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lunedì 22 giugno 2015

Teatro Coccia di Novara al Festival dei Due Mondi di Spoleto, "Così fan tutte" inaugura venerdì 26 giugno.


Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart
venerdì 26, domenica 28 e lunedì 29 giugno 2015


Novara, 22 giugno 2015. Il Teatro Coccia di Novara si prepara alla trasfera a Spoleto per l'opera che inaugura uno dei più grandi appuntamenti internazionali di teatro, arte, musica e spettacolo, il Festival dei Due Mondi. Come annunciato durante la conferenza stampa di presentazone del festival, venerdì 8 maggio a Roma dal direttore artistico del Festival dei Due mondi Maestro Giorgio Ferrara, presieduta dal Ministro Dario Franceschini, alla presenza del Sindaco di Novara Andrea Ballarè e della direttrice del Teatro Coccia, Renata Rapetti, la 58a edizione del Festival dei Due Mondi debutterà venerdì 26 giugno alle 19.30 (replica domenica 28 e lunedì 29 giugno alle 15.30) al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti con un nuovo allestimento, prodotto con il Teatro Coccia di Novara: Così fan tutte di Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte.

La storia di una scommessa sulla fedeltà femminile, un'opera straordinariamente complessa sul senso dell'amore. L'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata da Riccardo Muti, è condotta da James Conlon, direttore di fama internazionale, le scene e i costumi sono dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, la regia di Giorgio Ferrara, le luci di Daniele Nannuzzi.

Sull'opera
Così fan tutte, o sia La scola degli amanti, è la terza ed ultima delle tre cosiddette opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte, dopo Le nozze di Figaro (1786) e Don Giovanni (1787). Ultima opera buffa di Mozart, fu commissionata dall'imperatore Giuseppe II in seguito al successo delle riprese viennesi di Don Giovanni (maggio 1788) e delle Nozze di Figaro (agosto-novembre 1789). La prima rappresentazione ebbe luogo al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790, quasi al termine di quello che verrà poi definito come il noto decennio d'oro del grande compositore austriaco, poco prima della sua morte. L'opera continua a piacere anche nel terzo millennio: il segreto della sua longevità è nella magia della musica mozartiana, nel raffinato gioco linguistico, nella storia arguta e intrigante di una scommessa pericolosa, raccontata con maestria dai versi di Lorenzo Da Ponte, che mette alla prova la saldezza dei sentimenti per rivelare tutta la fragilità dell'essere umano. Quest'opera, che è stata condannata come immorale dopo le prime rappresentazioni, è oggi considerata, da molti, come una fra le migliori opere di Mozart. Composta dai classici due atti, si snoda attraverso sedici scene nel primo atto e diciotto scene del secondo, raccontando la storia di una scommessa sulla fedeltà femminile: "E' la fede delle femmine come l'Araba fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa!"
Al centro della vicenda, domina il tema amoroso e l'intreccio è di un'ammirevole geometria teatrale. Nella Napoli del XVIII secolo gli ufficiali Ferrando e Guglielmo scommettono con il cinico Don Alfonso che le loro fidanzate, le sorelle Fiordiligi e Dorabella, rimarranno loro fedeli. Don Alfonso vuole dimostrare che le ragazze sono, come tutte le altre, pronte al tradimento. Fiordiligi e Dorabella apprendono da Don Alfonso che i loro fidanzati stanno per partire, richiamati in guerra. Le due donne vengono convinte da Despina, pagata da Don Alfonso, ad accettare la corte di due albanesi che altri non sono che i loro fidanzati travestiti. Secondo il piano concordato con Don Alfonso, i finti albanesi corteggiano le dame, ma Guglielmo si rivolge a Dorabella e Ferrando a Fiordiligi, scambiandosi i ruoli e mettendo alla prova la fedeltà delle fidanzate. Sulle prime, l'atteggiamento virtuoso delle ragazze desta il compiacimento degli ufficiali, ma dopo tante lusinghe, le sorelle, ormai attratte dai due albanesi, cedono accettando di sposarli. Nel bel mezzo del banchetto nuziale viene annunciato il ritorno degli ufficiali. Gli albanesi si eclissano e al loro posto tornano i fidanzati delusi. Guglielmo e Ferrando svelano l'intrigo e alle ingannate e ingannatrici, Don Alfonso riassume la morale della vicenda: alla scuola degli amanti il disinganno può solo portare saggezza. Si celebrino dunque le nozze: Fiordiligi con Guglielmo, Ferrando con Dorabella.
L'amore femminile è superficiale, dunque, ma è anche vero che Ferrando e Guglielmo - gettando i rispettivi travestimenti - sconfiggono il filosofo e perdonano le loro fidanzate. Le virtù dell'amore trionfano col ricomporsi delle coppie così come esse erano in origine. Né il cinismo del vecchio Don Alfonso né le malizie femminili della sua complice, la serva Despina, riescono a snaturare la passione amorosa, che ha subìto una semplice prova, vittoriosamente superata. In altre parole, l'amore è intangibile e inattaccabile dagli assalti che subisce tanto dal razionalismo filosofico quanto dai vizi mondani e se il valore dell'amore sta più nel perdono dei maschi che nell'umana debolezza delle donne, ciò corrisponde perfettamente al maschilismo corrente dell'epoca.

