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Cinema e Teatro

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sabato 17 febbraio 2018

Un amore sconosciuto, Teatro lo Spazio, dal 28 febbraio al 4 marzo, Roma

"Un amore sconosciuto", in scena al teatro Lo Spazio il 28 febbraio e il 1, 3, 4 marzo, vuole mostrare la parte più intima e meno nota di Alda Merini, poetessa amata da tutti ma conosciuta in profondità da pochi. 


Lo spettacolo, scritto e interpretato da Monia Manzo, mette in luce la passione e gli stati d'animo della poetessa durante i suoi anni di permanenza nella città di Taranto: Alda Merini quando arrivò a Taranto non era ancora l'icona popolare che divenne negli anni '90 e proprio in questo periodo e grazie alla vicinanza di Michele Pierri, che di lei si prendeva cura, nacquero le raccolte di poesia più importanti che la resero nota al grande pubblico come La gazza ladra" "Il diario di una diversa" "La satira della Ripa" "Terra Santa" e tante altre. 

Il legame con Pierri consentì ad Alda di ritrovare se stessa e di rinascere come donna e come poetessa. 

La fine di quell'amore, per la morte di Michele, fu un trauma grave, che la rigettò nel barato della follia.  

La loro unione, fatta di poesia ma anche di sentimenti fu infatti una vera storia d'amore, vissuta per quasi quattro anni sul filo del telefono e in centinaia di lettere e poesie che soprattutto Alda inviava. 

Tra visivo e teatrale "Un amore sconosciuto" immergerà il pubblico nella poesia di Alda Merini tra musica, parole e immagini mettendo in luce in luce aspetti della sua vita meno noti, ma fondamentali per la sua produzione letteraria.


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giovedì 16 novembre 2017

Al Teatro Tor Bella Monaca “Guardiana” di Francesca Merloni. Roma, 17-19 novembre

In scena al Teatro Tor Bella Monaca 
l'opera contemporanea

"Guardiana"

di Francesca Merloni 

con Francesca Merloni, Gianmarco Tognazzi e Remo Anzovino



"Brucia ogni cosa che tocco, ovunque io sia… se ci sei incontro il punto mio di gioia e se sei vero lo divento anche io di più e solo questo conta".  

Sono alcuni dei versi di "Guardiana", un dialogo tra musica e poesia, scritto ed interpretato dalla poetessa Francesca Merloni, con le composizione originali del pianista Remo Anzovino, la partecipazione e la regia di Gianmarco Tognazzi, e le scenografie di Bruno Ceccobelli. 

Lo spettacolo andrà in scena a Roma, venerdì 17 e sabato 18 novembre alle ore 21.00 e domenica 19 novembre alle ore 17.30, al Teatro Tor Bella Monaca (via Bruno Cirino).

Sul palcoscenico c'è il dialogo di "un amore cementato dal fuoco, un amore che accoglie e accetta l'altro senza più riserve" scrive Roberto Saviano nella prefazione al libretto di scena della prima edizione dello spettacolo. "Non è la classica opera di prosa -sottolinea Tognazzi- , ma una rappresentazione capace di unire insieme più arti, come la poesia, la recitazione, la musica. È uno spettacolo nato da un monologo femminile che si è trasformato in un dialogo a due voci, maschile e femminile, con la musica anch'essa protagonista. Un mix a cui non è facile dare una definizione chiara, ma che è piaciuto molto al pubblico, come dimostrano le numerose repliche che ci hanno impegnato in estate e che continuano ancora". 

Tognazzi, che ha appena terminato di girare il nuovo film di Gabriele Muccino "A casa tutti bene" (uscirà nelle sale il prossimo 14 febbraio) considera la regia e l'interpretazione in "Guardiana" una sfida tra le più significative della sua carriera.

"Già alle prime righe di Guardiana ho sentito nel ritmo, nelle parole, qualcosa di familiare. I suoi versi sono belli, e forti, e nuovi, mai banali nel parlare dell'amore che si interroga", commenta Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Direttore Generale di GardaMusei.

Parole e musica, quindi, per raccontare del sentimento principe dell'umanità: l'amore. "Si tratta di un testo potente e sempre in evoluzione, è un testo che cresce da solo – racconta Francesca Merloni, di recente nominata "Ambasciatrice dell'Unesco"- . Il progetto è stato progressivamente rivisto ed arricchito, alla ricerca di un linguaggio originale, con la fusione di diverse cifre stilistiche ed artistiche.  La mia ricerca personale è stata quella di considerare le parole come "suono" e trovare il loro senso più profondo. Nella riscrittura dell'opera sono stata spinta da Gianmarco Tognazzi e Remo Anzovino a scrivere per loro e su di loro. È stato un divenire creativo compiuto anche sul palco, tra una prova e l'altra. L'universo maschile, spesso così "altro" per noi donne – soprattutto se innamorate – si è rivelato un impulso per me molto fecondo ".

Lo spettacolo è prodotto da Lorenzo Zichichi e dalla sua Casa Editrice "Il Cigno GG Edizioni", che sposano questa avventura ritenendola una nuova frontiera dell'arte contemporanea nella sua accezione più ampia. 

