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Cinema e Teatro

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giovedì 12 novembre 2009

Teatro Sala Uno SOTTO L’ OMBRELLO ACCANTO AL BASTONE

SOTTO L'OMBRELLO ACCANTO AL BASTONE

Dal 16 al 22 novembre 2009


Dal 16 novembre andrà in scena lo spettacolo "Sotto l'ombrello Accanto al bastone" interpretato da Riccardo Caporossi e Vincenzo Preziosa.

Il 18 novembre alle ore 18.00 sarà presentato il libro con l'omonimo titolo "Sotto l'ombrello Accanto al bastone" edizione Titivillus, sono scritti e disegni di Riccardo Caporossi.

Presentano Donatella Orecchia docente in Storia del Teatro Italiano alla Facoltà di lettere e filosofia dell'Università Tor Vergata di Roma e Gilberto Scaramuzzo docente di Filosofia dell'Educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'università degli Studi di Roma Tre.


Ombrello e Bastone: due oggetti che accompagnano la nostra esistenza. E come tutte le cose che affiancano la nostra vita, li lasciamo per poi ritrovarli nel bisogno quotidiano. Si ricevono come un dono, senza farci caso. Solo un caso riconosciamo, quello della necessità: necessità di ripararsi o di sorreggersi, a volte l'uno e l'altro. Con il loro aiuto costruiamo immagini che passano fugacemente di fronte ai nostri occhi distratti. A volte questi oggetti sono un ingombro, ci danno fastidio; la mancanza di considerazione impoverisce la sensazione di vivere.

"Sotto l'ombrello porti i ricordi, accanto al bastone li ricordi".

Lo spettacolo che viene proposto è una moltitudine di immagini fantastiche, surreali, caratterizzate da un non-senso che si specchia in quello reale, che giocano sulla forma dei due oggetti apparentemente uguali. Ombrelli e bastoni, sostengono e proteggono i vari momenti dei nostri comportamenti e possono apparire come prolungamenti del nostro corpo; indicano e dicono, ramificando, le nostre emozioni, le nostre intenzioni. Sono testimoni che passano di mano in mano avvertendo che passa anche il tempo.

"Sotto l'ombrello non sono visto, dunque non esisto! Accanto al bastone son visto, dunque esisto". C'è anche una critica alla nostra società mediatica e alle immagini illusorie da cui siamo sommersi. Il teatro può essere il luogo dove le immagini che ci portiamo dentro e accendono la nostra fantasia possono farci ritrovare la nostra identità e la nostra libertà.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Sala Uno, Porta San Giovanni 10, fino al 22 novembre.

Ufficio Stampa: Alberta Spezzaferro ufficio 06.86906774 mob.334.1010171

Durata Spettacolo: 1h - Orari: feriali ore 21.00, festivi ore 18.00.

Prezzi biglietti: €12,00 intero, €8,00 ridotto - €2,00 tessera associativa obbligatoria.

Informazioni e prenotazioni:
clubteatro@gmail.com - www.rem-cap.it - info@salauno.it - www.salauno.it.

Teatro dei Contrari: DISCARDED-RIFIUTI da 17 al 22 a Rima



DOPO IL SUCCESSO DELLA SCORSA STAGIONE
NUOVAMENTE A ROMA AL TEATRO DEI CONTRARI
la NuovaMimesis-TeatriInMovimento
in collaborazione con la
Compagnia di Prosa MettiUnaSeraaCena
presenta
DISCARDED
RIFIUTI
di Tony Padilla
traduzione italiana di Leonardo Franchini
adattamento e regia di Emanuela Dessy
con
Riccardo Franzolini - Fabio Moneta - Andrea Scoscina - Rosanna Sonnino
per info e prenotazioni
nuovamimesis@yahoo.it - 331.2981279

dal 17 al 22 Novembre 2009

Teatro dei Contrari, Via Ostilia 22 - Roma


"Siamo tutti benpensanti, siamo tutti invasi dai nostri buoni sentimenti, siamo tutte persone per bene; siamo tutti pronti ad inorridire rispetto all'ingiustizia, all'indifferenza, all'egoismo. Ebbene, ecco un testo che ci smaschera: "Discarded-Rifiuti" è una breve opera teatrale in due atti che mette in discussione tutte le nostre certezze di buoni cittadini.

Tony Padilla, autore di origine cubana, tocca le nostre coscienze e mostra come di fronte ad un qualunque imprevisto che urta la nostra quotidianità andiamo immediatamente in crisi: ognuno di noi, imbattendosi in un problema che lo costringe a cambiare un programma, un'abitudine, un suo piccolo obbiettivo, si innervosisce, sfugge, si ribella, fino a perdere magari il senso delle cose, l'ordine di importanza dei valori, fino al punto da dimenticare l'etica della vita.

Il testo è una splendida scoperta che dobbiamo a Leonardo Franchini, traduttore dell'opera, che come sempre rende in maniera impeccabile un altro testo inedito nel nostro paese.
Dopo la lettura, resta davvero la voglia di vedere quest'opera realizzata in teatro". Elena Siri – teatro.org

Nota di regia

La storia di "Discarded – Rifiuti", ambientata originariamente a Central Park, New York, come suggeritoci dall'autore per il quale potrebbe essere immaginata in qualsiasi parco pubblico di qualsiasi grande metropoli, si sposta nel nostro adattamento, a Villa Borghese, a Roma. E' una storia di oggi, scarna, cruda, a volte cinica, in bilico tra tragedia e commedia, come lo è sempre la vita.

Una coppia sposata prima, due vecchi amici poi, per qualche giorno in trasferta vacanziera dalla provincia nella capitale, la stessa sera d'estate, mentre in tempi diversi trascorrono un pigro momento di relax tra un aperitivo e uno spettacolo a Caracalla sulla terrazza del Pincio, si trovano loro malgrado coinvolti in un "fuoriprogramma" di enorme portata emozionale: un neonato abbandonato in un cassonetto.

Come reagiscono? Una serie di ragionamenti, reazioni, discorsi, scavano nel cuore e nella coscienza dello spettatore, ponendogli una serie di domande davanti alle quali non può che fare i conti con se stesso.

Un testo tanto semplice quanto difficile, ironico quanto terribile. Decisamente molto bello.