Wolfgang Amadeus Mozart
COSÌ FAN TUTTE
o sia "La scola degli amanti"

dramma giocoso in due atti KV 588
libretto Lorenzo da Ponte
musica Wolfgang Amadeus Mozart

prima rappresentazione assoluta: Vienna, Burgtheater, 26 gennaio 1790

personaggi e interpreti
Fiordiligi Francesca Dotto
Dorabella Ruxandra Donose
Guglielmo Rodion Pogossov
Ferrando Joel Prieto
Despina Marie McLaughlin
Don Alfonso Maurizio Muraro

direttore James Conlon

regia Giorgio Ferrara
scenografia e costumi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo
luci Daniele Nannuzzi

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

International Opera Choir
maestro del coro Gea Garatti

nuova produzione
Spoleto58 Festival dei 2Mondi, Fondazione Teatro Coccia di Novara




FRANCESCA DOTTO | Soprano
Nata a Treviso, ha conseguito la maturità classica e si è diplomata in flauto traverso presso il Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna, sotto la guida del M° Enzo Caroli. Nel 2007 ha intrapreso lo studio del canto con il soprano Elisabetta Tandura con la quale continua a perfezionarsi, dedicandosi parallelamente ad un'attività concertistica che spazia dal repertorio lirico a quello sacro e sinfonico. Nel 2011 ha vinto il primo premio al Premio nazionale delle arti indetto dal MIUR, il primo premio al Concorso internazionale Vincenzo Bellini e si è diplomata con lode e menzione d'onore presso il Conservatorio "A. Steffani" di Castelfranco Veneto. Nel 2012 è stata finalista al Concorso Voci Verdiane a Busseto, al Concorso Iris Adami Corradetti a Padova, ha vinto il secondo premio al Concorso Maria Callas a Verona e ha debuttato al Teatro La Fenice a Venezia interpretando il ruolo di Musetta ne La Bohème di Puccini sotto la direzione di Daniele Callegari. La stagione 2013 è iniziata con la ripresa della produzione de La Bohème (Musetta) ed è proseguita con due importanti debutti: Lucrezia Borgia di Donizetti al Teatro Verdi di Padova e La Traviata di Verdi al Teatro Comunale di Sassari. Il 2014 la vede protagonista al Petruzzelli di Bari (La Traviata) e alla Fenice di Venezia (La Bohème, La Traviata, Don Giovanni).