"'Guardiana' è a tutti gli effetti un'opera lirica contemporanea – ha ribadito Zichichi – dove per lirico si intende un libretto scritto da una poetessa, in cui l'interpretazione verbale è melodia vocale, grazie ad una recitazione emozionante. Lo spettacolo è un nuovo tipo di opera contemporanea, in cui le musiche sono calibrate sulle parole e, di fatto, si ascolta la poesia, accompagnata dalle note musicali, che non sono un semplice sottofondo, ma ne strutturano la componente emotiva".

La contrapposizione poetica e narrativa tra l'io femminile e l'io maschile, tra due individui che si amano e sono alla ricerca delle parole che possano sublimare il loro sentimento – dialogo che il pubblico ascolta coi toni di un duplice monologo – ha nella musica la terza voce, in un crescendo di sensazioni in grado di rapire lo spettatore.

"È un lavoro molto maturo, che tocca tutte le corde del cuore e che prevede, in chi ascolta, un bagaglio di vissuto molto intenso – ha dichiarato Remo Anzovino, che ha appena pubblicato il suo quinto album "Nocturne", con Sony Music, su etichetta Sony Classical – ; l'elemento interessante è il mistero che si intravede e che lascia allo spettatore la possibilità d'interpretare 'Guardiana'  in modo assolutamente personale; la musica fa quindi da controtesto, il pianoforte si fa orchestra e le parole si fanno voci sull'orchestra; la composizione della partitura musicale è fatta di equilibri tra elementi colti e popolari, dove nulla è lasciato al caso; per questo sono particolarmente felice di essere stato accolto in questo progetto assolutamente innovativo e sperimentale della casa editrice Il Cigno".

Dopo il successo dello spettacolo in tutta la Penisola (Castel del Monte, Taranto, Castello Angioino di Copertino, Mantova, Rimini, Ravenna, Forlì, Il Vittoriale degli Italiani di D'Annunzio, Novafeltria, San Ginesio, Sarnano, Pesaro, Desenzano, Gargnano, Arena Callas e Rocca Scaligera di Sirmione, Toscolano Maderno, Salò, Ariano Irpino, Rio Saliceto), il tour proseguirà il 24 e 25 a Firenze (Teatro Puccini), l'1 dicembre a Venaria Reale (Teatro della Concordia), il 5 e 6 a Cremona (cinema teatro Filo), il 15 a Sondrio (Teatro sociale) e il 17 a Tolentino (Politeama) e infine il 18 dicembre a San Patrignano.


Teatro Tor Bella Monaca
via Bruno Cirino | 00133, Roma
venerdì 17 e sabato 18 novembre ore 21
domenica 19 novembre ore 17,30




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giovedì 5 ottobre 2017

Teatro: l'11 ottobre si apre la nuova stagione del PACTA SALONE

Ouverture
QUANDO IL FREDDO SCOTTERA'

L'11 ottobre si apre la nuova stagione al PACTA SALONE di Milano con una coproduzione italo-uruguaiana


L'11 ottobre 2017 si apre la nuova stagione PACTA . dei Teatri al PACTA SALONE di Milano con l'intensità della poesia di Mario Benedetti e Idea Vilariño in QUANDO IL FREDDO SCOTTERA' una coproduzione italo-uruguaiana Dramophone Factory con la regia di Fulvio Ianneo.

In questo spettacolo, per la prima volta rappresentato a Milano, la poesia di due poeti è immaginata e commentata da quattro attori uruguaiani che, giocando liberamente sulla storia in forma di diario de La tregua di Mario Benedetti, inventano un amore tra due persone impiegate in uno stesso luogo di lavoro che, seppure diverse, iniziano ad amarsi senza dichiararsi uno all'altro. 

Ma quell'amore li rivela a se stessi, attraverso la poesia, e li restituisce pienamente alla vita.

"L'amore interroga quotidianamente i poeti - spiega il regista Fulvio Ianneo - per farli risalire alla radice della loro esistenza. E' come un vuoto freddo che non si colma mai, ma che nello stesso tempo scotta dentro, chiede sempre di agire ed essere presenti. Mario e Idea hanno messo nella sfera dell'amore la loro vita e la poesia è il loro diario quotidiano. Questa intensità è un tormento ma è soprattutto la forza che fa essere profondamente uomini anche quando la storia ci disumanizza e ci distrugge con le ingiustizie e la violenza come è accaduto a noi in Uruguay. Per questo amiamo i nostri poeti. Ci hanno detto dove cercare quella speranza che ti fa superare qualsiasi tortura, qualsiasi umiliazione e qualsiasi esilio."

Inizia così la nuova stagione del PACTA SALONE con il titolo "10 ANNI 2008-2018". 62 spettacoli per un totale di 176 aperture di sipario, 21 prime, 3 progetti speciali, 2 festival per la seconda stagione nello storico spazio di via Ulisse Dini e per la celebrazione del decimo anniversario per la compagnia che lo gestisce: PACTA . dei Teatri.

"Il programma artistico 2017-2018 ha come filo rosso il teatro come custode della metamorfosi. - ricorda la direttrice artistica Annig Raimondi - L'intera intelaiatura del programma ha le caratteristiche di una necessaria raccolta dal Novecento a oggi, con qualche incursione nel passato, per cercare di dare una visione d'insieme del nostro tempo. Quest'anno uno sguardo particolare è rivolto ai diritti nel mondo attraverso le memorie e le storie di persone e territori, e proprio per questo motivo è QUANDO IL FREDDO SCOTTERA' ad aprire la nostra stagione".