Personalmente, io non posso fare altro che ringraziare l'amico e traduttore, Leonardo Franchini, che dopo avermi già "regalato" due splendide pièce, "El Fangote" di N.Sabatini e "Patriot Act" di C. Duncombe, in Italia in Prima Assoluta, mi ha consigliato questa nuova sfida umana e teatrale.

Emanuela Dessy

La recensione di Alessandro Paesano

Roma, Teatro dei Contrari

(recensione Giugno 09)

Un bambino abbandonato in un cassonetto della spazzatura.
Viene trovato, prima da una coppia sposata in vacanza, poi da una coppia di amici, anche loro in viaggio per diporto.
La presenza dell'infante colpisce, scuote le coscienze, poi, dallo stupore e dal ludibrio (quale animale farebbe questo ai propri cuccioli?) si passa ben presto a una reazione più personale. Ogni componente delle due coppie reagisce in maniera diversa, il marito della prima coppia e il professore della seconda sono più cinici, più realisti, cercano di non farsi coinvolgere dal ritrovamento; la moglie e lo scapolo più giovane si lasciano invece tentare dall'idea di prendersi cura del bambino in prima persona. L'infante li costringe a confrontarsi e a specchiarsi nella diversità dell'altro e a non riconoscersi più: la moglie nota la propria acquiescenza, lo scarto tra il carattere forte e indipendente di una volta e il quieto vivere del presente. Il giovane scapolo fa, forse per la prima volta, davvero i conti con una solitudine che lo attanaglia sin dai tempi d'infanzia, solitudine che ha sempre vissuto come una colpa, tanto da nasconderla all'amico.
Un teso apparentemente semplice nato dal genio icastico di Tony Padilla, scrittore statunitense di origini cubane, che, senza nemmeno aver bisogno di mettere il neonato in scena (rimane sempre dentro il cassonetto, dormiente, non ne sentiamo nemmeno i vagiti) se ne serve abilmente per tastare il polso all'essere umano occidentale, cioè a noi.
A Padilla non interessa però mettere alla prova il senso civico dei suoi personaggi. Si trattasse solo di questo la pièce si concluderebbe subito dopo essere iniziata. Padilla si serve della presenza fantasmatica del neonato per indagare due diverse forme di famiglia, quella classica borghese che ha fatto dei figli di suo e quella davvero anticonvenzionale di due amici scapoli (ed etero) che avendo rinunciato a sposarsi convivono per fronteggiare le spese. Amore e amicizia, pure, sempre due famiglie.
E se il marito è quello meno disposto a cambiare la propria vita di routine (che per lui è la massima spirazione finalmente raggiunta) anche il professore, che sublima la propria vocazione paterna nel suo ruolo di insegnante (sono tuoi solo per qualche anno poi devi lasciarli andare via) non vuole farsi coinvolgere emotivamente dal ritrovamento. Le loro controparti, una madre e un giovane che scopre di aver sacrificato troppo presto la propria vocazione paterna, non esitano invece a reagire con un'assunzione di responsabilità irrazionale ma viva lasciandosi tentare dall'idea di farsi carico direttamente del bambino.
Poi mentre la coppia sposata si allontana dal parco (e dal cassonetto) distratta dal rispender le fila di una relazione amorosa che solo per un attimo ha vacillato e sembrato cedere, i due scapoli, non avendo amori da difendere, possono alla fine prendersi davvero carico della situazione e avvertire almeno una guardia.
Discarded è ambientato originariamente al Central Park di New York, ma, per stessa ammissione del suo autore, potrebbe svolgersi nel parco pubblico di qualsiasi grande metropoli. Emanuela Dessy lo prende in parola e trasporta la scena nella romana Villa Borghese e nella terrazza del Pincio. Certo, Roma non è New York e infatti come ci ha confessato la regista, qualche dubbio sulla trasposizione romana era stata sollevata dagli attori che si sono ben presto ricreduti.
L'adattamento di Emanuela Dessy è strategico ed efficace, la coppia sposata diventa una coppia di
provincia, berlusconiana (almeno lui) (ma finanziano i partiti di entrambi gli schieramenti) e cattolica (ma non per questo hanno rinunciato a usufruire dell'aborto) mentre i due scapoli (coppia assai più consueta nella grande mela che qui da noi) diventa una coppia di amici borghesi e intellettuali, ottimi compagni di viaggio. Il lavoro di Dessy non si è limitato all'adattamento. Dall'impiego di una scena minimale (una panchina e il cassonetto) con un indovinatissima inversione di prospettiva (nella prima parte, che vede in scena la coppia sposata, la panchina è di fronte al pubblico e il cassonetto in fondo a destra, nella seconda, quella dei due amici, la panchina è di spalle e il cassonetto avanti a sinistra), alla direzione degli attori (riuscendo a convogliare una certa loro ruvidezza nella concreta costruzione del personaggio) La Dessy si muove nel testo e col testo con una una leggerezza di tocco che caratterizza tutti i suoi lavori. Non ultima una cura mai

banale per le musiche che, specialmente in questo caso, costituiscono più che una quinta sonora una vera e propria controscena: dalle musiche tribali suonate dagli astanti della piazza (con tanto di applausi) a tutta una serie di rumori e suoni (l'elicottero, le sirene della polizia) fino ai suoni bucolici del parco. Una cura fatta con coerenza che individua una canzone, che fa da leit-motif, per ognuna delle due parti (Blasco nella prima e Gianna Nannini nella seconda) fino al finalissimo dove Elio e le storie tese canta proprio di bambini abbandonati nei cassonetti (cassonetto differenziato per il frutto del peccato).
Insomma Emanuela Dessy non si è limitata a portare in scena un testo magnifico ma ne ha fatto una sua creatura, da vedere e apprezzare anche per questo.

Lo spettacolo è nuovamente in scena dal 17 al 22 Novembre.
Non perderete mica l'occasione?

Tour Theandric Teatro “Giovanna D’Arco” al Teatro Tonio Dei Lanusei



Prosegue con "Giovanna D'Arco" il tour di Theandric Teatro Lanusei, 13 novembre Teatro Tonio Dei



La storia della pulzella d'Orleans rivisitata come inno alla pace e alla nonviolenza.
Dopo tre matinée con spettacoli dedicati agli studenti, prosegue il tour sardo di "Theandric Teatro in Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza".

La compagnia teatrale fondata nel 2001 da Maria Virginia Siriu e dall'attore e regista Gary Brackett del Living Theatre, ritorna sul palcoscenico per il pubblico di Lanusei.

