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giovedì 9 febbraio 2017

LIBERACI DAL MALE di G: Rugo con Roberta Mattei e Davide Tassi al Teatro Brancaccino Fwd: 16/19 febbraio

Da giovedì 16 a domenica 19 febbraio 2017

al Teatro Brancaccino



LIBERACI DAL MALE
di Giampaolo G. Rugo

con Davide Tassi e Roberta Mattei

regia Massimiliano Farau





Liberaci dal male è un vero e proprio thriller teatrale, firmato da Giampaolo G. Rugo,  sceneggiatore e drammaturgo romano che ha già importanti successi all'attivo ("La Svolta", "Killer Joe", "Un uomo a metà"), con la regia di Massimiliano Farau.



Lella e Luca hanno rapito un bambino di pochi mesi: il figlio dell'"ingegnere", il padrone della fabbrica che dà lavoro a tutta la città. Lella (Roberta Mattei, che molti ricorderanno in "Non essere cattivo" di Caligari) è una donna timida e lavora in un centro estetico. Luca (Davide Tassi) è un uomo brutale e violento, il tuttofare dell'ingegnere. Con i soldi del sequestro vorrebbero scappare in Brasile, al caldo, per rifarsi una vita. Nella casa dove sono nascosti, si è rotta la caldaia. Fuori l'inverno gelido avanza. E per placare il pianto disperato del bambino i due cominciano a somministrargli dosi sempre più alte di sonnifero. Come andrà a finire?



Ma soprattutto, che cosa prevarrà in noi? Il desiderio che il bambino si salvi ad ogni costo, o una inconfessabile empatia per l'impresa criminale?






Note d'autore

Sono sempre stato colpito dal fatto che le ultime parole del padre nostro, la preghiera per eccellenza, siano liberaci dal male. Come se per farlo fosse necessario chiedere aiuto a una qualche entità superiore stante l`impossibilità di liberarsene da soli. Ho allora analizzato quello che viene percepito come il più orrendo dei delitti: il rapimento di un bambino. Sono nati così i personaggi di Lella e Luca: i rapitori. Il male.



Come spesso mi succede andando avanti nella scrittura ho scoperto che le paure di Lella e Luca sono le mie paure; le loro frustrazioni le mie frustrazioni; la loro rabbia la mia rabbia; chissà che non siano anche quelle del pubblico e chissà se riconoscere e dare un nome a questo "male" possa essere il primo passo per provare a trovare in un amore reale, concreto e terreno la chiave possibile a liberarsene e a liberarsi senza dover chiedere aiuto a un essere superiore 



Giampaolo G. Rugo









Note di Regia

Liberaci dal male racconta, per usare le parole del suo stesso autore, come "l'amore, nella sua forma forse più pura, assoluta e biologicamente misteriosa: l'istinto materno possa contrastare il male" - a sua volta inteso da Rugo nella sua forma più pervasiva e devastante, in cui la pulsione cieca all'autoaffermazione, le storture della società, e i penetrali più oscuri della psiche (l' '"ombra", come la chiamava Jung, che ognuno porta in sé) possono congiurare per condurre anche il più ordinario degli individui verso azioni efferate.



La forma con cui Rugo sceglie di raccontare questo apologo è quella - raramente praticata - del thriller teatrale: l'attenzione dello spettatore si aggancia alla tensione per l'esito del sequestro di persona che due rapitori improvvisati, Luca e Lella, compagni di vita oltre che complici nel crimine, commettono nei confronti del figlio appena nato del ricchissimo industriale di una anonima cittadina del Nord d'Italia. Ma la preoccupazione per la salvezza del bambino diventa progressivamente, nello spettatore, partecipazione all' "agon" fra il livore ancestrale e il desiderio di rivalsa di Luca e l'improvviso insorgere di un sempre più potente istinto materno in Lella. Come andrà a finire? Ma soprattutto che cosa prevarrà in noi, il desiderio che il bambino si salvi ad ogni costo, o una inconfessabile empatia per l'impresa criminale?