Mario Benedetti e Idea Vilariño
Idea Vilariño e Mario Benedetti (1920-2009) erano tra le voci poetiche più amate dell'Uruguay. Erano amici, sono stati insieme in molte importanti imprese letterarie, hanno subito entrambi i soprusi della dittatura militare degli anni '70-'80 e sono rimasti fino alla fine fedeli ai loro ideali e al loro impegno culturale e politico. Mario e Idea, ognuno con la propria storia ma uniti da una profonda e fraterna amicizia.

Mario Benedetti, nato a Paso de los Toros il 14 settembre 1920, è stato il fondatore e presidente del Movimento 26 Marzo, di opposizione al regime militare imposto nel suo paese tra il 1973 e 1985. A causa della sua militanza dovette esiliarsi e visse per lunghi anni prima a Cuba e poi in Spagna. Ha saputo usare la poesia come arma di denuncia, parlando nei suoi versi del dramma vissuto dal proprio paese e dell'incubo del carcere, della tortura, delle esecuzioni sommarie, dei desaparecidos. 

Idea Vilariño, nata a Montevideo il 18 agosto 1920, è stata la seconda di cinque figli. Negli anni '50 ebbe inizio la sua militanza politica, che progressivamente l'avvicinò ai gruppi più radicali della sinistra. Nello stesso periodo cominciò la relazione epistolare con Juan Carlos Onetti, che presto divenne storia d'amore appassionata e lacerante, della quale rimane testimonianza nei Poemas de amor. La linea poetica militante si sviluppò in seguito a causa delle drammatiche vicende latinoamericane - dall'esaltante trionfo della Rivoluzione Cubana al fallimento dell'esportazione della guerriglia, fino alla morte del Che Guevara -, ma anche per via della guerra del Vietnam e infine, negli anni '70, per il clima politico oppressivo e mortale dell'Uruguay, che si risolve nella dittatura militare durata 13 anni.

PACTA SALONE
Ouverture
11 ottobre 2017
FOCUS DIRITTI NEL MONDO 1:
QUANDO IL FREDDO SCOTTERA'                                                     
Uruguay- Poesia di Mario Benedetti e Idea Vilariño
prima nazionale
con Pepe Vázquez, Verónica Caissiols Torcello, María Clara Vázquez, Emilio Pigot
drammaturgia e regia Fulvio Ianneo
coproduzione italo-uruguaiana Dramophone Factory di Bologna con il sostegno di Ministero della Cultura dell'Uruguay, Consolato dell'Uruguay di Milano, Ambasciata di Roma, Edizione Rayuela

Durata 60'

INFO
PACTA SALONE
via Ulisse Dini 7, 20142 Milano
MM2 P.zza Abbiategrasso-Chiesa Rossa, tram 3 e 15

Per informazioni: www.pacta.org - mail biglietteria@pacta.org - promozione@pacta.org - tel. 0236503740 – ufficio scuole: ufficioscuole@pacta.org

Orari biglietteria: via Ulisse Dini 7, 20142 Milano - dal lun al ven dalle ore 16.00 alle ore 19.00 - nei giorni di spettacolo: dal mar al sab dalle 16 – dom dalle 15

Biglietti: Intero €24 | Rid. Convenzioni €18 | Under 25/over 60 €12 | CRAL e gruppi €10 (min. 10 persone) | gruppi scuola €9 | Prevendita €1,50 - per gli spettacoli della rassegna PARAPIGLIA biglietti € 6,00 per tutti

Orari spettacoli da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 17.30, lunedì riposo

ABBONAMENTI: ALL YOU CAN SEE ingressi illimitati €130,00 - CARTA AMICI DI PACTA 6 spettacoli €60,00 - CARTA TANDEM 2 ingressi a 2 spettacoli €38,00 – CARTA FAMIGLIA (minimo 3 persone) €24,00 – SCIENZAINSCENA (ingresso a tutti gli spettacoli, conferenze e laboratori del festival) €30,00 - TEATRO METROPOLITANO (PACTA SALONE-ScenAperta Tirinnanzi) 2 spettacoli+visita guidata Milano zona 5/Legnano Turismo Sempione euro 18,00



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venerdì 15 settembre 2017

Roma, 28 settembre al @TeatroArciliuto: Maria Moreno in "Mon coeur s'ouvre à ta voix"



Giovedì 28 settembre 2017, al Teatro Arciliuto in Roma il Concerto di Musica e Poesia “Mon coeur s’ouvre à ta voix” 

con: 
Maria Moreno (voce), 
Marco Fraleoni (voce recitante) 
Vito Caporale (pianoforte)
La voce della cantante Maria Moreno, accompagnata dalle note pianistiche del maestro Vito Caporale in canzoni classiche di cultura francese e non solo, sarà intramezzata dalla lettura di brani poetici scelti ed interpretati dalla voce di Marco Fraleoni.
Ore 20,30 – Aperitivo Cena facoltativo Euro 10,00 (drink incluso)
Ore 21,30 – Concerto nella sala teatro, ingresso intero euro 15,00 – ridotto NewsLetter euro 12,00 ( il ridotto è riservato alle persone iscritte alla mailing list del Teatro http://dm-mailinglist.com )
Alla NewsLetter del Teatro Arciliuto ci si può iscrivere direttamente dalla home page del website del Teatro oppure dalla pagina FaceBook
Si ricorda che il numero dei posti è limitato ed è preferibile la prenotazione scrivendo a info@arciliuto.it o telefonando al mobile 333 8568464 (phonecall & sms) o al tel. 06 6879419 (dalle ore 18,00 in poi)
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Maria Moreno è francese e di origine spagnola, vive in Francia.
Ha iniziato gli studi come cantante lirica assieme a quelli della danza classica presso il conservatorio di Parigi (CNSM); migliora il suo repertorio con Renata Scotto a New-York, Walter Cataldi Tassoni e Paolo Montarsolo a Roma. Con il nome di Maria D'Aragnès canta nei grandi teatri internazionali repertori come Traviata, Anna Bolena, Requiem di Verdi, Mozart e molto altro ancora.

