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lunedì 30 gennaio 2017

Al Teatro Verdi il festival Talkin' Menotti con Patrucco Biondillo e Pasi dal 1° al 5 febbraio

Il Festival tra narrazioni e contaminazioni prosegue con il cabaret di Alberto Patrucco e i reading di Gianni Biondillo e Paolo Pasi

1 | 5 febbraio


Talkin’ Menotti, il primo festival di narrazioni e contaminazioni, un intreccio tra parole e musica a cura di Tieffe Teatro Milano, inaugurato con Romina Mondello e il suo struggente Amami o cado, prosegue al Teatro Verdi con altri protagonisti della scena culturale italiana. 

Un acrobata della parola, come Alberto Patrucco, tra la satira e la visione di una società contemporanea normalmente assurda, sarà in scena al Teatro Verdi dall’1 al 3 febbraio con C’era una Svolta, un lungo viaggio nel tempo, complici musiche senza tempo, in uno spassoso spettacolo, che ci afferra per mano e ci trasporta dal pentagramma di un vecchio spartito col disincanto di una feroce ironia.

Seguirà il 4 febbraio un autore di best sellers come Gianni Biondillo, per la prima volta sul palco, con un viaggio a ritroso nella Milano Futurista, raccontato in Come sugli alberi le foglie. Domenica 5 febbraio sarà la volta delle ballate quotidiane del giornalista del TG3 Paolo Pasi con il suo reading musicale Lettere dal futuro, accompagnato dal flautista e polistrumentista Dino Pelissero.


Teatro Verdi
1 | 3 febbraio
Alberto Patrucc
C’ERA UNA SVOLTA
prima nazionale
di Alberto Patrucco e Antonio Voceri
direzione musicale Daniele Caldarini
con
Daniele Caldarini - pianoforte, chitarra, arrangiamenti
Francesco Gaffuri - contrabbasso e basso elettrico

C’era una svolta è un lungo viaggio nel tempo, eppure un breve percorso topografico. È l’esilarante storia di un cabarettista che dalla Brianza approda alla Milano della fine degli anni 70, con i suoi fervori e le sue irrisolte contraddizioni. Un mondo, se si vuole, né migliore né peggiore dell’odierno, semplicemente diverso e quindi unico, irripetibile. 

Tra cabaret impregnati di fumo e night club scalcinati, tra improbabili impresari e spettatori indecifrabili, il Nostro vive una realtà di poeti e saltimbanchi in un tourbillon di sogni sospesi e che un tempo sembrava possibile toccare. Il protagonista, sempre in coda sulla Milano – Meda, ne ride – e parecchio – perché se una cosa la storia insegna è che a prendersi sul serio, non si fa mai un grande affare.

Comicità priva di tormentoni, musiche senza tempo e canzoni rivelatrici, in uno spassoso spettacolo che ci afferra per mano e ci trasporta dal pentagramma di un vecchio spartito ai file multimediali col disincanto di una feroce ironia.


Teatro Verdi
4 febbraio
Gianni Biondillo
COME SUGLI ALBERI LE FOGLIE
prima nazionale

Una generazione di ragazzi cresciuta all’inizio del secolo scorso nelle aule dell’Accademia di Brera volle rivoluzionare l’arte. Si chiamavano Boccioni, Erba, Sironi, Carrà, Russolo. Seguivano le idee avanguardiste del più anziano tra loro, Filippo Tommaso Marinetti, l’inventore del Futurismo.

Con le loro furibonde serate artistiche animarono la città e scandalizzarono i benpensanti milanesi. Erano sinceri interventisti, idealizzavano la guerra come igiene del mondo e partirono senza indugio per il fronte nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti. Molti di loro non tornarono. Fra questi c’era un giovane comasco, Antonio Sant’Elia, architetto dal talento luminoso e sfortunato.