RUXANDRA DONOSE | Mezzo-soprano
Tra le più celebri cantanti liriche della sua generazione, ha ottenuto il riconoscimento della critica e del pubblico nei più prestigiosi teatri del mondo: Royal Opera House, Metropolitan Opera di New York, English National Opera, Deutsche Oper Berlin, Lyric Opera di Chicago, Los Angeles Opera, Bavarian State Opera, Glyndebourne Festival, Opéra national de Paris e Carnagie Hall, solo per citarne alcuni. Il suo repertorio spazia dal ruolo di protagonista in Farnace di Vivaldi a Octavian ne Il cavaliere della rosa.  Fra i suoi successi più recenti il ruolo di Komponist in Arianna a Nasso alla Royal Opera House, Carmen nella premiere inglese della produzione di Calixto Bieito alla English National Opera, Idamante nell'Idomeneo al Ravinia Festival con James Conlon, Octavian ne Il cavaliere della rosa con la Bavarian State Opera e la Cincinnati Opera e Donna Elvira in Don Giovanni alla Royal Opera House e alla Deutsche Oper Berlin. La sua attività concertistica più recente comprende il ruolo di Marguerite ne La dannazione di Fausto al Verbier Festival; si è esibita inoltre ne L'heure Espagnole di Ravel con la London Symphony Orchestra, ne La mort de Cléopâtre con la Philharmonia e Ed Gardner, nel Requiem di Verdi a Praga con Fabio Luisi; è nuovamente Marguerite ne La dannazione di Fausto con la Royal Philharmonic Orchestra e Charles Dutoit; canta in Nuits d'ete, in tournée europea con la Orquestre Philarmonique de Liege, e in Farnace di Vivaldi a Versailles. Inoltre sono da includere fra i suoi successi la pubblicazione dei CD del Tamerlano di Handel, presentato anche in concerto in tutta Europa con l'orchestra Il Pomo d'oro, e dell'opera di Caldara, recentemente riscoperta, La concordia de' pianeti, sotto l'etichetta Deutsche Grammophon, così come il suo primo CD da solista, Romance, registrato con la Romanian Radio Orchestra. La prossima stagione vedrà nuovamente Ruxandra Donose alla Royal Opera House, Covent Garden, come Komponist in Arianna a Nasso. E ancora si esibirà in ruoli principali al Grand Theatre de Geneve, all'Opera de Lyon, alla Royal Danish Opera e al Gran Teatre del Liceu. Il prossimo anno inciderà inoltre un CD incentrato sul repertorio romantico francese con la Romanian National Radio Orchestra. Ruxandra Donose è rappresentata dalla Intermusica in tutto il mondo, eccetto il Nord America.

RODION POGOSSOV | Baritono
Nato in Russia, agli inizi della sua carriera, nella stagione 2000-2001, si unisce al Lindemann Young Artist Development Program. Debutta alla Carnegie Hall con il Metropolitan Opera Chamber Ensemble cantando Renard di Stravinsky sotto la inimitabile bacchetta  di James Levine e la stagione successiva si esibisce nel suo primo recital alla Carnegie Hall. Concertista di grande pregio, tra le sue presenze come solista sul palco, quella al Suntory Hall e più recentemente la sua splendida interpretazione in un recital di Rachmaninov alla Wigmore Hall accompagnato da Iain Burnside. Di recente si è esibito anche ne La Scala di Seta condotto da Enrique Mazzola insieme alla Orchestre National d'Ile de France e ne Le campane di Rachmaninov al Vara Konserthus. Si esibisce regolarmente nei Carmina Burana, recentemente con la Royal Liverpool Philharmonic e con la London Philharmonic Orchestra. Quest'ultimo concerto è stato distribuito in CD. La stagione 2013-2014 è stata di grande successo per Rodion che per la prima volta ha interpretato Don Giovanni nell'omonima opera con la Oviedo Opera e ha avuto il suo debutto in casa con la Los Angeles Opera in Die Zauberflöte. È inoltre tornato al Metropolitan con Così fan tutte condotto da James Levine. Torna con la LA Opera ne Il Barbiere di Siviglia, e debutta come Silvio ne I Pagliacci al MET e come il Conte Ory alla Seattle Opera. I suoi futuri impegni includono i Carmina Burana con l'Orchestre Philharmonique du Luxembourg e con la Royal PO a Londra. Oltre alla fortunata registrazione di un recital da solista per la prestigiosa etichetta EMI Debut Series, la discografia di Rodion comprende un CD con i brani di Rachmaninov registrato con il pianista Iain Burnside, e distribuito nel febbraio 2014.  Registrerà inoltre Adelson e Salvini con Opera Rara.