La sua tecnica e le doti vocali gli permettono di cantare diversi tipi di musica.
Oltre all'amore per la musica lirica, adora il Jazz e approfondisce diversi stili musicali ammirando Sarah Vaughan, Billie Holiday, Herbie Hancock, Amy Winehouse e altre importanti artiste.
Nei suoi concerti interpreta anche i grandi classici del jazz, Latino, Blues. Il suo primo album jazz "Intuitivo" è il frutto della collaborazione con il pianista compositore e arrangiatore Vito Caporale assieme ad altri grandi musicisti italiani. Di recente si dedica anche alla composizione.

TUTTE LE ULTERIORI INFO SUL SITO UFFICIALE DEL TEATRO:
http://www.arciliuto.it



INFORMAZIONI

Teatro ARCILIUTO
Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma (Italy)
Tel. +39 06 6879419 (dalle ore 18,00 in poi)
- mobile 333 8568464 (calls&sms) 
info@arciliuto.it
http://www.arciliuto.it

venerdì 9 giugno 2017

San Gennaro Vesuviano celebra Mario Sbarra. Una sala teatrale intitolata al professore

SAN GENNARO VESUVIANO, 09/06/2017 - Lunedì 12 giugno 2017, a San Gennaro Vesuviano, si terrà la cerimonia di inaugurazione della sala teatrale realizzata presso la scuola Elementare del plesso “Capoluogo”.

Il teatro, un vero e proprio “gioiellino” caratterizzato da 86 posti a sedere, tutti su comode poltroncine e realizzato circa un anno fa con fondi europei, verrà intitolato alla memoria del professore Mario Sbarra, una delle maggiori personalità sul territorio vesuviano dal punto di vista culturale ed intellettuale.

L’intitolazione del teatro è stata fortemente voluta dal professor Pasquale Bosone, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale “B. Cozzolino ed L. D’Avino”.

“Il nome di Mario Sbarra -esordisce Bosone- è stato accolto con gioia da tutto il Collegio dei Docenti e dall’intera famiglia scolastica.
Ritengo che quella di Mario Sbarra -continua il dirigente- sia stata la scelta più logica su come intitolare il nostro teatro. Innanzitutto uomo di scuola, prima maestro e poi direttore, poi uomo di cultura, ovvero poeta e narratore, ed infine sangennarese autentico”.


Euforico ed al contempo commosso è il commento dei familiari del compianto Mario Sbarra.   


“Oggi si realizza per me un sogno… un’opera pubblica dedicata a mio Padre. Non posso che essere grato a Pasqsuale Bosone - afferma Sergio Sbarra, figlio di Mario e noto civilista vesuviano- per aver avuto quella bellissima idea.
Ritengo che tra gli obblighi morali di una Comunità ci debba essere quello di risalto ai propri cittadini meritevoli. Per me tutte le arterie di un paese dovrebbero avere il nome dei proprio concittadini che si sono in qualche modo distinti.
A tal proposito, visto che al momento il nostro paese è guidato da un Commissario Prefettizio, lancio una idea al prossimo Sindaco di San Gennaro Vesuviano, ossia cambiare la denominazione di molte arterie cittadine e dedicarle ai nostri avi meritevoli.

Tanto per fare qualche esempio per me la piazza centrale del paese invece di chiamarsi Piazza Margherita si dovrebbe chiamare Piazza Giovanni Borrelli e via Ferrovia si dovrebbe chiamare Via Luciano Pesce, ovvero due uomini che tanto hanno dato alla nostra cittadina”.

La manifestazione di intitolazione, durante la quale verranno declamate diverse poesie di Mario Sbarra, oltre al dirigente Pasquale Bosone ed ai familiari di Mario Sbarra, registrerà la presenza di numerosi personaggi del mondo della comunicazione (su tutti, il giornalista Ermanno Corsi) e della cultura (lo storico Carmine Cimmino).

L’appuntamento con la cerimonia di inaugurazione è stato fissato per le ore 17:30 di lunedì 12 giugno presso il polo scolastico “Capoluogo” di via Ferrovia.


BREVE PROFILO DI MARIO SBARRA
Mario Sbarra nasce a San Gennaro Vesuviano il 24 ottobre del 1932. Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti all’istituto Magistrale “Giovanni Borrelli” supera dopo pochi anni il concorso come insegnante di scuola elementare e, dopo qualche anno, si laurea con lode in Pedagogia presso l’Università di Salerno.