Per questo nuovo appuntamento che riecheggia come una denuncia della guerra come mezzo per dirimere le controversie, Maria Virginia Siriu porta in scena domani venerdì 13 novembre alle ore 21 al Teatro Tonio Dei in viale Don Bosco "Giovanna D'Arco, anche lei oggi sceglierebbe la nonviolenza come strumento di lotta".

La vicenda umana e spirituale di Giovanna D'Arco viene ripercorsa nei momenti salienti della sua breve vita: il dialogo con le voci, le battaglie, l'incoronazione e il tradimento di Carlo, la prigionia e il processo. Nello spazio angusto di una cella della prigione, nella dimensione mistica della preghiera, Giovanna incontra le figure carismatiche del pacifismo internazionale, Gandhi e Martin Luther King, con cui condivide la stessa esperienza di vita.

Scritta, diretta e interpretata da Maria Virginia Siriu su testi di Gandhi, Hannah Arendt, Paul Claudel, Jeanne D'Arc au Bucher, la pièce è un'intensa riflessione sulla necessità di affrontare problematiche globali e conflitti vari, da altri punti di vista e soprattutto con strumenti alternativi alla logica del più forte.

Anche questo spettacolo come tutta la programmazione della tournèe 2009-2010 di Theandric Teatro si ripropone come un nuovo, un altro piccolo tassello per la diffusione della cultura nonviolenta. Gli ideali pacifisti di "Giovanna D'Arco" però non sono inattivi, vanno oltre al rifiuto della guerra e della violenza, tra le azioni sceniche e i testi interpretati sul palcoscenico da Daniela Collu, Maria Virginia Siriu e Massimo Zordan, risuonano l'ispirazione e l' incoraggiamento ad agire in prima persona perchè anche il singolo può contribuire a costruire un mondo di pace.

Ma le controversie in cui si trova a vivere "Giovanna" riguardano anche il vissuto quotidiano, il mondo della scuola, la famiglia e la società in generale dove l'esasperazione della competitività diventa in alcuni casi l'innesco della componente aggressiva. Di fronte a questa quotidianità, in Giovanna sostenuta anche da una fede incrollabile, prende sempre più corpo un senso di responsabilità e l'inutilità della violenza. La sua è una lenta conversione che le fa comprendere l' importanza di proseguire le sue battaglie senza cedere all'uso della forza.

Seguendo un filo analogico, quelle vicende in cui è coinvolta Giovanna, sono riproposte in un mondo contemporaneo e i molteplici aspetti della sua vita si incarnano di volta in volta nei visi degli interpreti. Nella trasposizione teatrale, Giovanna è presentata come il paradigma della personalità nonviolenta, appare quasi sospesa in una dimensione tra i ricordi del suo passato e l'incombente necessità di affrontare una lotta nel presente. Un'attualità nella quale Giovanna potrebbe essere coinvolta, ma, in lei è maturato il convincimento dell' inutilità dell'uso delle armi per dirimere le dispute. Come molti suoi coetanei, è chiamata a partecipare a giochi che non conosce, ma nonostante tutto non si vuole arrendere e, se la violenza è inutilizzabile continuerà la sua lotta con altri mezzi.

Viene qua sfatato il luogo comune del nonviolento come persona pacifica e passiva mentre al contrario si fanno notare le doti di attivismo, coraggio e responsabilità individuale che possono caratterizzare quanti hanno fatto propria la scelta nonviolenta.

Le coreografie sono di Owen Perez Cesar, costumi di Valentina Chirico, allestimenti scenografici di Giorgio Puddu e Antonello Puddu, musiche composte da A.Honneger, Lazaro Ros, Kamkars.


Per informazioni:
Associazione culturale Theandric
Via Goretti, 2 Cagliari –Pirri
Segreteria: h. 16-19
Lunedì, mercoledì, venerdì
Tel. +39 070 9533059,
cell.+39 3883679790
e mail: organiz.thendric@yahoo.it
web: www.theandric.org

Ufficio stampa:
Antonio Rombi
cell. +39 3924650631
e mail: antorombi@tiscali.it
e mail: antoniorombi@libero.it


L'Accademia D'Arte Drammatica Silvio D'Amico indice la 5 ed. del Master in Critica Giornalistica

Sotto l'Alto Patrocinio del
Consiglio Superiore Internazionale dell'UNESCO per il Cinema, la Televisione e la Comunicazione Audiovisiva
e del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani
in collaborazione con UE - Fondo Sociale Europeo, Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali e Regione Lazio

3 BORSE DI STUDIO DISPONIBILI

Al via le iscrizioni per accedere alla 5° edizione del Master in critica giornalistica di Teatro, Cinema, Televisione e Musica, istituito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Dipartimento per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.

Il master fornisce, grazie alla peculiarità degli insegnamenti previsti, al tirocinio giornalistico riservato agli allievi ed all'alta professionalità dei docenti impiegati, un importante titolo di studio ed un'elevata specializzazione per coloro che vogliono entrare concretamente nel mondo del giornalismo e della gestione ed organizzazione degli uffici stampa dello spettacolo.

Grazie al supporto della testata giornalistica Recensito, tutti gli allievi potranno fin dalle prime lezioni d'aula, sperimentarsi nell'attività giornalistica e nel ruolo di critico teatrale, cinematografico, televisivo e musicale seguendo eventi e manifestazioni nei maggiori teatri e sale cinematografiche italiane. Sarà inoltre possibile seguire le conferenze stampa per le anteprime TV di Rai e Mediaset, nonché eventi internazionali come la Biennale di Venezia e il Festival del Cinema di Roma, il tutto in perfetta sintonia con la nostra convinzione che un mestiere lo si impara sul campo, vivendolo e sperimentandolo quotidianamente.

La partecipazione al master ed il superamento dell'esame finale determina il rilascio del Diploma di Master di I livello in critica giornalistica ed il riconoscimento di 60 crediti formativi universitari.

Le candidature dovranno essere inviate entro e non oltre il 23 gennaio 2010.

Durata:

dal 11/02/2010 al 18/09/2010
(Orario delle lezioni: giovedì 16.00/20.00 --- venerdì 16.00/20.00 --- sabato 10.00/13.00)

per una durata complessiva di 1.500 ore (pari a 60 crediti formativi universitari) suddivise in 220 ore di lezioni frontali in presenza, 500 ore di studio individuale, 600 ore di tirocinio giornalistico presso la testata giornalistica online “Recensito”, 180 ore di attività complementari.

