

Teatro Vascello: Silvia Gallerano in LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni. Roma, dal 19 al 23 dicembre


Teatro Vascello
dal 19 al 23 dicembre 2017 h 21 | PROSA dal martedì al sabato h 21
matinée 20-21 dicembre h 10.30
LA LOCANDIERA
o l'Arte per Vincere
una produzione LOTO Libero Opificio Teatrale Occidentale di TEATRIMOLISANI soc.coop.
distribuita da BAGS ENTERTAINMENT

di Carlo Goldoni 
adattamento e regia Stefano Sabelli
con Silvia Gallerano Mirandolina
Claudio Botosso Cavaliere di Riparata
e Giorgio Careccia Conte di Albafiorita
Gianantonio Martinoni Marchese di Forlipopoli
Chiara Cavalieri Ortensia
Eva Sabelli Dejanira
Diego Florio Fabrizio
Giulio Maroncelli il Servitore
Angelo Miele il Fisarmonicista muto
scene Lara Carissimi Michelangelo Tomaro
costumi Martina Eschini
disegno luci Daniele Passeri
aiuto regia Giulio Maroncelli Eva Sabelli
direttore di scena Fabrizio Russo
fonico e elettricista Gianmaria Spina
foto di scena Paolo Cardone
disegni di locandina Ruggio

Silvia Gallerano, negli ultimi anni, l'attrice italiana più premiata e seguita a livello internazionale, è protagonista di questo allestimento del capolavoro di Goldoni che ha debuttato nel 2016 ad Asti Teatro 38, col sottotitolo L'Arte per Vincere. 

La regia di Stefano Sabelli traghetta l'azione dalla Firenze del '700 al Delta del Po, negli anni '50, in un'atmosfera acquitrinosa ispirata a capolavori del Cinema neorealista come Riso Amaro di De Sanctis e Ossessione di Visconti, come pure a commedie come Ieri Oggi e Domani di De Sica. 

Una terra umida ed esotica dove vizi e giochi dei protagonisti sembrano stagnare in attesa che un'improvvisa corrente smuova acque e anime melmose.

Immersa tra giunchiglie e arboree di fiume, la Locanda "Vecchio Po" è una palafitta girevole che assume le sembianze ora di una nave corsara, che aspetta stancamente il vento in poppa, ora di una casa di frontiera sospesa sull'acqua, con forse, dietro, il precipizio. Il clima da bassa Padania, esotico e fluviale traina una fantasia visionaria, dove la notte scura è illuminata da lucciole e lanterne che scompongono, sul manto del fiume, un continuo e forsennato caleidoscopio di luci, speranze e sospiri.

Silvia Gallerano è Mirandolina una Locandiera combattuta fra tradizione e femminilità emancipata, moderna e sensuale, abile ma priva delle leziosità connaturate in genere al ruolo. Intorno a lei, mentre la radio trasmette mambo d'epoca e standard di Gleen Miller, un'umanità border-line, composta da incalliti giocatori d'azzardo, debosciati melomani, balordi dandy e subrettine da ultimo spettacolo che intonano arie operistiche o evergreen del Trio Lescano e Rabbagliati. 

Millantando e spacciando il poco che hanno come il tesoro segreto e ritrovato nello scrigno riesumato di un pirata dei Balcani, guappi, prostitute e zanzare danzano sul pontile in cerca di clienti da ultima frontiera.

Un clima di varietà e avanspettacolo invade l'atmosfera umida e languida della Locanda, che, come un carillon spinto da sospiri e passioni, prende a girare a ritmo di swing o con il languore di un liscio, intonato senza tempo e ritmo dal fisarmonicista che, muto e saggio, osserva ridente e silente lo scorrere del fiume e di quel che porta e trascina via.

IL CAST
Oltre a Silvia Gallerano, già straordinaria interprete de La Merda di Cristian Ceresoli (lo spettacolo italiano più premiato e visto al mondo dell'ultimo decennio),
il Cast dello spettacolo prende forza dal carisma di Claudio Botosso, fra i volti più noti del Cinema italiano d'autore che in modo intenso e asciutto da vita al Cavaliere di Ripafratta. 

Con lui i migliori talenti molisani, cresciuti negli anni nella Compagnia del LOTO: Giorgio Careccia, un seducente e irriverente Conte d'Albafiorita, tra gagà e piccolo camorrista; Gianantonio Martinoni, un Marchese di Forlipopoli nobile e spiantato ma con passioni da melomane incallito; Chiara Cavaliere e Eva Sabelli, nei rispettivi panni di Ortensia e Dejanira, ricalcano artiste d'Avanspettacolo un po' sfiorite e démodé; Diego Florio, un ruspante e tenace Fabrizio, fa della sua inadeguatezza la sua forza; Giulio Maroncelli è un raffinato Servitore di dubbia sessualità; Angelo Miele interpreta, infine, il Fisarmonicista muto personaggio aggiunto a quelli goldoniani, che tutto vede scorrere e passare.

Dopo il debutto ad Asti Teatro lo spettacolo ha cominciato la sua tournée a dicembre 2016 e sarà programmato per tutta la Stagione 2017 e 2018.

ESTRATTO DALLE RECENSIONI

LA REPUBBLICA
Mirandolina, celebre personaggio goldoniano, si spinge dall'originaria Firenze fino al Delta del Po, conquistando anni a noi più vicini, e affidando il suo acuto ragionare a una delle attrici più interessanti del Teatro italiano.

LA STAMPA
Nuovi effetti comici si mescolano con uno dei modelli di comicità del teatro italiano.

RADIO GOLD
Silvia Gallerano è una locandiera moderna, sensuale e abile, priva delle leziosità che sembrerebbero connaturate al ruolo e, per questo, sempre credibile. Gli equivoci e i dialoghi sono quelli goldoniani, cambiano il ritmo e la messa in scena, grazie ad una scenografia che ruota e mette lo spettatore di fronte alla simultaneità di più azioni. Lo spettacolo è singolare nel proporre con un taglio intelligente e moderno una figura di donna che appare più volitiva e meno capricciosa che nell'originale.
La rivalsa sul sesso forte non è una ripicca, ma una precisa intenzione che pare carica di significato e la lotta diventa senza esclusione di colpi, divertente, ma spietata. Un ottimo cast formato dagli attori della Compagnia del Loto, tutti in parte e tutti capaci di caratterizzare efficacemente i loro personaggi.

TEATRO DAMS TORINO - Blog
È stata la talentuosa Silvia Gallerano a indossare gli abiti anni '50 di una Mirandolina che tenta a tutti i costi di intraprendere la via dell'emancipazione. La vicenda si svolge nel Delta del Po, in un'atmosfera acquitrinosa e a tratti onirica. La scelta delle scenografie non è casuale, è parecchio significativa e simbolica: una locanda palafitta su di un girevole che muta ora in una nave corsara ora in una casa di frontiera.

Biglietteria: Intero € 20,00 - Ridotto over 65 € 15,00 e studenti € 12,00
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

Abbonamenti
FREE CLASSIC € 90,00
10 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza
LOVE € 80,00
4 spettacoli in coppia, a scelta programmazione prosa, musica e danza
FAMILY € 40,00 programmazione Vascello dei Piccoli 5 ingressi cumulabili

Teatro Vascello 
Via Giacinto Carini, 78
Monteverde, Roma

Il Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un'ottima visibilità da ogni postazione.

Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, Festival, Rassegne, Concerti, Laboratori

Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma
Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello.


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