In seguito, vince anche il concorso direttivo e la prima sede che lo vede Direttore di Scuola Elementare è a Villanova d’Asti (AT). Va aggiunto che Sbarra, a cavallo tra gli anni 80 e 90, è stato per ben tre volte Presidente delle Commissioni del Concorso di Scuola Elementare per la Campania.

Da adolescente inizia poi a coltivare le sue due passioni, il giornalismo e la poesia. Molte le testate di carta stampata per le quali ha collaborato, da “Il Mattino” al “Corriere del Giorno”, dalla “Voce Adriatica” a “I diritti della Scuola”, da “Avvenire” alla “Gazzetta del Sud”. Inizia a scrivere le sue prime poesie poco più che quindicenne ed ai soli 24 anni nel 1956 pubblica la sua prima raccolta “Rosario di pene”.

Numerosi anche i suoi testi di saggistica e uno dei suoi contributi critici gli serve ad ottenere la ribalta nazionale nel campo della letteratura: per il suo testo “Estri e rovine in una topografia letteraria” Edizioni L.E.R del 1984 Mario Sbarra viene, infatti, citato nel “Dizionario Critico della Letteratura Italiana” della Utet ed a cura di Vittorio Branca. Viene altresì citato in diverse antologie, così come diversi sono i premi vinti come poeta o autore. Forte anche l’impegno nel sociale e nella politica.

Per molti anni, tra il 1950 ed il 1963, è stato segretario cittadino dell’allora Democrazia Cristiana. La sua vita privata è stata segnata, in positivo, dalla conoscenza con Teresa Flavia Aievola, donna savianese di nobili natali, che Sbarra sposò quasi ragazzina e dal loro matrimonio sono nati due figli, Elvira Rita e Sergio. Muore il 4 gennaio del 2005 a Napoli.

giovedì 27 aprile 2017

9^ edizione del concorso di Poesia Giugno di San Vigilio


“L’Associazione Culturale Sperimentiamo arte, musica, teatro” ricorda che è in corso la 9^ edizione del concorso nazionale di Poesia “Giugno di San Vigilio”.

Il Concorso dedicato alla Poesia è aperto sia agli studenti che agi adulti di ogni età. 

Dovranno presentare un testo di 36 versi su un tema libero ed inedito. 

Tra i vari premi che saranno dati, sarà conferito anche il Premio Speciale “Cristiana Cafini” al vincitore assoluto del concorso. 

Sarà inoltre consegnato il Premio Speciale per la musicalità: le poesie scelte per la musicalità saranno messe in musica dal M° Tullio Visioli ed eseguite in prima assoluta durante la premiazione della X edizione dello stesso concorso. 

Il Presidente di giuria sarà il poeta Alberto Toni. 

Le poesie vincitrici saranno anche pubblicate nel 3° volume del libro intitolato “Giugno di San Vigilio”. 

Da segnalare anche un premio speciale riservato agli studenti delle scuole appartenenti ai tre paesi maggiormente colpiti dal terremoto: Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto; un’iniziativa che nasce come supporto per la continuazione degli studi ma soprattutto per la valorizzazione dei giovani talenti.

Gli elaborati dovranno pervenire entro il 6 Maggio 2017 (fa fede la data riportata sul timbro postale) al seguente indirizzo: Ass. Cult. “Sperimentiamo Arte Musica Teatro” c/o  Parrocchia di San Vigilio, Via Paolo Di Dono 218, 00142 Roma. 

Occorre indicare sulla busta: IX Edizione Concorso Nazionale di Poesia “Giugno di San Vigilio” e la categoria per cui si concorre.

La cerimonia di premiazione si terrà a Roma sabato 3 giugno.

Per info e consultare il bando integrale: Ass. Cult. “Sperimentiamo Arte Musica Teatro” Tel. 333-4080635,  info@sperimentiamo.it oppure su  www.sperimentiamo.it

giovedì 15 settembre 2016

@TeatroArciliuto e “La Grande Favola della Lingua Italiana” da Federico II° al Novecento – Roma, Venerdì 16, Sabato 17 e Venerdì 23 Settembre 2016


Venerdì 16, Sabato 17 e Venerdì 23 Settembre al Teatro Arciliuto in Roma prende vita il fantastico viaggio del Racconto-Favola di Enzo Samaritani “La Grande Favola della Lingua Italiana da Federico II° al Novecento”
Con
Enzo Samaritani, voce e chitarra
Giovanni Samaritani, voce


Il programma è un percorso poetico di poesia in musica della lingua italiana con un pensiero temporale ed evolutivo del linguaggio poetico della nostra stupenda lingua. Senza un programma dettagliato, partendo dalla goliardia delle cadenze latine si passerà per Federico II, Cielo d'Alcamo, Giacomo Pugliese, Ciacco dell'Anguillaia, Francesco D'Assisi, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cecco Angiolieri. Fino ad arrivare al Croce, al Pascoli, al Carducci, a Giacomo Leopardi e tanti altri.

Tutte le poesie della nostra letteratura sono state messe in musica da Enzo Samaritani e verranno eseguite cantate a due voci, familiarmente, da padre e figlio.

"Fare un passo indietro, per andare avanti, e scoprire che il tempo non s’è perduto. Il passato, quello che si specchia nel calore della voce, dove l’anima raccoglie il particolare, la gestualità è accolita e l’ambiente pronto a creare paesaggi fra note e parole."