Per ulteriori informazioni e per prendere visione del Bando Ufficiale che regola l’accesso al corso e le modalità di assegnazione delle borse di studio, è possibile visitare il sito del master all’indirizzo www.criticagiornalistica.it, la segreteria didattica può essere contattata chiamando il centralino dell’Accademia al numero 06/8543680 oppure 06/8413233 (Resp.le Dr.ssa Eleonora Bove).

E’ inoltre attivo per informazioni specifiche, il nostro Mobile Call Center al numero 340 2995425.


La Direzione Didattica
Accademia Nazionale Statale d'Arte Drammatica
"Silvio D'Amico"

Good morning Aman un film bello e non retorico con un grande Valerio Mastandrea

Presentato alla 66° edizione del Festival del Cinema di Venezia, per la 24° settimana della critica. Good morning Aman esce nelle sale il 13 novembre in 30 copie. Il film coprodotto da Valerio Mastandrea e distribuito da Cinecittà Luce racconta la storia di due emarginati che lottano per capire come integrarsi nel nostro paese il primo: Aman (Said Sabrie) l'emarginazione la subisce, è un ragazzo italiano di origine somala, ha quasi 20, è bello, intelligente, astuto, domina ogni sfumatura della lingua italiana, è arrivato a Roma all'età di 4 anni scappando da Mogadiscio e dalla guerra. Il secondo: Teodoro (Valerio Mastandrea) è romano, quarantenne, ex pugile, ha scelto di auto emarginarsi: non esce da casa da tre anni, è prigioniero delle sue colpe e del suo passato da espiare. Aman e Teodoro si incontrano sul terrazzo di un palazzo dell'Esquilino. I due, diversi ma complementari, stringono amicizia, trovando così la forza di liberarsi dalle catene che gli anno costruito intorno.

La casa di distribuzione Cinecittà Luce, ha una particolare attenzione per le produzioni indipendenti, e per le opere prime, o seconde, in poche parole per lo scoprire nuovi talenti, come Claudio Noce regista di Good morning Aman.

Claudio Noce incontrò il vero Aman (che all'poca aveva 18 anni) mentre stava girando un documentario sul centenario della CGIL, e il ragazzo alternava momenti di rabbia, alla voglia di raccontare come poteva affrontare la sua vita nel nostro paese. Noce spinto da quella conoscenza, iniziò ad avere voglia di incontrare questi italiani di seconda generazione e girò nel 2007 un documentario "Adil e Yusuf" Già all'epoca il giovane regista aveva il progetto di realizzare un lungometraggio sull'argomento, l'apporto di Valerio Mastandrea,dal punto di vista sia artistico, che di presenza costante sul set, ha aiutato Claudio Noce a concretizzare il suo progetto. I due si erano già conosciuti durante la lavorazione di "L'odore della notte" di Claudio Caligari,nel 1998, in cui Claudio Noce era assistente alla regia. Il film è stato girato con sapienti accorgimenti tecnici, un uso delle ottiche molto strette che permette di stare addosso agli attori e coglierne ogni sfumatura espressiva, momenti di sospensione per lasciare la libertà agli spettatori di riflettere sui personaggi, mettere in nitido il personaggio che parla e sfocato l'altro, o l'ambiente circostante, per sottolineare che quello che sembra un dialogo è in realtà è un monologo. "Good morning Aman" è un romanzo di formazione in cui si mettono a confronto due umanità smarrite alla ricerca della propria identità, dove si racconta l'integrazione attraverso una storia privata. Grande prova da attore di Valerio Mastandrea, che si è misurato con un personaggio particolarmente inquieto.

Valerio Mastandrea ha prodotto il documentario presentato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Roma "L'Aquila bella me", titolo preso da una canzone popolare abruzzese. Documentario che alcuni studenti aquilani hanno iniziato a girare l'otto aprile 2009.

Good morning Aman a Roma verrà proiettato nei cinema : Quattro fontane, Eden, Tibur, Nuovo cinema Troisi.

Regia : Claudio Noce

Soggetto: D. Ribon. E. Amoruso. C. Noce

Sceneggiatura: D.Ribon. H.Scleef, C. Noce, E. Amoruso

Prodotto da : Dodo Fiori per Dna cinematografica srl

In collaborazione con Rai Cinema

Produttori esecutivi L. Vianello, A. Russo Russinelli

Produttore associato V. Mastandrea per Relief srl

Distribuzione italiana Cinecittà Luce

Personaggi Interpreti

Teodoro Valerio Mastandrea

Aman Said Sabrie

Sara Anita Caprioli

Said Amin Nour

Brando Giordano De Plano

Bruno Adamo Dionisi

Moglie di Teodoro Sandra Toffolatti

Durata 105 min.


Miriam Comito

mercoledì 11 novembre 2009

Teatro Dal Verme: JO di Cameron Jamie. 17 novembre ore 21.30


Hangar Bicocca e Comune di Milano presentano

JO di Cameron Jamie, con live musicale di Keiji Haino

a cura di Andrea Lissoni

al TEATRO DAL VERME IL 17 NOVEMBRE

Una nuova proposta di Hangar Bicocca, dopo la straordinaria lettura di Tiziano Scarpa, valorizza la mostra FUORI CENTRO in corso sino al 10 gennaio 2010

Cameron Jamie (Los Angeles, 1969) è una delle figure più straordinarie e misteriose del panorama artistico visivo internazionale. Ha esposto in gallerie, musei, centri d'arte e festival cinematografici, cura mostre, insegna in California ed è un formidabile conoscitore delle sottoculture e delle loro espressioni, da quelle musicali a quelle visuali e performative. Nella sua ricerca investiga e documenta, con un approccio del tutto personale, minoritarie tradizioni del folklore contemporaneo e forme culturali inedite che emergono ai margini della civiltà. Per questa minuziosa ed originalissima ricerca, Cameron Jamie fa uso di film, installazioni, disegni, fotografie e live media. I suoi film, presentati esclusivamente nei teatri e accompagnati dal vivo spesso dalla band di culto della scena rock-metal Melvins o dal grande musicista giapponese Keiji Haino, hanno esplorato soggetti come le sessioni di wrestling organizzate nei tipici cortili (backyards) delle abitazioni californiane dai teenager (BB, 1998-2000), le notti adolescenziali di Halloween trascorse in case abitate da fantasmi (Spook House, 2002-2003), i riti fra il demoniaco, il religioso e l'iniziatico nelle manifestazioni popolari in Tirolo per la notte di San Nicola (Kranky Klaus, 2002-2003). Le opere di Cameron Jamie, artista schivo e ritirato dai riflettori del mondo dell'arte, sono state presentate nei più importanti spazi espositivi tra cui the Walker Art Center (Minneapolis), Salzburger Kunstverein (Salzburg), Neue Galerie am Landesmuseum (Graz), O.K Centrum für Gegenwartskunst (Linz), Whitney Museum of American Art (New York) e Centre Georges Pompidou (Paris).