Per un regista affrontare un testo come Liberaci dal male significa principalmente e quasi esclusivamente concentrare il proprio lavoro sulla costruzione della veridicità della situazioni e sul rapporto fra gli attori chiamati a incarnare Luca e Lella. Per la scena abbiamo scelto uno spazio oscuro e sotterraneo, in cui gli oggetti della "quotidianità eccezionale" di un sequestro di persona emergano da un buio assoluto che si presti ad evocare limacciosi recessi psichici così come materni alvei di vita.



Massimiliano Farau



Giampaolo G. Rugo - Bio



Nato a Genova, vive da sempre a Roma. È drammaturgo e sceneggiatore. Laureato in chimica. Studia sceneggiatura con Sergio Donati. Dal 2004 ha scritto la trasmissione Il ballo di San Vito per Radio Italia Network e per tre anni I Magnifici in onda su Radio24. Ha realizzato due documentari nell'ambito del progetto di cooperazione della organizzazione non governativa Movimondo a Manghoci in Malawi finanziato da UNIDEA. Come drammaturgo è stato autore della drammaturgia e delle musiche de La svolta (in scena nel 2009) e adattatore di Killer Joe per la regia di Massimiliano Farau con Francesco Montanari (in scena nel 2010-2011). Il suo testo Un uomo a metà (edito dalla Nerobianco edizioni) è stato premiato al concorso drammaturgico Per Voce Sola 2014. Lo spettacolo, diretto da Roberto Bonaventura e interpretato da Gianluca Cesale ha vinto il Napoli Fringe Festival 2015 ed è attualmente in tournée in tutta Italia.





Massimiliano Farau - Bio



Laureato in Lettere presso l' Università di Roma "La Sapienza", e diplomato in Regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", si è perfezionato presso la Guildhall School of Music and Drama di Londra e la Classe de Maitrise de Mise en Scène di Pélussin.

Ha diretto più di cinquanta spettacoli tra cui: The letter of Last Resort di David Greig, Lungs di Duncan Macmillan, (Teatro Due, Parma), Crollasse il mondo. Storia di Reginaldo e Luisa di Alessandra Mortelliti (Teatro Stabile di Catania), California Suite di Neil Simon, con Gianfranco D'Angelo e Paola Quattrini, Andromaca di Jean Racine, con Manuela Mandracchia, Graziano Piazza e Sergio Romano, L'amante di Harold Pinter, con Mascia Musy e Graziano Piazza, Killer Joe di Tracy Letts, con Francesco Montanari e Edoardo Pesce, Odore di Santità di Laura Forti, con Salvatore Cantalupo, Beckett/Pinter (Teatro Due, Parma e Teatro Mercadante Napoli), Frozen di Bryony Lavery con Elisabetta Pozzi, Maria Paiato, Fausto Russo Alesi,  La Memoria dell'Acqua di Shelagh Stephenson, con Maria Paiato, Manuela Mandracchia, Sara Bertelà,  Peccato che fosse puttana di John Ford, con Pierfrancesco Favino e Lisa Natoli, Mostro di Duncan Macmillan, con Fabrizio Falco, L'ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett, The License di Luigi Pirandello, Gennareniello di Eduardo De Filippo e The Virtuous Burglar di Dario Fo (American Conservatory Theater, San Francisco), Perversioni sessuali a Chicago di David Mamet, Ione di Euripide, Sulle tavole del tuo cuore di Luigi Maria Musati, con Mariano Rigillo, Abelardo Eloisa Eloim di Maricla Boggio (Taormina Arte), Qui di Michael Frayn ( Fondazione Teatro Due, Parma), The Fever di Wallace Shawn, con Giuseppe Bevilacqua, The Man of Destiny e Annajanska, the Bolshevik Empress di G. B. Shaw (Wimbledon Studio Theatre, Londra),  Il Molière di Carlo Goldoni (Teatro Stabile Abruzzese e Teatro Valle).