Tutto ciò che ci resta di lui sono una manciata di disegni, ma così belli, così geniali da influenzare l’immaginario dell’intero Novecento. Morì da eroe, sul Carso, nell'ottobre del 1916. È lui il protagonista di Come sugli alberi le foglie, un romanzo corale dalla scrittura vibrante e appassionata, capace di farci rivivere l'epopea di una nazione. 

Gianni Biondillo, per la prima volta sul palco, attraverso la lettura di alcuni brani selezionati del romanzo, accompagnato da proiezioni di video, immagini, canzoni, ci racconterà i sogni e le speranze di questi giovani italiani, illusi dalla retorica dannunziana che li portò sul campo di battaglia a cercare la bella morte. Per scoprirla insanguinata e orribile.



Teatro Verdi
5 febbraio
Paolo Pasi
LETTERE DAL FUTURO
prima nazionale
di e con Paolo Pasi
con Dino Pelissero

Immaginate un mondo in cui le persone sono considerate alla stregua di prodotti finanziari, con tanto di rating esistenziale, e hanno al polso un contaparole, che limita le loro possibilità di comunicazione verbale. 

Un mondo in cui gli incontri d’amore sono affidati ad algoritmi di affinità e i rapinatori sono derubati da cassieri di banca. 

Dove anche i numeri ricorrono alle primarie per contendersi la leadership e avere un selfie dell’anima è un tratto distintivo che fa tendenza. Dove accade che la Befana sia licenziata per scarso rendimento e perfino gli psico-terroristi devono arrendersi all’assurdo quotidiano. 

Ecco in pillole alcune Lettere dal futuro, storie e canzoni di Paolo Pasi, giornalista, scrittore e musicista, che ci guida in un viaggio tra il grottesco e il surreale sul filo della fantacronaca: un mondo immaginario, appunto, in pericolosa rotta di collisione con il nostro presente. 

Fatti non ancora accaduti, ma che potrebbero presto accadere, raccontati in forma di reading musicale insieme al flautista e polistrumentista Dino Pelissero.

SCALETTA

-      L’uomo in sedici noni (lettura)
-      Fuori dagli schermi (canzone)
-      La prossima generazione (lettura)
-      Amore a primo shopping (canzone)
-      Scegli Postbook (lettura)
-      L’editore (canzone)
-      La twitter-società (lettura) 
-      Il chiacchiera (canzone)
-      Microracconti d’amore (lettura)
-      L’uomo che conta (canzone)
-      Jack e la banca (lettura blues)
-      Rating blues (canzone)
-      La Befana in esilio (lettura)
-      Il riformista (canzone)
-      Gli psicoterroristi (lettura)
-      Dario di Livorno (canzone Piero Ciampi)
-      L’arcivernice 2.0 (lettura)
-      Sogno atipico (canzone)
-      Le primarie dei numeri (lettura)
-      Voglia di andare via (canzone)


Dove non indicato le canzoni sono di Paolo Pasi

                                  
TALKIN’ MENOTTI
BIGLIETTERIA


ABBONAMENTI TALKIN’ MENOTTI
Teatro Menotti e Teatro Verdi a scelta

-       5 spettacoli    50 € (abbonamento libero e strettamente personale)


TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - Tel. 02 36592544 - biglietteria@tieffeteatro.it

ORARI BIGLIETTERIA
lunedì e mercoledì 15.00 | 18.00
martedì, giovedì, venerdì 15.00 | 19.00
sabato 15.30 | 19.00
domenica 15.00 | 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana

Acquisti online
con carta di credito su www.teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI
feriali ore 20.30 - mercoledì ore 19.30 - domenica ore 16.30

TEATRO VERDI
Via Pastrengo 16 – Milano - Tel. 02.6880038 - www.teatrodelburatto.it

PREZZI TEATRO VERDI

-       intero 21 € (20,00 € + 1,00 € prevendita)
-       ridotto over 65/under 14 - 10 € (10,00 + 1,00 € prevendita)


ORARI SPETTACOLI
feriali e festivi ore 20.30

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