Jo (60', 2004) è il film più recente di Cameron Jamie ed è articolato in due parti distinte che mostrano in modo alternato le cerimonie legate alle manifestazioni d'indipendenza di Francia e Stati Uniti: le pratiche rituali legate all'identità ed al simbolismo di Giovanna d'Arco e la gara annuale a chi mangia più hot-dog che si svolge il 4 luglio a Coney Island. Fra Orlèans, Parigi e gli States, una parata ed una competizione popolare, Cameron Jamie - che avrebbe sentito nominare l'eroina francese in un fast food grazie alle patatine alla Jeanne d'Arc - confronta non solo i valori patriottici delle culture europee e nordamericane, ma anche e soprattutto come e da chi si generano, appropriano, distorcono e cristallizzano, gli immaginari contemporanei. Film dalle sequenze e dal montaggio inusuale e a tratti sconvolgente per radicalità, bellezza e aggressività, Jo è accompagnato dal vivo da una viscerale, apocalittica e potentissima performance musicale di Keiji Haino. Il film finisce per prendere la forma di un'originale riflessione sulle forme più o meno paradossali di costruzione dell'immaginario dell'invulnerabilità.

Keiji Haino (1952) è uno degli artisti più affascinanti ed influenti del panorama musicale sperimentale contemporaneo. Misteriosa e oscura figura intorno a cui gravita l'intera scena del rock psichedelico e noise giapponese, Haino esordisce nel 1971 con il leggendario gruppo noise-rock Lost Araff e raggiunge notorietà definitiva con il trio Fushitsusha. L'approdo alla carriera solista con l'album Watashi Dake segna una tappa imprescindibile: con sola voce e chitarra dà vita ad improvvisazioni di devastante profondità emozionale. Da più di trent'anni Keiji Haino esplora l'intero panorama delle musiche di ricerca e tradizionali del presente dando vita a performance in cui la riscoperta del suono investe qualsiasi tipo di strumento, dalla chitarra alla voce, dalla batteria elettronica al set di gamelan indonesiano. In Haino la tradizione del noise giapponese più aggressivo si fonde con quella del free jazz e del blues, dando forma ad un genere del tutto inedito ed unico. Ha collaborato con i più significativi ed inquieti musicisti a livello internazionale, da Z'EV a Bill Laswell, da John Zorn a Thurston Moore, da Fred Frith ai Faust, incrociando il percorso di artisti visivi aperti sul mondo dei suoni come Tony Conrad, Christian Marclay e, naturalmente, Cameron Jamie. Haino ha pubblicato oltre 100 album.




La Fondazione Hangar Bicocca è nata nell'autunno 2008 ed è stata presentata ufficialmente a Milano il 19 febbraio 2009. La Fondazione, soggetto giuridico senza scopi di lucro, di diritto privato, i cui membri fondatori sono, ad oggi, Regione Lombardia, Pirelli RE, Camera di Commercio di Milano, ha come obiettivo il sostegno delle attività di Hangar Bicocca, luogo di produzione, promozione e diffusione dell'arte e della cultura contemporanea. Hanno aderito alla Fondazione come soci partecipanti anche MBA Group e The Family.

L'identità culturale della Fondazione si fonda su una programmazione di mostre e di eventi caratterizzata dalla esplorazione della possibile commistione tra le diverse arti e i vari campi del sapere. Accanto alla produzione e alla promozione delle arti visive e performative contemporanee, la Fondazione Hangar Bicocca intende proporre una serie di eventi legati alla musica, al teatro, alla danza e alla letteratura, per offrire a Milano uno spazio culturale multifunzionale e internazionale di eccellenza.

Per sviluppare questo ambizioso programma, Hangar Bicocca si è dotato di un Comitato Scientifico composto da due gruppi di professionisti: da un lato, quattro esperti di arte contemporanea, direttori di musei, critici e curatori; dall'altro, quattro esperti nei campi della semiotica, della filosofia, dell'economia e dell'innovazione, con l'obiettivo di rendere dinamico e dialettico il rapporto tra i suoi membri: Jan Hoet, fondatore dello S.M.A.K. di Ghent e Direttore Artistico del MARTa, Herford; Hans-Ulrich Obrist, Co-Director of Exhibitions and Programmes e Director of International Projects alla Serpentine Gallery, Londra; Marc-Olivier Wahler, Direttore del Palais de Tokyo, Parigi; Marina Wallace, Professor of Curation e Direttore di Artakt, Central Saint Martins College of Art & Design, University of the Arts, Londra; e Lotte Darsø, Associate Professor in Innovation at Learning Lab Denmark, School of Education, University of Aarhus; Paolo Fabbri, Professore di Semiotica dell'Arte e delle Letterature Artistiche, IUAV, Venezia; Giulio Giorello, Professore di Logica e Filosofia della Scienza, Università degli Studi, Milano; Severino Salvemini, Professore di Management, Università Bocconi, Milano.

Direttore artistico è, sino al 2012, Chiara Bertola, direttore della Fondazione Furla a Bologna, ideatrice del Premio Furla e Curatore per l'Arte Contemporanea della Fondazione Querini Stampalia a Venezia.

L'Advisory Board, il cui Presidente e' Dominique de Villepin – ex primo ministro francese - ha trovato la disponibilità di figure di alto profilo sia nazionale che internazionale quali Ennio Brion, collezionista e precedente proprietario di Brionvega, Adelina von Fürstenberg, Presidente Art for the World, Ginevra, Franca Sozzani, Direttore Editoriale Conde Nast e Direttore di Vogue Italia, Ghassan Salomè, ex Ministro della Cultura Libanese, Professore di Relazioni Internazionali alla Facoltà di Scienze Politiche di Parigi e Senior Advisor del Segretario Generale alle Nazioni Unite, Igor Ivanov, ex Ministro degli Affari Esteri, Russia, Jean Todt, membro del Consiglio di Amministrazione di Ferrari, Serge Weinberg, ex Amministratore Delegato di CFAO - Gruppo Pinault e presidente di Weinberg Capital Partners

In linea con gli scopi della Fondazione, Hangar Bicocca ha dato vita ad un ambizioso progetto educativo chiamato HB-EDU, che, innestandosi su un progetto didattico precedente, ha raggiunto e contattato 1700 scuole in tutta Italia.