Ecco, questa è la grande storia della Lingua Italiana, lo Spettacolo vivente di Enzo Samaritani e di suo figlio Giovanni…
TUTTE LE INFO SUL SITO UFFICIALE DEL TEATRO:

http://www.arciliuto.it/it/programmazione/spettacoli/379-favolalinguaitaliana.html

http://www.arciliuto.it/it/programmazione/spettacoli/380-favolalinguaitaliana.html

Dalle ore 20,30 Aperitivo con buffet facoltativo nel Salotto Musicale
Drink Euro 10,00. Si consiglia la prenotazione.

Ore 21,30 concerto
Ingresso Intero Euro 12,00
Ingresso Ridotto Euro 10,00
( il ridotto è riservato alle persone iscritte alla mailing list del Teatro
http://dm-mailinglist.com/subscribe?f=74ba7f05 )

Alla NewsLetter del Teatro Arciliuto ci si può iscrivere direttamente dalla Home Page del website del Teatro oppure dalla Pagina FaceBook.

Si ricorda che il numero dei posti è limitato ed è preferibile la prenotazione scrivendo a info@arciliuto.it o telefonando al tel. 06 6879419 (dalle 17:00 in poi) o al mobile 333 8568464 (phonecalls & sms)
***
Teatro ARCILIUTO
Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma (Italy)
Tel. +39 06 6879419 (dalle ore 17,00 in poi)
– mobile 333 8568464 (calls&sms)
– mobile 336 789349 (calls&sms)
info@arciliuto.it
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ENZO SAMARITANI
Nel cuore di Roma il Teatro Arciliuto tutti i giorni da vita a serate indimenticabili e coinvolgenti: grande perno è Enzo Samaritani – nonché padre e fondatore dell’Arciliuto – poeta, compositore, cantante di una tradizione letteraria preziosa; egli non ha mai abbandonato l’identità di questo teatro, portando avanti una ricerca dedicata alla bellezza insieme a un’appassionata campagna in difesa delle lingue e dei dialetti.

Enzo Samaritani ha improntato la sua vita alla salvaguardia della nostra identità culturale, lottando contro un’omologazione sempre più diffusa e preoccupante; ha portato avanti con amore e dedizione una ricerca accurata e approfondita affinché le nostre radici culturali e linguistiche non andassero perdute bensì preservate e tutelate. Ha intrapreso numerosi viaggi all’estero divenendo promotore e diffusore della nostra poesia e musica; attento alla bellezza e all’estetica della composizione ha sempre ricercato “la nota naturale corrispondente alla melodia del verso” in difesa dei suoni della lingua italiana, ormai sgretolata in questo periodo di consumismo e di imitazioni culturali. Così la poesia italiana, per la prima volta tradotta in inglese, francese, tedesco e spagnolo, suona nel mondo versi cantati di Cielo d’Alcamo, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Foscolo, Pascoli, Leopardi, Belli, Trilussa, oltre alle poesie originali dello stesso Enzo Samaritani.

Assistere a uno spettacolo di Enzo Samaritani ha in se qualcosa di estremamente magico e prezioso, un evento pregno di significato e sensazioni che condurrà il suo pubblico in un viaggio senza tempo assaporando poesia, musica e storia tra ilarità e buona compagnia.

L’accogliente Salotto Musicale dell’Arciliuto prende vita grazie all’estro di Enzo Samaritani, con un incontro/concerto di grande rarità e bellezza. Il “nostro poeta” con le sue parole, i versi cantati, aneddoti personali e non, ammalierà i suoi uditori conducendoli, attraverso una “lezione” del tutto originale e accattivante, alla riscoperta delle proprie origini culturali e linguistiche facendosi promotore e “istituzione” di riferimento per la diffusione dei valori e delle radici della cultura e della lingua. È così che l’incontro/ascolto di Enzo Samaritani diventa fondamentale e formativo per le giovani generazioni e non solo, in quanto detentore di un bagaglio culturale raro e indispensabile.
In un momento di così grande confusione, di perdita di valori e smarrimento di un’identità culturale, l’operato di Enzo Samaritani si presenta a Noi come un tesoro inestimabile, come un’arma adatta a combattere per riappropriarci di quanto abbiamo perduto negli anni, di quell’anima, quel calore, magia e musicalità che è propria della nostra lingua e cultura; riscoprire le nostre radici culturali per poter così rigenerarci.



giovedì 14 aprile 2016

Enzo Samaritani presenta “Un cuore di carta velina - Poesia Sinfonica della Terza Via” - Roma, Domenica 17 aprile 2016 @TeatroArciliuto


A gentile richiesta del pubblico, replica @ LIVE BOOK gli eventi per presentazioni editoriali presenta
Un cuore di carta velina "Poesia Sinfonica della Terza Via" 
di Enzo Samaritani


... perciò la chiave di violino è il canto, ovvero il soggetto del pensiero.
La chiave di basso sono le riflessioni o la filosofia che si viene a creare.

Ore 18,00 - Per la prima volta nella storia "Poesia Sinfonica del Concerto di Tchaikovsky per pianoforte e orchestra" segue presentazione del libro.
Ore 20,30 - Aperitivo Cena facoltativo al salotto musicale, drink euro 10,00

Il Teatro Arciliuto ha il piacere di presentare la seconda opera del suo fondatore Enzo Samaritani.

