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venerdì 9 giugno 2017

San Gennaro Vesuviano celebra Mario Sbarra. Una sala teatrale intitolata al professore

SAN GENNARO VESUVIANO, 09/06/2017 - Lunedì 12 giugno 2017, a San Gennaro Vesuviano, si terrà la cerimonia di inaugurazione della sala teatrale realizzata presso la scuola Elementare del plesso “Capoluogo”.

Il teatro, un vero e proprio “gioiellino” caratterizzato da 86 posti a sedere, tutti su comode poltroncine e realizzato circa un anno fa con fondi europei, verrà intitolato alla memoria del professore Mario Sbarra, una delle maggiori personalità sul territorio vesuviano dal punto di vista culturale ed intellettuale.

L’intitolazione del teatro è stata fortemente voluta dal professor Pasquale Bosone, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale “B. Cozzolino ed L. D’Avino”.

“Il nome di Mario Sbarra -esordisce Bosone- è stato accolto con gioia da tutto il Collegio dei Docenti e dall’intera famiglia scolastica.
Ritengo che quella di Mario Sbarra -continua il dirigente- sia stata la scelta più logica su come intitolare il nostro teatro. Innanzitutto uomo di scuola, prima maestro e poi direttore, poi uomo di cultura, ovvero poeta e narratore, ed infine sangennarese autentico”.


Euforico ed al contempo commosso è il commento dei familiari del compianto Mario Sbarra.   


“Oggi si realizza per me un sogno… un’opera pubblica dedicata a mio Padre. Non posso che essere grato a Pasqsuale Bosone - afferma Sergio Sbarra, figlio di Mario e noto civilista vesuviano- per aver avuto quella bellissima idea.
Ritengo che tra gli obblighi morali di una Comunità ci debba essere quello di risalto ai propri cittadini meritevoli. Per me tutte le arterie di un paese dovrebbero avere il nome dei proprio concittadini che si sono in qualche modo distinti.
A tal proposito, visto che al momento il nostro paese è guidato da un Commissario Prefettizio, lancio una idea al prossimo Sindaco di San Gennaro Vesuviano, ossia cambiare la denominazione di molte arterie cittadine e dedicarle ai nostri avi meritevoli.

Tanto per fare qualche esempio per me la piazza centrale del paese invece di chiamarsi Piazza Margherita si dovrebbe chiamare Piazza Giovanni Borrelli e via Ferrovia si dovrebbe chiamare Via Luciano Pesce, ovvero due uomini che tanto hanno dato alla nostra cittadina”.

La manifestazione di intitolazione, durante la quale verranno declamate diverse poesie di Mario Sbarra, oltre al dirigente Pasquale Bosone ed ai familiari di Mario Sbarra, registrerà la presenza di numerosi personaggi del mondo della comunicazione (su tutti, il giornalista Ermanno Corsi) e della cultura (lo storico Carmine Cimmino).

L’appuntamento con la cerimonia di inaugurazione è stato fissato per le ore 17:30 di lunedì 12 giugno presso il polo scolastico “Capoluogo” di via Ferrovia.


BREVE PROFILO DI MARIO SBARRA
Mario Sbarra nasce a San Gennaro Vesuviano il 24 ottobre del 1932. Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti all’istituto Magistrale “Giovanni Borrelli” supera dopo pochi anni il concorso come insegnante di scuola elementare e, dopo qualche anno, si laurea con lode in Pedagogia presso l’Università di Salerno.

In seguito, vince anche il concorso direttivo e la prima sede che lo vede Direttore di Scuola Elementare è a Villanova d’Asti (AT). Va aggiunto che Sbarra, a cavallo tra gli anni 80 e 90, è stato per ben tre volte Presidente delle Commissioni del Concorso di Scuola Elementare per la Campania.

Da adolescente inizia poi a coltivare le sue due passioni, il giornalismo e la poesia. Molte le testate di carta stampata per le quali ha collaborato, da “Il Mattino” al “Corriere del Giorno”, dalla “Voce Adriatica” a “I diritti della Scuola”, da “Avvenire” alla “Gazzetta del Sud”. Inizia a scrivere le sue prime poesie poco più che quindicenne ed ai soli 24 anni nel 1956 pubblica la sua prima raccolta “Rosario di pene”.

Numerosi anche i suoi testi di saggistica e uno dei suoi contributi critici gli serve ad ottenere la ribalta nazionale nel campo della letteratura: per il suo testo “Estri e rovine in una topografia letteraria” Edizioni L.E.R del 1984 Mario Sbarra viene, infatti, citato nel “Dizionario Critico della Letteratura Italiana” della Utet ed a cura di Vittorio Branca. Viene altresì citato in diverse antologie, così come diversi sono i premi vinti come poeta o autore. Forte anche l’impegno nel sociale e nella politica.

Per molti anni, tra il 1950 ed il 1963, è stato segretario cittadino dell’allora Democrazia Cristiana. La sua vita privata è stata segnata, in positivo, dalla conoscenza con Teresa Flavia Aievola, donna savianese di nobili natali, che Sbarra sposò quasi ragazzina e dal loro matrimonio sono nati due figli, Elvira Rita e Sergio. Muore il 4 gennaio del 2005 a Napoli.

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