MARIE MCLAUGHLIN | Soprano
Si esibisce regolarmente con diverse compagnie, fra le quali quella dell'Opera di Vienna, della Royal Opera e del Metropolitan di New York. Tra i suoi repertori, Susanna, Zerlina, Ilia, Donna Elvira, Despina, Dorabella, Gilda, Micaëla, Violetta, Marzelline, Musetta, Hanna Glawaru e Jenny (Mahagonny).
In concerto, ha cantato per Barenboim, Bernstein, Haitink e Sinopoli. Tra le sue registrazioni, Zerlina con Mackerras, Susanna con Mehta, Marcellina con Jacobs e Lieder di Schubert e Strauss. Più recentemente, ha interpretato La Ciesca (Royal Opera), Marcellina (Festival di Salisburgo, La Scala, l'Opera di Parigi, Barcellona, Metropolitan Opera, Budapest, Royal Opera e Staatsoper di Berlino), Anna ne I Sette Peccati Capitali (WNO), Madama Larina (Glyndebourne, Lille e Torino), Despina (Aix en Provence, Theater an der Wien con Chereau e all'Opera di Scozia), Lillian Disney in The Perfect American e Mrs Grose (Teatro Real di Madrid), Mother Needham nella prima internazionale di A Harlot's Progress di Iain Bell (Theater an der Wien) e la Strega in Didone ed Enea (Teatro Real Madrid). Si ricordano, inoltre, Marcellina in Figaro al Convent Garden e al Ravinia Festival con Conlon, Lilian Disney in The Perfect American al Festival di Brisbane, Mrs. Grose ne Il giro di vite allo Staatsoper di Berlino con Claus Guth e Ivor Bolton nel novembre 2014. Tra i progetti imminenti, Marcellina in Figaro al Festival di Edimburgo nel 2015 con Fischer e al Grand Teatre del Liceu di Barcellona, La Ciesca in Gianni Schicchi al Convent Garden nel 2016 con Pappano e Marcellina in Figaro con la Scottish Opera per la regia di Sir Thomas Allen.

JOEL PRIETO | Tenore
Originario di Porto Rico, è uno degli artisti più richiesti e appassionanti della sua generazione. Dopo aver vinto l'ambito primo premio del Concorso Operalia di Plácido Domingo, si esibisce in alcuni dei più prestigiosi teatri lirici e arene internazionali in tutto il mondo. Durante la stagione 2014-2015, Joel Prieto ritorna al Gran Teatre del Liceu di Barcellona per il ruolo di Ferrando in Così fan tutte e interpreta poi Tamino in una nuova produzione del Die Zauberflöte per il Teatro Municipal di Santiago, in Cile. Sarà inoltre per la prima volta Fernando in Doña Francisquita di Zarzuela al Théâtre du Capitole de Toulouse per tornare poi all'Opera di Puerto Rico come Ernesto in Don Pasquale. In un emozionante debutto alla Santa Fe Opera riprenderà il ruolo di Belfiore ne La finta giardiniera di Mozart diretto da Harry Bicket. Per la sua attività concertistica sarà a Mosca per il suo debutto da concertista in Russia alla Dom Muzyki Chamber Hall, insieme al pianista Semjon Skigin. Canterà il suo primo Requiem di Mozart con la Houston Symphony sotto la bacchetta del nuovo direttore Andrés Orozco-Estrada. Nelle stagioni trascorse, Joel Prieto ha interpretato diversi ruoli, fra i quali: Fenton alla Royal Opera House, Covent Garden, Gran Teatre del Liceu, Théâtre du Capitole de Toulouse; Don Ottavio al Festival di Salisburgo e alla Houston Grand Opera; Ferrando al Bayerische Staatsoper, Palau de les Arts Reina Sofia, Valencia, Washington National Opera, Grand Théâtre di Lussemburgo e al Palm Beach Opera; Tamino al Deutsche Oper Berlin e allo Staatsoper Berlin; Tebaldo in Romeo et Juliet al Deutsche Oper Berlin e in concerto al Concertgebouw di Amsterdam; Ernesto al Teatro dell'Opera di Roma e Almaviva ne Il barbiere di Siviglia all'Opera Puerto Rico. Prieto ha collaborato con direttori d'orchestra quali Fabio Luisi, Yannick Nézet-Séguin, Trevor Pinnock, Robin Ticcati, Daniele Gatti, Roberto Abbado, Ivor Bolton, Ottavio Dantone, Daniele Callegari, Zubin Mehta, Bruno Campanella, Adam Fischer e registi teatrali e d'opera quali Sir David McVicar, Robert Carsen, Claus Guth, Christof Loy, Francisco Negrin, Stephen Lawless, Daniel Satler, Emilio Sagi, Harry Kupfer, Frederic Wake-Walker e Hans Neuenfels.