Mostra Fuori Centro:

Sede: Hangar Bicocca, Via Chiese 2 (traversa V.le Sarca) sino al 10 gennaio 2010

Orario: tutti i giorni dalle 11.30 alle 19.00, giovedì dalle 14.30 fino alle 22.00, lunedì chiuso

Ingresso: intero 6 euro, ridotto 4 euro

Telefono: +39 02 8535.31764 www.hangarbicocca.it

info@hangarbicocca.it

CAMERON JAMIE e KEIJI HAINO

TEATRO DAL VERME 17 novembre 2009 ore 21.30

Biglietto intero 10 euro, ridotto 7 euro, include ingresso alla mostra FUORI CENTRO

CREDITS:

Sponsor: Mba, Telesia, The Family

in collaborazione con : Netmage/Xing, Via Farini/Docva/Careoff



Ufficio Stampa Hangar Bicocca:

Lucia Crespi, tel. 02 89415532 - 02 89401645, lucia@luciacrespi.it

Ufficio stampa Teatro Dal Verme

Angelica Cacciapaglia, tel. 02.87905295, a.cacciapaglia@ipomeriggi.it



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martedì 10 novembre 2009

Teatro Dal Verme: Chumbawamba - Music Club - giovedì 12 novembre ore 18.30

MUSIC CLUB - Acoustic 2009 # 2

Giovedì 12 novembre ore 18.30 - Teatro Dal Verme

Chumbawamba

Lou Watts – voce, chitarra, percussioni, tastiere

Boff Whalley – Voce, chitarra, ukulele, clarinetto

Jude Abbott – voce, flauto dolce, tromba

Neil Ferguson – voce, chitarra, basso

Phil Moody – fisarmonica, voce

E' una bella storia di mutazioni e cambiamenti, di progressioni e frenate, successi e ripensamenti, scelte radicali e repentine inversioni di marcia, quella che inquadra il tragitto di una formazione oggi alle prese con una nuova, ulteriore scommessa.

I Chumbawamba sono giunti a un quarto di secolo della loro vicenda artistica, ma molti sono gli spicchi in cui si deve suddividere la lunga marcia compiuta dalla casa occupata di Leeds dove nel 1984 troviamo il seme che genera un collettivo dalle tinte forti e nette. Militante.

Di loro si sa e ci si accorge poco fino al 1997, quando con il singolo "Tubthumping" scalano inopinatamente le classifiche di vendita in mezzo mondo, replicando gli esiti clamorosi anche con il quasi omonimo album"Tubthumper". Prima di quel brano-scoop, per i Chumbawamba ci sono altri otto album, contrassegnati da un taglio politico e ribellistico ben preciso e uno schieramento nell'area anarchica più radicale: è da questa postazione che inviano dischi, intonano canzoni ruvide, cavalcano da una prospettiva punk l'onda della protesta giovanile e dello scontro sociale.

Il disco con cui si presentano sulla scena ha un titolo eloquente nella sua cinica forza provocatoria: "Pictures of starving children sell records" (Le fotografie dei bambini affamati fanno vendere dischi), del 1986, è la risposta alle iniziative che si moltiplicano dopo il Live Aid di Bob Geldof.

Quando, tramite una major e un contratto che per la prima volta li sottrae al circuito indipendente, i Chumawamba sfondano sul piano commerciale, nell'ambiente musicale d'Oltremanica lo scandalo e lo stupore sono palesi.

Dice però la loro traiettoria che il gruppo non recede, né ammaina la bandiera d'opposizione oltranzista e senza compromessi. Restano dunque in un alveo profondamente alternativo, a cambiare sarà la musica, non le idee: il passaggio dai toni più aspri e battaglieri, in chiave agit-prop, a una confezione acustica sembra giovare e senza voltare le spalle alla causa, Chumbawamba mettono a segno con "The boy band have won" (2008) il loro disco più compiuto e personale. Un vero, benefico shock.

Prossimi concerti in Sala Piccola

Giovedì 19 novembre ore 18.30 Robyn Hitchcock Trio

Robyn Hitchcock – chitarra e voce

Stephen Irvine – batteria

Paul Noble – basso

Jenny Adejayan - violoncello

Esponente del rock britannico con i Soft Boys, dai primi Ottanta Hitchcock si avvia alla carriera solista, attraversata con una produzione variopinta, che tocca il folk, il pop, ma anche un elegante rock di marca psichedelica.

Giovedì 26 novembre ore 18.30 Mary Coughlan Trio

Mary Coughlan - voce

Brian Conor - pianoforte

Rod Patterson - basso

Conor Brady - chitarra

Mary Coughlan, originaria di Galway, è la più rappresentativa cantautrice irlandese: nel suo curriculum una quindicina di album di alto livello e un canzoniere teso, sofferto, figlio di un'esistenza tribolata, dalla scrittura raffinatissima. Tra i suoi riferimenti più diretti c'è la straordinaria Billie Holiday.

BIGLIETTI

Concerti in Sala Piccola

Intero Euro 10 + prevendita

Ridotto Euro 8 + prevendita

Appuntamento in Sala Grande

Martedì 8 dicembre ore 18.30

Paolo Fresu e Ralph Towner

Grandi esponenti di una musica totale, che parte dal jazz ma affronta e declina generi e linguaggi diversi, Fresu e Towner (chitarrista-fondatore degli Oregon) presentano in anteprima l'album registrato per la Ecm, in uscita all'inizio del 2010, dove mettono in comune la lunga esperienza professionale in un incontro attesissimo, evocativo e ricco di suggestioni.