Come per le nove sinfonie di Beeethoven, nelle quali la melodie
e le armonie nascondono una storia intima e filosofica, lo spirito della "Poesia Sinfonica" vive la storia all'interno della musicalità della parola e questa viene cadenzata metricamente come una composizione poetica offrendo il tema indicato con la chiave di violino e la riflessione o filosofia con la chiave di basso.


mercoledì 16 marzo 2016

Al @TeatroArciliuto di Roma Enzo Samaritani Presenta Il Suo Nuovo Libro "Un Cuore Di Carta Velina" - Domenica 20 marzo


… perciò la chiave di violino è il canto, ovvero il soggetto del pensiero.
La chiave di basso sono le riflessioni o la filosofia che si viene a creare.
Il Teatro Arciliuto in Roma ha il piacere di invitarVi alla presentazione dellaSeconda Opera del suo Fondatore Enzo Samaritani “Un cuore di carta velina” Poesia Sinfonica della Terza Via, che si terrà domenica 20 marzo alle ore 18,00.
In questa occasione verrà eseguita, per la prima volta nella Storia della Letteratura, la Poesia Sinfonica del “Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle minore, Op.23 di Tchaikovsky”. Analisi e traduzione poetica dei significati musicali dell’opera musicale scritti ed interpretati da Enzo Samaritani.
Come per le nove sinfonie di Beethoven, nelle quali la melodie e le armonie nascondono una storia intima e filosofica, lo spirito della “poesia sinfonica” vive la storia all’interno della musicalità della parola e questa viene cadenzata metricamente come una composizione poetica offrendo il tema indicato con la chiave di violino e la riflessione o filosofia con la chiave di basso.
Čajkovskij in una lettera a Sergej Ivanovič Taneev del 14 (26) gennaio 1891: «… Sono sicuro che nelle mie opere appaio come Dio mi ha fatto e così come sono diventato attraverso l’azione del tempo, della mia nazionalità ed educazione. Non sono mai stato falso con me stesso. Quello che sono, buono o cattivo, lo debbono giudicare gli altri… »
È un “lieto” evento, questa nuova opera di Enzo, perché tutto ciò che l’Anima di un Poeta partorisce genera “Figli” per il Bene culturale del Mondo.
Enzo Samaritani è il Poeta dell’Anima, e con il suo “amore/devozione”, per la bellezza e la delicatezza del Verso, rende la Parola scrigno prezioso della Musica.
Se nel 1967 Enzo Samaritani non avesse fondato questo luogo di pensiero, che è anche spazio di gioco (serio) della Cultura, quella con la C maiuscola, tutto ciò che oggi accade nelle Sale del Teatro Arciliuto, non sarebbe stato possibile…
Ore 18,00 – “Poesia Sinfonica del Concerto di Tchaikovsky per pianoforte e orchestra”, segue presentazione del libro.
Ore 20,30 – Aperitivo Cena facoltativo al salotto musicale, drink euro 10,00

ENZO SAMARITANI nasce ad Alvito, in provincia di Frosinone, il 2 maggio del 1934. Fin da piccolo, per tradizione culturale e familiare, viene educato al canto e alla poesia. Inizia il suo cammino artistico cantando le grandi composizioni religiose di Don Lorenzo Perosi nel coro della Cappella Sistina. Dopo un lungo tirocinio, che va dalla scuola d’Arte Drammatica alla commedia musicale degli anni “Cinquanta”,vince la Palma d’Oro a Palermo quale miglior cantante di musica leggera con l’Orchestra di Libero Tosoni. In seguito decide di dedicarsi completamente allo spirito della “Commedia dell’Arte” e ai concetti della creatività nell’immediato. Iniziano così i suoi viaggi all’estero.
Con la sua chitarra, libero dalle mode, facilitato anche dalla conoscenza di molte lingue straniere, quali l’inglese, il francese, e lo spagnolo, viaggia in tutto il mondo imparando lingue e comportamenti umani e sociali in Europa, in Medio Oriente, in America del Nord e del Sud portando poesia e musica negli Istituti di Cultura Italiana all’Estero anche nei paesi dell’Est Europeo nei periodi politicamente difficili, seminando conoscenza e ragione umana in difesa del Diritto dell’Uomo di avere un’anima e una propria verità al di là delle realtà materiali e politiche.
Ricercatore attento alla bellezza ed all’estetica della composizione torna indietro nel tempo per ricercare “la nota naturale corrispondente alla melodia del verso” in difesa dei suoni della lingua italiana così selvaggiamente disintegrata in questo periodo di consumismo, di sovrapposizioni o di imitazioni culturali.
Apre nel 1967 “L’ARCILIUTO”, piccolo teatro dedicato esclusivamente alla poesia e alla musica, elimina dal concetto teatrale l’idea del palcoscenico e della separazione tra artista e pubblico, nega l’idea del copione e del regista e si affida in prima persona a quel sentimento della Commedia dell’Arte Italiana che si è sempre ispirata alla preparazione interiore ed alla creatività.
La poesia italiana per la prima volta tradotta in inglese, francese, tedesco e spagnolo suona nel mondo versi cantati di Cielo d’Alcamo, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Foscolo, Pascoli, Leopardi, Belli, Trilussa, oltre alle poesie originali dello stesso Enzo Samaritani.
In un momento di così grande confusione, di perdita di valori e smarrimento di un’identità culturale, l’operato di Enzo Samaritani si presenta a Noi come un tesoro inestimabile, come un’arma adatta a combattere per riappropriarci di quanto abbiamo perduto negli anni, di quell’anima, quel calore, magia e musicalità che è propria della nostra lingua e cultura; riscoprire le nostre radici culturali per poter così rigenerarci.
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Teatro ARCILIUTO
Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma (Italy)
Tel. +39 06 6879419 o al mobile 333 8568464
info@arciliuto.it

sabato 14 febbraio 2015

Teatro Arciliuto : La Grande Favola della Lingua Italiana? Enzo Samaritani. Ogni martedì