MAURIZIO MURARO | Basso
È vincitore di prestigiosi concorsi internazionali, "1990 "Katia Ricciarelli"; 1994 "A:Belli" di Spoleto e nel 2000, del premio "E. Wechter"di Vienna. Da più di vent'anni si esibisce nei più importanti teatri della scena mondiale: Metropolitan di New York; opera di San Francisco; Opera Bastille di Parigi; Covent Garden di Londra; Opera di Amsterdam; New National Theatre Tokyo, La Scala di Milano; L'Arena di Verona; il Comunale di Firenze; La Fenice di Venezia. È presente anche a Berlino, nei 2 teatri principali e a Dresda alla Semperoper. Spazia dai maggiori ruoli del repertorio buffo italiano, ai ruoli di carattere, senza trascurare il repertorio drammatico. Ha al suo attivo numerose incisioni per le più prestigiose etichette discografiche e partecipazioni a film e dvd, di vasto repertorio. Ha pubblicato un libro intitolato Il pensiero dell'Arte con una raccolta di lieder e arie dal repertorio americano a quello italiano.

JAMES CONLON
Fra i più apprezzati e versatili direttori della scena contemporanea, James Conlon, ha coltivato un vasto repertorio sinfonico, operistico e corale. Dal suo debutto nel 1974 con la New York Philarmonic, nell'arco della sua carriera, ha diretto in quasi tutto il Nord America e in tutte le capitali europee della musica. Grazie alle tournée in tutto il mondo, all'ampia discografia e videografia, ai numerosi saggi, alle frequenti apparizioni televisive e agli impegni in qualità di ospite relatore, Conlon è fra i più riconosciuti interpreti di musica classica. È Direttore Musicale della Los Angeles Opera, del Ravinia Festival, sede estiva della Chicago Symphony Orchestra, e del Cincinnati May Festival, il più antico festival di musica corale degli Stati Uniti. È stato Direttore Principale dell'Opera National de Paris (1995-2004) per più tempo di qualsiasi altro direttore, Direttore Musicale Generale della Città di Colonia in Germania (1989-2002), ricoprendo anche le cariche di Direttore Musicale dell'Orchestra Gürzenich e dell'Opera di Colonia. È stato inoltre Direttore Musicale della Filarmonica di Rotterdam (1983-1991). Dal suo debutto, nel 1976, ha diretto più di 270 spettacoli al Metropolitan Opera. Con lo scopo di diffondere le opere di compositori soppresse dal regime nazista, si è dedicato alla programmazione della loro musica in Nord America e in Europa. Per il suo impegno nel portare la musica di questi compositori all'attenzione internazionale, ha ricevuto il premio Crystal Globe dalla Anti-Defamation League nel 2017. Nel 2002, ha ricevuto la Légion d'Honneur dall'allora Presidente della repubblica francese Jacques Chirac. Per il Festival dei Due Mondi, nel 2009 ha diretto l'opera Gianni Schicchi con la regia di Woody Allen, nel 2011 ha diretto l'Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo di Napoli per il Concerto finale in Piazza Duomo, nel 2012 l'Ensemble da Camera dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in un Concerto al Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi, e infine nel 2013 ha diretto la Filarmonica della Scala nel Concerto finale Verdi Wagner Gala.

GIORGIO FERRARA
Nato a Roma. Ha seguito il corso di laurea in Lettere e Filosofia dell'Università La Sapienza e il corso di recitazione dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico". È stato aiuto-regista di Luca Ronconi e di Luchino Visconti, con i quali ha intensamente collaborato. Per la RAI ha diretto il film L'uomo che ho ucciso dal romanzo 1912+1 di Leonardo Sciascia, sceneggiatura di Domenico Rafele, Pierre Dumayet e la serie Avvocati di Giancarlo de Cataldo. Per il cinema ha diretto: Un cuore semplice, sceneggiatura di Cesare Zavattini dal racconto di Gustave Flaubert, premiato con il David di Donatello, il Premio Rizzoli, il Premio Saint Vincent e il Nastro d'argento; Caccia alla Vedova, sceneggiatura di Enrico Medioli dalla Vedova scaltra di Goldoni; Tosca e altre due dalla omonima commedia di Franca Valeri, sceneggiatura di Enrico Medioli. Per il teatro ha messo in scena spettacoli di autori classici e contemporanei come Pirandello, Strindberg, Goldoni, Carlo Bernari, Francesca Sanvitale, Enzo Siciliano, Franca Valeri, Cesare Musatti, Natalia Ginzburg e Corrado Augias. Per il Teatro dell'Opera di Roma ha messo in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Per il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha messo in scena: Gogo no eiko di Hanz Werner Henze; Amelia al ballo di Gian Carlo Menotti; Il giro di vite di Benjanim Britten; The Piano Upstairs di John Weidman. Come attore ha partecipato a: Misura per misura e Riccardo III di Shakespeare, regia di Luca Ronconi; Nina di André Roussin, regia di Bernard Murat; Alcool scritto e diretto da Adriana Asti; La Maria Brasca di Testori, regia di Andrée Ruth Shammah; L'inserzione di Natalia Ginzburg, regia di Giorgio Ferrara; Le sedie di Jonesco, regia di Tullio Pericoli; Danza macabra di August Strindberg, regia di Luca Ronconi. È stato Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Parigi e Presidente del Forum des Instituts Culturels Etrangers à Paris.
Dal 2008 al 2012 è stato Presidente e Direttore Artistico della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto, di cui ricopre oggi il ruolo di Direttore Artistico.

