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martedì 9 febbraio 2016

Celestini all'Astra con il nuovo spettacolo. In "Laika" è un Gesù di periferia tornato sulla Terra



Ultimi posti disponibili in abbonamento. Per i singoli biglietti lista d'attesa in teatro la sera dello spettacolo.


Sabato 13 febbraio l'attore romano torna sul palco vicentino. Acclamato da pubblico e critica, lo spettacolo porta in scena la crisi delle ideologie e delle religioni attraverso lo sguardo degli "ultimi" della nostra società.



(Vicenza, 9.02.2016) Istrionico, irriverente, vero animale da palcoscenico, premiato per i suoi testi letterari e teatrali con i più importanti riconoscimenti tra cui due Premi Ubu e un Premio Hystrio: è Ascanio Celestini, uno dei più amati esponenti del teatro di narrazione italiano, che sta per tornare al Teatro Astra di Vicenza con il suo ultimo lavoro, "LAIKA". Uno spettacolo che sta riscuotendo una pioggia di consensi e in cui – secondo le recensioni che si sono moltiplicate dal debutto romano dello scorso novembre – l'attore e autore romano supera se stesso, offrendo al pubblico una delle migliori prove teatrali della sua carriera. L'appuntamento sul palcoscenico vicentino è per sabato 13 febbraio (ore 21) all'interno della rassegna "Terrestri 15/16" curata da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza. Un evento che è già un successo di pubblico: sono infatti disponibili gli ultimi posti, acquistabili esclusivamente in abbonamento nella formula a 5 spettacoli, mentre per i singoli biglietti verrà aperta una lista d'attesa la sera dello spettacolo alle ore 20 presso il botteghino del teatro.

Lo spettacolo porta in scena la crisi delle ideologie e delle religioni attraverso gli occhi di quegli "ultimi" così cari a Celestini. L'attore infatti veste i panni di un Gesù improbabile, che vive chiuso in uno spoglio monolocale di periferia affacciato sul parcheggio di un supermercato. Mandato per l'ennesima volta sulla terra, questa volta il suo compito non è redimere l'umanità, ma osservarla. Ma Dio l'ha fatto nascere cieco, e così gli ha messo accanto Pietro – reso in scena dalla presenza alla fisarmonica di Gianluca Casadei e dalla voce fuori campo di Alba Rohrwacher -, che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. E poi lo ascolta, lo sostiene e gli racconta quello spicchio asfaltato di mondo, abitato dai facchini del supermercato, da un barbone nordafricano che di giorno chiede l'elemosina e di notte dorme tra i cartoni, da una prostituta che vuole farsi suora, da un'anziana donna "con la testa tutta impicciata"…

Un Gesù contemporaneo, quindi, alle prese con paure, dubbi e riflessioni: sui miracoli, sul triste destino di Giuda, sul suicidio e soprattutto sul quel barbone, con l'idea non di salvarlo dalla sua povertà ma di fargliela vivere allegramente. "Insomma non il Cristo che è vero Dio e vero uomo – spiega Celestini - ma un essere umanissimo fatto di carne, sangue e parole. Non sappiamo se si tratta davvero del figlio di Dio o di uno schizofrenico che crede di esserlo, ma se il creatore si incarnasse per redimere gli uomini condividendo la loro umanità (e dunque anche il dolore), questa incarnazione moderna non potrebbe non includere anche le paure e i dubbi del tempo presente".

"Con la crisi delle ideologie nate dall'illuminismo e concretizzatesi soprattutto nel '900 – conclude Celestini - anche le religioni in quanto visioni totalizzanti e dunque ideologiche hanno subito un contraccolpo. Oggi ci troviamo a rivivere le incertezze del cristianesimo delle origini, frutto dell'ebraismo e seme dell'islam. Queste incertezze vorrei che passassero in maniera obbligatoriamente grottesca e ironica nel personaggio che porterò in scena: un povero Cristo che può agire nel mondo solo come essere umano tra gli esseri umani. Uno che sente la responsabilità, ma anche il peso di essere 'solo sul cuor della terra: vuoi vedere che la trinità è una balla e alla fine salterà fuori che Dio sono soltanto io?'"

"Terrestri 15 16" è realizzato il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Circuito Teatrale Arteven e Askoll.

Abbonamenti (Ascanio Celestini, Fratelli Dalla Via, Dewey Dell, Antonio Rezza e Collettivo Cinetico) a 65 euro l'intero e 55 euro il ridotto. Biglietti a 15 euro l'intero e 12 euro il ridotto.

Informazioni per il pubblico: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it



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