Ha lavorato, tra gli altri, per il Teatro Due di Parma, il Teatro Stabile di Torino, il Teatro di Roma, Taormina Arte, il Centro Servizi e Spettacoli di Udine,   il Teatro Stabile Abruzzese, Musica per Roma, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni, Il Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, il Wimbledon Theatre di Londra, e l' American Conservatory Theater di San Francisco.

Insegna Recitazione all' Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", e ha a insegnato anche al Centro Sperimentale di Cinematografia, al Centro Internazionale La Cometa e alla Bernstein School of Musical Theatre; ha tenuto laboratori  a "Prima del Teatro" - Scuola Europea per l'Arte dell'Attore,  alla National School of Drama (New Delhi), e all'American Conservatory Theater di San Francisco, alla New York Film Academy.  Ha diretto il Laboratorio di Arti Sceniche del Teatro Stabile Abruzzese. 

Ha tradotto testi di numerosi autori di lingua inglese fra cui: David Mamet, Michael Frayn, Shelagh Stephenson, Edward Albee, Robert Farquhar, Caryl Churchill,  Bryony Lavery, Richard Greenberg, Claire Dowie, Tanika Gupta, Anthony Minghella, John Patrick Shanley, David Greig, Jez Butterworth, alcuni dei quali pubblicati da Reading Theatre, dal Melangolo e dalla Besa Editrice. 





Davide Tassi - Bio



Dal 1990 al 1993 studia le tecniche dell'attore e il lavoro sul personaggio attraverso il metodo di Michail Cechov e Stanislavskij; dal 1995 al 2000 approfondisce, attraverso vari corsi e scuole, l'utilizzo della voce, respirazione e espressione vocale (anche con il metodo Linklater) e il teatro della Biomeccanica; dal 2001 al 2004 approfondisce le tecniche del teatro di narrazione e del racconto orale; dal 2004 prosegue un costante lavoro anche con l'ausilio di coach individuali. Nel 2012 approfondisce le tecniche della scrittura creativa attraverso il master di secondo livello di Minimum Fax (Giordano Meacci e Carola Susani). Nel 2015 scuola di sceneggiatura - Scuola Holden/KINO (Giacomo Durzi e Marcello Olivieri). Nel 2016 Master di sceneggiatura seriale Scuola Holden/Kino (Giacomo Durzi, Marcello Olivieri, Chiara Laudani, Tommaso Capolicchio) .

Esperienze professionali come attore a teatro: 1995 Condanna con assoluzione, regia Marco Miroli e Andrea Baracco. 1996 XXX, regia di Marco Miroli e Andrea Baracco. 1997 Enrico IV, Pirandello regia di Giacomo Nunzi. 1998 Così è se vi pare. Pirandello, regia di Ettore Giandominici. 1999 Canto di Natale ' di C. Dickens regia di Giacomo Nunzi. 2000 L'eccezione e la regola  di Bertold Brecht regia di Antonio Soprani. 2001 Non mi sentivo tra amici, regia Massimo Cardinali. 2005-2006: Porco di Min – Civitavecchia 1943, di Davide Tassi, (tratto dall'omonimo romanzo di Davide Tassi) regia Giancarlo Fares (premio Regione Lazio come opera di importante valore storico e culturale). (Monologo Protagonista). 2007-2008: Come la pioggia cade ridendo, di Davide Tassi, regia Giulio Valentini (Premio Roma Natura) Protagonista. 2009-2010: Squame, di Davide Tassi , regia Giancarlo Fares. Protagonista. 2011-2012: Sei personaggi in cerca d'autore, Pirandello, regia Tenerezza Fattore. Protagonista. 2010-2011: Piazza Fontana, regia Massimo Cardinali (Protagonista). 2012-2013: Il lucertolo e l'animale brutto, di Davide Tassi regia Davide Tassi (Monologo Protagonista). 2014-2015: L'intruso, di Davide Tassi, regia Francesca Rizzi (premio Teatro e Critica miglior spettacolo 2014, premio DOIT Festival come miglior drammaturgia, e premio Riviera dei Monologhi) (Monologo Protagonista). 2016: Avrei Voluto essere Pantani, di Davide Tassi e Alessandro Donati, regia Francesca Rizzi (attualmente in scena). Selezionato dal programma di Rai 3 "Chi è di scena" tra i 4 migliori spettacoli del mese in Italia insieme a Emma Dante, Pippo del Bono e Paolo Rossi (Monologo Protagonista).