E’ sufficiente avere la passione per la lingua italiana e la voglia d’imparare per rispettarla?
E’ la domanda che si pongono i linguisti del nostro tempo e non è un caso che la Biblioteca dell’Accademia della Crusca possieda un prezioso e cospicuo fondo di oltre 2500 dizionari, all’interno del quale sono conservate opere lessicografiche relative alla lingua italiana senza tralasciare i dialetti e molte delle lingue straniere.
E pensare che la nascita della Lingua italiana la dobbiamo a Federico II. Federico fu chiamato dai suoi contemporanei Stupor Mundi (Stupore del Mondo), appellativo che deriva dalla sua inestinguibile curiosità intellettuale, un eclettismo che lo portò ad approfondire la filosofia, l’astrologia, la matematica, l’algebra, la medicina e le scienze naturali. Ed ebbe, appunto, una notevole influenza sulla letteratura e su quella che sarebbe diventata la moderna lingua italiana.
Assistere a uno spettacolo di Enzo Samaritani ha in sè qualcosa di estremamente magico e prezioso, un evento pregno di significato e sensazioni che condurrà il suo pubblico in un viaggio senza tempo assaporando poesia, musica e storia tra ilarità e buona compagnia.


L’accogliente Salotto Musicale dell’Arciliuto prende vita grazie all’estro di Enzo Samaritani, con un incontro/concerto di grande rarità e bellezza. Il “nostro poeta” con le sue parole, i versi cantati, aneddoti personali e non, ammalierà i suoi uditori conducendoli, attraverso una “lezione” del tutto originale e accattivante, alla riscoperta delle proprie origini culturali e linguistiche facendosi promotore e “istituzione” di riferimento per la diffusione dei valori e delle radici della cultura e della lingua. È così che l’incontro/ascolto di Enzo Samaritani diventa fondamentale e formativo per le giovani generazioni e non solo, in quanto detentore di un bagaglio culturale raro e indispensabile.
In un momento di così grande confusione, di perdita di valori e smarrimento di un’identità culturale, l’operato di Enzo Samaritani si presenta a Noi come un tesoro inestimabile, come un’arma adatta a combattere per riappropriarci di quanto abbiamo perduto negli anni, di quell’anima, quel calore, magia e musicalità che è propria della nostra lingua e cultura; riscoprire le nostre radici culturali per poter così rigenerarci.
Forse per tale ragione che la passione nei riguardi della Lingua Italiana di Enzo Samaritani, artista d’altri tempi, detto da molti il Poeta dell’Anima, è sempre stata smisurata tanto da divenire, col tempo, la sua più grande Favola. Una favola che dura da ottanta primavere ed è la musa ispiratrice di un progetto nel quale la melodia sposa il suono naturale del verso e la passione genuina colora, ogni martedì, le antiche stanze del salotto musicale del Teatro Arciliuto. Il teatro è incastonato nel cuore della Roma antica tra piazza Navona, via dei Coronari e il Tevere.
Il percorso di Enzo Samaritani intitolato “La Grande Favola della Lingua Italiana”, da Federico II° al Novecento, Racconto-Favola di Enzo Samaritani con Enzo Samaritani (voce e chitarra) e Giovanni Samaritani (voce) è il percorso poetico, in musica, della lingua italiana e ripercorre il pensiero temporale ed evolutivo del linguaggio poetico della nostra stupenda lingua. Senza un programma dettagliato, partendo dalla goliardia delle cadenze latine Enzo Samaritani passa per Federico II, Cielo d’Alcamo, Giacomo Pugliese, Ciacco dell’Anguillaia, Francesco D’Assisi, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cecco Angiolieri fino ad arrivare al Croce, al Pascoli, al Carducci, a Giacomo Leopardi e tanti altri.
Tutte le poesie della nostra letteratura sono state messe in musica da Enzo Samaritani e, ogni martedì  vengono eseguite e  cantate a due voci: familiarmente, da padre e figlio.
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Dalle ore 20,30 Aperitivo con buffet facoltativo nel salotto musicale,
Drink Euro 10,00. Si consiglia la prenotazione.
Ore 21,30 concerto nella Sala Teatro
Ingresso Intero Euro 12,00
Ingresso Ridotto Euro 10,00
(Il ridotto è riservato alle persone iscritte alla NewsLetter del Teatro)
Alla NewsLetter del Teatro Arciliuto ci si può iscrivere direttamente dalla Home Page del website del Teatro oppure dalla Pagina FaceBookSi ricorda che il numero dei posti è limitato ed è preferibile la prenotazione scrivendo a info@arciliuto.it o telefonando al tel. 06 6879419 o al mobile 333 8568464 (phonecalls & sms)
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Teatro ARCILIUTO
Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma (Italy)
Tel. +39 06 6879419 o al mobile 333 8568464
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