DANTE FERRETTI
Nato a Macerata nel 1943, lo scenografo Dante Ferretti, sostenitore di una estetica del 'meraviglioso', si è mosso attraverso le diverse epoche con una libertà che ha sfiorato talvolta la trasgressione storica, rivoluzionando il panorama della scenografia cinematografica dapprima in patria, al fianco di registi come Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini, e poi fuori dai confini nazionali. Intuizioni geniali come il labirinto verticale ne Il nome della rosa (1986) di Jean-Jacques Annaud, la forza visionaria espressa nel kolossal fantasy Le avventure del barone di Munchausen (1989) di Terry Gilliam, la capacità di trasfigurare città e quartieri nelle ricostruzioni realizzate per i film di Martin Scorsese hanno fatto di lui uno dei più brillanti scenografi del cinema mondiale. Premio Oscar, con la moglie Francesca Lo Schiavo, nel 2005 per The aviator di Scorsese e nel 2008 per Sweeney Todd di Tim Burton, tra le sue scenografie successive vanno ricordate quelle dei film diretti da Martin Scorsese Shutter Island (2010) e Hugo (2011; Hugo Cabret, 2012), pellicola per la quale nel 2012 si è aggiudicato insieme a Francesca Lo Schiavo il terzo Oscar della carriera. Nel 2013, in concomitanza con il settantesimo anniversario della sua nascita, il MoMA di New York gli ha dedicato la personale Dante Ferretti. Design and construction for cinema.

FRANCESCA LO SCHIAVO
Nata a Roma, la scenografa Francesca Lo Schiavo, sempre al fianco del marito  Dante Ferretti, ha conquistato Hollywood con i suoi lavori. Già candidata all'Oscar per ben sei volte, ha vinto l'Academy Award per la scenografia di The aviator (di Martin Scorsese, regista con il quale ha lavorato spesso negli anni) nel 2005, di Sweeney Todd nel 2008 (di Tim Burton) e di Hugo nel 2012 (Hugo Cabret, diretto da Martin Scorsese).

DANIELE NANNUZZI
Nato a Roma nel 1949, inizia a lavorare nel 1966 come assistente di suo padre nel film Incompreso di Luigi Comencini. Nel 1972 gira il primo film da operatore alla macchina, Appassionata, prodotto da Tonino Cervi. Affianca grandi direttori della fotografia e nel 1976 firma fotografia e regia della seconda unità di Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, con cui collaborerà per Il giovane Toscanini e Toscana, nei due film-opera Cavalleria Rusticana e Pagliacci, vincitori di due Emmy Award, e nel recentissimo Omaggio a Roma. Ha collaborato con registi come Lizzani, Brass, Jodorowski, Bondarciuck, Cervi, Bolognini, London, i fratelli Frazzi, Oldoini, Negrin, fino al magico incontro con Monteleone, regista di El Alamein; il film ottiene il David di Donatello, il Globo d'Oro, il Premio Gianni di Venanzo, la candidatura al Nastro d'Argento 2003. Nel 2004 firma la fotografia di Empire, una saga sulla Antica Roma prodotta dalla Touchstone e dalla Disney. Con i fratelli Frazzi firma Giovanni Falcone, di nuovo con Monteleone lavora a Due partite, Il tunnel della libertà, Il capo dei capi. A fianco del grande coreografo russo Boris Eifman realizza nel 2011 a San Pietroburgo la versione filmica dei balletti Anna Karenina e Onegin, curandone regia e cinematografia. Nel 2012 il regista Giorgio Ferrara gli affida l'ideazione delle luci per Madama Butterfly al Teatro dell'Opera di Roma e per l'opera The Turn of the Screw di Benjamin Britten al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel 2013 quella dello spettacolo The Piano Upstairs con Alessandra Ferri sempre al Festival di Spoleto. Con il regista Iraniano Babak Payami gira in Canada il film Manhattan Undying.

ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura. L'Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l'attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna. La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent'anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti. Secondo uno spirito che imprime all'orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio, terminato il quale molti di loro hanno l'opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre. In questi anni l'Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento alternando ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid e Buenos Aires. All'intensa attività con il suo fondatore, la Cherubini ha affiancato moltissime collaborazioni con artisti quali Claudio Abbado, John Axelrod, Rudolf Barshai, Dennis Russel Davies, Gérard Depardieu, Michele Campanella, Kevin Farrell, Patrick Fournillier, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Alexander Lonquich, Wayne Marshall, Kurt Masur, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Donato Renzetti, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov, Alexander Toradze, Pinchas Zukerman. Il debutto a Salisburgo, al Festival di Pentecoste, con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa, ha segnato nel 2007 la prima tappa di un progetto quinquennale che la prestigiosa rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha realizzato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano e di cui la Cherubini è stata protagonista in qualità di orchestra residente. Alla trionfale accoglienza del pubblico viennese nella Sala d'Oro del Musikverein, ha fatto seguito, nel 2008, l'assegnazione alla Cherubini del prestigioso Premio Abbiati quale miglior iniziativa musicale per "i notevoli risultati che ne hanno fatto un organico di eccellenza riconosciuto in Italia e all'estero". Impegnativi e di indiscutibile rilievo i progetti delle "trilogie", che al Ravenna Festival l'hanno vista protagonista, sotto la direzione di Nicola Paszkowski, delle celebrazioni per il bicentenario verdiano in occasione del quale, sempre per la regia di Cristina Mazzavillani Muti, l'Orchestra è stata chiamata ad eseguire ben sei opere al Teatro Alighieri. Nel 2012, nel giro di tre sole giornate, Rigoletto, Trovatore e Traviata, in seguito riprese in una lunga tournée approdata fino a Manama ad inaugurare il nuovo Teatro dell'Opera della capitale del Bahrain; nel 2013, sempre l'una dopo l'altra a stretto confronto, le opere "shakespeariane" di Verdi: Macbeth, Otello e Falstaff. Sempre nell'ambito del Ravenna Festival, dove ogni anno si rinnova l'intensa esperienza della residenza estiva, dal 2010 la Cherubini è protagonista, al fianco di Riccardo Muti, dei concerti per le Vie dell'amicizia: l'ultimo, nel 2014, ai piedi del Sacrario di Redipuglia nel centenario della Grande Guerra, insieme a musicisti provenienti da orchestre di tutto il mondo. La gestione dell'Orchestra è affidata alla Fondazione Cherubini costituita dalle municipalità di Piacenza e Ravenna e dalle Fondazioni Toscanini e Ravenna Manifestazioni. L'attività dell'Orchestra è resa possibile grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo, Camera di Commercio di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Confindustria Piacenza e dell'Associazione "Amici dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini".

              Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti - Spoleto   
         
       26 GIUGNO            19:30          
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       28 GIUGNO            15:30          
...................................................
       29 GIUGNO            15:30          
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BIGLIETTI
prima
platea I settore € 160,00
platea II settore € 130,00
palchi platea e I ordine centrali € 110,00
palchi platea e I ordine laterali € 90,00
palchi II e III ordine centrali € 90,00
palchi II e III ordine laterali € 70,00
loggione € 50,00
repliche
platea I settore € 90,00
platea II settore € 75,00
palchi platea e I ordine centrali € 65,00
palchi platea e I ordine laterali € 50,00
palchi II e III ordine centrali € 50,00
palchi II e III ordine laterali € 40,00
loggione € 25,00



Fondazione Teatro Coccia OnlusVia f.lli Rosselli, 47
28100 Novara (NO)
Tel. +39.0321233200 r.a. - Fax +39.0321233250
www.fondazioneteatrococcia.it

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