BIGLIETTI

Platea Euro 20 + prevendita

Balconata Euro 8 + prevendita

Ridotto speciale Abbonati Music Club e Abbonati Pomeriggi Musicali

Platea Euro 10 + prevendita

Balconata Euro 5 + prevendita

Per informazioni: Teatro Dal Verme (Via San Giovanni Sul Muro, 2 – Milano)

Tel. 02/87905 - www.dalverme.org

Ufficio Stampa : Angelica Cacciapaglia : 02.87905295/328.0325166 - a.cacciapaglia@ipomeriggi.it


Teatro. Presentata “Tosca amore disperato” di Lucio Dalla

SPETTACOLO. PRESENTATA "TOSCA AMORE DISPERATO" DI LUCIO DALLA
Finazzer Flory: "Operazione che valorizza gli Arcimboldi"

Milano, 10 novembre 2009 – E' stato presentato a Palazzo Marino lo spettacolo "Tosca, amore disperato" di Lucio Dalla, in programma al Teatro degli Arcimboldi dal 12 al 22 novembre.

"L'anno prossimo - ha annunciato l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory - è prevista una nuova collaborazione con Dalla che avrà per protagonista Mimmo Paladino e l'arte contemporanea".

"Siamo tre volte soddisfatti per questa Tosca – ha aggiunto -. La prima per il mix tra cultura d'elite e popolare, caratteristica emblematica tanto in Puccini quanto in Dalla. La seconda per la valorizzazione degli Arcimboldi, teatro perfetto per un evento di questa natura dal punto di vista estetico e tecnico. Infine siamo felici per la presenza nello spettacolo della coreografia di Giorgio Armani che offre un tocco in più di milanesità all'operazione".


In allegato la cartella stampa



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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 9 novembre 2009

Lucio Dalla “Tosca amore disperato”

MILANO. FINAZZER FLORY E LUCIO DALLA PRESENTANO "TOSCA AMORE DISPERATO"

Milano, 9 novembre 2009 – Domani, martedì 10 novembre, alle ore 14.30, in Sala Stampa a Palazzo Marino, l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory interverrà alla presentazione dello spettacolo "Tosca, amore disperato", regia di Lucio Dalla, in programma al Teatro degli Arcimboldi dal 12 al 22 novembre.

Saranno presenti Lucio Dalla e il produttore David Zard.


Teatro Vascello: A cena con Amici 11-22 novembre


TEATRO VASCELLO

Direttori Artistici Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann


LA COMPAGNIA TSI LA FABBRICA DELL'ATTORE

in collaborazione con Officine Puricelli

PREMIO PULITZER 2000

A CENA CON AMICI

Di Donald Margulies


Regia Paolo Zuccari

con Paolo Giovannucci, Antonella Attili, Paolo Zuccari, Elodie Treccani

11 -22 novembre 2009

orari: dal martedì al sabato ore 21 domenica ore 18.

Prezzi 15,00 euro intero – 12,00 ridotto

Info Teatro Vascello 06 5881021

http://www.teatrovascello.it/2010/cartellone_2010.htm#cena

Lo spettacolo "A cena con amici" affronta la questione irrisolta della felicità, quell' insanabile dilemma che accompagna la vita di ognuno tra soddisfazioni e delusioni. Ne scaturisce un'analisi sul significato intrinseco del matrimonio, dell'amicizia, dell'amore, del senso stesso della vita. Una critica a tratti ironica sulla "società liquida" teorizzata da Zygmunt Bauman, che accusa la società moderna di smantellare le sicurezze degli individui, costretti a vivere freneticamente e ad adeguarsi agli schemi comuni per non sentirsi esclusi. La Compagnia TSI La Fabbrica dell'Attore porta in scena un testo che nel 2000 è valso al suo autore, Donald Margulies, il premio Pulitzer come migliore sceneggiatura teatrale.

PROMOZIONE SPECIALE: 2 biglietti a 16,00 euro per un minimo di due persone PRENOTATI SUBITO promozione@teatrovascello.it o botteghino@teatrovascello.it

SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO UNO SPAZIO DI LIBERTA' DOVE L'IMMAGINAZIONE DIVENTA REALTA'INFO 06 5881021 - 06 5898031

Teatro Stabile d'Innovazione Ricerca, Formazione e Promozione di nuovi linguaggi

VIA GIACINTO CARINI 78 ROMA MONTEVERDE - VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Come raggiungerci: Il Teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio (Roma) sopra a Trastevere, vicino al Gianicolo. Con mezzi privati: Parcheggio per automobili: lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro.Con mezzi pubblici: autobus 75 si ferma proprio davanti al teatro Vascello e si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure il 44, il 710 e l'871, 870. Treno Metropolitano che si può prendere da Ostiense fermata Stazione 4 venti in Viale 4 Venti a due passi dal Teatro Vascello


Appuntamenti autunno di 13Viole - Corsi, feste, spettacoli e novità natalizie

Con la presente mi permetto di inviare comunicato stampa relativo le nuove attività dell'Associazione Culturale 13Viole, con preghiera di diffusione.

Ringraziandovi per l'attenzione porgo i miei più cordiali saluti e resto a disposizione per ulteriori informazioni,
Pamela B.
Ufficio Stampa 13Viole

Gli appuntamenti dell'autunno di 13Viole

Sono iniziati con successo i corsi di formazione che hanno inaugurato l'autunno di 13Viole

Parallelamente alla formazione, proseguono le attività di animazione per bambini dello Staff che si è esibito lo scorso sabato 31 ottobre in uno show dedicato alla Festa di Halloween. Ma con l'arrivo dell'inverno è al Natale che tutti ci prepariamo e 13Viole non è da meno. Sul sito dell'Associazione infatti è già comparso l'annuncio che Babbo Natale e i suoi folletti saranno disponibili per la distribuzione dei regali a grandi e piccini. E' sufficiente contattare l'organizzazione via mail o telefono e prenotare la visita del simpatico vecchietto e dei suoi aiutanti a casa propria.


domenica 8 novembre 2009

Lian corto festival: Intervista a Pietro De Silva

Pietro De Silva è un bravo attore regista e autore napoletano di nascita ma romano di adozione Il Corriere del web lo ha incontrato.

Ciao Pietro tu curi una rassegna di cortometraggi al Lian Club. Perché ti è venuta questa idea, come scegli i corti e qual è il fine.

