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venerdì 25 maggio 2018

"Il Preferito". Oyes al Teatro Libero di Milano, 31 maggio - 5 giugno

TEATRO LIBERO


31 maggio – 5 giugno

 

IL PREFERITO

 

Uno sguardo feroce su una società dell'apparenza e dei sotterfugi

Diego Vincenti

 

drammaturgia e regia Dario Merlini

con Daniele Crasti, Dario Sansalone

produzione Compagnia Óyes

 

 

Da giovedì 31 maggio a martedì 5 giugno in scena al Teatro Libero di Milano lo spettacolo Il preferito della pluripremiata compagnia Óyes (neovincitrice del premio Hystrio Iceberg 2018).

 

Due fratelli. Un odio antico. Irrazionale. Uno l'opposto dell'altro e allo stesso tempo uno lo specchio dell'altro. Si combattono, si invidiano, si feriscono a vicenda da tutta una vita, rubandosi a turno ciò che hanno di più caro. Saranno costretti ad allearsi per salvare la cosa più importante: il buon nome della Famiglia, non importa a prezzo di quali menzogne e quali crimini. Perché è solo sulla Famiglia che puoi contare per sopravvivere in un mondo cinico e corrotto.

Faranno i conti con il loro passato e si strapperanno le reciproche maschere nell' ultimo, disperato tentativo di conquistarsi l'amore di una donna e il favore di un padre anziano, agonizzante in un letto d'ospedale carico di segreti vergognosi. Come il paese in cui vivono.

 

NOTE DI REGIA

Nonostante le apparenze, con Il preferito ho cercato di raccontare più che una storia familiare, il presente del nostro paese. L'Italia, pur mai direttamente nominata nel testo, è per me molto simile a quel padre gentile ma corrotto, ormai in fin di vita eppure incapace di andarsene e di lasciar crescere i propri figli. 

L'Italia del Preferito è l'Italia che vedo intorno a me: l'Italia clientelare e segreta, l'Italia della crisi economica e della disoccupazione,  della politica come immagine e prodotto mediatico, l'Italia della corruzione serpeggiante che soffoca sul nascere ogni tentativo di cambiamento, l'Italia vecchia, che continua a invecchiare e deteriorarsi, l'Italia di chi resta e soccombe e di chi è costretto ad andarsene per realizzarsi, l'Italia dei diritti civili arretrati e negati alle minoranze etniche e sessuali. 

L'Italia dove, ancora, il buon nome e le apparenze contano più dei fatti e dove l'unica istituzione che continua a funzionare è La Famiglia, nel bene e nel male. La Famiglia è l'unico appiglio per i giovani che non hanno più lavoro né risparmi, la Famiglia è a volte l'unico modo per raggiungere una posizione o per ottenere un posto di lavoro. La Famiglia impera sulla scena politica. La Famiglia, intesa anche solo come clan, è alla base dei casi di corruzione e delle organizzazioni criminali nostrane. 

La Famiglia è, allo stesso tempo, la nostra ancora di salvezza e l'ancora che ci trascina sul fondo del Mediterraneo, o che perlomeno ci impedisce di salpare. L'Italia è un paese dove siamo "figli di...", prima che singoli individui, è un padre (o forse una madre) morente, che da "figli" continua a trattarci, impedendoci di crescere e di emanciparci.

Non è una visiona positiva o ottimista, me ne rendo conto ma credo nel valore polemico del teatro e nella capacità di metterci di fronte ai limiti nostri e della nostra società, a guardarci in faccia impietosamente, forse anche con un pizzico di voluta cattiveria, come contraltare alla narrazione unica e edulcorata della televisione, che da noi è ancora la prima fonte di informazione, prima della rete.

 

Il Preferito è essenzialmente un lavoro di attori, un vero e proprio tour de force interpretativo.

Questo è dovuto sicuramente alla mia formazione ma è anche una precisa scelta estetica e pratica.

Scrivendo il testo mi sono posto la sfida di creare uno spettacolo retto da due soli interpreti, senza per questo limitarmi nel numero, nel genere e nelle età dei personaggi: ho richiesto quindi ai protagonisti non solo di creare un rapporto credibile tra due fratelli costantemente in scena, di spostarne continuamente gli equilibri e i piani temporali, ma anche di calarsi nei panni di tutti gli altri personaggi, differenti per sesso e per età. La figura di Barbara, invece, centrale e continuamente evocata ma mai mostrata, presume uno sforzo immaginativo e di complicità con il pubblico, che viene invitato spesso a "entrare" nella storia e diventarne un personaggio.

 

TEATRO LIBERO

 

IL PREFERITO

 

drammaturgia e regia Dario Merlini

con Daniele Crasti, Dario Sansalone

produzione Compagnia Óyes

 

Date spettacolo:

da giovedì 31 maggio a martedì 5 giugno ore 21.00

 

Biglietti:

intero € 18,  ridotto under25 - over60 € 13, under18 € 10

 

 

Per informazioni e prenotazioni:

Teatro Libero

Via Savona 10, Milano

Tel. 02 8323126

 


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