Esperienze nel cinema: 2013: IO... DONNA di Pino Quartullo (dal romanzo di Matteo Bonadies). Soggetto e sceneggiatura Pino Quartullo. Musiche Alessandro Dimito. Con Margherita Buy, Sergio Rubini, Massimo Wertmuller, Giampaolo Morelli, Nicola Nocella, Davide Tassi, Crescenza Guarneri, Valentina Cenni. 2015: Due cuori e una sottana, di Davide Tassi e Giulio Valentini, regia Giulio Valentini (Protagonista).





Roberta Mattei - Bio



Nasce a Roma nel 1983, all'età di dodici anni incontra il teatro e comincia a formarsi con Il teatro della Dodicesima. Studia con importanti maestri italiani e russi, nel 2006 viene ammessa al Centro Sperimentale di Cinematografia diplomandosi nel 2008. Uscita dalla scuola debutta a teatro con Il Vantone di P.P.P per la regia di Roberto Valerio e nel 2013 con lo spettacolo L'impresario delle smirne di Goldoni. Collabora con la Compagnia Demix, vincitrice di diversi premi per il teatro contemporaneo con lo spettacolo Ri- evolution. Negli stessi anni gira il suo primo mediometraggio come protagonista, So che c'è un uomo di Gianclaudio Cappai, in concorso nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2013 viene premiata da Alessandro Haber come Miglior Attrice al festival "I Corti sul Lettino, Cinema e Psicoanalisi" per il corto Nati per Correre di Michele Vannucci.

Approda alla televisione lavorando con Luca Manfredi, Gigi Proietti (L'ultimo papa re), Riccardo Donna (Nero Wolfe), Jan Michelini (Don Matteo). La sua carriera è formata anche da incontri e collaborazioni con fotografi, scrittori, pittori, danzatori e soprattutto musicisti. Canta e ama sperimentarsi in diverse forme artistiche, crea spettacoli di carattere principalmente sociale e civile e nel 2013 mette in scena lo spettacolo Le strade raccontano sulla resistenza italiana scritto da Claudio Beghelli edito da Prospettiva Editrice e nello stesso anno fa la sua prima esperienza di insegnamento presso il carcere di Rebibbia. Nel 2014 è scelta come co-protagonista per il ruolo di Annarella nel film Italian Race di Matteo Rovere con Stefano Accorsi. Sempre nel 2014 incontra il Maestro Claudio Caligari e partecipa alla sua ultima opera, Non essere Cattivo, come coprotagonista. Dal 1999 al 2002 studia Recitazione con Flavio Albanese. Segue dei Seminari sulla voce con Isa Carloni, sulla recitazione cinematografica con Massimo De Lorenzo, biomeccanica con Alberto Bellandi e N. Karpov, sulla Commedia dell'Arte con Michele Casarin.Studia canto presso l'Ass. Spinaceto Cultura. Appassionata di musica studia Fisarmonica Pianoforte e sassofono, studia danza e canto.




Gio. ven. e sab. ore 20 dom ore 18 – biglietti € 15,50

Teatro Brancaccino
Via Merulana, 244 - 00185 Roma
tel. 06 80687231



www.teatrobrancaccio.it/brancaccino/stagione-2016-2017/846-liberaci-dal-male.html


www.rapsodie.it

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