Io mi sono avvicinato casualmente al mondo dei cortometraggi, attraverso il Centro Sperimentale di Cinematografia, ho iniziato a fare una serie di corti come attore, e ho iniziato ad appassionarmi al genere. Mi è venuta l'idea di creare questo festival, perchè purtroppo il cortometraggio non avendo mercato, ha vita breve ed è un peccato che questi piccoli film vengano utilizzati solamente nei festival, ho pensato di fare un festival a lunga tenitura, con cadenza bisettimanale, che vada da ottobre fino a maggio in cui si possano vedere più cortometraggi possibili. C'è da dire che il meccanismo che dal fare la regia di un corto fa passare al lungometraggio non è automatico, purtroppo, ho visto dei registi che fanno dei corti stupendi, ma che non riescono ad approdare ai lungo metraggi per la mancanza di lungimiranza produttiva, nel senso che i produttori non hanno il coraggio di andare a cercare i talenti in questo mondo sommerso. I corti non sono un investimento né per gli interpreti né per il regista ma sono comunque un banco di prova importante. Io ho voluto fare questo festival per creare un raduno di addetti ai lavori, dando la possibilità agli attori e ai registi di tastare le reazioni che le loro opere suscitano sul pubblico. I cortometraggi in Tv hanno poca visibilità: vengono, si, trasmessi ad esempio su Coming soon e su La 7, nella trasmissione "La venticinquesima ora" ma in orari tardi.

Hai fatto dei corti come regista?

Si uno che si intitola "I pecorari" due poveri disgraziati che vivono in montagna, in una loro bolla di incoscienza e di ignoranza e parlano dei grandi temi universali, fanno una grande tenerezza ma fanno anche ridere è molto comico, gli interpreti siamo io e Alberto Patelli.

Dal 17 novembre al 13 dicembre andrà in scena al Teatro7 Paspartù una jam session teatrale giunta alla seconda edizione. Tu lo scorso anno hai partecipato leggendo una lettera di un partigiano che fu detenuto nel carcere di via Tasso. Quest'anno invece parteciperai come autore con un monologo sulla vita di Frida Kahlo, cosa ci puoi dire di questo spettacolo?

Intanto devo ringraziare il mio amico Massimiliano Bruno che insieme a Sergio Zecca hanno realizzato questa operazione che ha anche uno scopo benefico per aiutare i bambini del Mozambico. (L'incasso delle serate verrà devoluto alla Missione Teatro7 per il Mozambico). La cosa che mi colpi quando andai a fare la lettura l'anno scorso fu la grandissima affluenza di pubblico. Loro con un nulla di pubblicità riescono a fare assemblare attori di livello notevole,e ad avere sempre il teatro pieno. E questo è importante perché in una città come Roma anche eventi a carattere gratuito, per l'immensa mole di proposte fanno fatica, mentre loro sono riusciti a fare un'operazione intelligente, nuova e di valore decisamente alto rispetto alla media. Quest'anno mi è venuta l'intuizione di scrivere un monologo per Frida Kahlo, e conosco un'attrice molto brava Cristina Odasso che le assomiglia in maniera straordinaria, lei leggerà il mio scritto. Io personalmente,invece, leggerò un testo di Massimiliano Bruno, molto toccante in napoletano su un ragazzo che vive a Scampia. E' un dei testi che fece Paola Cortellesi nella trasmissione "Non perdiamoci di vista."

Tu hai partecipato alla fiction che andrà in onda il 12 novembre su Sky fox crime sul mostro di Firenze e interpreti l'avvocato di Pacciani. E' una vicenda un po' particolare in parte ancora avvolta nella nebbia. Come ti sei trovato e cosa pensi di questa fiction.

E' un argomento ancora molto tabù: quando girammo a Firenze noi andavamo per strada ed era palpabile una certa ritrosia tra i fiorentini, è come se fosse una macchia per la loro città, hanno pudore nel parlarne, ma allo stesso tempo curiosità nel sapere cosa c'era dietro a questa vicenda che non è ancora giunta ad una spiegazione logica, nonostante siano morti quasi tutte le persone coinvolte, quindi probabilmente c'erano personaggi intoccabili ad altissimi livelli. Io interpreto l'avvocato di Pacciani. La cosa affascinante, per dare il merito a fox sky di questo è che il livello qualitativo sia di sceneggiatura, sia attoriale è molto alto. Questo per dire che in Italia quando si vuole si fanno scelte qualitative. Non si è cercato di ammorbidire i toni come spesso si fa nelle fiction, in una storia come quella del mostro di Firenze bisognava essere reali, per dare un 'immagine completa. Il regista Antonello Grimaldi disse in conferenza stampa "abbiamo avuto una libertà nella sceneggiatura nella scelta degli attori, e delle location inimmaginabile in altri contesti."

A gennaio andrà in scena al teatro Ghione "I due ladroni" di cui tu sei autore. Di cosa parla quest'opera?

I due ladroni è un testo che si chiamava "L'alba del terzo millennio" che scrissi nel 1990, ed è la storia di due persone, un vinaio e un maestro elementare il primo estremamente religioso il secondo ateo convinto che durante una sacra rappresentazione interpretano i due ladroni, le persone che interpretano S.Giuseppe , la Madonna etc se li dimenticano, i due restano là legati alla croce, gli interpreti sono Augusto Fornari e Massimiliano Giovanetti,e la regia è di Augusto Fornari. Nel corso degli anni è stata rappresentata in tutta Italia da diverse compagnie.

Hai girato il film di Alessandro Piva "Henry" con Carolina Crescentini e Claudio Gioè, sul mondo della droga, quando uscirà? Tu che ruolo interpreti?

"Henry" uscirà presumibilmente a febbraio, il film è sulla spartizione del territorio da parte di bande rivali per la supremazia dello spaccio di cocaina ed eroina, un sottomondo feroce e spietato, ma è un film anche ironico. Io interpreto un fotografo squinternato sempre a rota, molto ambiguo, si schiera a seconda delle convenienze, è la classica caratterizzazione del tossico, ma senza farne una macchietta. E' una cosa di cui ho molta aspettativa per il prossimo anno, speriamo che vada in festival importanti.

E'noto che il cinema italiano ha dei problemi di distribuzione, credi che le cose in questo senso possano migliorare? E in che modo?

Tecnicamente ora c'è una nuova legge che dà un po'di respiro alla cinematografia, sembra che deleghino alle regioni determinati progetti. Il che potrebbe aiutare a cambiare un po' la situazione.

In Italia manca lo spirito di gruppo, il coraggio produttivo,manca l'intuizione nel capire dove sta la fortuna, e come se si dessero la zappa sui piedi, si continua a sfornare opere costosissime che nascono e muoiono, mentre opere ben fatte devono vivere del passaparola, il pubblico andrebbe informato meglio.

Miriam Comito




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